Il suono della fine.

E’ bello rimanere alla finestra a veder finire la democrazia. E’ bello perche’ la si vede finire , la si vede cadere, esattamente nella componente -peraltro inutile e superflua- che sinora e’ stata il suo vanto, ovvero il parlamento. All’origine della democrazia, intesa come concetto, c’e’ l’idea che le decisioni che riguardano un popolo vadano prese dal popolo stesso. Ora, il succo e’ che non si capisce da che cosa salti fuori l’idea di “parlamento”. Non si vede, cioe’ , il perche’ sia necessario che -se il popolo vuole decidere per se’- abbia bisogno di un parlamento.

Eppure e’ proprio nei parlamenti che sta morendo la democrazia.
Tutti voi avete fatto delle riunioni. E tutti voi avrete notato che una riunione di 20 persone e’ inutile perche’ se tutti parlano davvero allora non si decide una cippa e la discussione dura in eterno. Ogni partecipante ha una agenda pubblica e una nascosta, ogni partecipante ha problemi visibili e problemi sotto il tavolo, eccetera eccetera. E non se ne esce mai.
Ora, immaginate di avere una riunione di 900 persone. Secondo voi e’ possibile che un gruppo simile prenda una qualche decisione? Certo, se ha TUTTO il tempo a disposizione che vuole, cioe’ si parla di problemi NON urgenti, e non entrano in gioco interessi fortissimi, ovvero sono problemi NON importanti, allora si, i parlamenti funzionano.
Sinche’ c’e’ un periodo di vacche grasse, fatto di problemi NON IMPORTANTI e NON URGENTI, il parlamento sembra funzionare.
Ma sia chiaro: o i parlamentari conoscono una qualche formula sconosciuta al resto del mondo -ove una riunione con 20 persone non conclude MAI nulla- per far funzionare una riunione di 900 persone, oppure c’e’ qualcosa che non quadra. Ed e’ proprio quello che stiamo vedendo.
Negli USA, Obama ha un problema urgente ed importante, che e’ il lavoro. Ma la sua riforma viene fermata in parlamento. In Europa, abbiamo un problema di costituire un fondo finanziario e di prendere una decisione sulla governance finanziaria. E il parlamento europeo , come quello tedesco, manda tutto a ramengo.
OVUNQUE, OVUNQUE e’ la stessa solfa: quando occorre una decisione URGENTE su un tema IMPORTANTE, i parlamenti falliscono miseramente e tutto va alla paralisi.
Questo e’ proprio il punto: i parlamenti non hanno MAI governato un bel nulla.Abbiamo vissuto in una situazione ideale , per ragioni circostanziali, nella quale i soldi piovevano dal cielo (=si emetteva debito e “i mercati” ti davano i soldi) , nella quale nessun problema era davvero urgente (=in Italia si sono rimandate le riforme necessarie per 60 anni, in UE non si combina un cazzo da decenni, e cosi’ via) , e nel mezzo di questa bonaccia potevamo permetterci un comandante che legge Topolino invece di governare la nave.
Per la prima volta dopo 60 anni, le democrazie occidentali si trovano a dover prendere delle decisioni su cose URGENTI ed IMPORTANTI. C’e’ una crisi finanziaria che tra qualche settimana portera’ la Grecia ad annunciare la ristrutturazione del debito con -almeno- il 70% di perdite tra gli acquirenti , e il parlamento tedesco cincischia sul fondo salva-stati. La crisi del rischio -figlia del credit crunch-  sta demolendo le banche europee, ma il parlamento europeo -e ancora quello tedesco- cincischiano sul fondo per le banche.
Gli USA affondano per via di un mercato del lavoro che uccide il credito, ma la riforma di Obama non passa in parlamento. Lo stesso che per poco non fa dichiarare default agli USA.
Vedete, e’ facile fare gli eroi senza una guerra. Quando si combatte contro un manichino, quando si fanno solo esercitazioni coi colpi di gomma e vernice. E’ difficile, invece, quando c’e’ una guerra vera.
I parlamenti, che l’ideologia democratica definisce come il fulcro della democrazia stessa -senza che la definizione di democrazia peraltro li renda indispensabili – sono il problema. Sia chiaro, non sto dicendo che essi siano peggiorati. Non e’ vero. Essi si stanno comportando COME SEMPRE.
Quello che non si sta comportando come sempre, semmai, e’ il mondo circostante. E’ vero che i problemi di oggi sono straordinari, ma questo pone un problema serio: e’ la democrazia un sistema destinato a crollare ad ogni mutamento storico straordinario?
Perche’ se ci riflettete, i parlamenti stanno lavorando come al solito: mesi e mesi per prendere una decisione, dibattiti inutili, lunghi e del tutto capziosi, e alla fine esce inevitabilmente una soluzione di compromesso che non risolve il problema. Questo funziona quando i problemi non sono estremi, quando non sono importanti, quando non sono urgenti.
Cosi’ nessuno mi puo’ raccontare che sia un problema di “come” i parlamenti siano fatti. Nessuno mi puo’ raccontare che i parlamenti siano cosi’ perche’ “non c’e’ abbastanza parlamento” o perche’ “non c’e’ il VERO parlamento” o “non c’e’ un parlamento come lo si era pensato”. TUTTI i parlamenti sono cosi’. Tutti stanno arrancando sotto lo stesso peso, quello di essere delle riunioni di 900 persone, ovvero cose che per definizione NON possono funzionare.
Quando nacquero i parlamenti, di riunioni per decidere la gente ne faceva poche. I piu’ lavoravano, e quando andava bene una decisione richiedeva una riunione di 2-3 persone. Cosi’, non era difficile che le persone fossero ignoranti, cioe’ che non comprendessero quanto sia IMPOSSIBILE che una riunione con 900 partecipanti (la somma delle due camere italiane) prenda una decisione. Insomma, le persone erano entusiaste di avere un parlamento, per la semplice ragione che la popolazione NON aveva esperienza di una riunione con piu’ di 10 partecipanti. 
Essi credevano davvero che fosse possibile riunire 600 persone in una camera, 300 nell’altra, con percentuali diverse, e ottenere qualcosa in tempi ragionevoli.Non facendo mai delle riunioni, credevano che esistesse una qualche tecnica magica -sinora insvelata- che permetta ad un’assemblea di centinaia di persone di prendere una decisione.
Oggi le cose sono diverse. Il lavoro impiegatizio si e’ diffuso, si fanno assemblee di condominio, assemblee sindacali, riunioni per lavoro, e tutti, oggi, sappiamo bene una cosa: una riunione con 600 partecipanti NON PUO’ FUNZIONARE.
E’ inutile che ci raccontiamo fregnacce: sappiamo bene come finisce QUALSIASI riunione con piu’ di 10 partecipanti, ognuno dei quali con qualche idea sul da farsi.
Quello che succedera’ e’ che il governo greco continuera’ a procedere verso l’insolvenza di gran parte del debito, almeno il 70%. Il governo greco non puo’ reggere ancora le pregiate ricette dell’ FMI, specialmente dopo i “miglioramenti” dei tecnocrati tedeschi(1). Mentre questo orizzonte si avvicina, va in merda il rating delle banche che hanno titoli greci. Dexia sta per splittare i titoli greci in una bad-company che poi sara’ fatta fallire. Ma e’ un palliativo, perche’ -come successo dopo il credit crunch- le banche europee nasconderanno di possedere quel debito, e il conto arrivera’ qualche anno dopo.

Cosi’ quando -tra poche settimane- i greci annunceranno la ristrutturazione, nel resto della UE, e nel parlamento tedesco, si stara’ ancora parlando di come e se formare un fondo salvastati. Fallita la grecia, arrivera’ un giro di disastri per le banche europee, e allora i titoli italiani e di altre nazioni diventeranno bollenti, innescando il resto della catastrofe. Circa DUE ANNI DOPO la fine della catastrofe, forse i parlamenti europei riusciranno a trovare la cura: vietare piu’ di due cucchiaini di zucchero nel caffe’ in tutta europa. Una soluzione di compromesso, inutile e tardiva,  come sono tutte le soluzioni che escono dai parlamenti. Se considerate che a tre anni dal credit crunch ancora sono in itinere , nei vari parlamenti, i provvedimenti per evitarne un altro, abbiamo detto tutto.
Personalmente, se proprio volete salvare la vostra amata democrazia, vi consiglio di passare dai parlamenti alle giunte. Non piu’ di cinque-sei persone, se volete eleggetele pure, e finisce li’. Non c’e’ alcuna ragione di celebrare una inutile, stupida riunione di persone che NON ha la piu’ pallida speranza di concludere nulla.
In ogni caso, ormai e’ troppo tardi per qualsiasi cosa. Non c’e’ piu’ tempo ne’ per salvare la Grecia con un fondo salva-stati, tantomeno per salvare le banche europee. 440 miliardi in disponibilita’ attuale sono pochissimi. E se bisogna aspettare i tempi del parlamento tedesco per agire, beh, in pratica possiamo gia’ considerare tutto quanto perso.
Non che siano messi meglio gli americani. Il credit crunch -annche se pochi hanno voluto dirlo- nasce dal mercato del lavoro. Le banche USA non hanno altra scelta se non concedere mutui a lavoratori precari, per una semplice ragione: dopo le riforme di Clinton, TUTTI I LAVORI SONO PRECARI. O le banche smettono di emettere mutui -come dire che una macelleria vende solo verdure- oppure hanno a disposizione SOLO lavoratori che rischiano di perdere il lavoro da un giorno all’altro.
Cioe’, possono concedere solo credito di qualita’ sub-ottimale. Che cosa e’ necessaria agli USA? Una riforma del lavoro, e specialmente una legge -o una serie di iniziative- per ridare credibilita’ creditizia ai redditi. Ma tutto questo non viene passato dal parlamento americano, che ha prima diluito sino all’inutilita’ la prima riforma di Obama, e ora ha bocciato la seconda riforma del lavoro. Insomma, anche gli USA sono ostaggi di un parlamento inutile.
In generale -ma questa e’ materia per sociologi- un gruppo di centinaia di persone finira’ col costituire una comunita’ umana autosufficiente. Si creera’ una cittadella, inevitabilmente un villaggio, il quale per prima cosa si dara’ delle regole e delle tradizioni, e specialmente si sforzera’ di garantirsi la sopravvivenza E l’ INDIPENDENZA.
I parlamenti, nelle democrazie, sono diventati comunita’ autonome ed indipendenti, le quali svolgono le proprie funzioni senza minimamente prendere in considerazione la comunita’ o i villaggi che stanno fuori, dai quali sono diventati indipendenti, rispetto ai problemi dei quali si sentono AUTONOMI.
Cosi’ gli USA collasseranno il proprio mercato finanziario nell’incapacita’ del parlamento di mettere mano sul mercato del lavoro, mentre in Europa si lasciera’ crollare il debito greco -ormai e’ troppo tardi- e si finira’ col veder crollare le grandi banche mitteleuropee sotto il peso dei titoli tossici -cui si stanno andando ad unire i debiti sovrani- che hanno nascosto in passato come oggi. I parlamenti cosa faranno?
Immagino che dieci anni dopo il botto riusciranno a vietare piu’ di quaranta grammi di peperoni nella pizza, e a spacciarlo come soluzione del problema. E gli indignados, di cui parlero’ domani, occuperanno qualche edificio per protesta, come al solito. Con qualche anno di ritardo, naturalmente.

(1) L’ FMI e’ l’unico ente che supera, per percentuale di fallimenti, la FAO. Non credo che esista un solo caso di successo dell’ FMI, e se almeno la FAO si limita a non cambiare nulla, l’ FMI la supera perche’ produce solo fallimenti disastrosi. Per intenderci, quando l’Argentina va in default dopo anni di “cura FMI”, per l’ FMI e’ un “caso risolto”.

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