CHI ha il problema?

Ultimamente arrivano sempre piu’ prediche circa lo stato che deve dimagrire. E’ ovviamente lecito che il cittadino, cui vengono chiesti sacrifici, pretenda che lo stato diventi piu’ efficiente. Ma ultimamente si e’ unito al coro qualcuno, qualcuno che invece dovrebbe nascondere la faccia sotto un bel paio di mutande: il mondo del “privato”. Mi spiego meglio. 

Faccio una proposta provocatoria: adeguiamo le retribuzioni dei politici a quelle dei manager del “privato”.

Ovviamente mi risponderete: ma che, sei pazzo? Un CEO uscente porta a casa una ventina di milioni di euro di buonuscita, e come se non bastasse guadagna PIU’ di un politico. Un capufficio del pubblico impiego guadagna MENO di un “middle manager” con un team di 5 persone. Se adeguassimo le paghe dei politici a quelle dei manager del “privato”, dovremmo dare loro DI PIU’.
Capite che se il CEO di un’azienda che ha partecipato al disastro del 2008 se ne esce con 40 milioni di dollari di buonuscita, questa e’ circa la cifra che dovremmo dare al candidato PERDENTE delle elezioni: se Berlusconi venisse sconfitto e quindi venisse sostituito da un nuovo eletto, secondo le regole dei “manager del privato”, e in particolar modo del mondo della finanza, dovremmo dargli qualche milioncino di euro di buonuscita.
Lo stesso vale per tutti gli impiegati statali. E’ vero tutto quanto si dice dello stato. Ci sono problemi di efficienza, di formazione, di maleducazione degli addetti, di gerarchismo, di burocrazia. Aha. Dov’e’ l’errore che denuncio? E’ semplice: NEL PRIVATO LE COSE NON VANNO MEGLIO.
Se osservate gli andamenti di borsa, osserverete che a perdere valore non sono solo le banche e la finanza. Sono anche colossi industriali. Ora, se una banca che e’ piena di titoli a rischio , diciamo btp italiani, perde valore possiamo dire che la colpa sia del debito pubblico.
Ma nelle borse occidentali NON stanno perdendo valore solo le finanziarie. Ho scritto che il valore azionistico e’ un valore convenzionale che viene fatto coincidere col valore materiale. Vero.
Ma non e’ TUTTA la verita’. Supponiamo che voi stiate investendo soldi. E supponiamo che un’azienda che vende, che so io, cibo sia in attivo. Ora, se volete un rifugio, perche’ non finanziate , che so io, un’azienda che fa alimentari, che so io Nestle’? Se il problema fosse SOLO il debito pubblico dello stato, gli investitori sarebbero rimasti in occidente, muovendosi verso quelle aziende e quelle industrie che in ultima analisi NON possiedono titoli del tesoro. Voglio dire, se produci bulloni perche’ mai dovrebbe fregartene?
Il problema e’ che il mondo del privato, invece, perde valore a sua volta. Il manufatturiero perde valore. Perche’ il manufatturiero perde valore come lo stato (fiducia nel debito) e cio’ che gli sta attorno?
La risposta e’ semplice:
PERCHE’ IL GRANDE PRIVATO HA GLI STESSI PROBLEMI DELLO STATO.
Le aziende occidentali hanno, mutatis mutandis, gli stessi identici problemi del pubblico impiego.
Se il pubblico impiego ha il problema delle raccomandazioni, il privato usa dei metodi di assunzione che oscillano tra la stregoneria e la fiducia nelle teorie di Lombroso. Sempre meno aziende , almeno grandi aziende, fanno fare prove tecniche. Che cosa si fa ai colloqui? Si legge un CV e si parla con il candidato: se per qualche lombrosiana teoria il candidato appare essere il tipo giusto, viene assunto.
Quando dico lombrosiana intendo dire che conta l’aspetto piu’ della sostanza. Ormai un buon vestito conta piu’ degli studi, e la persona delle HR guarda a come vi sapete presentare piu’ che a quello che sapete fare. Il meccanismo dei concorsi del pubblico impiego e’ tutto sommato efficace, in confronto.
La mia azienda mi invita a presentare persone in gamba. Aha. Fichissimo, perche’ si sa che se tu sei in gamba allora le persone che presenti saranno in gamba. Ma io pago se presento un brocco? No. Lo fanno anche TUTTI i nostri concorrenti, e anche i nostri clienti.
Se proponessimo un meccanismo di cooptazione simile nel privato, verremmo accusati di fomentare la raccomandazione. Lo stesso dicasi , e sta succedendo, nel mitologico “privato”.
Voi direte: ma se le aziende si comportano cosi’, allora “iniziano ad andare male e alla fine chiudono”. Bene cocchi, svegliatevi: le aziende STANNO andando male e chiudono. Dice niente?
Quale altro difetto della pubblica amministrazione vogliamo menzionare? La scarsa produttivita’? Ma la produttivita’ delle aziende italiane e’ sotto la norma europea da anni, ormai, ed e’ a livelli patetici.
Assenteismo? Oh, c’e’ anche nel privato, non vi preoccupate. Sapete come si fa l’assenteismo nel grande privato? E’ semplice: cattiva pianificazione. C’e’ un’attivita’ che si potrebbe fare in , diciamo, 15 giorni. Il vostro manager non sa programmare, non vuole rischi, e ne mette in conto 40. 25 giorni li passerete in riunioni, “esco un momento”, due chiacchiere alla macchinetta del caffe’, un’oretta  di pausa per andare a prendere il bambino, (tanto siete SEMPRE nei tempi di progetto), eccetera.
Sprechi? Oh, a iosa. Gli uffici acquisti sono una mafia che non immaginate. Mi trovo a lavorare su prodotti concepiti per fare altro per una semplice ragione: qualcuno ha venduto il prodotto ad un manager che NON sapeva di cosa si stesse parlando. Se rabbrividite sui costi dello stato, non dovreste vedere quanto le aziende sprechino soldi.
Voi direte: ma quelli solo soldi dell’azienda, e se li vuole sprecare li spreca. L’azienda deve rispondere solo al mercato. Non e’ cosi’ che la pensate quando annunciano il VOSTRO licenziamento. Allora vi viene da pensare che forse le aziende dovrebbero rispondere anche alla societa’, chiamate i sindacalisti (ma non rispondevano solo al mercato), invocate l’intervento del governo e della regione (ma non rispondevano solo al mercato?) ma specialmente, dovete capire che tutto questo finisce regolarmente nel prezzo di beni e servizi che pagate. Voi, di tasca vostra.
Ma specialmente, succede che le aziende lavorano sempre peggio. Stanno lavorando sempre peggio. HP non riesce piu’ a produrre un tablet in tempo e anziche’ ristrutturarsi molla il campo. E’ solo un esempio. Un esempio di come le nostre aziende, quelle quotate in borsa, abbiano GLI STESSI problemi dello stato.
LE GRANDI AZIENDE DEVONO DIMAGRIRE 
QUANTO LO STATO, SE NON DI PIU’.
Troppi manager, e troppo pagati. Troppo , rispetto ai compensi monacali dei politici: monacali rispetto a quelli dei “manager”, of course.
Ancora piu’ eccesso di MIDDLE manager, i piccoli caporali che passano la vita a “comunicare” e “gestire”: patetiche esistenze inconcludenti il cui unico merito e’ di saper usare Outlook, vestire una cravatta e parlare un idioma da pizzaiolo di Brooklyn. Sono migliaia, e sono ormai in un rapporto di 60/40 con i settori produttivi.
Degli statali si lamenta l’incompetenza. Non avete mai avuto a che fare con una grossa corporation. Il mio diretto superiore NON sa usare il calendario di Exchange, e per invitare ad una riunione manda una email tipo “Please join the meeting ….”. E facciamo IT.
Presso il cliente, sono in un’isola (quattro scrivanie accorpate) che contiene 4 tecnici. Bene. Il mio gruppo ha UN INTERO PIANO di “project manager”. Un intero piano fa 22 persone. Ventidue persone “dirigono” quattro tecnici. VENTIDUE persone si occupano di comunicazione, quando io e i miei tre colleghi possiamo comunicare semplicemente dicendo “Hey, how many time we need for this and that, more or less?”.
Mi e’ gia’ capitato, piu’ di una volta, di alzarmi insieme ai colleghi, andare su di qualche piano, e andare a fare un meeting. Con la stessa identica gente che c’era quando ci siamo alzati. Cioe’ in un openspace ci sono dieci persone. Ad un certo punto tutti e dieci si alzano, vanno in una stanza diversa a parlare. Perche’ vanno in una stanza diversa anziche’ riunirsi sul posto? Perche’ presso il mio cliente c’e’ una  segretaria che si occupa esclusivamente di gestire la prenotazione e il catering delle stanze dei meeting: lei fa trovare penne, bloc notes, acqua minerale, biccheri, ovviamente prenota le stanze, e magari ti alloca il bridge per la videoconferenza. 
Ora, si potrebbe anche stare nella stessa stanza. Per parlare un’ora (dieci persone in un meeting di un’ora parleranno, in media, sei minuti a testa!) non mi serve catering e di solito HO GIA’ una penna ed un bloc notes per lavorare. Ma questo vi fa capire quanto idiotica sia la “grande multinazionale”. Dilbert e’ un documentario, e spesso e’ anche ottimistico. Vi assicuro che il mio capo, anche se e’ molto piu’ bello (sospetto che a sceglierli sia una donna o un tizio gay (1) ) , non e’ molto piu’ intelligente del capo dai capelli a punta.
Si dice che “si ma il governo appare confuso, frammentato e privo di idee”. Avete mai assistito ad una riunione di “creativi” e di “Project Managers”? Ho assistito al design di un nuovo prodotto. Lo sto vedendo crescere in questi giorni. Non conoscevo il processo ‘creativo”, o meglio lo conoscevo benissimo. Ma lo chiamavo in un altro modo: “bambini, che cosa volete per merenda?“.
Nel processo di creazione di un nuovo prodotto, arrivano innanzitutto “i creativi” e “il marketing”. Ma non quello che mi passa i forecast per il traffico di rete, che sa anche di cosa si parli. No, parlo di quelli che fanno “evangelism” , quelli che hanno “le idee”. Avete mai invitato tutti gli amici dei vostri figli a cena, quando avevano quattro anni? Ecco, l’effetto e’ quello.
Un branco di spastici pederasti vestiti come idioti disegnati da Platinette in persona eccentrici creativi si metteranno a discutere, e il processo sara’ esattamente quello che succede quando avete dieci bambini a casa e chiedete “allora, cosa volete per merenda?”. Lo chiamano “brainstorming”. Volete sapere come la penso? Il Governo Berlusconi e’, in confronto, tale sopraffina e sofisticata apoteosi di processo gestionale e creativo che il mondo delle multinazionali dovrebbe solo inchinarsi, folgorato, di fronte a tale sublime illuminazione, succhiare e cosi’ saziarsi di Anticristo.
Il processo con cui nasce un nuovo prodotto e’, diciamo, circa cosi’:

Prima fase: ogni creativo presenta una novita’:

meraviglie_moderne
La tesi.
ognuna di queste novita’ e’ quanto di piu’ scontato, noioso, gia’ visto, gia’ sperimentato, gia’ obsoleto esista. A quel punto, inizia la discussione:
  • Aaaah, maddai, ancora il Cremlino? Con quelle torri, poi! Sembra Disneyland!
  • E tu? Guarda che ormai il Taj Mahal non incanta piu’ nessuno, siamo nell’ epoca del Dhio Majal adesso.
  • Si, in effetti quella statua con la fiaccola potrebbe andare, ma insomma, tutte quelle pieghette….
  • Ma quelle piramidi non sono un pochino scontate?  E poi, i triangoli sono gia’ brevettati da Apple.
  • ….
Dopo circa due ore, si arriva a questo:
566_big
L’antitesi.
Che viene passato in mano ai grafici, e dopo qualche “ritocco con Photoshop” diventa questo:
google-plus-logo
La sintesi.
Il prodotto di cui parlo non e’ Google Plus, sia chiaro,  ma qualcosa che uscira’ per il mondo della telefonia.  Qualcosa che giudicherete geniale, e lo farete solo perche’ NON avrete assistito al processo IDIOTICAMENTE ANTI-UMANO che ne presiede la “creazione”.
Vi racconto una storia. Un’azienda , una grossa telco straniera, due anni fa, ha investito 60 milioni di euro per scrivere un software che producesse servizi online di tipo telco/IP. Il progetto, quando nacque, era cosi’ terrificante che i concorrenti (2) dovettero indire riunioni di emergenza per capire come ribattere a quella proposta.
Ma il progetto, uscito dalle mani dei creativi, aveva alcune pecche. Per esempio, di essere irrealizzabile. I nostri geniali creativi , per dirne una, avevano in mente la distinzione tra “Utente mobile”, “utente internet”, e “utente wifi”. Use case diversi con comportamenti diversi.
Adesso vi sarete chiesti (se siete informatici): ma che differenza c’e’, dal punto di vista del server, tra “wifi” e “internet”? Capisco che conoscendo gli SGSN, i GGSN e manipolando il traffico si possa capire se l’utente sia collegato attraverso la rete telefonica, di cui come telco possediamo gli APN e/o gli MSP. Ma come facciamo a sapere se arriva da una “wifi” o da “internet”, un tizio che si collega dall’altra parte del mondo?
Questo non e’ strano: i prodotti arrivano da perfetti incompetenti che scrivono cose come: “l’automobile del futuro deve produrre benzina anziche’ consumarla e deve andare sempre piu’ veloce dei concorrenti ma rispettando i limiti di velocita’ ” . Dopodiche’ ai requisiti si fa una cosa che si chiama “descoping”, cioe’ si mettono “out of scope” alcuni requisiti che potrei definire “imbarazzanti”. Niente auto che producono benzina, niente cellulari che si collegano ad internet usando la rete 3G per segnalare che si stanno spegnendo, -durante lo shutdown- , niente software per cellulari che funzionano “in the cloud” anziche’ “sulla rete mobile”. Non scherzo: requisiti scritti da aziende di consulenza che scrivono nuove idee per le telco.
Nel caso del prodotto -60 milioni di euro- di cui parlo, il processo di descoping ha , diciamo, “un pochino esagerato”. Una feature , diciamo “core” , cioe’ una chiave di volta che teneva tutto l’arco , e’ stata “descoped”.
Immaginate di avere un tizio che legge un preventivo per un arco. E legge: dodici pietre, 300 euro cadauna. Chiave di volta, 1000 euro. Ehi, ma la chiave di volta e’ solo un’altra pietra, e costa tre volte le altre! Via quella merda, e’ troppo costosa.
arcoporta
Ecco, quell’idiota che ha preso in mano le specifiche tecniche era uno dei soliti  spastici pederasti vestiti come idioti disegnati da Platinette in persona “Product manager”, e ha messo out of scope una “feature”, una cosina che veniva descritta come “indicatore di presenza online”. Peccato che l’ “indicatore di presenza online”, diciamo conoscere il pdpcontext, era “vagamente essenziale” per un prodotto 3G. Perche’ lo ha fatto? Perche’ c’era scritto che l’indicatore di presenza online era un preciso segno grafico vicino ad un nome in rubrica. E quello ha detto: “cazzo, tutti questi soldi per quello scarabocchio?”. In realta’ lo scarabocchio implicava e richiedeva una infrastruttura capace di conoscere lo stato 3G (il pdpcontext e blablabla) di ogni utente in rubrica di un dato cellulare.
Il risultato e’ stato che quando il prodotto e’ arrivato alla fase che google chiamerebbe “beta ad invito”, faceva tutto, tranne funzionare. Ma nessuno se ne accorse. No, non e’ una presa in giro: forse non sapete come avvengono i test. Esiste un “testbook” cioe’ una lista di test descritti come “accendere il cellulare. aspettate che si avvii. cliccate sul tasto ‘telefono verde’. Cliccate su “web”. ….” . Si, spesso ci sono i disegnini. Non scherzo. Lo scopo di ogni singolo test era ed e’ quello di verificare la SINGOLA feature. Icona verde, scritta “yes” , “terms&conditions”, Che “copyright” sia seguito da 2005 anziche’ da 2004, eccetera.
Le funzionalita’ vennero implementate secondo una logica “agile”. (Agile means confusion.). Ogni singola funzionalita’ veniva trattata come un universo a parte, scritto su un postit piazzato su una lavagna. E testata a parte.

Cosi’, i testers (al divino ritmo di 2.5 test al giorno) non si accorsero che il prodotto NON funzionava per circa un anno di test di fila. Le icone c’erano. No, non sto scherzando. 


Quando avete sul mercato un iPhone che funziona solo con la mano sinistra e’ perche’ NESSUNO ha informato la scimmia che testa il prodotto che deve provare ad usarlo ANCHE con la mano destra. Per dirvi che succede ANCHE nelle migliori famiglie: non e’ diverso per Apple, il design “minimal” oggi e’ l’esigenza di aziende che non hanno risorse intellettuali per andare oltre il “minimal”.

Quando si accorsero che mancava il prodotto (anche se le icone, i menu, i font, la navigazione, la velocita’ con cui funzionava sui 75 cellulari testati) , chiesero ai tester che cazzo avessero testato. E si sentirono rispondere che era Q&A che doveva trovare i bachi. Loro dovevano solo seguire i test e verificare che esistesse l’implementazione di ogni singolo elemento dell’interfaccia.

Cosi’ si rivolsero a Q&A. Ma Q&A rispose semplicemente che a differenza dei tester loro testano solo le feature, e QUELLA feature era stata “descoped”.

Risultato: due anni di lavoro e 60 milioni di euro di investimenti PERSI. Il prodotto NON ha MAI visto la luce. Non lo avete MAI visto sul mercato. Ed era ge-nia-le. 60 milioni di euro gettati.
Capite ora quanto e’ BELLO , FUNZIONALE, INTELLIGENTE, EFFICACE, EFFICIENTE , BEN GESTITO, BEN ORGANIZZATO, COMPETENTE, RESPONSABILE, SERIO,
L’ INAIL DI PESCARA?
Che cosa vi voglio dire? Voglio dire che vi state illudendo.
Se pensate che replicando i processi delle grandi aziende e che mettendo grandi manager di grandi aziende alla guida dello stato MIGLIORERETE lo stato,
SBAGLIATE DI GROSSO.
Se le grandi aziende quotate in borsa perdono valore non e’ perche’ c’e’ il debito pubblico. E non e’ neanche del tutto un torto della finanza, o del tutto un problema di delocalizzazione.
E’ perche’, essenzialmente,
Le aziende molto grandi hanno gli STESSI IDENTICI problemi che ha lo stato, ma MOLTIPLICATI PER MILLE.
Servirebbe loro la stessa cura che i loro “grandi manager” vanno predicando per lo stato, ma moltiplicata per mille.

Sapete perche’ non ve ne accorgete? Perche’ la storia che vi sto raccontando e’ “confidential”. Ho tolto il nome del prodotto, ho tolto il nome dell’azienda, ho modificato dei dettagli in modo da mandarvi fuori strada se provaste ad indovinare. NON POSSO dirvi , non POSSO fare i nomi. Ho cambiato tutto perche’ ho firmato degli NDA. Non Disclosure Agreement. Cosi’ non ci sono riferimenti chiari a cose e fatti realmente accaduti. Ma le storie sono vere. (la cifra sprecata in verita’ e’ molto piu’ grande).

Mentre voi avete il diritto, o cosi’ credete, di sapere perche’ diavolo un ospedale appena costruito debba chiudere senza MAI aprire,  le aziende dicono esplicitamente ai dipendenti ed ai consulenti che le magagne NON possono venire rivelate al pubblico. Sapete che un cellulare Apple si poteva usare solo con una mano, ma NON sapete quale catastrofico processo ha portato un difetto macroscopico sul mercato.

Se lo sapeste, se fosse possibile avere per le grandi aziende la stessa trasparenza che avete con lo stato, capireste che si, INAIL di Pescara E’ (probabilmente) piu’ efficiente di Apple. E scrivo “probabilmente” perche’ Pescara l’ho vista di passaggio e senza visitare INAIL.

Credete che non ci sia nepotismo nelle grandi aziende? Aha? Almeno in politica potete sapere se tizio e’ nipote di caio. Aha. Perche’ non provate a cercare le parentele dentro le grandi aziende italiane? Ci avete mai provato?
Nessun giornale lo fara’ MAI. Queste grandi aziende sono i loro clienti , pagano la pubblicita’. Voi saprete che il tale professore universitario, barone, ha fatto avere la cattedra alla studentessa succhiacazzi o al nipote. Ma non saprete MAI di una segretaria dal meraviglioso culo, assunta SOLO per registrare le salette usate per le riunioni, il cui solo pregio e’ di stendersi in orizzontale su richiesta, e accompagnare il boss durante le convention. I giornali non ve lo diranno mai.
I giornali vi diranno che E’ UNO SCANDALO se lo stato deve chiudere un ospedale che ha appena costruito. SPRECO! SPRECO! SPRECO!
Ma NESSUNO gridera’ allo SCANDALO se HP non riesce, nonostante investimenti immani, a produrre un tablet in tempo utile. Sapete perche’? Perche HP spende un sacco di soldi in pubblicita’. Soldi che finiscono nelle tasche dei giornali.  Eppure, quel fallimento costera’. E non sono soldi “privati”. Costera’ migliaia di posti di lavoro se Samsung rilevera’ il settore. Delocalizzati. Costera’ al contribuente, o meglio al consumatore, che in qualche modo dovra’ ripianare i bilanci quando compra. Costera’ al contribuente in ammortizzatori sociali.
Lo stato funziona male, sia chiaro. Non sono mai stato gentile, e mi siete testimoni, con gli statali. Penso che il cittadino abbia DIRITTO di avere uno stato piu’ efficiente e di avere qualcosa di meglio. Ma ultimamente si sono uniti al coro degli indignati dei personaggi, DELLE FACCE DA CULO, provenienti da grandi aziende quotate -che sono state mie clienti in alcuni casi- i quali personaggi  hanno IL CORAGGIO di parlare scandalizzati della spesa pubblica. Questo non mi va bene, invece. Perche’ chi vuole dare di lezioni di efficienza allo stato dovrebbe invece PRENDERE lezioni di efficienza dallo stato. E non perche’ lo stato sia efficiente.
La spesa pubblica e’ scandalosa. Vero. Ma gli uffici acquisti delle grandi aziende sono qualcosa al cui confronto lo stato e’ di un’innocenza quasi ingenua.
Allora, sono perfettamente d’ ACCORDO col cittadino che si lamenta delle inefficienze dello stato. Ma vedere FACCE DA CULO provenienti dal mondo della finanza e delle grandi aziende quotate che si mettono a dare lezioncine e’ davvero TROPPO.
Prendete un mappamondo. Guardare il madagascar. Quella e’, circa, la “carbon footprint” di alcuni consulenti. Circa due-trecento che vedo. Sono i miei colleghi non residenti in Germania. C’e’ un mondo che ogni cazzo di settimana prende un aereo il lunedi’ e riempie un grosso grattacielo, qui. E poi torna a casa il venerdi’.  Paga tutto il cliente: vitto, alloggio, viaggi, tutto quanto, piu’ trasferta. Sapete che cosa fa il mio cliente, tra le altre cose?  Decine e decine di miei colleghi arrivano, il lunedi’ mattina, con il loro trolley in ufficio: tutti hanno nel trolley una bella etichetta di aereoporto. Sapete cosa fa, il cliente, tra le altre cose?
SISTEMI PER IL TELELAVORO.
 “Your office is where YOU are” dice la sua pubblicita’ in Canada. Capite il punto? Un’azienda che fa, tra le altre cose,  sistemi per il telelavoro e che offre al cliente la possibilita’ di lavorare senza andare in ufficio paga ogni settimana due voli, la casa, le utenze domestiche, la donna delle pulizie, le spese a pie’ di lista, piu’ la trasferta, per muovere gente  di 2000KM e chiamarla a lavorare in ufficio.
Queste sono le grandi multinazionali quotate in borsa, gente. Quelli che danno lezioni allo stato. Quando la mia azienda mi dice “beh, allora creiamo una unita’ in Germania e muoviamo li’ la gente (se accetta), gli altri tornano a casa”, per questi “grandi industriali delle grandi multinazionali” e’ quasi un’azienda di ALIENI. Se lo racconto mi guardano con occhi strani. Cos’hanno, le aziende italiane, questi fornitori, contro il pendolarismo internazionale? Forse non paghiamo noi? 
Questi sono i managerz, gente: finche’ hanno il “budget”, NESSUNO SPRECO E’ DAVVERO UNO SPRECO.
Non fanno tagli perche’ vedono sprechi. Fanno tagli SOLO quando gli diminuisce il budget.
Se c’e’ il budget,e  finche’ c’e’ il budget,  gli sprechi non-vengon-visti. 
Non fate quello sbaglio. Non credete a questi saccenti professoroni, come i Montezemolo(3), come la Mercegaglia e i suoi soci, come tutti quelli che vengono dal “mondo della finanza” a dire quanto sono bravi. Beh, non fate l’errore di crederci, non fate l’errore di affidare LO STATO a gente del genere. L’avete gia’ fatto con Berlusconi, ricordate?
Le loro aziende NON sono ben gestite , e la perdita di valore che hanno nelle borse e’ un sintomo. I loro continui tagli mostrano solo l’incapacita’ di gestire l’azienda con investimenti. La loro delocalizzazione mostra solo il fallimento della loro organizzazione produttiva. Essi sono PEGGIORI dei manager dello stato, sono PIU’ COSTOSI dei manager dello stato, sono MENO EFFICIENTI dei manager dello stato. Sono sopravvissuti al mercato semplicemente tagliando i costi del personale , delocalizzando e facendo cartello.
Non votate ancora grandi “imprenditur” che vengono dal posto di CEO, non credete loro quando si atteggiano a maestri di buona gestione,

PERCHE’ LE GRANDI AZIENDE QUOTATE IN BORSA AVREBBERO BISOGNO DELLA STESSA MEDICINA DI TAGLI E DI RAZIONALIZZAZIONI DI CUI HA BISOGNO LO STATO. E NE AVREBBERO BISOGNO ANCHE PIU’ DELLO STATO STESSO.

Come questi personaggi abbiano il coraggio di salire sul pulpito e di fare prediche alla cattiva gestione di uno stato CHE E’ GESTITO MEGLIO DELLE LORO AZIENDE e’, onestamente, un chiaro esempio di “HANNO LA FACCIA UGUALE AL CULO“.
Oddio, se poi volete uno stato che paga un consulente straniero per venire a lavorare ogni settimana in aereo , e gli paga pure casa, donna delle pulizie e tutto quanto (se lo fa lo stato per un funzionario sono “privilegi”, giusto?)  , e proprio in una sezione che in teoria produce anche sistemi per lavorare da remoto, fate pure.
Vi faccio pero’ una controproposta dalla Germania, vi dico una cosa strana che vi sembrera’ “crucca”:

CARI ITALIANI, CHE NE DITE DI RICOMINCIARE A VOTARE PER DEI POLITICI , INVECE DI ASCOLTARE OGNI “IMPRENDITORE”, “FINANZIERE”, “INDUSTRIALE” &CO?

Vi sembra un’idea troppo strana?
Uriel
(1) Tempo fa lavoravo al tredicesimo piano di un palazzo. Avevo una collega (che all’epoca lavorava anche lei in quell’edificio e per quel cliente)  che veniva a trovarmi in continuazione. Oggettivamente, devo ammettere che Armani a volte ha un concetto peggiore di “bella presenza maschile”. Definire “di bella presenza” i miei colleghi dell’epoca era un eufemismo. Sospetto che fosse la stessa giuria che ha scelto il mio attuale cliente-capo.
(2) A loro volta nostri clienti. LOL. Neanche un pochino di conflitti di interesse, nel privato.
(3) C’e’ una storiella che Romiti, a quanto pare, racconta spesso. Quando qualcuno faceva le PR per il gruppo FIAT, il buon Giovanni si lamentava perche’ si ritrovava , alle cene di lavoro, della gente perlomeno opinabile. Cosi’ il Cesare investigo’ e si scopri che qualcuno faceva pagare le cene con gli Agnelli una ottantina di milioni. Che intascava di persona. [Indovinate chi venne licenziato.]
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