M2M

No, non e’ il nome di un mac donald’s numerico. Si tratta dell’abbreviazione di “Machine To Machine”, un divertente mini-progetto di cui mi sto occupando. Dico min -perche’ sono qui per poco tempo -per motivi che non staro’ a spiegare- ma in compenso sto vedendo delle cose divertenti. Di per se’ si tratta di un lavoro routinario su una piattaforma -una specie di HUB europeo per SMS e MMS- , ma sono del parere che se si vuole davvero imparare, si puo’ imparare da qualsiasi cosa. In effetti, sto vedendo cose divertenti.
Mentre la UE  legifera sul prezzo degli SMS e dei servizi in roaming (1), forse starete pensando che gli SMS MO (MO sta per Mobile Originated, quelli che voi inviate dal vostro cellulare) siano ancora il modo con cui le telco pagano i costi degli SMSC, degli MMSC e compagnia bella.
La cosa e’ vera per le piccole telco, ma quelle grandi (Telefonica, Vodafone, China Mobile, At&T) stanno scoprendo un nuovo business: il traffico M2M, Machine to Machine su scala internazionale.. Che non va solo su SMS, ma sembra sara’ il modo (o il principale candidato) in cui l’ SMS sopravvivera’ .
Allora, un pochino di sigle: un SMS (o un MMS) sono MO (Mobile Originated) se partono dal vostro telefonino di normali utenti. Sono MT (Mobile terminated) se arrivano al vostro telefonino di normali utenti. Anche su questo ci sarebbero da fare delle distinzioni, perche’ non tutti gli SMS che ricevete sono veri SMS contenenti un testo nella PDU.
Il vostro telefono puo’ ricevere molti tipi di SMS (i Wap Push, per esempio) cosi’ come gli SMS OTA (quelli che risvegliano qualche funzionalita’ del vostro cellulare, a vostra insaputa o meno) , che sono degli SMS binari che -in vari modi- non sono diretti alla “porta” che sul cellulare viene utilizzata dal pezzetto di codice che usate per visualizzare degli SMS.
Comunque, siamo al punto: l’ SMS che avete in mente e’ quello MO – MT, cioe’ originato da un cellulare e terminato su un altro cellulare, e lo stesso dicasi per MMS.
Ultimamente pero’ avrete notato un’altra categoria di SMS. Servizi come Facebook o Twitter vi mandano SMS per questo e quello. In questo caso, l’SMS (o l’ MMS) si definiscono AO , Application Originated, e si riferiscono al caso in cui una macchina mandi un SMS. A ricevere l’ SMS e’ sempre un terminale, quindi sara’ traffico AO – MT: originato da una macchina, terminato su un cellulare.
Adesso andiamo ad un caso piu’ estremo: non solo ad originare l’ SMS e’ una macchina, ma a riceverlo e’ una macchina. Perche’? Oh, dopo vi faccio qualche esempio.
La prima domanda che mi farete e’ “perche’ mai una macchina dovrebbe inviare un SMS ad un’altra macchina”? Perche’, per esempio, nei casi che elenchero’ non si usa il 3G, o il 4G LTE? (2)
La risposta e’ che l’ Italia non e’ l’unico paese che soffre di Mobile Divide. Se prendiamo il mercato UK, che e’ uno dei piu’ avanzati del mondo insieme a quello giapponese, scopriamo che solo nelle grandi citta’ la copertura 3G e’ decente. In quasi tutti i piccoli centri e nelle campagne i vostri cellulari hanno a disposizione il GPRS, e peraltro PESSIMO. Questo non e’ un problema per gli inglesi, visto che sono molto concentrati in citta’ abbastanza dense, ma tant’e’: i servizi machine to machine che vogliono usare il mobile sono esagerati.

Un altro motivo e’ che non ha senso implementare su un SOC un intero stack tcp/ip anche in GPRS, con tutto quel che ci sta sopra, per un dispositivo che invia o riceve raramente, ne’ volete che tutti i dispositivi siano permanentemente connessi, anche quando volete che tutti ricevano in qualsiasi momento.

Pensate di essere dei corrieri, o di dover sviluppare dei sistemi per corrieri. Volete mettere su un camion una scatolina con una applicazione (per palmare, smartphone o tablet o altro sistema embedded) che vi dia la posizione di ogni camion nel tempo.
Cosi’, cosa fareste? Vi dotereste di un GPS e fareste connettere il camion ad internet: periodicamente il vostro programma attiverebbe il GPS , poi si connetterebbe ad un sito SOA ove ricevere l’informazione. No, decisamente non ci siamo. State usando un GPS (hardware piu’ software = costo) piu’ un chip 3G (software piu’ hardware = costo) piu’ il software che scrivete, piu’ il traffico 3G, piu’ il rischio di non trovare 3G.
Proviamo a fare un passo indietro. Il vostro scatolino si limita a spedire un SMS. L’ SMS contiene solo l’indicativo del camion. Quando l’ SMS esce, ovviamente passa per una cella. Certo la cella e’ imprecisa, ma  diamine, vi serve davvero la posizione del camionista precisa al metro? (in Italia, btw, la posizione della cella viene trasmessa in broadcast in ascolto sul canale 50 sull’ SMS broadcast).
Cosi’, il vostro dispositivo si limita a mandare un SMS, che qualcun altro (la telco) arricchira’ con la posizione della cella, e arrivera’ ad una macchina. La quale visualizzera’ sullo schermo la posizione dei nostri camion. Se considerate che qualsiasi chip GSM in commercio puo’ mandare SMS e che il GPRS e’ praticamente ovunque, siete abbastanza a cavallo con una spesa molto piu’ banale.
Adesso facciamo un altro esempio: ENEL ha implementato un contatore che legge le bollette. Lo ha fatto anche una societa’ europea di energia elettrica. Ma anziche’ sperimentare protocolli via cavo, hanno semplicemente messo un chip GSM dentro il contatore, con una microsim. Cosi’, periodicamente la macchina manda un SMS coi consumi ad un calcolatore che poi stampa la bolletta. E non solo: il contatore ha una sua batteria: se manca la corrente , manda pure un allarme. (caratteristica allarmante dal lato telco, isn’t it? In caso di grande blackout, milioni di contatori vorranno mandare un SMS tutti nello stesso minuto.  Ma credo che quello sarebbe il problema minore.)
C’e’ anche un governo europeo che ha fatto una cosa ancora piu’ divertente: avete presente le telecamere che sorvegliano il traffico? Ecco, in caso di emergenza questi possono attivare tutte le macchinette nei dintorni di una cella (o piu’) e ordinare loro “fai un giro panoramico e riprendi tutto cio’ che vedi, impacchettalo e mandalo via MMS”. Divertente anche questo.
Ma oltre agli usi ameni ci sono gli usi piu’ bizzarri. Si va dai normali distributori di bibite che avvisano l’azienda con un SMS quando stanno per finire le bibite , o quando sono guasti, sino ai tassisti che, mentre sono fermi ad aspettare le auto segnalano alla centrale la posizione, in modo che la centrale sappia chi avvisare quando arriva una chiamata per una zona specifica.
In generale, il punto e’ che mentre i servizi di SMS e MMS “normali” sono difficili da prevedere , quelli M2M hanno messaggi di lunghezze fisse e permettono contratti di uso continuo: e’ possibile cioe’ costruire sistemi che, ad un costo abbastanza piccolo e basso rischio di OoC (Out of Capacity) possano garantire una copertura enorme del territorio (basta il GSM) per questo traffico M2M.
In pratica, e’ il business del futuro: l’ SMS , che Apple dava per morto (se non interessa agli utenti Apple secondo la stampa IT italica una cosa e’ morta) sta vivendo una seconda giovinezza nel servizi M2M, che stanno aumentando a iosa. L’ SMS ha il vantaggio di costare poco (almeno nei contratti per il business M2M) rispetto ai ponti radio dei tassisti, alla banda CB,  all’accesso ad internet mediante 3G, e di essere disponibile praticamente ovunque.
Per esempio, una certa marca di navigatori satellitari sta usando degli SMS M2M per comunicare la congestione: se la vostra auto si trova su un percorso che permette alta velocita’ (diciamo 130 KM/h) ma va molto piano per molto, parte un silenzioso SMS dal vostro navigatore , indicando il tratto come sospetto di rallentamenti. Al secondo messaggio di rallentamento di un’altro navigatore, si marca il tratto come problematico. Arrivate voi, che volete prendere quella strada. Se il tratto e’ lungo (diciamo 80 km di autostrada) il vostro navigatore invia una richiesta “tutto OK sulla A14?” , e gli viene risposto “col cavolo, c’e’ coda” oppure “va bene, procedi”.
Ci sono i soliti sistemi noiosi, tipo sistemi di allarme che mandano SMS o l’ MMS con il filmato , ma quelli esistono ormai da molto tempo. Ma ultimamente si va affermando la moda di avere ogni tipo di dispositivo possibile capace di comunicare che sta avendo dei problemi. Si va dagli impianti di condizionamento che chiamano l’azienda manutentrice in caso di problemi sino agli ascensori che alzano da soli un allarme in caso di guasto e i sistemi antincendio che chiamano i pompieri se rilevano fumo.
In generale, pero’, si potrebbe dire cosi’: il traffico SMS M2M e’ un buon sostituto dei sistemi di comunicazione tra macchine, a patto di non richiedere latenze brevissime (che, peraltro, nemmeno il 3G puo’ garantirvi) ma  di richiedere una copertura quasi totale del territorio. Ovviamente il problema della lunghezza dei messaggi (mitigato dal fatto che UCP , Parlay e SMPP permettono di inviare SMS composti da molti frammenti) non e’ risolvibile, ma come dicono i bravi programmatori, “se parliamo binario, non servono tante chiacchiere”.
Cosi’, la cosa che ho trovato divertente e’ che mentre noi siamo qui a fare il Social Web, attorno a noi c’e’ tutto un chiacchierio di macchine che si parlano tra loro controllando lo stato di salute reciproco tipo “ehi, distributore di coca cola, funzioni ancora?” , “si, tutto bene, grazie. E a casa?” , che si scambiano informazioni sul traffico, sulla quantita’ di benzina dentro un distributore self service,  e persino sugli autobus , del tipo “qui fermata dell’ Autobus di HerzogStrasse, ho appena visto passare il 709”.
Mi diverte pensare a tutto questo sistema di macchine che chiacchierano, perche’ essenzialmente mi ricorda una cosa: le nostre chiacchiere non sono le chiacchiere piu’ importanti del mondo. Qualcuno si illude che il cliente sia al centro del mondo telco, ed e’ vero quanto per ogni azienda. Ma il guaio e’ che il cliente che manda gli SMS potrebbe anche non essere umano.
I numeri? I numeri sono grandi, ma con gli SMS e’ facile.  L’unica cosa che forse vi interessa (o magari vi diverte) e’ che  tutto attorno a voi le macchine si parlano un sacco ed ultimamente il business e’ cresciuto cosi’ tanto che le telco capaci di garantire coperture multinazionali (utilissime per i corrieri che vogliono tenere sotto controllo i camion) ci stanno facendo un sacco di  business.
Il tutto con buona pace della UE, che crede ancora le telco dipendano dagli utenti umani per pagarsi i sistemi SMS: a quanto pare SMS continuera’ a vivere ben oltre dopo il momento in cui non ci saranno umani ad usarlo….
Uriel
(1) La UE legifera su ogni cosa che dia fastidio ai parlamentari europei. Se un parlamentare europeo scivola su una merda di cane, qualche tempo dopo vedrete arrivare un regolamento sulle merde di cani. Essenzialmente, legiferano cosi’ tanto sul campo telco perche’ vogliono pagare meno nella loro attivita’. Loro usano molto il roaming spostandosi dal parlamento UE alle nazioni di riferimento, e lo stesso dicasi per gli SMS. E puf, ecco che la commissione entra nel merito distorcendo il mercato. Con gli applausi del commissario alla libera concorrenza. Auguri.
(2) Temo che in Italia il 4G LTE arrivera’, per cosi’ dire, “con qualche ritardo”, da come vanno le cose.
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