Primo sangue.

Sto osservando con un certo stupore -e qualche dubbio- l’andamento della “crisi europea”, quel tanto che mi basta a farmi venire qualche dubbio sulla reale dinamica dei fatti. E’ uso comune spiegare quanto successo mediante una specie di “guerra” tra la finanza anglosassone e quella europea, ma quello che vedo inizia a pormi dei quesiti che la teoria in questione non basta a soddisfare.

Innanzitutto, l’uscita dell’ Inghilterra dalla zona decisionale europea mi ha lasciato perplesso. I risultati li vedete tutti: Germania, Germania e ancora Germania. Il motivo e’ semplice: un tempo l’ Europa era composta di due assi distinti: un asse che in genere si materializzava “On Demand”, che era Italia-Inghilterra, e che bilanciava l’asse Germania-Francia.
All’ asse italo-inglese in genere si accodavano i paesi filoanglosassoni (in genere paesi dell’est) e spesso l’ Italia portava in dote paesi come Grecia o Spagna, che spesso hanno interessi coincidenti nel Mediterraneo.
Uscita l’ Inghilterra dai giochi, l’ Italia non ha piu’ l’alleato di sempre, e dopo il Governo Zapatero con i suoi insulti (peraltro immotivati, come si e’ visto) la distanza tra Spagna e Italia e’ cresciuta, senza che si noti qualsiasi possibilita’ di riavvicinamento.
Cosi’, il risultato e’ sotto gli occhi di tutti: l’ unico alleato disposto a seguire gli inglesi nella strada del “NO” al fiscal compact e’ la Repubblica Ceca. Niente contro i ceki, ma ho come l’impressione che un asse del genere non preoccupi la Merkel.
E’ proprio l’uscita degli inglesi dal gioco che mi ha lasciato perplesso. Per quanto la City sia una piazza forte, opera moltissimo nel continente europeo. Con l’arrivo di Schultz nel parlamento europeo  (ricordo che Martin Schultz ha un conto velenoso e personale aperto con gli hedge e con le agenzie di rating, ed e’ un elemento di quelli che se “te la giura” prima o poi te la fa) presto (il 28 Febbraio) arrivera’ anche la norma contro le agenzie di rating, e dopo si metteranno le mani sugli Hedge (credo gia’ a Maggio ci sia qualche proposta che gira). Insomma, la mossa UK causera’ grossi danni alla City.
A questo punto, il problema e’ che tutto questo non entra piu’ nella teoria dell’assalto anglosassone all’ Europa. Per diversi motivi.
Il primo motivo e’ che quando si attacca si avanza. Al contrario, da parte del mondo anglosassone c’e’ tutta una fila di disimpegni. Obama non vuole andare alle elezioni con lo spettro di una recessione, ma se la Merkel continua a sostenere le misure di austerita’, il calo delle importazioni dagli USA portera’ l’economia americana a finire ancora peggio di come sia oggi -e non sta affatto bene.
Qui la prima domanda: la FED era disposta a finanziare un “firewall” europeo contro la crisi. Lo scopo e’ di scongiurare che la crisi dei consumi europea deprima ancora l’industria americana, che sebbene rivenda prodotti fatti in Cina ha la UE come una delle principali zone di sbocco. La Merkel ha rifiutato la soluzione, costringendo l’ Europa ad una cura di austerita’ che l’ Europa ha il welfare per affrontare mentre gli USA no.
In questo fatto non solo non vedo un’aggressivita’ americana a riguardo, ma vedo semmai una determinazione tedesca nel colpire l’economia americana. Come se non bastasse,[la borsa tedesca intende comprare la gestione di Wall Street] (la trattativa e’ in corso da qualche mese, la parte finanziaria e’ andata, manca l’opinione del regolatore, ma potrei aver perso un pezzo) : in una dinamica del tipo “gli USA attaccano l’ Europa” la cosa mi appare abbastanza strana, devo dire.
Mi aspetto che sia quello che attacca a staccare dei pezzi dell’attaccato e portarli a casa, mentre sta succedendo l’esatto contrario. Faccio molta fatica a vedere un attacco di New York all’europa, mentre la Deutsche Borse compra il NYSE.
In tutta onesta’, i fatti suggeriscono che si sia trattato di un attacco tedesco alla finanza anglosassone, semmai.
Del resto, quando e’ iniziato il bailamme in EU, la Germania era ad un picco di produzione industriale e di esportazioni, mentre USA e UK erano in preda a feroci polemiche sull’economia. Pensare che coloro che si sentivano deboli abbiano attaccato chi si sentiva forte mi sembra strano. Mi viene piu’ facile pensare che sia il forte a sentirsi confidente, ed attaccare chi ha un brutto momento.
Cosi’, in quello che dovrebbe essere l’ attacco della finanza anglosassone alla UE, anziche’ vedere gli attaccanti che portano a casa il bottino preso a casa degli attaccati, vedo i tedeschi portare a casa la borsa di New York. I casi sono due: o l’attacco e’ andato molto, molto, molto male, oppure le cose non stanno proprio ed esattamente cosi’.
Un altro punto e’ la crisi del debito greco. Per come sta venendo gestito, sta per succedere che la Grecia “trovera’ un accordo” per “ridurre del 70%” un blocco di debiti pari a circa 100 miliardi.
Qualcuno si era eccitato perche’ un referendum in Islanda aveva impedito al governo di coprire il debito di una banca privata, per circa 3-4 miliardi di euro. Beh, i greci -piangendo piangendo- si stanno “autoriducendo” il debito di quasi 100 miliardi di euro.  Strano che nessuno si sia eccitato, visto che si tratta di una botta 20-25 volte piu’ grande di quella tirata dagli “eroici” Islandesi.
Ancora una volta, pero’, la tesi del colpo arrivato da Londra e New York non mi convince. Se fosse stato cosi’, la Grecia sarebbe fallita e le aziende che hanno prodotto i CDS, tra cui la Deutsche Bank, avrebbero sofferto conseguenze immani. I compratori anglosassoni, invece, si sarebbero visti liquidare dalle assicurazioni continentali.
Invece la cosa sta venendo gestita come “accordo volontario” nel quale i partner europei che hanno comprato il debito “accettano” la sua riduzione. Questo invalida le polizze , cioe’ i CDS, e cosi’ non solo i proprietari di debito greco ci perdono, ma chi ha comprato CDS per guadagnarci si trova della carta straccia in mano.
Spacciare questa cosa per un attacco anglosassone al debito greco e’ abbastanza complicato. Sembra piuttosto un attacco europeo agli investitori britannici.
Cosi’, a giudicare dagli avvenimenti, non riesco a vedere governi come quello inglese o americano dietro e a giudicare dalla debolezza delle rispettive borse non riesco a vedere New York dietro ad un assalto che porta la societa’ americana a venire acquisita dai tedeschi.
Un altro capitolo e’ quello dei cosiddetti “speculatori” che avrebbero attaccato i debiti europei. Innanzitutto, per essere degli hedge, mi sembra che l’attacco sia durato troppo. Uno speculatore non ha strategie di medio e lungo termine: le operazioni durano poco, perche’ il breve termine e’ l’unico orizzonte di prevedibilita’ di operazioni che di per se’ sono a rischio.
Inoltre, chi investe in operazioni speculative desidera rivedere i soldi a breve, e vedere i guadagni a breve. Se il crollo europeo fosse dovuto a speculatori, beh, mi sembrano incompetenti ed eccessivamente lenti nella strategia. Nessun attacco speculativo ha orizzonti cosi’ grandi da permettere ai politici una risposta nei loro tempi.
Onestamente, nessuno finora e’ riuscito a dare una risposta alla domanda “si’, ma CHI ha attaccato il debito europeo?”. Chi sono gli hedge fund coinvolti? Un’operazione speculativa di solito e’ cosi’ veloce da non lasciare segno del costo di investimento sul bilancio: il tornaconto arriva cosi’ in fretta che a bilancio compare solo il bottino. Ma per colpa di questa crisi praticamente tutti gli Hedge inglesi stanno dichiarando delle grosse perdite. Non vedo perdite tedesche, dal momento che anzi la Germania si sta finanziando a prezzi concorrenziali rispetto al resto d’europa.
Per essere gli Hedge gli attaccanti e i tedeschi gli attaccati, mi sembra che il bilancio dei danni e dei bottini sia troppo a favore  delle vittime.
Anche sul piano della tenuta politica non mi sembra affatto che i presunti attaccanti ci abbiano guadagnato qualcosa, ne’ mi sembra che i presunti attaccati ci abbiano rimesso.
Su scala europea, la Germania ha di fatto commissariato Italia e Grecia, ha ipotecato le elezioni francesi, ha portato a casa il patto di allineamento fiscale che voleva, ha portato Martin Schultz a capo dell’europarlamento, contro ben due inglesi, sconfitti perche’ dopo che il loro governo ha fatto marcia indietro erano impresentabili. E’ anche probabile che la prossima agenzia di rating europea sia Roland Berger, con sede in Germania.
Su scala europea, Obama si trova a tranquillizzare i mercati americani sulle diminuzioni di fatturato nel mercato europeo, ha perso il NYSE comprato dai tedeschi, rischia la commessa degli F-35 per via dei tagli al budget che avverranno in mezza Europa. Gli Inglesi se ne sono usciti dalle prossime riunioni dell’ Eurogruppo , previste dal nuovo trattato fiscale(1), la City subira’ perdite per via della prossima mozione sulle agenzie di rating del 28 febbraio, ha perso la Polonia come alleato sulle politiche fiscali, il governo subisce fortissime critiche dal proprio interno, a partire dai liberalsocialisti.
Ora, a questo punto la teoria dell’attacco anglosassone all’ Euro diventa difficile da sostenere.
Se tale attacco e’ avvenuto, il risultato e’ una catastrofe di inefficienza, perdite enormi, strategie sbagliate e danni subiti. In confronto, Durquerque sembra un capolavoro di strategia.
Se invece proviamo ad uscire dal complottismo che vede l’ Europa come vittima e gli anglosassoni come aggressori , e proviamo ad ipotizzare che siano stati i tedeschi a causare tutto cio’, beh, i conticini tornano un pochino di piu’. Spiegano perche’ l’iniziativa sia quasi sempre della Merkel, spiega perche’ stiano espandendo la loro influenza politica in maniera esponenziale, spiega alcune scelte che non sono salutari per l’economia europea (l’ Austerity) ma sicuramente sono una leva per espanedere l’influenza tedesca nel continente.Spiega come mai avviene tutto avendo cura di colpire il mercato dei CDS, spiega l’accanimento contro le agenzie di rating e l’unica proposta sul tavolo sia un’agenzia tedesca.

Spiega come mai la BCE abbia potuto fare megaprestiti (aggirando il meccanismo dello spread) lunghi tre anni all’ 1% di interesse, emissione di liquidita’ cui possono beneficiare solo banche europee, anziche’ usare un fondo di stabilita’ per acquistare i titoli in pericolo, cosa che beneficierebbe i loro proprietari, anche anglosassoni.

Si spiega come mai gli Hedge che si suppone siano gli attaccanti (seppure mai identificati) siano in perdita, e come mai ,alla fine. quello che perde influenza politica in europa sia Cameron.
Onestamente, sto iniziando a riflettere sul fatto che , in questa guerra finanziaria, esista la seria possibilita’ che il primo sangue non lo abbiano versato gli angli. Non sarebbe -Polonia docet- la prima volta che i tedeschi attaccano pretendendo che la ragione sia di essere stati attaccati.
Uriel
(1) Gli Inglesi, non essendo nell’ Euro, non potevano fare le riunioni dell’ Eurogruppo. La Polonia, in cambio della firma del trattato fiscale, ha chiesto -ed ottenuto- che alcune riunioni siano estese a tutti i paesi che firmano il patto di stabilita’ fiscale. In altre parole, se gli inglesi avessero firmato avrebbero avuto il vantaggio di entrare nella sala dei bottoni senza dover aderire all’ Euro. Ma , per via della scelta di Cameron, non hanno potuto. E cosi’, Inghilterra e Repubblica Ceka oggi sono le uniche due nazioni a non partecipare alle riunioni dell’ eurogruppo, sebbene l’adesione all’euro NON sia piu’ un requisito per entrarci. In pratica, sono stati fatti fuori. Oggi la Polonia in Europa pesa piu’ dell’inghilterra.
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