Il peso specifico della colza.

Di Uriel Fanelli, 25 febbraio 2013

Ancora poche ore alla partenza, ma visto che la cosa produce messaggi sul forum, volevo raccontare come nacque l’hoax dell’olio di colza, perche’ nacque, e come fini’. Come poi ando’ a me ve lo racconto in futuro, dopo il trasloco. Ma andiamo per ordine.

Era il 2005,  questo blog si chiamava “wolfstep.cc” e avevo notato una cosa che non mi piaceva. I giornalisti dell’epoca continuavano a prendere i miei articoli e trasformarli in articoli loro, in pagine che poi riempivano di pubblicita’, e ci facevano ovviamente i soldi.

Gli stessi commentatori del blog continuavano a dirmi di questa cosa, uno di loro sospetto’ che io lavorassi per un giornale mainstream e che anticipassi gli articoli.

A me rompeva i coglioni. Immaginavo gente che se ne stava li’ a prendere uno stipendio semplicemente facendo ricerche su internet e traendo dai blogger – questi poveri idioti che lavoravano gratis – i contenuti di cui poi scrivevano.

Cosi’, decisi di giocarla di brutto.

Era il periodo di Siniscalco, e si parlava di aumento delle accise sul gasolio, con grande fregamento di mani di coloro – i petrolieri – che avrebbero potuto nascondere nell’aumento di tasse un aumento dei prezzi.

Cosi’, scrissi un hoax. Inventai che:

  • I motori diesel possano bruciare olio di colza puro senza risentirne. (in realta’ solo vecchissimi motori possono).
  • Alla Lidl e alla Metro le risorse di Olio di Colza fossero state prese d’assalto ed esaurite.
  • Che i consumi di gasolio si fossero ridotti sensibilimente in corrispondenza del fenomeno.
  • Che Siniscalco fosse molto preoccupato della cosa.

Come potete vedere, si tratta di notizie che un giornalista puo’ filtrare facilmente semplicemente facendo quattro telefonate: una ad un esperto di motori, una alla Lidl, una ad un petroliere, una alla segreteria di un ministro.

Ma.

Ma come ho detto, era d’uso a quei tempi per i giornalisti trarre idee dai blog , firmarle, metterle sui giornali e incassare pubblicita’.Senza nessun facts checking.

Quando scrissi l’hoax, sapevo che sarebbe stato ripreso da tutti i blog di energia alternativa, e ci fini’ di mezzo anche il blog di Grillo. Trovate ancora in rete le tracce, “La colza danneggia gravemente Siniscalco

L’hoax rimbalzo’ per mari e monti, sinche’ non fini’, puntualmente, sui giornali. I giornalisti, che attingevano a piene mani dai blog,non fecero NESSUNA delle quattro telefonate di cui sopra,e riportarono che si, effettivamente l’olio di colza veniva preso d’assalto (falso),e che i consumi di gasolio fossero calati per questo (falso, non erano calati affatto) e che il ministro fosse preoccupato  (falso, anche se il caos fece rimandare gli aumenti – e qui i guadagni di qualcuno).

Il risultato fu che prima il post venne attribuito a Grillo, poi qualcuno si ricordo’ di me. Da cui, alcune “pressioni” che ricevetti. Ma queste ve le racconto dopo.

Che cosa scoprii, a parte un aspetto del potere economico italiano, nelle settimane successive?

Scoprii che i grandi “blogger indipendenti” in realta’ erano personaggi che aspiravano ad avere una rubrica su qualche giornale, un comparsata in qualche trasmissione radio, una qualche apparizione sui media.

Di conseguenza, nessuno di loro si fece la domanda “ma perche’ prima di scrivere questa roba sui giornali non si sono informati?”. Avrebbero avuto una grossa opportunita’ di svelare come qualsiasi scemenza fosse scritta su un blog a quei tempi finiva dritta dritta sui giornali, ma – come mi accorsi subito – essi erano tutti in coda per passare dal blog giornalistico al giornalista col blog, ovvero a sperare di avere un lavoro in qualche redazione.

Cosi’ nessuno di loro si rivolto’ verso il padrone – o perlomeno verso quelli che i blogger desideravano essere i loro futuri padroni – ma si rivoltarono contro di me.

Tutti si chiesero per quale motivo IO avessi scritto una cosa simile, un paio di blogger che fanno debunking si misero a debunkare, attenzione – la  bufala di wolfstep – dimenticando pero’ di debunkare…. la bufala di Repubblica, la Bufala del Carlino, e cosi’ via.

Ora, io non ero un giornalista, quindi NON avevo – e non ho – l’obbligo del facts checking, ma nessuno di questi “blogger bene”, quelli che vanno a ritirare il premio fichetto nella premiazione fichetta con la madrina popputa,  si degno’ di spiegare che IO non avevo alcun obbligo al facts checking, mentre i principali quotidiani del paese, che avevano riportato l’ hoax tale e quale, senza nemmeno controllare, avevano mancato ad un loro preciso dovere.

La lezione che imparai in quei giorni fu semplicissima:

  1. I grandi blogger italiani, quelli fichissimi che vanno a ritirare il premio molto fancy in una cornice molto fancy , non sono altro che aspiranti giornalisti, che usano il blog come modo per leccare i culi giusti e trovarsi un lavoretto. Da quel momento mi guardai bene dall’avere a che fare con loro, cosa che faccio a tutt’oggi. La carta igienica in Germania costa meno di un giornalista.Colpa dell’ Euro e della Merkel, naturalmente.
  2. I giornali italiani avevano una qualche  forma di accordo tacito con questi blogger, tipo “mi fornite aggratis un poco di materiale per qualche anno, e poi vi diamo qualche lavoro pagaro ,chissa’ ” Essi consideravano loro diritto saccheggiare il web allo  scopo di riempire le loro pagine.
  3. I cosiddetti “Debunker” non sono molto diversi dai blogger di cui sopra, persero piu’ tempo a sparare merda (in termini pseudotecnici) su un blog che all’epoca faceva 300 visite al giorno – chiedendosi che brutta persona fossi io a scrivere cose simili – anziche’ chiedersi che genere di merde di giornalisti avessero copiato la stessa cosa dandola in pasto all’ Italia sulle versioni cartacee dei loro quotidiani, senza fare una semplice telefonata che avrebbe smentito la cosa.

Di per se’ l’hoax raggiunse lo scopo. I giornali da quel momento iniziarono a copiare i blog solo su temini leggerini, e io fui lasciato in pace, se escludiamo post sulla finanza.

Qualcuno si fece male, e mi riferisco a chi, una volta che la cosa esplose sui quotidiani di carta, pago’ in termini di aumento dei prezzi rimandato e di mancati guadagni.

Ne’ i giornalisti ne’ i petrolieri gradirono questa storia. Mossero le loro pedine, e successe qualcosa che vi raccontero’ piu’ avanti.

Questo e’ comunque il motivo per il quale sto lontano dai “grandi blogger che contano e adorano Wired”, che sto lontano dai “premi per il blogger col cazzo piu’ lungo”, e cosi’ via. Sono solo miserabili disoccupati che fanno la fila di fronte ad un buffet per qualche premiazione, sbirciano le tette alla prosperosa madrina del caso, e aspirano a farsi notare da qualche redattore.

Allo stesso modo, questa e’ la ragione per la quale mi tengo molto lontano da ogni “debunker”, sempre molto attento ad attaccare quanto si dice su internet, e altrettanto attento nel garantire ai giornali una totale liberta’ di bufala, chiedendosi di continuo se il blogger sia in buona o cattiva fede, ma lasciando ai giornali cartacei la liberta’ di scrivere le stesse bufale , senza per questo lamentarsi.

Ok, ok, un giorno potranno anche succhiarglielo e forse in cambio gli comprano un gelato.

Da me, come diceva Pasolini, per loro c’e’ solo disprezzo. E adesso, spengo il computer.

Uriel

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