Diario di una settimana da Ciano.

Rieccomi. Forse non dovrei parlare di cazzi miei…. alt. Questo e’ il mio blog, e quindi PARLO di cazzi miei. Dunque, e’ successo che la mia azienda ha -per motivi diversi- stretti rapporti con una ditta di quelle che fanno consulenza strategica, quelli “the inesorabil consultant” , per capirci. Allora ogni tanto comprano un pacchetto di “training” ad un prezzo scontato perche’ addestrano molte persone, e questi qui che vivono sull’ Olimpo (a giudicare dal CV) ci mandano i loro fichissimi tizi a farci “training”. In questo pacchetto di persone sono passato anche io -per motivo legati al mio prossimo incarico, suppongo-  e mi sono goduto una settimana di “face to face” con uno di questi inesorabili inevitabili totali globali consulenti strategici. Yeah. Alcuni miei colleghi l’hanno fatto tutti insieme -immagino sia una cosa legata al lavoro di squadra- altri l’anno fatto 1-2-1 (one to one). That’s me.

Alcuni fatti. Il signore di cui parlo, con cui ho passato circa una settimana a parlare di una merdosissima azienda svedese da salvare(1),  a far finta di essere Talleyrand che consiglia Napoleone, e poi a far finta di essere Galeazzo Ciano che consiglia Mussolini sul da farsi e poi a Norimberga, e’ uno dei top 50/100 consulenti del pianeta. Come la sua azienda. In pratica fanno corsi per rilassarsi e ripassare.
Di per se’ non e’ un corso negativo: alcune tecniche sono ottime tecniche, e mi e’ andato benissimo di apprenderle. Forse non ve lo ha mai detto nessuno, ma i “manager” (quelli fichissimi, tipo il #1 di IBM) studiano una tecnica di “active listening” che in definitiva non e’ altro che quello che Frank Herbert faceva fare alle Bene Gesserit. Voi pensate che quello abbia in mano un telefono, e in realta’ e’ il Gom Jabbar.(2) Ha provato ed ha fallito? Ha provato ed e’ morto.
Vabe’.
Ho verificato un pochino su internet , tanto per capire, e si’, sto tizio qui ha davvero consigliato dei capi di governo. Lo fa la sua azienda. Per intenderci, se pensate che Accenture sia un’azienda “in alto”, fatevi i conti che loro sono circa 5 piani sopra, diciamo allo stesso livello di Mc Kinsey (3).
Andiamo ai fatti, e iniziamo da quelli positivi, e dalle cose interessanti.
Questo signore sfizzero ha impostato una specie di battaglia con me. Lo scopo era , nei primi due giorni di farmi “incontrare i miei limiti”. Secondo la loro teoria , che potrei accettare tanto e’ vaga, ogni persona si costruisce un intervallo di confidenza. Cioe’ voi siete enormi perche’ avete ristretto il vostro mondo.
Allora voi dite: “io sono un tecnico eccezionale. Incredibile. E quindi nel mio mondo domino. Se provi a combattermi ti stronco, perche’ in questo ambito sono praticamente un dio.” Il che e’ effettivamente vero. Lo fanno tutti. Uno vi dice “io sono un DBA”, e sinche’ rimane un DBA difficilmente voi, che non lo siete, andrete a combatterlo o contestarlo nel suo ambiente.
Lo si fa nei momenti di difficolta’: quando ci si sente piccoli rispetto ai pericoli, si pensa che restringendo il mondo si sia piu’ grandi. In proporzione e’ vero, nel senso che dentro un mondo grande quanto una cabina del telefono siamo enormi, e praticamente onnipotenti . A patto di restringere il campo delle azioni a quelle possibili dentro una cabina telefonica.
Diciamo comunque che se sapete telefonare e restringete il mondo ad una cabina telefonica, probabilmente siete onnipotenti. E come se non bastasse, ci state solo voi, in quella cabina telefonica.
Cosi’ il suo scopo era quello di farmi uscire dall’intervallo di confidenza. Ok. Siccome sono un tecnico d’alto bordo, come amo definirmi, lui ha pensato bene di sottopormi questa roba di Arthur Keller: ti sparano un problema in forma offuscata (4) e ti chiedono decisioni. Ovviamente la mole di dati e la complessita’ impediscono di farlo, quindi essenzialmente dovrete sbagliare. A meno che, ovviamente, non scegliate l’insieme che ha piu’ informazioni e vi basiate su quello.
Lui ha sbagliato a non chiedermi del mio passato o dei miei hobby -lo ha ammesso- pensando che io fossi simile agli altri tecnici della mia azienda -che capiscono e parlano solo di informatica- e ha cercato di stressarmi su cose come l’ EBITDA. Idea ridicola. Non perche’ io ne sappia piu’ di lui –probabilmente lui e’ nel mondo della finanza quello che io sono nell’ IT/telco– ma perche’ e’ un concetto banale.
E’ riuscito ugualmente a portarmi fuori dal mio intervallo di confidenza, in una scena cosi’;
  • TIZIO: Qual e’ la previsione di vendita di questa azienda tessile nel mondo?
  • Uriel: 42
  • TIZIO: Come sei arrivato a questo numero?
  • Uriel: se non capisci la risposta non hai capito la domanda.
  • TIZIO: non mi stai rispondendo.
  • Uriel: e’ ovvio. La domanda e’ stupida. Non ho nemmeno idea di che prodotti facciano. Magari fanno i costumi da bagno di Borat coperti di swarovski, che costano due milioni di dollari ciascuno e fanno vomitare.
  • TIZIO: ma tu hai risposto con un numero.
  • Uriel: qualsiasi altra cosa li’ andava bene. La domanda sembrava sensata ma non lo e’. La risposta ti sembra sensata ma non lo e’. In ultima analisi, la domanda e’ analoga alla risposta. Molto piu’ di quanto tu possa aspettarti normalmente con una domanda idiota.

 

C’e’ da premettere che mi era stato chiesto di rispondere -esattamente- come avrei voluto , tranne quando si doveva fare role playing, in cui dovevo rispondere come Talleyrand, o come Galeazzo Ciano. Lo scopo di rispondere come avrei voluto era, essenzialmente, agire sul mio modo di ragionare e non sul mio modo di comportarmi.
A quel punto, il tizio mi ha mostrato che un tanga modello Borat, che costi due milioni di euro perche’ ha gli swarovski e qualche smeraldo sopra, ha un mercato potenziale di 4 pezzi nel mondo. Il guaio e’ che il margine sarebbe attorno al 30%, il che significa che sono 4*2.000.000*0.3=2.400.000 . Se considerate che non vi servono piu’ di tre o quattro persone per confezionarne uno, in un tempo di un mese, un’azienda che costruisca tanga maschili verdi coperti di cristalli swarovski e smeraldi , a patto di fare marketing a tutti i miliardari del pianeta, vive egregiamente.
Il guaio e’ che i suoi numeri erano corretti. E quindi le mie assunzione sbagliate. Ci sono cosi’ tanti coglioni al mondo? No, non coglioni. Lo stesso miliardario che lo avesse comprato avrebbe fatto bene: l’unica cosa che puo’ svalutare di quel costume e’ la stoffa. Che e’ un milionesimo del valore, circa. Il resto rimane circa costante (smeraldi e swarovski) , e il solo rischio e’ che ci ho marginato il 30%. Ma io mio brand puo’ aver valore anche superiore. Mica tutti vendono ai miliardari. Morale: un investimento sicuro nel tempo al 70%. Non troppo male neanche per il cliente.
Stabilito che fuori dalla mia zona di conforto sono debole, il problema era migliorare. E siamo andati di role-play. Lo scopo era quello, dopo averti convinto che non sei ottimo se non nel tuo piccolo universo -che hai ristretto sino a riempirlo tutto- , di mostrarmi che fuori dalla mia zona di conforto c’e’ ancora spazio per migliorare. Il problema non e’ “sei bravo”, ma “puoi migliorare?”. Ovviamente, avendo ritagliato la nostra zona di conforto attorno a noi, i margini di miglioramento si restringono. Corretto.
La strategia era: ti presento i tuoi limiti. Anzi, ti ci faccio sbattere la testa. Quando ti sei convinto che hai margini di miglioramento, sei pronto per farti vedere che puoi farlo. E quindi il resto della settimana consisteva nel mostrarmi come, in poche ore, io possa fare cose che prima non potevo farlo. Tah-dah, pippo mangia la nocciolina e diventa superpippo.
Su alcune cose sono riusciti. Lo schema era di darmi una parte, lasciarmi un’ora o due per leggerla, indi c’era un’ora di role-playing. In questo role-playing dovevi essere qualcuno e raggiungere un obiettivo. La cosa e’ fica, perche’ cosi’ il tizio aveva tempo per fare i giochi degli altri. Due ore per leggere la parte da solo, mentre lui partecipava al role-play di qualcun altro, e cosi’ con poche persone hanno fatto un sacco di lezioni.
Tutto consisteva nel trovare i punti cardine, che credo siano stati segnalati da qualcuno nella mia azienda –devo probabilmente fare due chiacchiere con la nostra nuova HR, quella che viene da The Hearst, giusto per curiosita‘- quelli che mi irritano, intralciandomi sul lavoro. Faccio un esempio dei tre-quattro che hanno trovato.
Ad un certo punto, io sono un certo personaggio storico e di fronte ho questa benedetta duchessa. La quale e’ impersonata da una strafiga collega dei total inesorabil consultant  che fa parte del team di insegnanti -tale e quale a quello che fa lezione a me- che e’ effettivamente una cosa notevole. Notevole e’ un eufemismo: prendete una tizia russa che di solito fa le sfilate di intimo, le date due lauree, un master, e la mettete con un vestito di fronte a voi.
Ora, forse non mi conoscete al lavoro: la-fica-non-esiste. Non mi interessa che sia una donna. Non mi interessa che la collega sia una donna. Non mi interessa se il capo, il cliente, la segretaria, chiunque sia una donna o un uomo bellissimo.Al lavoro, la fica non esiste. E se lo preferite, neanche il cazzo.
Non mi interessa che il vostro capo sia bellissimo, affascinante , carismatico, atletico, superdotato. Ne’ che la vostra collega sia alta, bella , slanciata, sensuale, formosa. Non siamo cani. Non dobbiamo andare in calore. Non siamo bestie.L’essere umano si distingue dalla bestia perche’ inserisce un momento di raziocinio tra lo stimolo a fare e l’atto di fare. Non siamo cani e cagne che vanno in calore. Se fate questo sul lavoro di fronte a me, siete nella mia lista nera.NON voglio lavorare con voi.
Cosi’, ero in questa squadra (una cordata di nobili e ricchi borghesi) che dovevano ottenere delle informazioni ed una promessa da questa contessa. La quale e’ gnocca come poche, e si diverte ad accavallare le gambe sulla classica poltrona da ufficio. Aha. Bello.  Solo che il resto del mio team e’ andato (ha recitato la parte. La media delle loro colleghe e’ come quella li’) in merda , come il classico maschio italiano  che fa il coglione davanti alla donna molto bella. Sono riuscito ad arrivare alla fine, con la mascella dolorante per l’incazzatura e i pugni stretti. E non ho concluso un cazzo perche’ tutti facevano i fessi con la passerona.
Alla fine del roleplay, briefing. Che cosa ti e’ successo, Uriel? Perche’ avevi la mascella stretta e i pugni chiusi? Perche’ il tuo linguaggio del corpo diceva “sterminio, adesso”? Cosi’ ho spiegato -e no, quando mi incazzo e disprezzo qualcuno non mi interessa niente di niente- che si erano comportati come cani in calore, che quella merda mi fa venire voglia di dare le dimissioni dal genere maschile, che un uomo che si comporta cosi’ solo perche’ una accavalla le gambe e’ un povero coglione, e no, non me ne frega un cazzo se voi siete nei primi cento consulenti del mondo, vaffanculo, se vi comportate cosi’ siete dei poveri coglioni. Testuale testuale. Di fronte a loro e di fronte a lei. La diplomazia NON e’ il mio forte.
Finito di dirlo, la tizia mi ha spiegato alcune cose. La prima e’ che lei sa benissimo di fare quell’effetto, anche se stava recitando perche’ nel loro ambiente per molto meno una tizia viene cacciata. Hanno tutte le escort che vogliono, se pagano una consulente -e la pagano PIU’ di una escort di lusso- vogliono proprio una consulente.
Tuttavia, non c’e’ nulla di male se LEI usa questo per disattivare qualche coglione. Allora ho detto che e’ degradante per le donne. E lei mi ha risposto che non e’ vero, e che semmai e’ degradante per gli uomini. Non ero io quello che voleva dare le dimissioni dal genere maschile? Mica da quello femminile, no? E specialmente, ha detto che non c’e’ niente di male perche’ FUNZIONA. Disattiva i maschi coglioni, troppo idioti per ragionare con la testa e non con le palle. Allora, ho detto, che male c’e’ se mi incazzo, visto che sai benissimo che e’ una cosa da coglioni? Risposta: perche’ lei lo fa apposta per rendere innocui i coglioni, ma vuole salvare gli altri. 
Se questa tecnica disattiva sia il maschio (coglione) sbavante che quello non sbavante, disattiva tutti.  Al contrario, lei vuoi che i suoi colleghi bravi siano attivi e la aiutino, mentre i coglioni siano degli zerbini ai suoi piedi. Cosi’ ho detto: “eh, bella minchia, destabilizzi una squadra con un fattore extralavorativo, e poi ti lamenti se qualcuno che volevi tutto d’un pezzo si incazza. Certo che mi incazzo, hai destabilizzato la mia squadra, e solo perche’ speri che questo selezioni gli idioti dagli altri.” In linea di principio ho ragione, mi dice miss universo con il PhD, ma e’ un fatto che le donne usino questi trucchi. Invece di cambiare il resto dell’universo, o di imporre l’assoluta neutralita’ sessuale -cosa che richiede settimane o mesi-  dice lei, e’ piu’ semplice lasciar fare e approfittarne per spiccare. Lei ti ha fatto il favore di farti notare che hai un team di coglioni. A quel punto, vai avanti da solo, non fidarti di loro, e cerca di spiccare da solo. Ma non ti incazzare perche’ LORO hanno un problema.
Corretto. Chapeau.
La settimana e’ andata tutta cosi’, poi ho lavorato un giorno con la passerona -per evitare che la familiarita’ portasse errori andavano a rotazione- e hanno toccato piu’ o meno tutti i miei punti “deboli”, o come dicono loro “space to improve”. Se considerate che nel test finale ero Galeazzo Ciano che anziche’ morire sopravviveva a finiva a Norimberga, -con tutti questi qui a fare la giuria e un avvocato pigro e rassegnato-  e che sono quasi riuscito a salvarlo -ergastolo anziche’ pena di morte(5)- direi che qualche progresso io lo abbia fatto. Specialmente perche’ io non conosco niente del codice penale del 1945, e a Norimberga il codice penale era una specie di scena teatrale, e come se non bastasse nella giuria c’era un tizio -che fa il consulente penalista in casi tipo Strauss-KAhn, per intenderci- che aveva proposto il role play e che invece conosceva il processo a memoria, o quasi.
Questa e’ la parte buona.
La parte cattiva.
Quelli sono completamente andati. Malati di mente. Non per le cose che fanno, che hanno valore. Non per quello che sanno. Per quello che CREDONO di sapere.
Siccome -qui hanno ammesso l’errore e si sono riproposti di migliorare- non sapevano bene che l’informatica possa coprire anche campi “umanistici” come la complessita’, o i linguaggi naturali, o l’intelligenza artificiale, e credono che la logica sia una branca della filosofia greca roba da umanisti, ci sono stati dei momenti , per usare il loro linguaggio “sub-ottimali”.
Parlo di cose di questo tipo.
  • TIZIO: Ad un certo punto noi facciamo “ottantaventi”. Sai cosa sia?
  • Si direbbero due numeri interi , pari, multipli di dieci.
  • No, e’ un principio . E’ il principio di Pareto. Riguarda il mondo intero.
  • Veramente Pareto si riferiva all’ Italia, e semmai puoi arrivare all’ Analisi ABC usando la teoria dell’informazione di Shannon.
  • Ah. Allora conosci Pareto?
  • Si, ma poi il mondo e’ andato avanti. Comunque, certe volte ho letto dei libri di matematica, in passato. (6)
Poi c’erano addirittura cose di questo tipo:
  • TIZIA: Allora, adesso dobbiamo usare gli strumenti della logica. Dobbiamo essere logici.
  • Aha. Intendi una tassonomia?
  • No, parlo di logica.
  • Ok. QUALE logica?
  • La logica.
  • A quale ti riferisci?
  • Beh, a quella di Aristotele. La deduzione. Una cosa implica un’altra.
  • Veramente, la deduzione e l’implicazione sono due cose diverse. E poi ci sono molti tipi di logiche, e di primo ordine, e di secondo, eccetera.
  • Ah. Ma io intendevo dire che da qui -indica un cerchio nel foglio- si arriva qui, pure ignorando qui, tanto e’ inutile.
  • Bene. Allora bastano le clausole di Horn. Lascia l’implicazione dov’e’, e la deduzione e’ sempre meglio lasciarla dormire, che se si sveglia non sai mai che casini faccia. In logica e’ una gran puttana, la deduzione.
  • …..

 

E per finire, arriviamo a questo:
  • TIZIO: Allora, qui il problema e’ estrarre le informazioni. Perche’ non siamo macchine. E’ possibile costruire una macchina che ti dica quale parte sia importante nei promessi sposi, e quale no? Ovviamente, tu mi insegni di no.
  • Veramente, si.
  • Eh? Ma e’ un’opera d’arte.
  • Non importa. Usa dei simboli, siano parole o intere frasi. Avranno un’entropia. Posso certamente dirti quali parti del libro contengano piu’ informazione e quali di meno.
  • Si, ma e’ una cosa teorica. La farai con le macchine.  In pratica….
  • In pratica e’ quello che fa Google. Ottiene milioni di risultati e ti da’ quelli piu’ rilevanti. Mi sembra “un caso di successo”.
  • …. beh, comunque non e’ questo il punto: bisogna estrarre le informazioni dal linguaggio delle persone….
In pratica, a furia di pensare che uscire dalla zona di confidenza sia facile e bello, ed a furia di specializzarsi nel farlo, tendono a sconfinare nelle zone di confidenza altrui. Col risultato che questi entrano in una stanza stracolma di ingegneri a spiegare loro che di fronte ad una richiesta, loro dovranno imparare a fare “problem definition”, per poi doversi ritirare con la coda tra le gambe quando scoprono quanti requisiti prende un buon ingegnere prima di muovere una virgola.
Insomma, a furia di pensare che loro possano prendere decisioni su tutto ed in ogni campo, non riescono piu’ a percepire l’idea che se gli altri sono deboli fuori dal loro intervallo di confidenza mentre loro sono forti anche se ne escono, entrare nell’intervallo di qualcun altro puo’ essere pericoloso se non sei onniscente.
Infine, i fatti neutri:
A pranzo, ho potuto parlare con alcuni di loro di economia. Con mia estrema sorpresa, NON adorano le agenzie di rating e hanno un’opinione della finanza che e’ MOLTO piu’ simile alla mia di quanto non pensiate. La cosa mi ha sorpreso, se non che ovviamente loro hanno piu’ informazioni di me e consigliano quelli che prendono le decisioni.
Cosi’ ho chiesto loro per quale motivo se loro consigliano la Merkel e Tremonti e Trichet siamo in una situazione cosi’ lontana, e la risposta , peraltro della consulente russa, e’ stata che per quanto li paghino cifre consistenti non credono loro . Iniziano a fare quel che dicono i consulenti strapagati che assumono soltanto quando sono veramente con l’acqua alla gola.

Quindi, possiamo star tranquilli: non solo siamo guidati da un sacco di imbecilli incompetenti, ma chi li consiglia non viene neanche ascoltato.

In pratica, loro hanno il piano B. Cioe’ dicono: “io gli dico cosa fare” Piano A. Se non lo fa, tra un mese sara’ messo nella merda, cosi’ e cosa’. Quindi preparo sin da ora un piano B per quando sara’ nella merda. Quando sara’ nella merda pero’ pensera’ di poterne uscire perche’ lui e’ fico ed ha le palle. E non mi ascoltera’. Ma io so che tra un mese sara’ steso ai piedi di cristo. E allora io avro’ anche preparato un piano C per questo. Ma non mi ascoltera’. Cosi’, quando avra’ la catastrofe sul naso e sara’ davvero disperato, mi chiedera’ cosa fare e io avro’ pronto il piano D di riserva. Ovviamente, nell’anno in questione, ha pagato per A, B, C, D.  Cavoli suoi se non mi ha ascoltato.Io non sono waldo che deve salvare Mr Magoo.
Allora gli ho chiesto quale sia il piano D di riserva, tipo il default, e lei mi ha detto di si’, ma non come dico io -che come dico io scoppiano le guerre- ma molti suoi colleghi pensano che si possa fare mediante una serie di buyback. Ovviamente si e’ guardata bene dal dirmi di piu’, visto che non pago i soldi che corrispondono alla loro tariffa.
Comunque si, sono molto soddisfatto di me.  Uhm. Ok, non e’ una novita’. Alla fine della settimana, li trovo ancora malati di mente ma devo ammettere che non erano cosi’ male. E nemmeno io, ma stavo parlando di loro.

Insomma, neanche loro -psicopatie e delirio di onnipotenza a parte- erano tanto male. E si, se la pensano davvero come dice la biondona -che per la cronaca fa altro che finanza, altrimenti non avrebbe nemmeno accettato di parlarne con me- credo proprio che ci sara’ da ridere.

Uriel
(1)Lo chiamano “role Playing”: ti danno un pacchettone immenso di dati da leggere in poco tempo, poi tu sei Talleyrand, conosci la situazione del momento, e devi consigliare Napoleone. Chi ti sta davanti ha studiato la parte per anni, e ha lo scopo di farti capire come prendere decisioni clamorosamente sbagliare per motivi clamorosamente ridicoli uscendone vivo. In effetti. Talleyrand sopravvisse molto piu’ di molti che consiglio’. A Galeazzo Ciano ando’ peggio, ma non era abbastanza manageriale, suppongo.
(2) La fantascienza ha inventato TUTTO. TUTTO il mondo moderno. Solo che bisogna essere appassionati di fantascienza ed entrarci, per capire quanto abbiano rubacchiato ad Herbert, Asimov, Heinlein.
(3)Cito Mc Kinsey perche’ e’ la piu’ conosciuta nella sua fascia.  http://www.mckinsey.com/
(4) Descritto in un linguaggio efficiente quel problema e’, computazionalmente, semplicissimo.
(5) Ho sbagliato perche’ ho cercato di giustificarmi anziche’ difendermi. Mi hanno spiegato poi la differenza.
(6) E’ difficile spiegare l’effetto di queste frasi in inglese.
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