Emmanuel Goldstein sei TU.

In questi giorni sta arrivando il nuovo redditometro, e devo dire che da quanto ne sento sono piuttosto soddisfatto. Si, lo so, in Germania le tasse sono diverse: a fronte di , diciamo, 75 mila euro/anno se io sono sposato con una figlia pago 25.000 di tasse, mentre la mia collega single ne paga quasi 47.000. Quindi c’e’ una modulazione familiare. Ma non discuto tanto del quanto si paga , bensi’ del PERCHE’. Perche’ finalmente, quando si stabilisce una linea che divide i “ricchi” dai poveri, moltissimi indignati scoprono…. di non essere poveri. Mi spiego.

In questi nuovi parametri del redditometro, la gente inizia ad avere qualche soldo, per esempio, se ha spese veterinarie, ovvero se possiede cani e gatti. Immediatamente la blogsfera si e’ incavolata, e tutti ne parlano scandalizzati: ma come, io sono RICCO solo perche’ ho un cane ed un gatto? Io fatico ad arrivare a fine mese! I ricchi sono “ben altri!”.
Ora, questo mantra “noi siamo l’ 1%”, questo mantra “i ricchi sono privilegiati”, questo mantra “ma io arrivo a stento a fine mese” sono diventati l’equivalente dei due minuti di odio, quella pratica descritta in 1984 da George Orwell, che consisteva nell’indirizzare la propria aggressivita’ verso uno stereotipo di malvagita’ puramente propagandistico.
Il guaio viene quando arriva qualcuno e deve piazzare un’asticella: chi e’ ricco e chi no. A quel punto, pero’ , iniziano le sorprese. Perche’ molti di quelli che “faticano ad arrivare a fine mese” faticano ad arrivarci quanto Michael Jackson: che era a sua volta in difficolta’ finanziarie, perche’ spendeva troppo. Ma non era certo povero. Con questo voglio dire che “faticare ad arrivare a fine mese” non e’ un dato che da certifica poche entrate: e’ una affermazione che certifica solo TROPPE USCITE.
Chiunque , anche Bill Gates, se vuole, puo’ faticare ad arrivare a fine mese. Basta solo spendere di piu’.
In questi anni si e’ creata una vulgata per cui tutti si sentono in dovere , o nel diritto, di lamentarsi per la propria poverta’. Gli strali sono indirizzati ad un nemico che sembra esistere, come sembrava vero Emmanuel Goldstein: i ricchi. E’ successo addirittura che il 99% del 10% degli occidentali, cioe’ di fatto il 9.9% dei PIU’ RICCHI DEL MONDO, siano scesi in piazza pretendendo di essere “il 99% dell’umanita’”. No, signori, voi siete il 99% della popolazione povera solo se consideriamo l’occidente. Se andiamo su scala mondiale, gli occidentali sono nel 10% dei piu’ ricchi. Dovendo fare una lotta ricchi-contro-poveri, voi non sareste nel 99% dei poveri. Sareste nel 5-10% dei ricchi.
Ma torniamo alla scala italiana. E’ diffusissima la moda di dire “io non arrivo a fine mese”, e di avercela a morte con i “ricchi” ed i “privilegiati”. Il che, sino a quando nessuno viene a farti i conti in tasca, e’ anche credibile. Il problema viene quando, come succede oggi col redditometro, qualcuno ti viene a fare i conti in tasca e ti dice “no, figliolo, tanto povero non mi sembri”.
Ho fatto l’esempio di cani e gatti. Ed e’ un esempio corretto. Nella mia gioventu’, quando mio padre entro’ in cassa integrazione per sette anni, i primi a farne le spese furono cani e gatti. Perche’? Beh, due settimane fa ho portato la mia vecchia gatta dal veterinario per un problema ai denti. Problema risolto. 90 sacchi di parcella. Ora, quello che ho fatto e’ stato di infilare in tasca una mano e dare i 90 sacchi al veterinario.
Ma vedete, quando “non arrivate a fine mese”, quei 90 sacchi non li avete. Quando ero giovane non li avevamo. Al 25 del mese circa, interveniva la nonna pensionata e “prestava” qualcosa da mangiare sino al 27. Quindi no, quando fatichi ad arrivare a fine mese, il cane e il gatto non li hai. Per via di quei 90 sacchi che devi cacciare ogni tanto, per vaccinazioni , medicinali &co.
Cosi’ come approvo che ci entri lo scooter. Io ebbi il mio primo motorino quando mio padre usci’ dalla cassa integrazione e tutti gli altri problemi finalmente furono risolti. Se fosse arrivato ancora in cassa integrazione nella condizione di dovermi dire di no, mi avrebbe detto di no: non c’erano soldi. Il milione e quattrocentomila lire che costava un motorino all’epoca non ci saltava fuori. E no, anche se “ma tutti ce l’hanno”. Non ci usciva.
Lo stesso dicasi per la settimana di vacanze che vi siete fatti. Certo, vuoi che uno dopo aver lavorato un anno intero in citta’ non abbia DIRITTO ad una settimana di riposo in un posto migliore? Beh, mio padre faceva l’operaio e faceva pure i turni di notte, ma ricordo che riposava benissimo nel letto di casa. Mai andati a zonzo, in quel periodo.
Cosi’, arriviamo al punto. Voi detestate i ricchi ed i privilegiati, giusto? Giusto. Ma che cosa siano e’ solo un meme, un’idea. Avete fissato una bandierina oltre la quale si puo’ odiare qualcuno. SUV ? Barca? Seconda casa? Ovviamente, questa bandierina l’avete fissata giusto mezzo metro piu’ avanti a voi. Vedete, voi non detestate i ricchi. Voi non detestate i privilegiati. Voi detestate chi e’ PIU’ RICCO DI VOI, chi ha PIU’ PRIVILEGI dei vostri.
Fini, il fesso, ha sollevato il problema della moglie di Bossi andata in pensione a 39 anni. Oh, tutti a gridare allo scandalo. Ma perche’ non diciamo la verita’? La verita’ e’ che ad andare in pensione con 18 anni, sei mesi e un giorno di servizio sono stati MILIONI di statali, compresa quella Guardia di FInanza che VOI vorreste mandare a casa della moglie di Bossi!

Sento di agenti di polizia che si incazzano coi parlamentari per il costo della bouvette, quando il mondo del lavoro e’ pieno di ex carabinieri ed ex poliziotti andati in pensione con 18 anni, sei mesi ed un giorno di servizio, e poi in regolare pensione, con altrettanto IRregolare “lavoretto in nero”. Ridicolo.

Avete idea di quanta gente abbia approfittato di scalini, scaloni, prepensionamenti politici (ogni volta che un’azienda con contatti nel pubblico minacciava di chiudere, il prepensionamento era tra le soluzioni proposte dal sindacato), e compagnia bella? MILIONI. Non vi state incazzando con l’ 1%. Vi state incazzando con , diciamo, il 40-50%.
E nel mezzo ci siete anche voi. State leggendo un blog, gente. Significa che avete tempo libero e una connessione, cioe’ un bene del tutto voluttuario. Quindi non siete poveri. Quindi no, non fate fatica ad arrivare a fine mese perche’ siete poveri.
Oggi arriva il redditometro. E ne redditometro, calcolato su basi realmente statistiche, arriva ovviamente la verita’. Arriva lo specchio. Arriva uno specchio di voi stessi, uno strumento che scava sotto la vostra pretesa di essere “poveri” , pretesa che di solito e’ propria dei ricchi (1), e che vi dice una cosa molto semplice: che il ricco e il povero si distinguono per la percentuale del reddito che spendono AL SOLO SCOPO DI RAGGIUNGERE LA SUSSISTENZA.
Ora, questo significa che siete poveri SE E SOLO SE spendete almeno il 90% del vostro reddito allo scopo di:
  • Mangiare il cibo piu’ economico in commercio.
  • Vestire coi vestiti piu’ economici in commercio.
  • Vivere nell’abitazione piu’ economica sul mercato.
  • Procurarvi le cure mediche essenziali per sopravvivere.
  • Ricevere l’istruzione piu’ economica sul mercato.
  • Il rimanente dieci per cento dei consumi avviene sempre nell’offerta PIU’ ECONOMICA che il mercato offre.

 

Da qui in poi non siete piu’ “poveri”. Potete essere piu’ o meno ricchi, ma non siete piu’ “poveri” . Non siete piu’ quelli che “faticano ad arrivare a fine mese” . Se faticate e’ perche’ quella voce “piu’ economico” non viene soddisfatta. Probabilmente spendete il 90% del reddito in cibo, vestiti, abitazione, cure mediche, istruzione. Ma non parliamo delle cose PIU’ ECONOMICHE sul mercato.
Se io entrassi in casa vostra, non ci troverei le cose piu’ economiche che il mercato offre. Troverei il modo di comprare le stesse cose a meno, nel 90% buono dei casi. Basta andare sul mercato dell’usato. E moltissime delle cose che troverei sarebbero rinunciabilissime, compresa la connessione ad internet dalla quale leggete questo blog : potete vivere senza, credetemi. Ho vissuto decenni, prima di internet, e vivevo benissimo. Il vostro abbigliamento e’, probabilmente, superabile da qualcosa di meno costoso. Certo sara’ meno bello, ma con la poverta’ funziona cosi’: da piccolo io mettevo i vestiti dei piu’ grandi, e nessuno mi ha mai chiesto se mi piacessero. Posso sindacare il fatto che potreste aver comprato una casa piu’ economica, piu’ periferica. Sarebbe piu’ scomoda, ma nessuno ha mai detto che i poveri vivano comodamente.

Quando avete comprato casa avete valutato il pro ed il contro di ogni casa: posizione, spazio, eccetera. Quando siete poveri, e affittate una casa, valutate solo una cosa: il costo. Il resto non conta.

Se esiste UNA SOLA soluzione piu’ economica ai vostri consumi, allora NON SIETE POVERI.
Ecco che il vostro Emmanuel Goldstein cambia volto.
Lo odiate, vero? Odiate quel ricco, quel privilegiato, quel maledetto ebreo(2) -lo dice il nome stesso-, la sua odiosa barbetta, il suo nome cosi’ Bourgeoise, “Emmanuel” , un nome che sa di passatempi intellettuali e viziosi, che sa di una cultura corrotta e corruttrice, cosi’ disgustosamente borghese. Voi che avete inventato il termine “ceto medio” perche’ “borghese” lo sentivate troppo pesante, voi che vi ostinate a credere di essere degli umili proletari.
Bene, oggi e’ arrivato il redditometro. Il redditometro e’ come uno specchio, IMPIETOSO come uno specchio . Adesso , mentre odiate -come ogni buon lavoratore umile -che fatica ad arrivare a fine mese- deve fare, mentre ribollite di odio verso l’ingiustizia, mentre stringete i pugni contro Emmanuel Goldstein, ecco, andate di fronte allo specchio ed aprite gli occhi:
Ecco che cosa vi fa vedere lo specchio. Emmanuel Goldstein siete VOI.
E ringraziate il cielo che sia cosi’.Perche’ io ricordo com’era essere poveri. Ricordo chi contava le monetine , quelle “piccole”, quelle che oggi sono i centesimi che -tanto siete ricchi- volete ABOLIRE. Io ricordo di una madre che andava a fare la spesa con la cifra CONTATA per tutto cio’ che le serviva, avendo in mente, a memoria, il prezzo di ogni cosa, e sapendo con esattezza quante “monetine” aveva in tasca.
Voi questo non lo sapete fare “uscire coi soldi contati” non lo sapete fare, non vi piace, prendete sempre qualcosa in piu’ “non si sa mai”. Voi avete una falsa memoria, la memoria di una poverta’ che non avete mai conosciuto, e pensate di essere poveri solo perche’ non arrivate a fine mese, senza ricordare che per essere poveri non basta non arrivare a fine mese, bisogna anche essersi limitati al minimo ASSOLUTO dei consumi. E se vi foste limitati a questo, no, non avreste nemmeno quella connessione da cui leggete questo blog.
La poverta’ che credete di vivere e che avete in mente e’ una falsa memoria.
E oggi lo stato sta creando uno strumento, il redditometro, che vi ricorda la falsita’ che alberga in voi.
E ricordate una cosa: se vi piace , se vi fa sentire meglio, se vi fa sentire dalla parte del giusto pensare di essere poveri, allora siete ricchi. 
Perche’ ai poveri , invece, pensare di essere poveri non piace affatto. Non e’ una scelta, capite?
Uriel
(1) In genere i ricchi si sforzano di pensare a se’ stessi come poveri, e i poveri si sforzano di sembrare ricchi.

(2) Orwell scelse sia il nome che la descrizione del viso proprio per rappresentare l’antisemitismo sovietico, diffuso in tutti i paesi comunisti  , e nei partiti che li appoggiavano. PCI compreso.

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