Decisioni in arrivo?

di Uriel Fanelli, 27 aprile 2012

Lascio perdere gli italici mali per tornare sulla finanza. Non perche’ si sia avverato quanto dicevo qualche post fa riguardo alla Merkel che riscopre Monti (vedete QUI) . Il punto e’ che e’ stato fatto dal governo tedesco uno strano “test” sui mercati del debito. E’ un test che non riesco bene a leggere per via della sua sintesi, ma e’ un test che preannuncia decisioni forti. Vediamo.

Germania non ha in questo momento un vero bisogno di mettere in vendita Bund, se non per rinnovare o comprare dei bund che avevano rese maggiori. Essendo ai minimi storici, hanno gioco a fare liquidi usando nuovi bund a basso costo, per rientrare di scadenze piu’ onerose.

Ma a volte i governi fanno dei test, cioe’ cercano di penetrare i mercati per sapere, al di la’ delle dichiarazioni pubbliche e dei listini, cosa pensino davvero , come vedano le cose i grandi investitori.

Cosi’, l’ultima asta del bund e’ avvenuta con una modalita’ davvero stravagante: tempi lunghissimi (30 anni) e resa bassissima (quasi il costo del denaro, o giu’ di li’). Non c’e’ una vera ragione per vendere bund in questo modo, se non per testare quale sia la visione del mercato, al di la’ di segnali piu’ o meno speculativi.

Lo dice anche il modo con cui ha Bundesbank ha gestito la cosa:  Bundesbank ha ricevuto richieste per 2,747 miliardi ma ha accettato solo quelle ai tassi più bassi, per appunto 2,405 miliardi. Non aveva quindi una vera urgenza, ma voleva semplicemente liquidi ad un prezzo basso, in quantita’ tutto sommato risibili rispetto al PIL.

Quello che hanno fatto con questi 3 miliardi e’ evidentemente un test, nel quale hanno voluto testare l’elasticita’ del mercato su due fronti: il rischio e l’orizzonte. Questo test si puo’ leggere in diversi modi, uno dei quali trattandosi di germania e’ di capire che genere di idea abbiano dell’inflazione gli investitori. Pensano che aumentera’. Al contrario i buoni a 10 anni vanno piu’ a ruba, il che significa che nel tempo breve si tratti di rischio maggiore.

Si puo’ leggere quel test in molti modi, a seconda della domanda che ci si pone. Ma il problema e’ che un test su tempi cosi’ grandi e su un tema come l’inflazione e’ essenzialmente un test che serve a prendere decisioni.

Non posso dire quali siano queste decisioni, nel senso che non parlo spesso con la Merkel. Ovvero non ci parlo mai. I tedeschi nel loro modo di fare tattica sono estremamente tortuosi, il che spiazza parecchio, io preferisco la strategia tortuosa e la tattica diretta.

Posso cercare di indovinare di che cosa stiamo parlando.

  • Deve trattarsi di una decisione costosa, e di una decisione dalla quale e’ difficile tornare indietro. Lo dice la lunghezza del test, e lo dice il bisogno stesso di fare il test. Non so quale sara’ l’uscita della Merkel , probabilmente arrivera’ subito prima o subito dopo delle elezioni francesi, ma sospetto che ci sara’ una sua uscita , con una decisione importante.
  • Deve trattarsi di una decisione che riguarda l’inflazione, cioe’ la crescita dei consumi. Quindi o impatta il commercio o impatta il manufatturiero.
  • Deve trattarsi di una proposta politica, altrimenti non avrebbero mandato avanti la Bundesbank per fare il test, ma avrebbero testato l’elasticita’ del mercato con metodi piu’ trasversali.

La cosa interessante pero’ e’ un’altra: anche l’ Italia, nelle ultime vendite di titoli, ha fatto delle scelte interessanti. Non perche’ sia venuto meno il solo fioretto con cui si gestisce il debito da qualche decennio, ma perche’ sembra che anche Monti abbia cercato di sondare le reali intenzioni dei mercati.

C’e’ qualcosa in comune tra le aste italiane e tedesche? Beh, il risultato , sicuramente. Sembra che l’orizzonte degli investimenti sia distorto. Questo lo sapevamo gia’ perche’ moltissimi dei soldi che la BCE ha dato alle banche europee sono stati spesi gonfiando il forex dei paesi BRIC, producendo anche una certa irritazione.

Ma il messaggio piu’ chiaro e comune ad entrambe le aste e’ stato che i poteri forti in Italia e Germania (intendo i poteri finanziari forti) si sentono abbastanza al sicuro. Non si capisce come e perche’, ovvero che cosa sappiano di preciso, ma non sembra esserci il panico che dovrebbe esserci dopo i recenti attacchi ai debiti e le continue opere di propaganda e panico della stampa anglosassone.

Il fatto che siano grandi finanziatori europei a non avere molta paura del futuro e’ abbastanza inusuale se pensiamo che contemporaneamente il credito e’ fermo: o hanno visione di importanti ristrutturazioni del mercato, cosa che a noi comuni mortali non e’ data, oppure hanno visione di fatti che potrebbero avvenire all’estero.

Per intenderci, dopo la caduta del governo olandese ci si aspettava che alcuni istituti francotedeschi si spostassero verso la Germania, cosi’ come dopo l’esito delle elezioni francesi ci sia spettava una fuga dei francesi. Ma, molto stranamente, questo non e’ avvenuto e la domanda e’ stata molto istituzionale.

Dopo la scorsa asta italiana  e quella tedesca di oggi, sembra che si stia covando una decisione. Le due aste potevano andare diversamente solo cambiando alcuni parametri di pochissimo, in termini economici. Ma sembra che entrambi i governi abbiano voluto scegliere delle offerte inusuali per testare l’elasticita’ dei mercati e la loro visione.

Vedo alcuni possibili tipi di decisione che possono covare sotto la cenere, ed aspettare il successore di Sarkozy.

  • La prima e’ una decisione di tipo commerciale. Un qualche tipo di iniziativa che miri ad un protezionismo piu’ o meno secondario. Essendo nel WTO non si puo’ fare protezionismo vero e proprio, ma basta giocare coi regolamenti per buttare fuori degli stranieri. Questo potrebbe portare scosse all’inflazione: il commercio con i paesi emergenti l’ha tenuta bassa sinora.
  • La seconda e’ una decisione di tipo industriale o infrastrutturale. O un fondo di qualche tipo che finanzi grandi opere in Europa (cosa che troverebbe d’accordo anche un eventuale successore di Sarkozy) o una qualche nuova legislazione che consenta/spinga verso agglomerati industriali piu’ potenti. Non riesco ad immaginare il genere di accordo; peraltro per avere un effetto simile dovrebbe essere qualcosa che riguarda energia, materie prime o tecnologie.
  • Se e’ di tipo finanziario, per produrre inflazione e quell’effetto sulle offerte la decisione deve riguardare o impattare pesantemente sul forex dell’ Euro. Ma stranamente lo spread di Spagna e Italia e’ in calo, proprio oggi. Quindi deve essere qualche azione di indebolimento, o perlomeno una mossa inflazionistica.

Si, e’ vero, tra un pochino l’ AIFM verra’ approvato e unito alla nuova disciplina delle agenzie di rating gli investitori europei si troveranno a giocare indisturbati in casa. Ma non basta a giustificare una visione come quella che emerge dagli ultimi test di mercato sui bund.

Un’altra cosa bizzarra e’ che gli speculatori stessi sembrano interessati a speculare sui credit swap -che sono rischiosissimi per randi numeri- ma non sui debiti stessi. Molto buffo, visto che in ogni caso gli stati pagano molto piu’ -presumibilmente- di chi garantisce i CDS.

Ed e’ buffo pure il rimbalzo delle borse proprio negli stessi giorni. E’ come se improvvisamente quelli che hanno soldi “a lungo termine”, quindi coloro che dovrebbero essere preoccupati per i loro investimenti, si fossero svegliati dicendo “che bella giornata!”. Come che bella giornata? Non e’ una bella giornata, oppure sanno qualcosa che gli altri non sanno?

Sospetto , ripeto, che ci saranno novita’.politiche. Probabilmente la Merkel insieme al nuovo compare e a Monti -anche il governo italiano ha confezionato offerte “strane” , da test- usciranno con qualche annuncio. Forse subito dopo le elezioni francesi, o subito prima, non saprei.  Forse non e’ la Merkel, ma qualche annuncio in sede UE, ma i tedeschi hanno ritenuto di fare un test del genere, quindi volevano sapere se aderire?

Una cosa e’ certa: i mercati hanno una visuale stravagantissima e tranquilla dei debiti europei a lungo termine quando si parla di comprare il debito in se’, mentre hanno una visione speculativa quando si tratta di swap.

Cosi’ nei prossimi giorni vedremo. Per ora voglio vedere se le mie sensazioni sono giuste: dopotutto questo e’ un blog personale, anche se qualcuno lo vorrebbe istituzionale.

P.S: casomai non ve ne foste accorti, il Senato ha approvato il cosiddetto “fiscal compact” in Costituzione. Per la precisione, il 17 aprile 2012. http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/38076.htm

Il nuovo testo della Costituzione e’ questo:

«Art. 81. – Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale»

la maggioranza e’ tale che non c’e’ la possibilita’ di referendum. La legge, come dice il sito del Senato, e’

Iter

17 aprile 2012:  approvato definitivamente. Legge
Successione delle letture parlamentari
C.4205 T. U. con C.4525C.4526C.4594C.4596C.4607C.4620 (Gov.), C.4646
approvato in testo unificato
30 novembre 2011
S.3047 assorbe S.2834S.2851S.2871S.2881S.2890S.2965 
approvato
15 dicembre 2011
C.4205-4525-4526-4594-4596-4607-4620-4646-B approvato 6 marzo 2012
S.3047-B approvato definitivamente. Legge 17 aprile 2012

In pratica, Hollande puo’ dire quel che vuole: il fiscal compact e’ gia’ realta’. Se non vuole che l’asse Berlino Roma diventi permanente, dovra’ farselo piacere. Potra’ chiedere qualcosa in cambio, ma non di piu’.

La legge diceva gia’ che l’ Italia doveva mantenere la copertura delle leggi. Ma oggi e’ dentro la costituzione. Significa che ci sono due enti, la corte costituzionale e la presidenza della repubblica che possono bloccare una legge se non rispetta i criteri.

Avete ancora dubbi sul fatto che il vostro prossimo presidente della repubblica sara’ Mario Monti?

Uriel Fanelli, 27 aprile 2012

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