Il nucleo delle tasse.

In algebra lineare, si chiama nucleo di una trasformazione una particolare “zona” dello spazio, che viene “mandata” a zero dalla trasformazione stessa. Si tratta di una zona particolare dello spazio , per diversi motivi, ma non e’ la parte algebrica che mi interessa, bensi’ il concetto, che oggi vedo applicare alla politica italiana. Se infatti supponiamo che una “legge finanziaria strutturale” sia una trasformazione che cambia un ipotetico “spazio delle leggi” in se’ stesso, sembra che esista una specie di nucleo, ovvero una zona sociale nella quale tale manovra porta, sempre e comunque, cambiamenti nulli.

Tempo fa scrivevo di un problema statistico, ovvero il fatto che usando alcune astrazioni della scienza statistica si poteva “approssimare” il voto degli italiani con il voto di un campione di circa 22.000 elettori, a patto che fossero:
  • Oltre i 65 anni, e riceve una sostanziosa pensione.
  • Viventi di rendita , o di posizioni di rendita, ed e’ mediamente ricco, diciamo dai 100.000 euro/anno in su.
  • Bigotti nella visione sociale e “cattolici di facciata”
  • Assolutamente provinciali, al massimo hanno lasciato il paesello per andare in ferie.
Ora, quando si usa un’astrazione, il risultato e’ che la si prende alla lettera: e questo e’ l’errore. Ovviamente in Italia votano anche , che so io, donne cosmopolite anticlericali che vivono di automiglioramento e hanno 23 anni. Ciononostante, il risultato elettorale complessivo e’ quello che si avrebbe se a votare fosse un campione di questi 22.000 individui.
Il fatto che il campione che propongo NON sia un campione “casuale” della popolazione italiana, ma sia definito, e’ sufficiente a dire che esso sia , in qualche modo, il “kernel” di qualsiasi funzione “cambiamento” che si applichi all’italia. In pratica, sto dicendo che probabilmente nessun genere di legge che si sia fatta o che si fara’ puo’ portare cambiamenti della loro esistenza.
Un esempio e’ questa finanziaria, che di per se’ e’ inutile ai fini richiesti(1), la quale sta delineando un identikit molto chiaro di quale sia il “kernel” delle riforme in italia: quale sia il gruppo di intoccabili, quelli la cui vita non deve cambiare.
Innanzitutto, il contributo di solidarieta’ e’ cambiato. Aha. Quindi, sembra che ci sia una fascia di redditi (principalmente dai 90.000 ai 150.000 ) che non puo’ essere toccata. Occorre far notare che l’addizionale avrebbe toccato il reddito eccedente. Il che significa che chi avesse guadagnato 90.000 euro esatti non aveva nulla da temere. Del resto, per il lavoratore autonomo che ne guadagnasse 100.000, farne risultare solo 90.000 e’ molto facile, basta un giro di fatture. Cosi’ di fatto rimangono i lavoratori dipendenti che hanno redditi tra i 120.000 euro e i 150.000.
Anche sopra i 150.000, la tassa si applicava per la parte eccedente. Il che significa che iniziava ad essere seccante attorno ai 200.000 (seccante in proporzione ad un aumento dell’ IVA, per dire) . Abbiamo allora un paio di numeri da aggiungere al nostro campione di 22.000 persone.
Un altro punto interessante e’ che c’e’ stata una ribellione all’idea di sopprimere comuni e/o province. Dal momento che il nostro campione di 22.000 persone e’ fatto da pensionati, e’ assai difficile pensare che i nostri 22.000 eroi temano di perdere il posto. Cosi’, possiamo fare una seconda ipotesi: che siano quei borghesotti intrallazzati coi potenti del luogo. Quelle famiglie il cui anziano patriarca va al bar sotto il municipio, chiama per nome sindaco e assessori, e sa sempre, in anticipo, cosa si muove in consiglio comunale/provinciale traendone vantaggi per il clan.
Abbiamo quindi a che fare con un pensionato ricco e politicante, di quella particolare politica che si fa in provincia o nei piccoli comuni, a furia di caffe’ offerti al bar e conoscenze personali.
Ora, rimane un problema: il nostro uomo ha un reddito troppo alto per un pensionato. Se abbiamo individuato due fasce di reddito, cioe’ 120-150.000 e 200.000+ , dobbiamo cercare di capire in che modo li incassi. E’ vero che i pensionati “d’oro” esistono, ma a quei livelli in genere il reddito complessivo schizza molto, e quindi stiamo parlando della fascia 200.000+.
L’altra fascia di cosa vive? Se abbiamo detto che si tratta dell’insieme “kernel” delle riforme, possiamo escludere si tratti di investimenti in borsa: si sono tassati ulteriormente i rendimenti con estrema disinvoltura, alla scorsa manovra.
L’ipotesi che mi viene in mente e’ la rendita immobiliare: egli possiede dei negozi o degli appartmenti che affitta, e ad un reddito notevole. Si tratta, quindi, dei proprietari di immobili “in posizione centrale”, o di uffici affittati a grossi enti (banche , assicurazioni, etc).
Questo spiega la sua vicinanza con le giunte comunali (ah! i piani regolatori!) e spiega come mai sia altrettanto impossibile, in molte citta’, pedonalizzare i centri storici senza che insorgano i negozianti, e a seguire “i poteri forti”.
Non mi stupisce che cada l’aumento dell’ IVA: il nostro uomo, non essendo piu’ un produttore di nulla, e’ principalmente un consumatore. Avendo un reddito fisso e statico, l’aumento dei prezzi al consumo lo colpisce direttamente, frenando la godibilita’ del suo reddito.
La manovra sulle pensioni passa, e anche questo non mi meraviglia: essendo un campione di 22.000 uomini, che si possa alzare l’eta’ pensionistica alle donne o che si possano colpire le pensioni di anzianita’ (il nostro ha una grossa pensione, comunque) ci sta tutto. Il nostro campione non viene toccato, per loro la manovra ha ancora effetti nulli.
E’ interessante come vada senza colpo ferire la manovra di Tremonti che riguarda le proprieta’ di lusso intestate a societa’ di comodo. C’e’ una ragione per questo: a fare questa operazione sono, normalmente, professionisti attivi. Creare una societa’ di comodo per gestire beni di lusso necessita di un professionista contabile che ci badi. Se siete gia’ in attivita’ e avete GIA’ un buon commercialista fiscalista, aggiungere questo piccolo escamotage costa poco : probabilmente ve lo consigliera’ il commercialista stesso.
Il nostro vecchietto, invece, ufficialmente non lavora. Ha i suoi immobili in centro che affitta lautamente e una pensione di tutto rispetto, ma non ha bisogno di un commercialista , almeno non di quel tipo di commercialista che ti crea una holding in giro per il mondo. In genere e’ un ragioniere amico di famiglia, che si limita a fare i conti.
Probabilmente per questo la storia di dare la caccia a coloro che ufficialmente sono nullatenenti ma hanno beni di lusso non li tange: se supponiamo che siano proprietari di immobili, essi non vengono toccati.
Salta ogni polemica col vaticano e col l’idea di tassarne gli immobili e le attivita’. Questo fa pensare che il nostro campione sia fatto da persone che sono cattoliche (almeno di facciata) e che abbiano qualche mano in pasta nei business della chiesa: magari affittano a persone “consigliate dal prete” e compagnia bella.
Conferma quanto abbiamo detto il fatto che sia passata, in qualche modo, una Robin Hood Tax sull’energia : il nostro uomo e’ un pensionato, sull’energia non si pronuncia piu’ di tanto. Non avendo imprese, il costo dell’energia lo preoccupa poco.
Assai interessante il discorso dell’opposizione al taglio delle festivita’: sembra che il nostro eroe abbia degli interessi immobiliari nel turismo. Qualcuno dei suoi immobili ad alta resa , cioe’, potrebbe essere un immobile in zone turistiche, affittato a gente in vacanza.
Infine, a confermare che il nostro eroe non e’ piu’ in attivita’, c’e’ il fatto che stia passando la liberalizzazione dei professionisti. Si direbbe quindi che non sia nemmeno un ex professionista, visto che essi di solito lasciano la palla ai figli, e ai figli -che non hanno avuto per merito la posizione- una liberalizzazione non sembra il massimo. Pero’ passa senza colpo ferire.
A che cosa serve definire con tanto dettaglio il nucleo della funzione “riforme”? A che cosa serve definire chi sia il nucleo di persone che non puo’ essere toccato dalle riforme , da nessuna riforma?
Quel gruppo di persone, in passato lo avevo “disegnato” immaginando di dover fare una stima (in senso statistico) del gruppo campione necessario a misurare le percentuali uscite dalle elezioni con i decimali che i risultati tengono in considerazione.
Il problema che mi ero posto tempo fa era, cioe’: supponiamo di ipotizzare un campione statistico che mi dia esattamente gli stessi risultati del voto reale, quanto sarebbe grande e come verrebbe definito?
Adesso che ci sono delle modifiche alla legislazione,e  si nota che cosa si possa toccare e cosa no, possiamo pensare che questo campione (determinando il risultato elettorale) sia quello temuto dai politici che temono di perdere il consenso. Ma cosi’, dobbiamo dire che questo campione di 22.000 persone sia anche il “nucleo” dell’azione di governo, cioe’ il gruppo che non viene mai toccato (o al massimo beneficiato) dall’azione di governo.
Sommando le due cose, pero’, si ottiene un governo che NON puo’ fare cio’ che dispiace a queste persone, le quali essendo un campione degli elettori sono anche quelle che eleggono il governo, ovvero non solo il governo non fara’ quel che non vogliono, ma fara’ cio’ che vogliono perche’ da loro e’ eletto.
Cosi’, possiamo immaginare che il paese sia letteralmente guidato da questi 22.000 individui.
Immaginate che in parlamento siedano 22.000 individui. Essi corrispondono tutti a questo identikit:
  • Oltre i 65 anni, e riceve una sostanziosa pensione. Non era un professionista e non ha figli professionisti. Non e’ titolare di aziende  e non ha un commercialista fiscalista. Ha inoltre una consistente entrata imponibile, vedi sotto.
  • Fascie di reddito:  120-150.000 e 200.000+ ,
  • Viventi di rendita , o di posizioni di rendita, ed e’ mediamente ricco, diciamo dai 100.000 euro/anno in su. La sua rendita viene da immobili di prestigio e da immobili turistici in affitto.
  • Vive in un piccolo comune o in un capoluogo di provincia.
  • Gestisce gli affari in amicizia/aiuto della chiesa e si professa quindi cattolico. Appartiene alla borghesia cattolica del luogo.
  • Fa politica “per conoscenza personale” nel piccolo comune o nella provincia in cui vive, ma non e’ un politico in senso stretto.
  • E’ un uomo.
  • Ha uno stile di vita , e specialmente di consumi, piuttosto alto.
  • Assolutamente provinciali, al massimo hanno lasciato il paesello per andare in ferie. Non risente molto di accise e costo di viaggi, quindi non viaggia molto.
  • Rispetto all’immigrazione si pone come il vecchietto che vuole una colf a basso costo: immigrato si, ma donna, bisognosa di carita’ e disposta ad accudirlo. La badante che gli ha consigliato il prete, insomma. E la minorenne schiava che trova sui viali.
Ora, questo gruppo di uomini lo dovete immaginare seduto dentro un parlamento del paese. Essi sono, di fatto, i parlamentari. Essi sono il gruppo che ovviamente non si tocca mai, che non ci deve mai perdere, e che elegge di fatto il governo.
Non dico che sia cosi’: dico che sia un buon modello. Ovvero, se immaginiamo un paese gestito da una ipotetica assemblea di 22.000 persone che rispondano a questo identikit, otterremo ESATTAMENTE la politica economica e sociale del governo reale.
Non e’ difficile capire le ragioni della stagnazione di un paese guidato da un simile governo. Cosi’ come non e’ difficile capire che se anche il PD deve per forza (sono il campione perfetto per una stima del risultato elettorale, ricordate?)  soddisfare queste persone, le cose non cambieranno di molto.
Tuttavia, avere un buon modello del governo aiuta a prevederne i movimenti. Innanzitutti, si illude la Marcegaglia se pensa che il governo si dedichera’ molto a lei. La Marcegaglia non piace molto a questo campione. E’ troppo giovane, del sesso sbagliato, e rappresenta un interesse conflittuale.  Lo stesso dicasi per negozianti e giovani.
Non potete aspettarvi che questa gente voglia una finanziaria per la crescita del paese. Non avrebbe senso per loro: la crescita del paese aumenta i prezzi degli immobili nelle aree industriali, che al metro quadro rendono meno, e come se non bastasse variano in continuazione. Non avrebbe senso una crescita del paese perche’ toglierebbe potere alla politica e la darebbe agli industriali ed agli imprenditori, che lui non conosce piu’ perche’ nelle PMI e’ avvenuto un cambio generazionale.
Non gli interessa un aumento dell’occupazione, anzi: questo implica un nuovo ceto di persone , implica meno risorse ai piccoli negozi che sono i suoi affittuari, desertifica il centro a favore dei nuovi complessi residenziali piu’ adatti a famiglie con figli. Nemmeno gli incentivi alla famiglia lo interessano: la forza del suo clan e’ nel patriarca e nelle sue relazioni e nel suo passato, se c’e’ una cosa che non vuole e’ che arrivino altre famiglie forti  e numerose.
Si tratta, ovviamente, della riduzione ad uno stereotipo: ma il calcolo di un campione affidabile in un gruppo, in definitiva, non e’ altro che la RIDUZIONE AD UNO STEREOTIPO DAL COMPORTAMENTO PREDICIBILE. Dunque, nell’identificare uno stereotipo non si fa nulla di male, a patto che tale stereotipo sia abbastanza affidabile.
C’e’ solo UNA buona notizia a riguardo: l’eta’ del nostro eroe lo mette a rischio scomparsa a breve.
Il vero problema e’ chi eredita le sue ricchezze, e specialmente se il paese resistera’ tanto a lungo alla stagnazione nella quale il nostro modello prospera. Per ora, gli italiani si terranno il paese nelle condizioni che sono ideali per i suoi governanti:

In che modo il campione di cui sopra vedeil futuro dei giovani.
(Indovinate chi dei due ha un sacco di soldi).
Uriel
(1) Pareggio di bilancio significa che lo stato puo’ vivere senza fare nuovo debito. Ma il vecchio debito rimane li’. Dunque, non puo’ essere una risposta ai timori degli investitori, visto che non cambia l’ammontare del debito. Certo, lo stato non puo’ fare nuovo debito, ma se gli investitori temono il nuovo debito, essendo NECESSARI per fare il nuovo debito, perche’ semplicemente non mandano deserta l’asta? E’ veramente buffo un investitore (o un “mercato”) che e’ terrorizzato all’idea che lo stato faccia nuovo debito, ma quando lo stato fa nuovo debito apre il portafogli e rende possibile la vendita di nuovi btp…..
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