Il loop astenico.

l post sugli anasessuali, -da leggere PRIMA di questo post senno’ non ci capite niente)che ritenevo abbastanza “innocuo”  (e che riflette semplicemente una sintesi della mia personalissima esperienza) ha suscitato reazioni piu’ ostili di quanto non mi aspettassi, cosi’ vorrei spiegare che cosa intendo quando dico che l’anasessuale danneggia anche gli altri se non si rende conto di esserlo.

Non scendo troppo nei dettagli dell’ovvieta’. E’ abbastanza ovvio che se a voi piacerebbe che qualcuno sia attratto da VOI, mentre invece vi trovate qualcuno che e’ attratto dai vostri collaterali (donne cui scade l’orologio biologico, divorziate in cerca di nuova autostima, uomini in cerca della seconda mamma , uomini in cerca di una fica addomesticata, e cosi’ via), quello che consegue alla mia visione e’ il motivo per cui essi causino danni sociali.
Prendiamo per esempio le famose teocrazie. Avrete notato che per prima cosa coprono le donne e vietano ogni forma di erotismo pubblico. Ora, la domanda che dovreste porvi immediatamente e’: perche’ mai tutta l’umanita’ o quasi si affanna da sempre a VIETARE qualcosa che, a detta dei piu’, ogni essere umano desidera fare?
Abbiamo mai visto, che so io, movimenti contro la Nutella o movimenti contro l’uva fragola, o contro qualsiasi altra cosa che piu’ o meno a tutti piace? E come puo’ prendere consenso un partito che VIETA di fare qualcosa che in fondo sognamo di fare (ovvero l’opportunita’ di avere liberamente degli incontri con le persone che ci attirano).
Voglio dire, pensiamo un attimo alle regole di base della politica:  se domani vietiamo, che so io, ai siciliani di andare al mare, probabilmente perderemmo un sacco di voti in Sicilia. Del resto, se andiamo a tassare i ricchi perdiamo i voti dei ricchi.
Com’e’ possibile che invece NON perdiamo i voti quando facciamo un partito di bigotti che vuole allungare le gonne, mettere il burqa, togliere tette e culi dai media, rendere tutto asessuato e poco attraente?
La risposta e’ semplice: perche’ gli anasessuali sono la maggioranza della popolazione. Il fatto che un partito possa avere la CERTEZZA pratica che diventando bigotto su temi sessuali acquisti voti e’ perfettamente coerente con il fatto che gli anasessuali siano la maggioranza, anzi: la stragrande maggioranza. Poiche’ muovendosi verso il lato bigotto della politica un partito perdera’ sicuramente le persone piu’ liberali, se l’equilibrio fosse, per dire, 50/50, la mossa di diventare piu’ bigotti non darebbe un ritorno certo. Perche’ la mossa sia considerata conveniente da tutti, per dire, occorre che gli anasessuali siano la stragrande maggioranza.
Ma adesso rimane una domanda: perche’ l’anasessuale tende al bigotto. Ci sono essenzialmente due loop in gioco, uno competitivo ed uno legato all’autostima. Il primo motivo per il quale l’ anasessuale cerca di ridurre al minimo la promiscuita’ sessuale e’ che , come ho detto, il partner non-anasessuale inizia a guardarsi attorno non appena capisce di non interessare veramente al partner.
Cosi’, il nostro anasessuale SA che perdera’ il partner non-anasessuale se gli lascia abbastanza chances di incontrare altre persone. Ma anche quando il nostro anasessuale sta con un altro anasessuale le cose non cambiano molto: poiche’ il motivo per stare insieme e’ un collaterale, (soldi, carriera, riproduzione,rispettabilita’ sociale, eccetera) il risultato e’ che chiunque abbia lo stesso “collaterale” e’ un pericoloso concorrente. Il loop che porta l’anasessuale a diventare bigotto e’ questo:
  1. Sono anasessuale. So di aver mentito e di aver simulato interesse col mio partner.
  2. Se il mio partner e’ anasessuale, potrebbe trovare interesse in altre simulazioni, o nel tornare single dopo aver ottenuto cio’ che voleva.
  3. Se il mio partner NON e’ anasessuale, si sente/sentira’ ingannato e scopre/scoprira’ la verita’ in qualche momento.
  4. In entrambi i casi 3,4 il mio partner si guardera’ intorno.
  5. Vietare, reprimere, costringere, isolare.
  6. Adesso va meglio, ma vedo che il mio partner ancora si guarda attorno. GOTO 5.
La prima torma di persone che si uniscono ai partiti bigotti, cioe’, sono gli anasessuali che in qualche modo (consciamente o meno) pensano di aver mentito al partner. Non provano davvero attrazione, passione o interesse per loro. La liberta’ del loro partner, quindi, e’ una minaccia alla LORO famiglia.
Quando sentite dire dagli eterosessuali che “il matrimonio gay e’ una minaccia per la famiglia”, semplicemente sentite dire che “il matrimonio gay e’ una minaccia per la MIA famiglia”. Questi anasessuali sanno bene che il loro rapporto di coppia si basa su collaterali. Poiche’ i collaterali non sono esclusivi di una persona (se mi piaci tu mi piaci proprio e solo tu, se vengo con te perche’ “voglio una famiglia”, allora non hai l’esclusiva della famiglia), gli anasessuali si dovranno chiedere come evitare la concorrenza.
Il fatto che esista un diverso tipo di famiglia, quindi, ha come risultato che effettivamente tutti quelli che stanno con qualcuno “perche’ vogliono una famiglia” abbiano una scelta in piu’. Se il nostro anasessuale SA che il partner sta con lui per “farsi una famiglia”, un ulteriore tipo di famiglia e’ una minaccia. Si, l’anasessuale teme veramente che la moglie lo lasci per andare a formare una famiglia di tipo “concorrente”, e lo stesso dicasi per la donna anasessuale che ha incastrato un poveraccio.
Come se non bastasse, le famiglie gay hanno un valore aggiunto di minaccia notevole: posso evitare, con la scusa della pubblica decenza, che mio marito si trovi in piscina, o nella sauna della palestra, con una donna nuda. Questo in un certo senso mi protegge: separiamo i sessi, e c’e’ una tentazione in meno. Ma se il mio problema e’ che mio marito potrebbe lasciarmi per un uomo, che si trovi in uno spogliatoio con soli uomini NON mi conforta affatto.
Se quindi posso irrigidire la separazione dei sessi in molti modi (compreso quello delle accuse di sexual harrassment isteriche) per mettermi al riparo da una “famiglia alternativa” con un’altra donna, irrigidire la morale pubbblica per evitare che persone dello STESSO sesso si trovino insieme e’ quasi impossibile.
L’anasessuale ODIA l’idea di matrimonio gay , perche’ esso produce una alternativa al “mi sposo per avere una famiglia”, alternativa che potrebbe essere letale. Un uomo che si sia sposato per avere una famiglia (cioe’ una seconda madre che pero’ non ha autorita’ genitoriale su di lui, ovvero la moglie) teme DAVVERO che sua moglie possa voler lasciare questo principino viziato e trovare una compagna femmina.
Allo stesso modo, molte ragazze si sposano perche’ la famiglia fa pressioni, per avere un figlio (di solito vicine alla scadenza dell’orologio biologico) oppure per questioni di reddito: loro hanno lo stipendio “piccolo” e non vogliono impegnarsi ancora, ma per vivere come vorrebbero hanno bisogno -in aggiunta- dello stipendio “grande” portato dal maschio. Questa donna rimarra’ tale fino a quando non acquisisce l’ambito rango di “madre”, che le da’ i superpoteri. I superpoteri consistono, essenzialmente, nell’ignorare completamente i bisogni del maschio, il quale la prendera’ con altrettanto distacco se anasessuale, e soffrira’ come un cane se e’ eterosessuale. In entrambi i casi, pero’, questa donnina ha un problema: e se mio marito decide di formare un’altra famiglia? Un’altra donna gli darebbe le stesse problematiche a meno che…. in genere queste donne dicono “ma quello gli da qualcosa che io non posso dargli”, lasciando intendere che il problema sia il cazzo. Ma in realta’ non tutti i gay sono passivi: il punto e’ che la cosa che lei non puo’ dargli e’ semplicemente cio’ che non gli da come anasessuale, e non cio’ che non gli da come donna: interesse, passione, attrazione.
Il secondo loop astenico e’ quello che in generale riguarda le aspettative. Voglio dire: se accettiamo che l’ 80% della popolazione sia anasessuale e il rimanente 20% non lo sia, il risultato e’ comunque che con un pochino di esperienza (e  un certo numero di tentativi) almeno a livello di probabilita’ gli anasessuali verranno scaricati dai non-anasessuali , i quali si accoppieranno tra di loro.
Se una persona si sposa col primo partner che trova (o che gli/le trova la famiglia) le probabilita’ di azzeccare un anasessuale sono ovviamente dell’ 80%. Ma adesso supponiamo che in , diciamo, tre-quattro partner nasca in molti una percezione euristica, diciamo una “sensazione”, che li porti non dico a trovare ma almeno a cercare partner non anasessuali. E quindi a scartare comunque gli anasessuali.
Il risultato e’ che in una decina di “prove” e’ seriamente possibile che il partner di un non-anasessuale non sia un anasessuale (poi magari non e’ quello giusto, ma questo e’ un discorso diverso). Gli anasessuali, cioe’, a livello conscio o meno temono che permettendo molti tentativi di accoppiamento nel corso della giovinezza si crei una specie di separazione, fatta di persone non-anasessuali che si sposano tra loro -che vada bene o male- e che invece gli anasessuali si trovino ad avere a che fare solo con gente come loro.
Al contrario, la situazione win-win per l’anasessuale e’ di riuscire ad incastrare un non-anasessuale. Si trova in un rapporto che potrei rappresentare cosi’:
Uno rema, cioe’ fornisce tutta la spinta che serve al rapporto (interesse, passione, attrazione) e l’altro si gode la gita. Il punto e’, arrivati a questa considerazione, che tutti gli anasessuali vorrebbero essere come la ragazza dell’illustrazione. Ma per farlo tutti hanno bisogno di un non-anasessuale. Ma per farlo, occorre che il non anasessuale non abbia la possibilita’ di capire che quanto cerca lo puo’ trovare solo in una ristretta elite di persone.
E cosi’ siamo a cio’ che gli anasessuali temono: essi sanno che, quando il non-anasessuale HA provato (anche per un breve periodo) un rapporto vero con un altro non-anasessuale, riconosce immediatamente la sua finzione perche’ si sente mancare “qualcosa”. Si sente nel vuoto emotivo, si sente perso nel silenzio, non percepisce un reale feedback affettivo.
Cosi’, il secondo loop astenico e’:
  1. Sono anasessuale. SO di non avere quella spinta che tutta la societa’ dice che dovrei avere. Tuttavia , anche se non amo voglio essere amato, anche se non desidero voglio essere desiderato, anche se non mi sento attratto voglio attrarre, anche se non seduco voglio essere sedotto.
  2. Per fare questo ho bisogno di trovare una persona con cui fingere, e questa persona una volta cascata in trappola non deve piu’ fuggire. (vedi loop di sopra).
  3. Se lasciamo alle persone la possibilita’ di confrontarmi con altri/e, io verro’ scartato/a. Non appena il mio possibile partner non-anasessuale provera’, anche per breve momento, un partner che abbia davvero passione, interesse e attrazione, gli sara’ troppo facile capire che io fingo.(1)
  4. Occorre evitare a tutti i costi che le persone non anasessuali abbiano la chance di provare un rapporto vero con un loro pari.
  5. Vietare! Dividere! Censurare! Vietare! Vietare! Vietare! Ogni , qualsiasi forma di promiscuita’, non sia altro che rimanere da soli con una donna in ascensore.
  6. Ma io ho ancora paura di questi bastardi non-anasessuali: attivi come sono, finiranno lo stesso per incontrarsi di nascosto, in qualche modo. Occorre ancora piu’ rigidita’, essa non basta mai: GOTO 5.
Questa e’ la ragione per la quale ogni religione o ideologia che sia bigotta ha un successo politico crescente, sia laddove serve consenso (come in democrazia) sia laddove il consenso e’ accessorio alla stabilita’ (come nelle dittature e nelle teocrazie): alla fine c’e’ un 80% della popolazione che ha come obiettivo (conscio oppure no)  quello di  impedire che il rimanente 20% abbia una chance di trovare la felicita’, dal momento che se trovassero la felicita’ la troverebbero tra loro e non gettando la vita con dei rapporti “di traino” con uno di loro.
Togliendo l’opportunita’ alle persone di lanciarsi segnali di richiamo, di incontrarsi, di vedersi, gli anasessuali sperano che non si vada formando un confine netto e insuperabile,  cioe’ una barriera invisibile che li releghi ad accoppiarsi soltanto tra loro. Poiche’ essi non sanno DARE un vero rapporto ma desiderano AVERE un vero rapporto, essi si sforzano di “catturare” una persona non-anasessuale e di evitare che fugga dalla gabbia.
Per questo votano SEMPRE per il partito che offre loro una visione sociale dove gli uomini non parlano con le donne, non ci sono coppie gay, eccetera.
Quando ipotizzai questa teoria vivevo in Italia, e la cosa che mi vietava di adottarla erano i cosiddetti “paesi avanzati” dove il tema bigotto non e’ cosi’ dominante. Ma poi ho capito il perche’ vivendo qui in GErmania.
L’anasessuale qui ha diverse chances che gli permettono di raggiungere i suoi scopi senza irrigidire le leggi.
  1. I bordelli sono legali. Il maschio anasessuale piu’ diffuso, il tipo che normalmente cerca una fica e non una donna, ha il suo normale ciclo di raggiungimento degli obiettivi. Cerca quello, ha quello.
  2. Le donne hanno a disposizione gli immigrati, normalmente provenienti da qualche paese dove se guardi una donna da dietro un muro di cemento armato poi devi sposarla -dopo averla sfregiata con l’acido-, personaggi che scoperebbero anche Nietzche in perizoma (2)  perche’ non vedono una fica live da secoli.
  3. La BIRRA. Sotto l’effetto degli alcoolici, e’ impossibile distinguere gli anasessuali dagli altri. L’alcool permette loro, almeno quando sono fuori a bere, di sembrare tutti coinvolti, attratti, sociali, interessati, divertenti, coinvolti.
  4. L’educazione. Se le leggi sono molto liberali, l’educazione sentimentale e’ cosi’ rigida che sembrano degli stoccafissi. Le persone non-anasessuali sono educate in maniera cosi’ rigida a reprimere i sentimenti che di fatto sono incatenati agli stessi limiti degli anasessuali. E’ come se io educassi un gatto a farla solo nella sabbiera e poi gli dessi a disposizione un prato: cercherebbe di tornare alla sua sabbiera.
Una volta percepito in che modo loro abbiano risolto il problema mi riesce di capire per quale motivo gli anasessuali qui non chiedano continuamente di tornare ad un regime piu’ bigotto e non entrino mai nel loop astenico: e’ garantito loro un simulacro ottimale, e casomai qualcuno sgarri TUTTI vengono educati a comportarsi come anasessuali.
Detto questo, se qualcuno mi chiede perche’ mi sento “contro” di loro, oltre al pericolo di avere la vita rovinata da uno/a di loro (fortunatamente scampato) , c’e’ quello di avere LA SOCIETA’ rovinata da queste persone e dalle loro tendenze bigotte e repressive.
Uriel
(1) Per gli anasessuali vale la seguente regola: la donna puo’ fingere l’orgasmo per tutta la vita, l’uomo puo’ fingere di essere felice con lei per tutta la vita. E in nessuno dei due casi il partner potra’ sospettare qualcosa, a meno che non abbia provato la versione VERA di un rapporto.
(2) Donna baffuta…
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