I nomi.

Ieri e’ successa una cosa interessante, che pero’ non e’ stata notata, ma io ho notato perche’ il trucco dello spostamento improvviso dell’attivita’ lo uso per stanare i sabotatori.Oltre a questo, pero’, c’e’ un piccolo “rimprovero” che avrei da fare al nostro “giornalismo” quando descrive la tempesta speculativa in corso. Quello di non fare i nomi degli speculatori. Ma facciamo una cosa per volta.

Come tutti quelli che lavorano per aziende di consulenza, mi capita di essere boicottato e sabotato dagli interni, specialmente i piu’ sindacalizzati. Quello che fanno , quando arrivano al sabotaggio , e’ di aspettare che tu sia sotto i riflettori perche’ stai mandando online un servizio, (che magari e’ stato annunciato dal marketing -sui giornali e in TV- come disponibile dal giorno tale) e a quel punto “puf”, qualcuno inciampa su un cavo, o qualsiasi altra cosa, e tutto va giu’.
Cosi’, per stanarli c’e’ un modo molto semplice: ogni tanto, annunciate di andare live che so io alle 14.00, e poi ritardate che so io alle 16.00, con una scusa qualsiasi. Quello che succedera’ e’ che il solito idiota inciampera’ sul cavo alle 14.30, e voi noterete che tutto va giu’, e direte “ehi, non posso piu’ andare online, per colpa di quell’ idiota che ha inciampato sul cavo!”. Fatelo un paio di volte, e i sabotaggi cesseranno.
Berlusconi ieri ha fatto qualcosa di simile. Ha annunciato un discorso ad una certa ora, a mercati aperti, e poi lo ha improvvisamente spostato a dopo la chiusura. Qual’e’ stato il fatto strano? E’ stato che PROPRIO A QUELL’ ORA , quella annunciata inizialmente, ci sia stato un tonfo dei mercati. Che sicuramente non era dovuto al discorso, visto che esso e’ venuto dopo.
Ora, chiediamoci: cosa sarebbe successo se Berlusconi avesse parlato all’ora prefissata? Sarebbe successo che il solito Bersani avrebbe detto “ecco, avete visto, proprio durante il discorso la borsa va giu’!”.
Sicuramente e’ una congettura. Ma se qualche maligno volesse sostenere che qualcuno ha preparato una vendita al ribasso proprio a quell’ora, da qualche giorno, al preciso scopo di dare una spallata a Berlusconi, sarebbe assai difficile per voi dimostrare il contrario.
Qui andiamo un pochino oltre, verso l’ingenuita’ del giornalismo attuale. Si dice che “i mercati” puniscano questo e quello, si dice che “gli speculatori” siano attratti dalle difficolta’ politiche del governo. Ma su che pianeta vivete? Su Marte, magari vicini di casa di Bersani?
Il mercato e gli speculatori si muovono sempre e solo per la stessa ragione: guadagnare. Potete dare al paese il governo piu’ robusto del mondo, potete far piovere lingotti e far crescere diamanti nei campi, ma non vi illudete: il debito , se c’e’, rimarra’ sotto attacco. Governo tecnico o meno, passo indietro o meno, finanziaria o meno. E no, oltre il 90% di debito i paesi non crescono piu’, parlare di crescita e’ inutile ed e’ solo fuffa politica.
Finche’ c’e’ la possibilita’ di guadagnare sul debito, ci speculeranno sopra. Qualsiasi cosa cambi al governo, opposizione, leggi, finanziarie, e compagnia cantando. Chi si illude del contrario e’ un povero illuso. Anzi, secondo me anche la finanziaria “lacrime e sangue” non era necessaria. Non cambia nulla, non puo’ cambiare nulla, e non fermera’ ne’ puo’ fermare l’attacco, per la semplice ragione che l’attacco NON risente ne’ dipende dalle condizioni politiche ed economiche. 
Il debito c’e’, e sinche’ c’e’ verra’ assalito dagli speculatori. Fine. Il mercato non e’ un convegno di politologi che giudicano la bonta’ politica del governo. Se cosi’ fosse, il Belgio (che non ha governo da anni) sarebbe al default (ha un debito mica da ridere) . Sarebbe ora di smetterla di connettere politica e mercati.
Detto questo, pero’, ci sarebbe un piccolo quesito che vorrei porre, e magari anche provare a rispondere.
Si dice che “il mercato” stia facendo questo e quello al paese. Si dice che “gli speculatori” stiano facendo questo e quello al paese. Il che e’ interessante, ma c’e’ un ma.
Si tratta, essenzialmente, di public companies. Sono entita’ di cui e’ noto il fondatore, il CEO, i soci, gli azionisti. Non si tratta di servizi segreti o della SPECTRE.
Allora, signori, CHI SONO questi “speculatori”? CHI, sui mercati, sta speculando sul debito? Si dice che si stia “scommettendo contro”, ma non si mettono MAI i cognomi. Strano, perche’ si tratta di societa’ pubbliche che hanno nomi e cognomi, sono registrate e hanno dei responsabili. E non sono piu’ di qualche dozzina di Hedge.
Volete sapere come mai la stampa italiana NON fa i nomi?
Innanzitutto, come sempre, per pura codardia. Da bravi italianucci, aspettano che la guerra finisca ed emerga un vincitore, per andargli a baciare il culo. Il giornalista italiano e’ principalmente un servo e un leccaculo, e non si battera’ MAI per la verita’. Vi dara’ al massimo delle notizie.
Il secondo punto e’ che alcuni di questi speculatori SONO ITALIANI.
Aha. Proprio cosi’. E non sono soltanto italiani: sono parte di quelli che vengono definiti “salotti bene” della finanza italiana. E sapete quale e’ il problema? Che i “salotti bene” della finanza italiana possiedono SIA il gruppo RCS che il gruppo Espresso.
E cosi’, sui giornali italiani NON scoprirete MAI chi siano, con nomi e cognomi, questi “mercati”, questi “speculatori” che attaccano il paese.
Ora, sia chiaro: dal mio punto di vista, ovvero da chi vuole il default totale del debito per liberare il paese, questi “italiani” sono degli utili idioti. Li lascierei fare: Berlusconi ha fatto un discorso quasi nullo , il cui unico merito e’ stato di dire “io sono un imprenditore che ha tre societa’ in borsa, quindi conosco la situazione”: tradotto dal politichese “so chi siete e cosa state facendo” , e ha avuto il solo pregio di far andare buca la botta che avevano tirato ai mercati proprio all’ora in cui doveva parlare in parlamento .Con questo voglio dire che il governo NON fara’ nulla per fermare il default, ormai e’ chiaro.
Sebbene siano utili idioti, tuttavia, rimangono quel che sono: traditori del proprio paese, persone che per soldi non si fanno problemi a colpire il paese da cui provengono. Non so se “Roma paghera’ ai traditori”, nel senso che di solito quei servetti vengono eliminati subito dopo il loro sporco lavoro.
Questi traditori pensano di portare l’ Italia sull’orlo del default, per poi arrivare e dire “ehi, vi salviamo noi, dateci semplicemente ENI, ENEL, e tutto quello che vi resta come industria, ed e’ fatta”. L’altruismo di questi salvatori lo conosciamo bene, grazie a gente come Prodi.
Qual’e’ l’ostacolo? L’ostacolo e’ che , come dimostra il discorso di ieri, il governo NON ha intenzione di fermare il processo prima del default, anzi sembra che (anche se non vogliono dirlo) intendano arrivarci senza muovere un dito. Il che, IMHO, e’ una saggia scelta. Anzi, nemmeno una scelta: dopotutto, gli speculatori non si fermeranno. Non serve a niente anticipare la finanziaria, non serve a nulla cambiare questo e quello, almeno non serve a fermare gli speculatori.
Ma torniamo al punto: se si arriva al default, ci saranno dei disordini. Ci saranno dei disordini perche’ nessuno e’ piu’ feroce di chi ha perso i suoi privilegi. Lo vedete un Grecia: una nazione che di fatto era costituita da dipendenti statali ha fatto gigentesche manifestazioni di piazza contro i tagli, dimenticando di dire che quei tagli colpivano essenzialmente quella che in Italia chiamiamo “la casta”.
Questo non toglie efficacia alla manifestazione, anzi. Nessuno e’ piu’ feroce di chi ha perso dei privilegi. Chi e’ povero scende in piazza per la giustizia, e (con le dovute eccezioni e i dovuti eccessi) in genere ferma la propria mano prima di fare porcherie eccessive. Ma chi scende in piazza per i privilegi non scende per la giustizia ma per l’ingiustizia. Ed e’ capace di qualsiasi cosa.
Se come spero si arrivera’ al default,  ci sara’ qualche milione di persone in piazza. Saranno persone che rischiano i privilegi, cioe’ i piu’ feroci agitatori del mondo, senza alcuna morale (sono raccomandati e privilegiati, ricordate?) e di certo non vogliono giustizia.Non saranno giusti.
Ecco, in quel momento qualcuno fara’ i nomi. I nomi degli speculatori. I nomi dei traditori italiani che oggi si sono venduti per colpire il proprio paese. Che oggi sono utili idioti, certo, ma non per questo potremo fidarci di loro nel “dopo”.
Il giorno in cui ci dovesse essere un bel default del debito e si arrivasse alle mani, le folle avranno nomi cognomi ed indirizzi . Non e’ difficile, per un giornalista o per chi voglia scavare un pochino. Le societa’ sono pubbliche, e i loro CEO sono pubblici, e ci sara’ sempre lo statale che ha accesso all’anagrafe, puo’ tirare fuori un indirizzo, e vuole metterlo online perche’ ha perso qualche privilegio.
La mancanza assoluta di nomi e cognomi, l’anonimato che si cela dietro questi nomi generici “il mercato” , “i mercati”, “gli speculatori”, sono la prova di quanto miserabile, codardo e meschino sia il giornalismo italiano. Hanno poco da rendere obbligatoria la laurea per fare il giornalista, quello che dovrebbe essere obbligatorio e’ il coraggio. Ma il coraggio, scrive qualcuno, se uno non ce l’ha non se lo puo’ dare.
Tuttavia, rimane il fatto che qualcuno potra’ sempre sputarvi addosso dicendo ” tirate fuori i nomi”. Potra’ sempre dirvi “codardi, non avete dato i nomi”.

Quando Deutsche Bank ha venduto i titoli italiani per limitare l’esposizione, il nome sui giornali c’e’ finito eccome. E Prodi ha pure lanciato i suoi strali contro la banca tedesca. Quando vogliono, quindi, vanno a scavare. Qualcuno e’ andato a notare che DB stesse riducendo l’esposizione e lo ha scritto sui quotidiani. Ma con gli “speculatori” questo non si fa. Troppa codardia.

Per voi, come diceva Pasolini, c’e’ solo il nostro disprezzo.
Uriel
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