La testa del pesce.

Mentre la crisi economica prende la sua inevitabile strada (il default italiano -grazie al cielo- e’ quasi inevitabile nei prossimi mesi) c’e’ il solito “all’estero e’ tutto piu’ bello” che scoccia sui commenti. Cosi’, visto che da qualche annetto nel maggico estero ci vivo anche io, volevo chiarire alcune cose.
Il primo punto e’ che quando l’italiano terrone (1) se ne va in giro per l’estero, innanzitutto cerca di operare una qualche operazione di transfer:
  • Qui si vive diversamente.
  • Io ho deciso di vivere qui.
  • Ergo, e’ anche merito mio se qui si vive cosi’.
Questa operazione che avviene nella sua mente lo porta ad identificarsi, in un singolare processo di transfer, nel posto ove ha deciso di stabilirsi. Il principio e’ che se lui , che in Italia era in fondo alla catena sociale, vive in un luogo ove si sta meglio che in Italia, allora non era lui lo sfigato, era l’ Italia che “si e’ persa il meglio”.Il processo e’:
  1. Gli ariani sono migliori di noi italiani.
  2. Io vivo tra gli ariani e mi ci trovo bene.
  3. Allora io sono migliore degli italiani.
Tutto muore, ovviamente, quando qualcuno degli ariani ricorda al nostro italiano che lui non e’ altro che un immigrato che vive in qualche suburbia: ma se paragoniamo alla caverna da cui il nostro immigrato viveva in Italia, allora lui sta molto meglio, ergo si sente estremamente nobilitato. La cosa che il nostro immigrato non capisce e’ semplicemente che sta paragonando le sue condizioni alle sue condizioni italiane, e quindi si sta collocando nella scala sociale italiana. Ma vivendo lui in un altro paese, dovrebbe collocarsi nella scala sociale dell’altro paese. E questo per una semplice ragione: i suoi figli NON ricorderanno l’ Italia, e riconosceranno benissimo di essere “white trash”.
La donna delle pulizie che tiene pulite le cucine (di teekuche ce n’e’ una ad ogni piano) nella HochHaus guadagna circa 1900 euro al mese. E’ tunisina, credo. Ora, sicuramente ha un reddito che in Tunisia corrisponde ad un ceto medio-alto di impiegati di concetto governativi. Unito al minor costo della vita ed alla tendenza al consumismo tedesca, probabilmente ritiene di fare una vita da signora qui in Germania. Ed e’ quello che racconta, con ogni probabilita’, ai parenti tunisini.
Il guaio, pero’, e’ che quando la nostra signora tunisina ha fatto dei figli, loro sono nati in Germania. Loro non vedono che stanno facendo una vita principesca. Non lo vedono perche’ ovviamente non sanno come si vive in Tunisia e non fanno quel paragone. Loro vedono semplicemente che il ceto medio tedesco fa uno stile di vita incommensurabilmente superiore a quello che fa la loro “signora” madre. Vivono in un quartiere ove le case hanno prezzi MOLTO piu’ alti, hanno una diversa istruzione nel sistema semiprivato tedesco, vanno in vacanza in maniera diversa, hanno quei 300 euro di meno addosso in vestiti, non se ne vanno , ogni tanto, a fare i loro 15 giorni di sport invernali da qualche parte. MA specialmente, notano subito che moltissimi locali non li fanno entrare: “dress problem”. E no, cambiare vestiti non servira’ a nulla.
Cosi’ ad una sola generazione di distanza la felicita’ della nostra madre, felice per aver conquistato uno stile di vita cosi’ alto rispetto al luogo di provenienza, si trasforma nel disagio dei suoi figli che NON si sentono affatto promossi, se non quando tornano in Tunisia e possono fare i signori per qualche giorno, coi cugini. Se la madre viveva in cima al mondo, i figli vivono nel ghetto. Il problema e’ che madre e figli vivono esattamente nello stesso posto.
Quindi no, gli immigrati NON vivono affatto “insieme” ai locali. E appena sparisce la memoria delle condizioni iniziali, i figli ci mettono pochissimo a realizzare di essere quel che sono. Le banlieues , certi quartieri di Berlino, certi quartieri di Amsterdam, non nascono che cosi’. Una sola generazione, e l’immigrato felice diventa un emarginato scontento. Senza cambiare status sociale di una virgola, ma semplicemente realizzando nei propri occhi la propria posizione relativa.

Le banlieues nascono cosi: nascono quando la prima generazione di immigrati realizza (perche’ non confronta lo status attuale con quello della terra di origine ma giudica il proprio status col metro locale) che la posizione bellissima che faceva cosi’ felici ed orgogliosi papa’ e mamma (che la confrontavano con la terra di origine) , su scala locale non e’ altro che IL GRADINO PIU’ BASSO DELLA SCALA SOCIALE. Ed e’ per questo che nelle balieues si scardina anche il legame generazionale: i figli accusano i padri di essersi ficcati un un cul de sac, con tanto di sorriso sulla faccia e di orgoglio per essersi emancipati. Ma i loro figli non li vedono emancipati: li vedono per quel che sono. Quelli che fanno “i lavori che i locali non vogliono piu’ fare”. Se preferite, I SERVI. Ed e’ quello che vedranno i vostri figli se emigrate: voi confronterete la vostra posizione con quello che avevate in Italia, i vostri figli vi guarderanno con gli occhi locali, e vi disprezzeranno perche’ vi vedono per quel che siete NELLA SCALA SOCIALE DEL POSTO.

Ma anche sul discorso “il sistema funziona bene per merito nostro” ci sarebbe tutto da dire. In italia, cioe’, spesso il governo e’ la comoda giustificazione per un cittadino subottimale.
Se vivete qui in Germania, ed e’ inverno,  potrebbe anche succedervi di venir tirati giu’ dal letto di notte. Si tratta del premuroso vicino di casa che vi avvisa che sta nevicando, e che e’ meglio per voi spalare il marciapiede. E’ meglio perche’ se non lo faccio, cioe’ se alla fine (e dalla fine) della nevicata il mio marciapiede NON e’ sgombro, la multa e’ di 6800 euro. No, non sto scherzando: inizialmente anche io pensavo che mi stessero perculando, ma alla n-esima conferma, si direbbe che il borgomastro locale sia un tipo cosi’. E non e’ una multa -se cade qualcuno- , perche’ se cade qualcuno e si fa male devo -a parte- pagargli i danni.
Allora, l’italiano medio mi dira’ “ecco, perche’ il governo italiano non lo fa?”. Ora, davvero pensate che sia un problema del governo? Pensate DAVVERO che al vostro sindaco faccia schifo intascare 6800 euro di contravvenzione?
Pensate che al comune farebbero schifo i soldi delle multe? No. Perche’ allora il comune di Milano non piazza 6800 euro di contravvenzione? Per una semplice ragione: perderebbe voti. Aha. Ma dobbiamo capire che “perderebbe voti'” non e’ un evento cosmico che capita perche’ ci sono degli asteroidi che cascano. “Perderebbe voti” significa che il popolo italiano NON voterebbe un governo che voglia fare questo. Ed e’ per questo che noi abbiamo i marciapiedi stracolmi e le citta’ bloccate alla prima neve.

Lo stesso dicasi delle autostrade. Ci sono a dire il vero solo due AutoBahn nelle quali non c’e’ limite di velocita’. Che bello, vero? Ma c’e’ un piccolo problema: potete correre quanto volete, ma se -ad insindacabile parere della Polizei- commettete una “guida pericolosa” andando troppo in fretta, ci sono multe a quattro-cinque zeri, ritiro della patente per anni quando non cancellazione, sequestro o a seconda della gravita’ del caso esproprio del mezzo.

Lo stesso dicasi dei limiti per l’alcool: e’ vero che qui il limite e’ 0.5, ma se per caso -ad insindacabile parere della Polizei- vi beccano a fare una guida pericolosa E siete ubriachi, rischiate anche il carcere, o meglio la denuncia penale. Sicuramente pagherete una GROSSA multa, e senza possibilita’ di ricorso.

Ora, secondo voi allo stato non piacerebbe incassare multoni su multoni? Certo. E allora perche’ non si fa in Italia? Perche’ chi lo facesse perderebbe voti.Ma ancora , “perdere voti” non e’ un evento cosmico, e’ il risultato della scelta degli italiani di punire chi vuole un sistema che funzioni e regoli. Cosi’, l’italiano ipocrita dice che va data la galera a chi ammazza qualcuno per eccesso di velocita’, ma sinche’ non ha ammazzato qualcuno va bene una multina da 30 euro. Eh, certo, educativo: cresci il teppista a multe da 30 euro, poi quando ammazza qualcuno gli dici “adesso all’ergastolo!”. Sensato. Logico. La verita’ e’ che il; pirata va fermato prima, e per fermarlo prima occorre una rete che gli tolga la patente al primo sgarro.

Cosi’, e’ inutile illudersi di “essere parte del sistema straniero che funziona meglio”, perche’ le cose non stanno cosi’: siete gli stessi che farebbero “perdere voti” ad un governo piu’ severo in Italia, siete gli stessi voti che mancherebbero allo stato se punisse davvero le infrazioni DELLA GENTE (2). Quindi, l’infezione e’ dentro di voi. Solo che all’estero non votate, e quindi i politici locali non hanno paura di voi.

Ma allora perche’ l’emigrato italiano si adatta cosi’ facilmente all’andazzo qui? Semplice: perche’ il pagamento e’ posticipato.

Vedete, quando arrivate qui in questi posti prima notate che le vostre porte di casa sono simili a quelle che in italia usate per il bagno. Cioe’, non sono blindate. Notate che le finestre che avete al primo piano non hanno grate. E ne gioite. Solo DOPO noterete , passeggiando per altstadt, la polizia che prende a sberle un tizio ubriaco perche’ non ha risposto a tono. E DOPO noterete che tutti i tedeschi danno ragione alla polizia.

Ora, se vi avessero detto prima “vuoi andare a vivere in un posto dove la polizia fatta di tizi giganteschi ti puo’ prendere a sberle perche’ hai mancato loro di rispetto?” voi avreste detto “no, grazie”. Ma DOPO aver goduto della liberta’ di andare a spasso a qualsiasi ora, uomini e donne, anche da soli, siete disposti a “perdonare qualche difettuccio”.

Una cosa come quella che sta succedendo coi no-TAV qui non puo’ succedere. La Germania e’ stracolma di ferrovie ad alta velocita’, gli ICE, ma c’e’ un piccolo punto: se vi azzardate a lanciare un palloncino pieno di ammoniaca ai poliziotti, almeno qui in NRW, prima vi prendete una fraccata di mazzate dalla polizia a cavallo (3), poi vi beccate una visitina in caserma, un processino, una denuncia per tentato omicidio, e poi vi ritrovate in galera a fare la fidanzata del mafioso turco di turno.

Allora, se vi dicessi “vorreste vivere in un posto dove la polizia carica -a cavallo- durante una octoberfest, cioe’ una folla enorme che riempie un quartiere, per una rissa”? voi direste di no. Ma quando notate che girate tranquilli , beh, insomma, dai, qualcosa siete disposti a perdonare.

Io ho un boiler elettrico -a presa diretta-. Significa che scalda l’acqua on demand, ed e’ elettrico. Consuma 12.5 Kwh. Ora, come mai? Perche’ qui l’energia abbonda. C”e il piccolo svantaggio che il contatore non e’ elettronico, e quindi il tizio viene a leggerlo periodicamente, e si fanno ancora i conguagli. MA dopo che avete goduto dell’energia senza limiti, potendo attaccare insieme forno, fornello elettrico e magari anche asciugarvi i capelli mentre la cena cuoce, beh, siete disposti a perdonare tutto. Diciamo molto.

Il punto e’ proprio questo: siamo arrivato DOPO. Siamo arrivati col sistema A REGIME. E quindi prima ne godiamo i benefici, POI ne sentiamo i sacrifici. E quando arrivano i sacrifici, siamo disposti a farli perche’ abbiamo gia’ goduto i benefici. E quindi PERDONIAMO moltissimo.

In nome della puntualita’ di DB perdoniamo i prezzi enormi dei treni. Perdoniamo il loro price-plan incomprensibile. Se ci facessero una cosa del genere in Italia ci lamenteremmo: vampiri! fate i treni per i ricchi!. Beh, qui i treni costano MOLTO di piu’. Ma quando vi arriva la mazzata del prezzo, vi siete gia’ goduti la puntualita’ e lafrequenza dei treni. Cosi’, siete disposti ad accettarne i prezzi ed il listino inestricabile.

Ma il sistema che trovate non e’ sempre stato a regime. E voi siete quelli che IN ITALIA non sono mai riusciti a mettere a regime un sistema cosi’, ricordate? Quindi, il punto e’ semplice: anche se ci vivete, NON siete parte di quel sistema. Non ne avete i meriti. Non avete contribuito. Ci siete solo entrati dentro. Ma il merito di averlo costruito e’ di altri. Anche se pensate di essere l’ italia migliore, che quindi ha il diritto di sentirsi parte di quel sistema, voi siete quelli che in italia NON SONO MAI RIUSCITI a costruire quel sistema.

E no, dire “ma quello che non vuole le punizioni severe non sono io, e’ il mio vicino di casa” non e’ una giustificazione: e’ parte del problema.

Perche’ quello che succede qui e’ quello che vorreste in Italia: trovare la pappa pronta. Vorreste che ALTRI mettano a regime un sistema migliori, (cosi’ come all’estero altri hanno messo in piedi i loro sistemi) e cosi’ voi PRIMA ve lo godete, e poi ne pagate il prezzo. Che “siete disposti a pagare” perche’ ve lo siete gia’ goduti. Ma quando IN ITALIA qualcuno propone punizioni piu’ severe PER IL CITTADINO CHE SGARRA, ecco che “perde voti”. La pappina pronta: se QUALCUN ALTRO mette a regime un sistema cosi’, allora ci vengo volentieri. Specialmente se qualcun altro e’ uno straniero.  Se invece devo PAGARE PRIMA per mettere il sistema a regime, beh, allora vai avanti tu cretino che io sono furbo.

Il fatto stesso che andiate via, e tutta la manfrina che recitate su quanto e’ bella la PAPPA PRONTA che altri vi hanno fatto trovare,  e quanto sputate sull’ Italia dove avreste dovuto prepararla voi – ma non lo avete fatto perche’ era difficile – , fa capire che siete ospiti. Ma sempre un corpo estraneo, siete i passeggeri di una nave che non contribuite a mandare avanti.  Siete-ancora-italiani, anzi, lo siete ancora di piu’.

E quindi, quando dite “ma quello che non vuole le punizioni severe non sono io, e’ il mio vicino di casa” state solo enunciando di essere parte del problema, cioe di NON essere l’ italia migliore. Siete italiani come tanti, e un sistema migliore vi piacerebbe, a patto che non ci sia da lavorare con le vostre manine belle per METTERLO IN PIEDI.

Se lo fanno altri, vi unite volentieri alla festa. E questo dice tutto di voi.

Non siete la parte migliore dell’ Italia: siete quelli che vogliono un paese migliore, a patto che a metterlo in piedi sia qualcun altro. E cosi’ andate all’estero, dove qualcun altro vi fara’ trovare la pappina pronta di un paese migliore.

Anche io sono qui. Mi ci ha chiamato qualcuno che mi ha visto lavorare. Ma a differenza di voi, non mi sento antropologicamente promosso perche’ vivo qui. E non mi sento neanche “la parte migliore del paese” o “un cervello in fuga”, anche se faccio un lavoro da specialista. Per molto meno di quel che faccio io molti emigrati italiani scrivono alla Repubblica di fare gli scienziati dell’ IT all’estero. Io sono un semplice architetto di sistemi. Non sono un cervello in fuga. E fareste meglio a darvi meno arie anche voi.

Specialmente mentre servite la pizza nel prestigioso centro di ricerca dove fate gli scienziati. Anzi, mentre che ci siete, allungate  una provetta di olio piccante. Grazie.

Uriel
(1) Terrone non e’ una figura geografica. Checche’ se ne voglia dire, il termine esisteva ben prima dell’emigrazione meridionale. Nel ferrarese, per dire, indicava i veneti. Si tratta di un termine che indica l’emigrato completamente analfabeta e fastidioso. Non che di veneti ne siano emigrati pochi, del resto.

(2) Contro le infrazioni dei politici sono tutti severissimi. Volevano Berlusconi in galera quando tradi’ la moglie con le bagascette delle sue orge. Adesso vorrei che CHIUNQUE tradisca la moglie debba essere licenziato -o dimettersi-, e vorrei vedere cosa pensate di una legge del genere. Dopotutto, il vostro datore di lavoro magari non vuole dei dipendenti che fanno queste cose, no? Non li chiamate dipendenti, i vostri politici? E allora perche’ il vostro datore di lavoro non dovrebbe licenziarvi, quando fate le stesse cose di Berlusconi? Perche’ se Tremonti paga la casa in nero non deve piu’ fare il ministro, mentre se lo fate voi NON POTETE ESSERE LICENZIATI ALLO STESSO MODO? Perche’ voi avete il diritto di avere un ministro integerrimo e il vostro datore di lavoro non ha il diritto di avere dei dipendenti altrettanto integerrimi?

(3) I cavalli non sono tutti grandi uguali. Questi hanno dei cavalli MERAVIGLIOSI. Se amate il cavallo, questi sono bellissimi. Saranno una tonnellata ciascuno, alti due e rotti alla spalla, bellissimi. Certo, non mi hanno mai caricato. 🙂

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