Sogni infranti.

Questo post non parla di economia. Tuttavia, siccome l’economia parla del resto del mondo (anche troppo), di fatto il tema la domina. Ma in un senso che forse non e’ quello usuale, quello dei titoli che leggo sui giornali. A farmi lavorare la notte succedono dei post cosi’, specialmente verso le 3 di notte.

Stavo riflettendo a come sta cambiando la cultura , la percezione del mondo con questa crisi.
Prendete un mito: la globalizzazione, il mercato globale. Equa e solidale che fosse, e’ sempre stata spacciata dai media come una gigantesca occasione, e tranne pochi sbrocchers destinati a rimanere sull’asfalto con un nastro adesivo sul braccio e un buco in testa, pochi si sono opposti alla cosa.
Ci veniva promesso un mondo globale, un paradiso del libero mercato (e quindi del libero cittadino, che sarebbe stato libero di essere perche’ libero di consumare, identificando la persona con lo stile di vita, ovvero coi consumi), un paradiso del libero mercato globale ottenuto come somma di piccoli mercati nazionali altrettanto liberi. Giu’ i confini, giu’ le barriere, tutti commerciano con tutti e tutti arricchiscono per questo.
Un mondo multinazionale governato dai flussi economici e da una mano invisibile che, a detta di chi ci crede , avrebbe regolato ogni cosa meglio dei governi. Perche’ il governo ti puo’ raccontare fischi per fiaschi, ma si sa, le agenzie di rating non scherzano: ci sono soldi in ballo, baby, mica noccioline.
 Era un mondo di gente felice che andava a fare Jogging a Manhattan in gruppi di giovani sempre giovani di molte razze, perche’ si sa, il razzismo sarebbe scomparso al motto “pecunia non olet”: che tu sia negro o giallo o bianco, se hai i soldi sei sempre un cliente. Puoi essere un cittadino di serie A o di serie B a seconda della pelle, ma per l’economia la pelle non conta: conta il portafogli. Questo lusso democratico avrebbe appiattito ogni differenza, perche’ con lo stesso giubbotto di Prada non c’e’ differenza tra un cittadino svedese e un pasdaran iraniano: parola del Marketing. Amen.
Cosi’ i “modernisti” festeggiavano quando una banca locale -cosi’ provinciale, che schifo- si fondeva con una banca di un altro paese, per diventare “internazionale” e “creare valore” . Certo, i modernisti andavano a festeggiare in un locale rigorosamente slow food ove si mangia rigorosamente a kilometro zero, ma che bello che e’ festeggiare la globalizzazione mentre si rifiuta, sdegnati, del cibo perche’ prodotto a BEN 100 km di distanza!
Cosi’ si sono applaudite le grandi fusioni, cosi’ si sono adorate le agenzie di rating come i nuovi Dei che giudicano i buoni ed i cattivi, ed i mercati hanno preso il posto dell’alto dei cieli. I governi? Ma che merda! I mercati sono i nuovi governi, cosi’ come il rosa e’ il nuovo nero. Come siete fuori moda, voi.
E oggi, cosa pensate?
E’ importante saperlo, perche’ il successo di un piano di cosi’ grande portata dipende dall’entusiasmo che suscita, da quanto sia possibile proporlo e da quanto sia possibile parlarne. Ma oggi, oggi sareste felici se la vostra banca si fondesse con una banca, che so io, spagnola o francese o tedesca? No, eh?
No, perche’ avete visto che nel grande gioco internazionale ci sono piu’ ombre che luci. Non dareste i vostri risparmi ad uno straniero. No, non credete piu’ a Wall Street, alla City, non credete piu’ alle agenzie di rating. Guardatevi: state chiedendo aiuto ad un GOVERNO.
State guardando i capi DI GOVERNO che si riuniscono e li osservate mentre cercano di trovare una soluzione. Perche’ non chiedete la soluzione a Goldman Sachs, a Morgan Stanley, e pendete dalle labbra della Merkel e di Sarkozy? Non vi fidate piu’ della finanza? Perche’ volete un governo di “tecnici” e non volete , che so io, un governo “con le idee”, un governo “con gli ideali”, un governo di magistrati, un governo di manager?
Perche’, dopo aver vissuto un sogno, oggi non vi fidate piu’ di nessuno e volete dei “tecnici”, credendo che la parola “tecnico” sia ipso facto sinonimo di qualcuno che fa quel che va fatto senza troppi fronzoli, possedendo un sapere che si esprime in termini assoluti, indipendenti dalle opinioni e dai punti di vista? Non vi fidate piu’ dei mercati? Non credete piu’ che “i mercati” debbano o possano trovare soluzioni, e le chiedete ai governi.
Ma questo non era nella “globalizzazione”: erano il WTO, era l’ OCSE, era il G8, il G7, il G20 a dover trovare le soluzioni, ricordate? Era la mano invisibile che doveva intervenire, ricordate? Non credete piu’ nel Doha Round?
La famosa mano invisibile dei mercati al lavoro. Se esistesse, si intende.
In realta’ abbiamo solo la visibilissima testa di cazzo degli operatori del mercato.
La risposta e’ no. Avete la sensazione di essere usciti da una sbornia, e avete pure mal di testa. Il bel sogno e’ finito e avete scoperto che si, “pecunia non olet” non distingue tra negro e bianco, ma lo fa tra ricco e povero. Un razzismo strano, ma altrettanto spietato. Avete capito che la “incredibile occasione storica” era una truffa, non e’ cosi’?
Oggi non festeggereste piu’ una nuova APERTURA dei mercati internazionali, non festeggereste piu’ una nuova FUSIONE INTERNAZIONALE, e gia’ Marchionne vi sta sul culo con questa cosa che adesso FIAT e’ meno italiana di prima.
Il sogno e’ finito, signori. E la cosa piu’ impressionante e’ che a farlo finire e’ stato proprio il mondo che ne aveva bisogno: la finanza. Avevano bisogno loro di mercati liberi, di flussi di denaro liberi, e guardate la notizia di ieri: l’autorita’ di controllo americana sui titoli ( Cftc)  ha VIETATO l’acquisto di titoli di stato dell’eurozona. E il libero mercato? E la liberta’ di flussi? Fine della storia, ragazzi. Globalizzazione “the end”. E presto arrivera’ la rappresaglia europea sui titoli americani.
Ed e’ l’inizio, perche’ sta iniziando a scricchiolare un’altra idea: quella della neutralita’ politica del mercato.
Perche’ vedete, nell’ultimo secolo si e’ fatta strada una nuova idea, un’idea che e’ necessaria alla globalizzazione: l’idea che due stati possano essere AMICI quando le loro economie si stanno facendo a pezzi peggio che in una guerra genocida.
Si e’ insinuato nelle nostre menti uno strano pensiero, il “business is business” americano: mentre noi siamo parte della NATO e ci prepariamo ad una difesa comune, dunque ci definiamo alleati e ci promettiamo di difenderci a vicenda, dal suolo americano e inglese partono attacchi devastanti alla nostra economia. Certo non sono attacchi militari, ma vi siete mai chiesti se per caso sia davvero SENSATO che due nazioni si considerino ALLEATE mentre dai loro territori partono attacchi devastanti alle rispettive economie?
E’ davvero possibile avere nazioni in pace mentre le loro aziende, le loro banche ed i loro economisti sono in guerra? E’ possibile che mentre gli hedge fund di un paese preparano (e dichiarano candidamente di preparare) un attacco a questo o quel debito sovrano di un altro paese,  contemporaneamente i governi si dichiarino in pace, se non amici, SE NON ALLEATI?
Vi siete mai chiesti, per esempio, se la NATO possa resistere al crollo dell’ EURO? Vi siete mai chiesti se possa davvero esistere un’alleanza strategica, politica e militare, mentre il governo di un membro NATO accusa gli altri di un disastro epocale, con tutto il nazionalismo che questo deriva.
Sappiamo benissimo che in caso di crollo dell’euro , con la tempesta che seguira’, i finanzieri del 2015 saranno nella stessa condizione degli ebrei del 1930 agli occhi dell’opinione pubblica. Non so se il rosa sia il nuovo nero, ma presto i broker saranno i nuovi ebrei: questo e’ irrilevante, del destino dei finanzieri mi importa poco.

Il vero punto e’ che sinora noi confidiamo  che le alleanze POLITICHE rimangano in piedi nel bel mezzo di una GUERRA finanziaria. Per un qualche motivo misterioso pretendiamo che una vera e propria ecatombe finanziaria, causata da alcuni paesi ai danni di altri, se non da tutti i paesi ai danni di tutti gli altri, NON ABBIA CONSEGUENZE POLITICHE.

Siamo stati convinti, in qualche modo, di una neutralita’ politica , strategica e militare della finanza e del mondo economico. Ma questo inizia ad incrinarsi. Ha iniziato con l’affare libico, quando ci siamo accorti che i falchi della nato, in teoria alleati, stavano lottando per distruggere i nostri interessi in Libia. La stampa inglese sta iniziando a parlare della Germania con gli stessi toni che usava nel 1939.
Quanto durera’ la NATO, secondo voi, in queste condizioni?
Se crolla l’ Euro -come spero e prego- ci saranno degli anni duri. E con i sacrifici arrivera’ la rabbia. E la certezza che abbiano preso parte al disastro degli stranieri (le agenzie di rating non sono italiane, ricordate?) sta gia’ iniziando a produrre uno strano nazionalismo continentale. Giusto in francesi si sottraggono per via di Fitch.
Oggi siete disposti a credere che le agenzie di Rating siano “giuste” e che stiano dando giudizi meritati. Perche’ impattano l’operato del governo ed il bilancio del governo, ma non voi. Ma quando la crisi togliesse a voi, e proprio a VOI il lavoro, sareste ancora cosi’ disposti a credere che il loro giudizio sia “Giusto”? Che sia “equo” e che sia “equilibrato”?
Gia’ non lo credete oggi, e diciamo la verita’ IL MAGGIOR PUNTO DI SOSPETTO e’ che queste agenzie SIANO STRANIERE.
Che cosa sto cercando di dire? Sto cercando di dire che i cambiamenti economici stanno producendo cambiamenti culturali. Sara’ sempre piu’ difficile per noi sentirci alleati di USA e UK, quando sentiamo che gli attacchi speculativi arrivano proprio da quei due paesi. La storia del “business is business” funziona sino a quando si e’ ricchi e “concorrenza” significa “dividersi GRANDI fette di una GRANDE torta”.
Ma quando la fetta e’ piccola , la torta e’ piccola e si sente la fame, si chiede al governo di difendere la propria fetta della propria torta. E gli alleati iniziano a venir visti con sospetto.
Non vi illudete, se i cambiamenti economici sono pesantissimi , quelli culturali lo sono ancora di piu’. Dopo questa botta di sofferenza e sacrifici, il processo europeo di globalizzazione dei mercati -che stupidi i finanzieri, stanno distruggendo il loro fiore all’occhiello, l’ Euro- si e’ fermato. Davvero pensate che, dopo aver osservato l’impotenza dell’area nel difendere gli stati membri, QUALCUNO VOGLIA ANCORA ADERIRE ALL’ EURO IN FUTURO?
Davvero credete che qualcuno voglia ancora entrare nell’eurozona per subire impotente i NO della Merkel e la bronleur/grandeur di Sarkozy? Dell’eurozona da questa crisi uscira’ la bara oppure il sarcofago: se anche l’ Euro non crollasse, il suo processo di espansione si e’ fermato definitivamente.

 Se OGGI vi venissero a proporre di entrare  nell’EURO dicendovi quello che vi hanno detto in passato -che l’euro PROTEGGE DAL DEFAULT (ahaha. Ci avete creduto davvero? AHAHA) , che l’ Euro salva i prezzi, che l’euro costringe i governi all’efficienza – LA VERITA’ E’ CHE RIDERESTE LORO IN FACCIA!

Non esiste piu’ in Europa UNA SOLA opinione pubblica che non guardi con sospetto , diffidenza e scetticismo l’ Euro. Non esiste piu’ un solo paese la cui opinione pubblica si aspetti cose buone dalla UE. Ormai le riunioni tra Merkel e Sarkozy lasciano il tempo che trovano. Questo e’ il GIGANTESCO cambiamento culturale che e’ avvenuto:

nei prossimi ANNI, non esistera’ ALCUN partito disposto a sbandierare un convinto europeismo . Quanto potra’ durare questo stanco rituale della UE, ancora, in queste condizioni?

I cambiamenti culturali sono importanti perche’ entrano nei sondaggi, influenzano i partiti e diventano poi programmi politici. Se oggi proponessi di trasformare l’ Italia in un paese neutrale, uscire dalla NATO, ritirare i soldati in giro, quali ragioni opporreste al mio partito politico? L’amicizia con cui Francia e UK ci hanno fatto lo scherzo libico? Mi basterebbe menzionare l’ affaire libico e le agenzie di rating di USA e UK per ingenerare una reazione di disgusto alla sola idea di essere alleati militari di questi popoli.
Idem per la globalizzazione. Siamo davvero sicuri che vorremmo ancora piu’ flussi liberi? Vogliamo ancora piu’ commercio coi paesi emergenti? Davvero?
Di questi cambiamenti i politici renderanno conto all’opinione pubblica. Essi cambieranno i partiti e coi partiti cambieranno le politiche nazionali. Confrontate la Merkel con Kohl, e capirete che effetto possa fare un simile cambiamento , anche se piu’ lieve, nell’opinione pubblica.
Cosi’ i signori dell’universo si sono suicidati. Se la mano invisibile del mercato non esiste, di certo si e’ manifestata la visibilissima testa di cazzo dei suoi operatori principali. E non sono io a dirlo: gli hedge fund , le agenzie di venture capital e i cosiddetti “squali” stanno pubblicando bilanci che definire catastrofici e’ un eufemismo. In confronto, le grandi banche dopo il credit crunch del 2008 stavano benone.
Se pensavate che Goldman Sachs, Morgan Stanley e altri sarebbero stati i dominatori dell’universo, beh, spero che ai rispettivi governi rimanga qualche spicciolo a bilancio, perche’ presto si parlera’ di bailout. Il bailout degli squali, di quelli che hanno dato fuoco alle polveri e sono usciti a pezzi dal disastro che hanno iniziato loro stessi.  (ammesso che un bailout di questi signori sia proponibile politicamente, intendo).
Hanno segato l’albero su cui sedevano, e ci sarebbe da ridere assai se sullo stesso albero non avessimo costruito case come WTO, UE, G8, G7, G20, Schengen  e compagnia bella.

La morale? Prima di dare via libera alla mano invisibile del mercato, assicuratevi che non sia attaccata ad una visibilissima testa di cazzo. O peggio, a piu’ di una.

Perche’ oggi, per farvi digerire i sacrifici, vi hanno dovuto dire che al governo c’e’ un “tecnico”. Non un “manager” , non un “politico”, non un “imprenditore”, non un “finanziere”, non un “leader”.

L’unica parola ancora spendibile e’ la parola “tecnico”, e questo vi fa capire molte cose su quanto sia cambiato il mondo: fino a ieri la parola “tecnico” significava “negro” e la parola fica era “manager”, quando non “imprenditore”. Il successo economico e di carriera vinceva su tutto. Oggi non piu’. Oggi, piuttosto di ammettere che fate i manager nel mondo della finanza, sul biglietto da visita avete scritto “prostituta sadomaso” per sembrare piu’ rispettabili.

Chiamatelo “segno dei tempi”, se volete.

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