будущее

Ho appena finito di scrivere il post sugli “Indignados”, prendendomi tutta la raffica di insulti da parte della “parte migliore del paese”, quando la parte migliore del paese ha deciso di “destrutturare l’architettura urbana di Roma” e quindi essenzialmente mi ha dato ragione. Ma andiamo avanti, perche’ alcuni commenti che ho ricevuto mi fanno percepire una certa confusione.

Per ordine: quando dicevo che occorre una Norimberga per la finanza non mi riferivo a cio’ che la finanza ha fatto di male AGLI OCCIDENTALI, cioe’ a coloro che protestano. Mi riferisco al fatto che lo scorso credit crunch ha fatto passare sotto il livello di sopravvivenza -unitamente alla crescita dei prezzi del cibo, dovuta ad una speculazione sui futures- circa 30 milioni di persone nel mondo.
Non li vedrete MAI a manifestare, cosi’ come non vedrete manifestare le vittime di Milosevitch, o le vittime di qualsiasi altro crimine: sono morti, e se anche sono vivi si trovano al di sotto delle condizioni economiche minime per fare qualsiasi tipo di politica.  Le rivolte nel nord mediterraneo, causate dal rincaro del cibo, sono la parte “fortunata” del fenomeno. Piu’ a sud, non hanno avuto il tempo: in pochi mesi sono morti di fame o sono stati ridotti a larve umane per denutrizione.
Per rispetto di  QUESTE persone, di quei 30 milioni che sono finiti sotto la soglia di sussistenza, esseri umani  che non sono occidentali e tantomeno indignados, esseri umani che NON vedremo sfilare in piazza, auspico una Norimberga per il mondo della finanza, con tanto di pena di morte e accuse di genocidio. Se odiate la pena di morte, allora l’ergastolo(1).
Andiamo oltre, comunque. Cio’ che stiamo vivendo, sul piano storico ha un nome: “Crollo del Muro di Berlino”. Vi sembrera’ incredibile e ritardatario, ma le cose non stanno proprio cosi’. La guerra fredda fu la contrapposizione tra due ideologie politiche ed economiche, una era il comunismo – che e’ fallito come sappiamo- (2) , l’altra l’ideologia liberista.  Entrambe avevano i loro capisaldi: Mosca realizzava quello che chiamavano “socialismo reale” mentre Washington realizzava quello che potrei definire  “liberismo reale”. Si tratta di due estremi delle rispettive ideologie. In mezzo c’erano gli stati satelliti, la NATO e il patto di Varsavia, o CEE e COMECON, che erano degli ibridi social-democratici nel caso della NATO, oppure socialist-qualcosa , come nel caso della Jugoslavia o della Romania, che realizzavano modelli di comunismo leggermente diversi.
Ora, e’ abbastanza chiaro che il muro di Berlino avesse due lati: uno era quello sorvegliato dai Vopos, l’altro era un muro che si chiama “Wall Street”. Quando crollo’ il comunismo e il muro venne abbattuto, molti si illusero che nell’altalena fosse caduto il muro SOLO da uno dei due lati, cioe’ che solo per il comunismo fosse venuta la fine. Invece, la fine e’ arrivata per entrambi gli estremismi, solo che qualcuno si era illuso di averla fatta franca. Nella cultura di massa, che e’ tale per questo, ci si illude sempre di poter ridurre ogni questione ad una presa di posizione “contro” o “pro”, e che uno dei due avendo torto automaticamente l’altro abbia ragione. Ma si dimentica la possibilita’ che entrambi i lati abbiano torto.
Nel mondo comunista e’ successo che prima e’ arrivato un “capitalismo estremo”, cioe’ un collasso dello stato comunista, il quale ha portato degli eccessi enormi che hanno affamato la popolazione. A quel punto, e’ arrivato il “Salvatore della PAtria”, che ha abilmente preso il controllo dando alle masse esattamente quello che volevano. Il problema , essenzialmente, era che le masse non sapevano esattamente -come non sanno ora- che cosa significhi, nel concreto, quello che vogliono.
E dall’altro lato? A quanto pare il liberismo reale -opposto del socialismo reale- ha vissuto per poco, circa due decenni, per poi crollare a sua volta. Che cosa succedera’? Non potendo tornare al comunismo -che e’ fallito ancora prima-, ci aspetta qualche anno di “vuoto”, cioe’ di caos, perche’ nessuno sapra’ di preciso cosa fare, poi qualcuno soddisfera’ le masse che manifestano, oggi dette “Indignados” domani chissa’, e dara’ loro un sistema autoritario. Perche’? Perche’ e’ cio’ chele masse chiedono, Indignados compresi. Solo che non lo sanno.
Andiamo per gradi. Gli indignados chiedono un futuro, in termini economici. Ovvero, chiedono al governo di proteggere le loro vite -nel senso economico del termine- , le loro opportunita’, il loro futuro. Ora, se andiamo a vedere cosa sia “proteggere la tua vita nel senso economico” scopriamo che si tratta di proteggere il tuo stile di vita, il tuo lavoro, il tuo reddito, la capacita’ d’acquisto del tuo reddito, la tua liberta’ di scegliere cosa comprare e cosa fare dei tuoi soldi. In pratica, una protezione del “quotidiano” piuttosto estensiva.
In definitiva, cio’ che gli Indignados chiedono – e cio’ che chiederanno anche in manifestanti futuri nel caos che verra’ – e’ che il governo protegga il loro quotidiano, le loro opportunita’, le loro prospettive, il loro futuro. Ma questa espressione, che sembra cosi’ bella, come si applica? Supponiamo che un governo possa e debba farlo, ovvero decida di farlo, che cosa deve fare questo governo? Che cosa gli stiamo chiedendo?
Innanzitutto, per proteggere deve conoscere. E’ impensabile che si possa proteggere qualcosa che non si osserva e non si monitora. Quindi, punto primo, per proteggere il nostro quotidiano, le nostre opportunita’, le nostre prospettive , il governo dovra’ conoscerle. Dovra’ osservare.
Qualcuno si illudera’ che questo si possa fare in termini statistici, ed e’ vero, ma in qualsiasi modo io lo vada a fare non potro’ lasciare indietro nessuno. Si chiede al governo equita’, e quindi non posso farmi sfuggire, che so io, mezzo milione di persone su 60 milioni. Sono davvero troppe, no? Cosi’, il governo dovra’ mettere in piedi dei meccanismi di rilevamento efficaci con una precisione piuttosto sofisticata.
E che cosa succede se un cittadino non vuol essere osservato? Beh, no. Se vogliamo che il governo protegga la nostra quotidianita’, dobbiamo permettergli di osservarla, di conoscerla, di capirla sin nei dettagli. Del resto, se chi trama per combinare un disastro potesse sottrarsi al controllo, il governo potrebbe fallire nel proteggerci, no?  E quindi, l’esigenza di osservazione dovra’ venire imposta a tutti. Il governo non puo’ agire su una societa’ che non conosce.
In secondo luogo, chiediamo al governo di giudicare. Cioe’ : mettiamo che nasca nel mondo della finanza un’altra speculazione. Il governo dovrebbe intervenire dicendo “ehi, questa e’ merda. Smettetela”. Ma la finanza rispondera’ “ehi, questo e’ fan-ta-sti-co”. Ovviamente, ci aspettiamo che l’opinione del governo sia prevalente su quella della finanza. E se non fosse la finanza? E se fosse l’immobiliare? Stessa cosa: vogliamo che il governo ci protegga anche contro le speculazioni edilizie, per esempio. E se fosse l’industria? Stessa cosa, vogliamo che il governo -per fare un esempio- blocchi questa merda delle delocalizzazioni. E se fossero i negozianti? Stessa cosa: vorremmo che il governo impedisse loro di far cartello, di alzare i prezzi, eccetera.
Insomma, se chiediamo al governo di vegliare su di noi, giudicando preventivamente (prima del disastro) che cosa si possa fare e che cosa produrra’ un disastro, dobbiamo per prima cosa decidere che l’opinione del governo sia poi superiore a quella di qualsiasi altro sottoinsieme della nazione.
Una volta che il governo conosce cio’ che vuole proteggere e giudica – suo insindacabile giudizio- che si corra un pericolo,  ovviamente dovra’ agire. Nell’agire, ovviamente dovra’ riuscirci. Voglio dire, supponete che i  finanzieri vogliano fare un’altra speculazione. Il governo vede che la stanno facendo, il governo giudica che e’ male e portera’ casini, quindi ci aspettiamo che il governo la FERMI. Ma i finanzieri non vogliono essere fermati. Chi deve vincere? Eh, potremmo fare un referendum, ma i finanzieri potrebbero ingannare la popolazione promettendo mari e monti (come hanno fatto): se il governo CONOSCE la situazione e GIUDICA che si va nella direzione sbagliata, e’ chiaro che deve agire. E se i finanzieri non sono d’accordo? Subiranno ed obbediranno.E se non fosse la finanza? E se fosse l’immobiliare? Stessa cosa: vogliamo che il governo ci protegga anche contro le speculazioni edilizie, per esempio. E se fosse l’industria? Stessa cosa, vogliamo che il governo -per fare un esempio- blocchi questa merda delle delocalizzazioni. E se fossero i negozianti? Stessa cosa: vorremmo che il governo impedisse loro di far cartello, di alzare i prezzi, eccetera.
E cosi’, ecco il terzo punto che noi CHIEDIAMO al governo quando gli chiediamo di proteggerci: dopo aver OSSERVATO e dopo aver GIUDICATO, vogliamo che LA SUA AZIONE e la sua DECISIONE PREVALGANO SU OGNI VOLONTA’ DI OGNI SOTTOGRUPPO DELLA NAZIONE.
Ricapitolando, cioe’, quando chiediamo al governo di “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”, gli stiamo chiedendo di:

  1. Conoscere il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future, senza che sia data la possibilita’ a nessuno di sottrarsi a questa attivita’ conoscitiva.
  2. Giudicare cosa minacci il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future, senza che sia data la possibilita’ a nessuno sindacare tale giudizio.
  3. Agire “a favore” del  nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future, senza che sia data la possibilita’ a nessuno di ignorare o di opporsi a tale azione.
In definitiva, cioe’, stiamo chiedendo un governo autoritario. Ma non capiamo che il governo che vogliamo sia autoritario, semplicemente perche’ NON CI CHIEDIAMO di quali atti concreti sia fatto un programma politico come ” proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”. Sinche’ non lo traduciamo in atti concreti, non riusciamo ad associare “frittata” con “rompere le uova”.
Poiche’ “frittata” ci sembra bello, pensiamo che lo sia anche “rompere le uova”. Ma non sempre le cose stanno cosi’.

Cosi’, essenzialmente, e’ nata la storia politica di Putin. Ha fatto cio’ che il popolo russo chiedeva : “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”.

Quello che e’ stato faticoso per il popolo russo e’ stato, semmai, di CAPIRE , di TRADURRE IN ATTI MATERIALI la richiesta di attivita’ -apparentemente benevola-   da parte dello stato. Il popolo russo chiedeva qualcosa di bello: “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”. Quello che non sapevano fare era di tradurre in atti CONCRETI la richiesta, IDENTIFICANDO gli atti concreti necessari a realizzare la richiesta, e capendo in che cosa sarebbero consistiti.
E’ come se il popolo chiedesse una frittata,  senza realizzare il fatto  che -concretamente- per fare una frittata occorre rompere le uova.
Cio’ che il movimento dei giovani “Indignados” chiede, “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future” sembra bello e sembra giusto: ma gli atti necessari ad un governo per ottenere questo risultato (conoscere => giudicare => agire) sono probabilmente BEN OLTRE l’immaginazione di queste persone.
Presto, con l’acuirsi della crisi, TUTTA LA POPOLAZIONE chiedera’ al governo di “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”  , vedendo in questo niente di piu’ che non una richiesta legittima. Ma il governo per accontentarli, dovra’ prima conoscere la cosa da proteggere, ergo giudicare cosa sia bene e cosa fara’ male alla cosa, e quindi agire senza nessun impedimento.
Cioe’, un governo del tutto autoritario.
E’ cosi’ che dopo il crollo del Muro di Berlino e’ andato al potere Putin. Ed e’ cosi’ che dopo il crollo di Wall Street , qualcosa di simile succedera’  in occidente , nell’occidente liberista, appena la maggioranza della popolazione sara’ d’accordo nel chiedere al governo di “proteggere e tutelare il nostro vivere quotidiano, le nostre opportunita’,le nostre prospettive future”
E’ come se fosse gia’ scritto, solo che quando si parla del crollo del Muro di Berlino non si capisce mai che il muro e’ crollato DA ENTRAMBI I LATI, e che uno di questi due lati si chiama Wall Street.
Uriel
(1) Dovessi scegliere tra agonizzare per decenni dentro una cella guardato a vista o morire di un colpo secco, io troverei piu’ “umana” la morte, ma per qualche motivo -che non capisco- si ritiene piu’ umano l’ergastolo.
(2)Si, era proprio il comunismo. Si, era proprio il vero, verissimo, autentico comunismo. Era proprio quello, era esattamente quello, ed e’ fallito.
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