Valentina Nappi again.

Di Uriel Fanelli, 28 agosto 2013

Sembra sia nato un secondo dibattito riguardo a Valentina Nappi, che vende la sua verginita’ a 1.50 Euro, e sono andato a vedere un attimo che cosa scrive. Devo dire, la ragazzina mi diverte perche’ ha delle intuizioni interessanti, ma purtroppo vedo che non ha afferrato il vero punto, ovvero ha intuito qualcosa, ma e’ come se ci girasse attorno senza capire il problema.
La Nappi ha intuito effettivamente una qualche sofferenza nel maschio che cerca sesso, e ha intuito effettivamente la presenza malefica delle “ragazze perbene” e quella delle “signore perbene”, ma non riesce a capire di preciso in che modo le due cose siano legate.
Non ci riesce non tanto per colpa sua: semplicemente non e’ un uomo e fatica ad afferrare il punto, dal momento che non dispone dell’universo cognitivo maschile e quindi non sa cosa provino di preciso gli uomini e perche’. Del resto, occorre molto tempo per capire quale sia il problema anche agli uomini, perche’ tutti sono (veniamo ) educati a credere in una panzana enorme, che ci sforziamo di recitare per tutta la vita, che ci rende debolissimi (almeno sinche’ non ci accorgiamo della panzana, cosa che di solito arriva in era adulta – se arriva) e che di fatto moltiplica la sofferenza.
L’educazione maschile contiene – e fatico a credere non vi sia malizia in questo – una clamorosa panzana, che vorrebbe il maschio capace di distinguere tra l’esperienza del sesso e quella dell’amore, e come se non bastasse, di avere un’esperienza di “solo sesso”, senza amore.
Il problema e’ che da un lato i maschi sono educati a pensare di esserne capaci, e dall’altro si trovano a scontrarsi in continuazione con la realta’ opposta, durissima esperienza che piano piano ti riduce ad una macchietta piagnucolante, tipo il famigerato giornalista che si lamenta perche’ “le donne” non sarebbero capaci di sesso ludico, o di un sesso puramente ludico, quando ne sono capaci eccome: quelli che NON sono capaci di un sesso puramente ludico, o che non riescono a separare l’esperienza del sesso da quella di essere amati, sono gli uomini.
E’ inutile che veniate a dirmi che voi ci riuscite: siete riusciti a crederci, ma sapete bene che quando una donna (diciamo la vostra compagna/amante/moglie/quelchele’) vi nega il corpo, la vostra esperienza e’ che vi stia negando l’amore. E’ come coi neonati: la mamma nega il seno, la mamma non vi vuole piu’ bene. Cosi’, quando la donna vi nega il corpo, vi nega l’esperienza di venire amati.
 
Non c’e’ alcun rimedio, dal momento che questa e’ l’architettura del sistema nervoso: potete distinguere l’esperienza del sesso da quella del venire amati quanto una lavatrice possa fare stampati in PVC. Non e’ disegnata per farlo, punto e basta, per cui non lo fara’ mai. E chi vi racconta il contrario sta mentendo, prima a se stesso che a voi.
Perche’ gira questa palla? Perche’ essenzialmente, se le donne avessero saputo quanto era VERO che “bocca di rosa vende l’ AMORE”, ovvero quanto il termine “amore” descrivesse accuratamente l’esperienza del cliente, avrebbero UCCISO “bocca di Rosa”.
La presenza malefica e mostruosamente crudele che Valentina Nappi intuisce quando si scaglia contro le “donne perbene”, e’ esattamente quella di PRETENDERE di avere il monopolio dell’amore. L’amore, cioe’, sarebbe monopolio delle brave fidanzate e delle brave mogli, per cui le altre non possono fare altro che “solo sesso”, dove “solo” ha il significato di “miserrimo”. E’ ovvio che se con le donne perbene (e solo con loro) potete avere questa cosa preziosissima ed incredibilmente unica che e’ l’ammmmore, allora con le altre potete solo avere MENO.
Ovviamente, se qualcuno se ne esce dicendo che il maschio che scopa con la Nappi ha la stessa esperienza di AMORE, ovvero vive l’esperienza di essere amato, esattamente quanto e come il maschio che fa sesso con chiunque altra, le “donne perbene” perdono il monopolio.

Valentina Nappi intuisce, in qualche modo, una presenza malefica e crudele nell’educazione maschile (o forse nell’inprinting sociale)  e la attribuisce correttamente alle “donne perbene”, ma non ha capito in cosa consista. La menzogna, che produce sofferenze orrende nell’animo maschile non consapevole, consiste nel far credere agli uomini di poter dividere l’esperienza di essere amati dall’esperienza del sesso, e che anzi sarebbero le donne ad essere incapaci di dividere le due cose, quando e’ vero esattamente il contrario. Le donne possono dividere il piacere dall’amore, i maschi NO.

Quindi si, la Nappi mi fa simpatia perche’ in qualche modo ha INTUITO una parte del problema, e la parte che non riesce ad intuire e’ semmai la causa ultima, anche se non essendo un uomo, onestamente mi meraviglierebbe se riuscisse, visto che anche tanti uomini non riescono (e ne soffrono). E’ riuscita pero’ a far venire meno la seconda parte della balla, ovvero quella che vorrebbe la donna incapace di dividere l’amore dal sesso (a meno che non sia una “poco di buono”).
Forse la Nappi dovrebbe capire che quando inverti il vero col falso, tutto l’universo logico viene invertito per essere coerente. Se la menzogna dice che “la donna (perbene) puo’ fare sesso solo con l’amore, mentre il maschio e solo lui puo’ dividere le due cose”, e si nota che la donna puo’ dividere il sesso dall’amore, una mente logica per prima cosa si chiede se per caso non sia falsa anche l’altra meta’ della storiella.

La storiella secondo cui la donna (perbene) vive il sesso solo con l’amore mentre il maschio puo’ fare (e solo il maschio lo fa) sesso “senza amore” e’ funzionale a dare alle donne “perbene” un mitologico monopolio dell’amore. Se la donna puo’ solo fare sesso SOLO con l’amore, se vuoi il sesso “pulito” allora devi andare da chi ha il monopolio del sesso condito con l’amore.

Quando Barnard dice che non trova donne che possano fare sesso senza amore sbaglia di grosso, non perche’ non esistano: TUTTE le donne possono farlo. Quello che non puo’ vivere l’esperienza di fare sesso senza sentirsi anche amato e’ LUI. Puo’ andare in Svezia, in Cina, puo’ cercare questo fantasma del “sesso senza amore” dove gli pare: tanto, quello che non puo’ fare una cosa simile e’ LUI. Anche se andasse dalla piu’ sbrigativa ed impersonale delle professioniste, il sistema nervoso maschile gli restituira’ SEMPRE l’esperienza di venire amato. Perche’ il sistema nervoso maschile e’ disegnato cosi’, punto.
Ovviamente le donne adesso inizieranno a sentirsi tremare i polsi, perche’ non solo sto dicendo che le donne “perbene” non hanno il monopolio dell’ “amore”, ma sto dicendo che qualsiasi donna aapra le gambe ad un uomo e sia abbastanza brava, puo’ dargli la stessa esperienza di “amore” di una donna “perbene” che abbia atteso il matrimonio per fare sesso. Identica. Non c’e’ niente di speciale e/o diverso: per il sistema nervoso maschile l’organo dell’amore non e’ il cuore, ma la vagina. Ogni volta che un maschio “fruisce la vagina”, il sistema nervoso maschile registra l’esperienza di “sto venendo amato”.
Chiunque sia la portatrice di vagina, qualsiasi sia la circostanza che ha portato al rapporto.
Quindi no, non avete niente di speciale, o se volete di prezioso, care “signore bene”. Valentina Nappi ha intuito che in qualche modo avete combinato un casino nell’imprinting maschile (del resto i maschi vengono – purtroppo – educati troppo tra le braccia della madre) , e per vostra fortuna (non disponendo di un sistema nervoso maschile) sta brancolando nella foresta nera della morale, quando il problema e’ semplicemente il mercato: per vendere un prodotto occorre averlo, o almeno pretendere di averlo.
Abbiamo detto dunque che per il sistema nervoso maschile non solo l’amore e’ l’esperienza del sesso  – con chiunque ed in qualsiasi circostanza – e quindi la singola donna non puo’ dare alcun “amore” diverso da quello di ogni altra donna, o speciale, o piu’ prezioso, semplicemente perche’ e’ una “donna perbene”: in definitiva, qualsiasi rapporto sessuale soddisfacente produce nel maschio la IDENTICA esperienza di “vengo  amato”.
Per questo cosi’ tanti uomini si innamorano della prostituta: la continua e sistematica disponibilita’ del corpo femminile trasforma la prostituta in una specie di sorgente infinita di AMORE. Poiche’ non nega mai il corpo, non nega mai l’amore. Essa appare come l’antitesi dell’egoismo, una specie di infinita’ generosita’ amorosa. E’ ovvio che tanti uomini ne rimangano abbagliati e decidano di prendere per se’ quella specie di cornucopia.
Probabilmente la Nappi non ha capito una cosa: anche se lei che divide sesso ed amore sta sperimentando ogni forma possibile di piacere, i suoi partner, TUTTI, sentono di essere amati da lei , anche mentre stanno girando, molto professionalmente, un film per l’industria del porno.
Ovviamente a molti uomini quest’idea non piace. Il fatto di finire sentimentalmente coinvolti da qualsiasi vagina e’ considerato una debolezza da molto uomini, i quali si sentono piu’ virili, e quindi piu’ rapaci, illudendosi poter dividere le due cose, e mutilando di volta in volta l’esperienza sessuale.
Se vivete cosi’, mi fate un pochino pena. Vi converebbe capire la verita’, ovvero che quando una donna vi nega il corpo vi nega l’amore, e  questo spiega come mai vi sentite cosi’ feriti dal diniego, e che avete provato l’esperienza di essere amati con qualsiasi donna vi abbia aperto le gambe, per quanto fugace sia stato l’incontro. Saperlo non cambierebbe nulla, tranne che potreste almeno godervi la cosa. Tanto, per quanto vi limitiate o vi mutiliate la sessualita’, il bacetto e la carezzina vi scappano anche con la prostituta, e non e’ un caso se la qualita’ principale della prostituta oggi sia detta GFE “GirlFriend Experience” : adesso raccontatemi ancora che cercate “solo sesso”, o “sesso ludico”, dai.
Ma c’e’ una SECONDA notizia che non piacera’ ne’ agli uomini ne’ alle donne.
Ed e’ la seguente: quello che sto descrivendo e’ un meccanismo. “Meccanismo” significa che e’ uno svolgersi degli eventi che e’ sistematico ed automatico. Potete andare da una perfetta sconosciuta, pagarla e farvela li’, e proverete l’esperienza di “vengo amato” anche se a lei non frega niente.
E qui e’ il punto: “anche se a lei non frega niente”. Sapete cosa significa? Significa che la vostra sensazione di essere amati e’ un prodotto automatico del vostro sistema nervoso. NON HA NULLA A CHE VEDERE COL FATTO CHE LEI VI AMI O MENO. Non e’ lei che vi sta’ “dando amore”, l’esperienza nasce DENTRO il VOSTRO sistema nervoso. Totale disforia, disaccoppiamento.
Quello che provate voi uomini quando vi sentite amati NON HA NULLA A CHE VEDERE col fatto che qualcuno, “lei” vi stia amando. Avrete la stessa sensazione dalle prostitute, da un incontro fugace, da una scopata “zipless”, e questo a prescindere dal fatto che la donna “vi ami”: se volete beccarvi una ferita nuova, potete chiedere ad una prostituta se vi ama, “dopo”. Vi dira’ di no, e ve ne sentirete feriti,  per la semplice ragione che VOI avete provato un’esperienza di venire amati, e diventa destabilizzante il fatto di sapere che dall’altra parte non ci fosse corrispondenza.
Insomma, quello che sto dicendo e’ che se ci riferiamo al “fare l’amore”, la donna oltre alla vagina non vi da’ proprio nulla. Non vi da’ l’amore, e se anche ve lo da’, non lo percepite nemmeno. Quella che percepite e’ l’esperienza di essere amati che viene generata dal VOSTRO sistema nervoso, durante il rapporto sessuale.
Di conseguenza, non solo non e’ vero che le donne “perbene” abbiano il monopolio dell’amore, e qualsiasi donna vi puo’ produrre la medesima esperienza di “essere amati” se e’ abastanza abile nell’usare il proprio organo sessuale, ma questa esperienza NON HA NULLA a che vedere con quello che vi danno loro. Anche quando una donna vi ama, quella roba che sentite a letto NON HA niente a che vedere con “qualcosa che lei vi da”: e’ qualcosa che generate da soli.
La catastrofica menzogna che porta gli uomini alla disforia interiore, dunque, e’ semplice da spiegare in due punti:
  • Si insegna ai maschi che sarebbero capaci di distinguere l’esperienza del sesso da quella di venire amati, mentre le femmine (perbene) no. Al contrario, quelle che possono dividere sesso ed amore sono proprio le donne, mentre gli uomini non-ci-riescono. Questa menzogna ha lo scopo di far credere che le donne perbene avrebbero il monopolio del buon sentimento dell’amore. Se vuoi sentirti amato, puoi solo andare con le donne perbene, altrimenti avrai “solo” sesso, ci insegnano. Falso. Potete avere la stessa esperienza di essere amati con CHIUNQUE.
  • Si insegna ai maschi che l’esperienza meravigliosa di sentirsi amati che provano durante il rapporto sessuale sia dovuta a qualcosa di meraviglioso che la donna “darebbe” al maschio, e che non si limita alla sola vagina. Falso: non solo il maschio prova quella sensazione semplicemente ricevendo il corpo, ma questa sensazione viene generata ANCHE quando la donna non ama proprio una cippa di nulla, come nel caso della prostituta o dello stupro. Questa balla serve a impreziosire la donna, facendo credere che possa dare chissa’ quale cosa (l’ammmore) , quando in realta’ non da’ proprio nulla, e se anche lo fa viene ignorato: l’esperienza di essere amati scatta comunque durante il rapporto sessuale.
Queste due frasi sono, in sostanza , il punto attorno al quale Valentina Nappi sta girando da anni: finche’ non trovera’ un maschio che ne sia consapevole, non riuscira’ ad afferrare il punto e si concentrera’ sulla morale. Ma la morale non c’entra nulla, il motto e’ sempre “conosci te stesso”, e sino a quando non incontrera’ un uomo cosciente del PROPRIO sistema cognitivo, la Nappi continuera’ a scagliarsi contro il moralismo.
Il che e’ un bene, di per se’, ma per scuotere davvero le acque dovrebbe andare oltre, e invece di offrire la “verginita’ ” ad un euro e mezzo , potrebbe DAVVERO provocare l’ira delle altre donne se si decidesse a fare come Bocca di Rosa, e si mettesse a (s)vendere … l’amore.
Uriel

P.S: ovviamente questo viene meno nel caso durante il sesso la donna continui ad inviare un continuo messaggio “non ti amo”, evidente ed impossibile da ignorare. Anche se , d’altro canto, non sottovaluterei mai la capacita’ maschile di ignorare i segnali e di illudersi “quam absurdo”, quindi si tratta di fenomeni aleatori.

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