Perche’ non cresce l’inflazione?

Di Uriel Fanelli, 27 maggio 2013

In questi giorni c’e’ tutta una propaganda dei giornali dei finanzieri che vogliono che tutte le banche stampino soldi, e che dicono che non vi e’ alcun rischio di inflazione, perche’ ovviamente non si vede inflazione da anni. E questo, nonostante si siano immesse sul mercato quantita’ enormi di soldi, piu’ o meno da parte di ogni banca centrale. La vera domanda e’: perche’ e’ cosi’ necessario stampare soldi per i finanzieri? E specialmente, perche’ non si vede inflazione?

Per fare questo abbiamo bisogno di semplificare, ovvero di fare un esempio di sintesi che ci aiuti a capire la situazione. Abbiamo un’economia reale che e’ legata allo scambio di servizi e beni fisicamente misurabili tra persone ed aziende, e poi abbiamo un’economia della finanza che processa beni e servizi puramente convenzionali, ovvero senza corrispettivi nell’economia reale.

Adesso supponiamo che per un momento “la finanza” decida di aprire una banca centrale propria, e di coniare la propria moneta, diciamo il “Trippone”.

La prima domanda e’: visti gli andamenti dei listini, in che modo evolve il “trippone”?

La risposta e’ che, dal momento che c’e’ sempre rischio e il meccanismo dei derivati trasforma il rischio in valore, il valore della massa dei derivati continuera’ a crescere, la TCE (Trippon Central Bank) sara’ costretta a stampare sempre piu’ soldi. La massa monetaria del Trippone, cioe’, e’ condannata a crescere.

Se la finanza consumasse una propria moneta, la banca centrale della “finanza” sarebbe costretta a stamparne in continuazione.

Al contrario, in un caso simile le monete normali tornerebbero ad essere legate all’economia reale, e ad obbedire alle leggi classiche, ovvero “se stampi piu’ moneta crei inflazione”.

Adesso pero’ c’e’ un problema: i negozi non accettano il trippone. Cosi’, periodicamente i nostri finanzieri andranno dalla propria banca di cambio e cercheranno di convertire i tripponi in moneta reale. Il guaio e’ che l’economia reale obbedisce ora alle leggi classiche, e poiche’ la massa di tripponi vale cifre enormi, finiscono col convertire il 90% della massa valutaria in moneta reale, sottraendola all’economia globale.

Cosa ne risulta? ne risulta che i prezzi crollano di dieci volte, circa, producendo DEflazione, ovvero il contrario dell’inflazione. Insomma, quando la finanza converte i suoi soldi in soldi reali, sottrae moneta all’economia reale, prosciugandola, e impedendo a qualsiasi inflazione di nascere.

Adesso abbiamo introdotto una separazione tra i due mondi, ma se la togliamo e li facciamo lavorare di nuovo con una moneta unica, Adesso abbiamo capito cosa succede: poiche’ la massa di soldi “finanziari” cresce in continuazione, la finanza si caratterizza per due richieste:

  • Poiche’ non ha una propria banca che stampa tripponi, allora ha bisogno che le banche locali stampino soldi reali.
  • In ogni caso, la continua trasformazione di valore “inventato” in valore reale prosciuga di liquidi l’economia reale. Se una banca centrale si rifiuta di nutrire il bubbone finanziario, essa prosciuga l’economia reale di liquidita’.
  • Il continuo prelievo di soldi da parte dei finanzieri, che guadagnano anche quando tutto il mondo e’ in recessione, produce recessione, o semplicemente frena tremendamente l’Inflazione.

Capite adesso perche’ tutta la stampa occidentale, che e’ essenzialmente posseduta da finanzieri, ha convinto la popolazione che sia necessario stampare moneta. E’ assolutamente necessario per la finanza stampare moneta, perche’  avere 50 volte il PIL del mondo in derivati significa che ne potete spendere solo il 2%,  a spese di tutta l’economia ,mondiale.

Adesso facciamoci una domanda. Prendiamo per buoni questi numeri, e diciamo che i derivati siano 50 volte l’economia globale. Adesso supponiamo che piu’ del 2% dei clienti decida di “uscire”, ovvero di convertire in moneta i suoi derivati, i suoi investimenti.

Che succede?

Succede che non ci sono abbastanza soldi.

E non sto parlando del caso in cui TUTTI escano dall’investimento, o del caso in cui la maggior parte esca dall’investmento per avere liquidita’. Nono: sto dicendo che se solo il 3% dei finanzieri volesse vendere i propri derivati per averne in cambio soldi, TUTTI i soldi del pianeta non sarebbero sufficienti.

Ora sfortunatamente un 3% e’ un rischio ENORME, dal momento che assomiglia molto al rendimento effettivo della media degli investimenti, e questo significa che se per disgrazia chi ha investito si mette in testa di uscire dall’investimento, casca tutto, e diventa chiara una cosa molto semplice:

i derivati sono “Valore” quanto i soldi del Monopoli.

Assumendo un numero OTTIMISTICO di una quantita’ di derivati pari a “sole” 50 volte il PIL del mondo (1),  se piu’ del 2% degli investitori decidesse di uscirne, non ci sarebbero abbastanza soldi, OVUNQUE, per convertire le loro carte in denaro vero.

Basta considerare questo per capire una cosa: ci sono piu’ tripponi che dollari. E di conseguenza, il trippone non potra’ mai cambiare in dollari, OPPURE VALERE MOLTO MENO DI UN DOLLARO.
Cosi’, adesso ripetiamo lo schema: abbiamo comprato derivati pagandoli dollari veri, e li abbiamo titolati al valore in dollari. Se lo avessimo fatto coi tripponi, avremmo detto che un tale erivato vale 100 tripponi, cioe’ 100 dollari.
Adesso il nostro derivato vale 110 tripponi perche’ siamo stati fortunati, ma quando torniamo indietro troviamo che tutti vogliono riavere i loro 110 dollari, ma sfortunatamente la massa monetaria e’ 50 volte piu’ piccola di quella dei tripponi, cosi’ i nostri 110 tripponi valgono solo 2,2 dollari.
Iniaziate a capire perche’ tutti i finanzieri, i giornali finanziari, gli studiosi di finanza, e tutto il circo che gira attorno a quel mostruoso casino’ vogliono che le banche stampino soldi, sempre piu’ soldi, ancora piu’ soldi: se domani il 3% dei possessori di derivati decidesse di uscire dall’investimento, non potrebbe avere i suoi soldi perche’ non ne esistono cosi’ tanti!
Il valore nominale dei derivati NON PUO’ essere trasformato in soldi, se non in ragione dell’ 1/2%. Se possedete derivati per 100, il loro valore “a riposo” e’ di 2. Perche’ se tutti i derivati venissero ritirati, assorbendo ogni centesimo di ogni moneta del mondo, al massimo ricevereste indietro questa cifra.(2)
Adesso facciamo un’altra ipotesi interessante: domani non dico il 3%, ma il 0.5% dei possessori di derivati decidono di uscire dal loro investimento e di riavere i loro soldi.
Considerata l’ipotesi di una massa di derivati 50 volte il PIL del mondo, otteniamo che i nostri investitori ritirano il 25% del PIL DEL MONDO e se lo mettono in banca.

Problema: le banche hanno in casa soldi per il 25% del PIL DEL MONDO? Diciamo che tutte le banche del mondo insieme potrebbero forse sopperire, rimanendo cronicamente senza moneta, senza riserve e senza soldi per il credito o per lo scambio interbancario.

Suona familiare?
Conclusione:
E’ sufficiente un LIEVISSIMO trend di uscita in liquidita’ dei possessori di derivati, che decidano cioe’ di venderli per avere i soldi veri, e l’economia mondiale entra in un gigantesco credit crunch.
Cosa significa un lievissimo trend?
Abbiamo ragionato nella ottimistica ipotesi che i derivati valgano 50 volte il PIL mondiale. In queste condizioni, tutte le risorse del pianeta sono rappresentate dal 2% dei derivati. Cosa succede se arriva un attentato o un evento che scuote la psicologia degli investitori e di colpo il 2% dei derivati viene trasformato in liquidi perche’ il 2% degli investitori decide di uscire? Succede che la banca non ha soldi per restituire il valore, e se la banca centrale non stampera’ altri soldi, il nostro investitore non vedra’ mai i suoi soldi.
Ma c’e’ un altro scenario: un derivato scade e allora noi non lo rinnoviamo e vogliamo indietro i soldi. Quanto succede? Se ipotizziamo, tanto per sparare un numero, una durata media di 3 anni, ogni anno il 33% dei derivati va rinnovato.
Se invece del 33% se ne rinnovano solo il 30%. Eh, scoppia un casino, perche’ siamo alla situazione in cui il 3% ha deciso di uscire.
Capite come il sistema valutario sia seduto su una tanica di esplosivo. Un esplosivo molto sensibile, perche’ se qualche notizia che dilaga , come la notizia di una crossa crisi o una grande paura per il futuro spinge il 3% dei possessori a non rinnovare, il gioco scoppia.
E se solo l’ 1% decide di non rinnovare, e non si reinvestono sempre piu’ soldi nel gioco, il gioco crolla.
Non so se avete presente quella gente che ha comprato terreni su Marte. Ecco, quella gente probabilmente puo’ rivenderli con un buon guadagno, ma se cercasse di usarli, di camminarci sopra o di costruirci qualcosa, scoprirebbe che non puo’.

Lo stesso dicasi dei derivati. Se volete venderli probabilmente ci fate grandi affari, ma se per disgrazia solo il 3% dei sottoscrittori decidessero di uscirne, sarebbe un disastro.

Ora, e’ chiaro come la finanza nel suo complesso sia solo un gigantesco schema Ponzi, ed e’ chiaro perche’ tutti i finanzieri detestino la BCE: il suo rifiuto di stampare non fa crescere la massa monetaria abbastanza da fornire la moneta necessaria  a pagare questa massa incredibile.
D’altro canto, la crisi continua, e se per caso il 3% di chi possiede derivati decidesse di uscirne….
Cosi’, la finanza di oggi ha due incubi, ovvero necessita di fare pressioni sulle banche centrali perche’:

  • Hanno paura che piu’ di un certo X di persone decida di uscire dal gioco e rivoglia i soldi. Con percentuali PICCOLISSIME di persone che vendono i derivati e ne fanno dei liquidi, le banche vengono prima proscugate e poi chiudono per mancanza di liquidita’, e se non chiudono non hanno soldi da prestare.
  • Hanno una fifa boia che qualcuno realizzi un semplice dato di fatto, ovvero che i loro derivati hanno lo stesso valore di un terreno su marte. Puoi anche farci un listino, ma non provare a camminarci sopra, perche’ non puoi.
  • Per guadagnare di continuo, cosa che devono fare poiche’ trasformano il rischio in soldi , hanno bisogno che lebanche centrali stampino sempre piu’ soldi, e anche con le quantita’ enormi stampate dagli americani NON e’ possibile rientrare che di una piccola frazione dei derivati totali.
Ora capite perche’ tutti i giornali continuano a dire che le banche centrali devono essere “prestatori di ultima istanza”: essi sono posseduti da finanzieri, e i finanzieri temono che non esistano abbastanza soldi per uscire dagli investimenti derivati , senza uccidere le banche da cui hanno comprato i derivati stessi. Se vogliono trasformare i titoli in liquidi, devono fare i conti col fatto che sul pianeta c’e’ liquidita’ solo per il 2% di loro.
Trasformato in soldoni, basta una oscillazione del 2% nella quantita’ di persone che rinnovano o comprano derivati, e va tutto a puttane, perche’ si scoprira’ che, vista la quantita’ di soldi in circolazione, i loro derivati – al massimo – potrebbero valore solo un cinquantesimo del valore nominale.
E ho usato numeri ottimistici.
Uriel

(1) E attenzione perche’ io considero il PIL, perche’ se considerassi le masse monetarie sarebbe pure peggio!
(2) In realta’ molto prima le economie reali collasserebbero per deflazione.
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