La falange.

Di Uriel Fanelli, 02 marzo 2013

Ho fatto un giro dei giornali italiani, e devo dire che la situazione appare confusa, per la semplice ragione che ne’ Bersani ne’ Berlusconi (forse Berlusconi ha capito, Bersani e’ troppo incapace come politico) hanno capito cosa sta per arrivargli addosso. Andiamo per gradi.

Grillo si e’ liberato dall’assedio di Bersani, dicendo semplicemente “se volete che M5S vada al governo, votate VOI il nostro governo”. Mossa astuta, che ha funzionato perche’ Bersani non ha voluto insistere. Se Bersani avesse detto ok, allora Grillo avrebbe dovuto inserire nel programma politico la famosa commissione d’inchiesta per il Monte dei Paschi, al solo scopo di far tirare indietro il PD dall’idea balzana.

Invece Bersani si e’ tirato indietro subito, segno che il suo “invito alla responsabilita’” era solo una mossa tattica.

Al contrario, il Blog di Grillo ha mostrato di essere vulnerabile ai soliti grandi mali di Internet, cioe’ troll e fake.

La tizia del Partito Pirata italiano (= Rifondazione  =SEL) che ha fatto una petizione da 90.000 firme in due giorni per far entrare l’ M5S nel governo avrebbe potuto fare danni, se non fosse stata bocciata in aritmetica: figliola, le parlamentarie di Grillo hanno avuto 30.000 elettori, e tu ne raccogli 90.000 in tre giorni? I soliti farlocchi umanisti,  come diceva il mio vecchio prof, “non sanno neanche copiare”.

Il Blog di Grillo manca di un meccanismo di moderazione passiva , come ha questo blog, per cui credo che sara’ sempre possibile per lo sbirrame, per il reparto macelleria del ministero degli interni, i partiti vari, piazzare un pochino di commenti fake nei commenti del blog e poi dire “la base di Grillo e’ spaccata” sui giornali.

Ovviamente, il problema e’ che grillo ha sempre indicato “la rete” come luogo di democrazia, dimenticando che la gente che e’ in rete e’ anche la gente che c’e’ fuori, e purtroppo viceversa. Per cui, sarebbe ora di indicare quali siano, in rete, i luoghi della democrazia virtuale. Tipo i meetup di grillo, o il futuro liquidfeedback di Grillo, o quelchele’.

Adesso pero’ il paese si interroga su quale sara’ mai il futuro parlamentare, e nessuno sta tenendo in considerazione il fattore numerico. Ai sessantottini i numeri non sono mai piaciuti, troppa disciplina per loro.

Allora, andiamo al dettaglio: il parlamento italiano soffre di un assenteismo mostruoso. Significa che su 900 parlamentari, durante le votazioni e solo durante le votazioni di nuove leggi, ce ne sono la meta’, ovvero il minimo numero legale per far passare una legge.

E’ assolutamente OVVIO a chi mastichi qualcosa di matematica che una situazione del genere richiede un accordo tra le parti, ovvero: il solo fatto che ci sia un simile assenteismo in parlamento significa che non c’e’ alcuna differenza tra opposizione e maggioranza, perche’ altrimenti il rischio che l’opposizione mandi tutti i parlamentari a votare mentre i tuoi sono assenti al 60% sarebbe troppo alto.

Comunque, il problema e’ che Grillo, o meglio i suoi parlamentari, sono nel “mood” di recarsi tutti in parlamento , ogni giorno, tutti insieme. Questo fa comodo a Grillo perche’ cosi’ i parlamentari si controllano tra loro , ma il problema e’ che una forza del genere rischia di governare per semplice incombenza.

Anche considerando i premi di maggioranza, un 25% che c’e’ sempre in parlamento significa che, al numero legale minimo, il resto del parlamento contiene poco piu’ del 10% dei voti del PDL e altrettanti per il PD. Questo significa che , facendo guerriglia sugli emendamenti, e’ assai facile che Grillo + PD riescano ad infilare a tradimento un emendamentino che ammazza Berlusconi, oppure che Grillo + PDL possano far passare un emendamento che ammazza Bersani.

C’e’ un solo modo di impedire questo: se i grillini saranno presenti in aula tutti i giorni per tutto il tempo richiesto,  la sola cosa che potranno fare gli avversari e’ di essere presenti con tutta la forza per scongiurare emendamenti assassini.

Mi spiego: se il 25% del parlamento propone un emendamento, diciamo una legge contro il conflitto di interessi (con il meccanismo parlamentare odierno, si puo’ inserire un riordinamento delle frequenze dentro una legge sulla quantita’ di lievito da usare per il pane) , il PDL non potra’ contare sulla presenza del PD in parlamento (se il PD votasse contro una legge sul conflitto di interesse, Grillo li sputtanerebbe poi sul suo blog) per fermarla. L’unica soluzione sara’ di essere presenti in massa in parlamento.

Allo stesso modo, se Grillo ti infila un bell’emendamentino con sopra delle regole per il finanziamento dei partiti o sulle fondazioni bancarie, il PD puo’ solo sperare che il PDL collabori (1), oppure deve essere interamente presente in aula al momento.

Il guaio e’ che i parlamentari di PD e PDL sono parlamentari a tempo perso, perche’ passano gran parte del tempo a fare “qualcosa d’altro”: chi fa l’avvocato, chi fa “qualsiasi cosa facciano” , il punto e’ che l’ M5S e’ l’unica fazione di persone che ha deciso di presentarsi perennemente in parlamento.

Questo permette loro di presentare emendamenti e aggiunte a qualsiasi legge, e se avessero la furbizia di prendere anche la presidenza del senato, (essendo li’ il primo partito di opposizione) questa strategia sarebbe praticamente imbattibile.

Cosi’, adesso il problema e’ numerico. Bersani non ha ancora capito che si trovera’ in una stravagantissima situazione per la quale i suoi parlamentari e senatori DEVONO essere presenti in parlamento al 100% del tempo per evitare imboscate, perche’ se appena appena non controllano la maggioranza dei votanti, M5S e PDL faranno insieme le leggi che Bersani non vuole.

E allo stesso modo, quelli del PDL dovranno in qualche modo essere presenti tutto il tempo in aula, altrimenti M5S e PD voteranno le leggi che Berlusconi non vuole.

Questo di fatto e’ devastante per le esistenze dei parlamentari non grillini: hanno tutti una vita professionale che dovranno lasciare, chi ha doppi incarichi di fatto non potra’ espletare il secondo (ammesso che lo espleti ora, ma sara’ piu’ semplice sputtanarlo dicendo “non e’ venuto al lavoro che UNA SOLA volta”),

L’unica strategia che permette di combattere un 25% di parlamentari sempre presenti in parlamento e’, se non quella di essere tutti presenti, e’ quella di tenere si’ un 35% di parlamentari a zonzo per le strade a farsi i cazzi propri, ma di avere PD e PDL che votano in maniera omogenea, e di completo accordo, contro le proposte di M5S. Il che li condanna allo sputtanamento eterno via blog.

Berlusconi questo lo ha capito, e ha iniziato a parlare di elezioni anticipate. Bersani ancora non lo ha capito, e cincischia di programma su otto punti, ovvero sull’idea di poter fingere una vittoria che non c’e’ stata.

In generale, quello che sta per emergere chiaramente e’ che l’equilibrio parlamentare precedente era frutto di un accordo di massima tra PD e PDL, i quali si promettevano a vicenda di non mandare mai tutti i parlamentari in parlamento senza avvisare l’avversario, in modo da evitare imboscate.

Adesso c’e’ qualcuno che in parlamento ci sara’ per tutto il tempo, e quindi ci sara’ l’imboscata continua. O si fa mancare di continuo il numero legale, lasciando solo i grillini in parlamento – con la fanfara che ne deriverebbe – oppure si rimedia con un accordo strettissimo tra PD e PDL, che sarebbe troppo facile da sputtanare per Grillo, oppure sara’ imboscata continua.

Si realizza cioe’ il cosiddetto “Paradosso di Condorcet”, un gioco matematico applicato alla democrazia, http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Condorcet per il quale una forza minoritaria puo’ diventare dominante semplicemente per il fatto di esserci e di poter rendere prevalente, a scelta, la fazione maggiore che sceglie.

In pratica, cioe’, se A+C e B+C sono dominanti ma A+B non possono diventare dominanti , allora C e’ dominante.

Se PD e PDL non possono governare insieme ma M5S puo’ votare liberamente, di fatto l’unico partito che puo’ realizzare il proprio programma e’ M5S.

In soldoni, cioe’, la strategia migliore perche’ Grillo ottenga tutto quel che ha promesso e’ proprio di NON allearsi e di votare di volta in volta. Per far approvare tutto il suo programma, cioe’, Bersani dovra’ infilare in ogni punto un punto chiave del programma di Grillo. E’ chiaro che negli 8 punti inseriranno solo 8 punti che non dispiacciono troppo al PD, ma e’ chiaro che i parlamentari di Berlusconi possono far passare altrettanti punti, mandando sotto il sedicente governo di Bersani, semplicemente inserendo dentro le proposte di legge gli altri punti del programma M5S che sono scomode per il PD.

E’ chiaro che adesso lo sbirrame, i partiti e i preti invieranno tutti i loro fake ed i loro troll sul sito di grillo e che tenteranno di inquinare in ogni modo le piattaforme di voto online di Grillo. Grillo pensa che l’unico modo di evitare questo fenomeno sia l’anonimato, ma dimentica che troppa gente fa politica di professione o fa professione con la politica, e queste persone non hanno alcun problema a spedirgli un documento ed iscriversi “ufficialmente” ad M5S.

Qui tutto dipendera’ dall’abilita’ e dall’esperienza di chi sara’ moderatore e/o gestore delle piattaforme di voto elettronico. Ma sinora, Grillo non ha mai mostrato particolare abilita’ in questo.

Vedremo chi ha studiato piu’ matematica.
(1) Per esempio perche’ il MPS ha dato un bel pochino di fidi a Mediaset.

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