Il problema che si vuole nascondere.

Di Uriel Fanelli, 11 ottobre 2013

Quando si parla di riscaldamento globale, il problema sembra essere quello di affermare che siccome la terra si riscalda, allora qualcuno deve smettere di vivere bene e iniziare a vivere male. Viene posto il problema “cosa succederebbe se ogni cinese vivesse come un americano”, quando il vero problema e’ “cosa succederebbe se ogni paese avesse un miliardo e mezzo di abitanti?”.

Per prima cosa. Trovo scandaloso che si sia condotto uno studio strapagato per stabilire che la temperatura terrestre si stia alzando. Qualsiasi geologo vi sapeva dire che essendo il pianeta in fase postglaciale, la sua temperatura si alzera’. Certo, qualcuno afferma che la causa sia antropica, ma il punto e’, molto semplicemente, che al limite l’attivita’ umana ha peggiorato un processo esistente, ma se qualcuno si illude che in  periodo postglaciale la temperatura rimanga ferma, si sbaglia. Essa aumentera’ comunque, sino ad un massimo, e poi riprendera’ a scendere sino ad un’era glaciale.

Anche se l’uomo potrebbe arrivare a scaldare il pianeta di cinque gradi, esso e’ gia’ stato 8 gradi piu’ caldo di oggi, e poi e’ tornato indietro.

E qui siamo al punto: il problema e’ che “il riscaldamento globale e’ antropico”, ammesso che si possa stabilire (ma se lo dicono tutti , bisogna pur piegarsi ) , e’ una cosa diversa dalla sua pretesa soluzione.

Prendiamo il periodo della pietra, e prendiamo una clase di stregoni che sappia una cosa: ogni 100 anni si verifica l’eclissi del sole. Ora, di per se lo stregone sa che il fenomeno esiste, ed ha perfettamente ragione. Ma a quel punto arriva e dice “gli dei sono arrabbiati con voi perche’ non mi fate abbastanza pompini. Come avvertimento, giovedi’ prossimo spegneremo il sole.”.

In quel caso, ci sono due cose:

  • Lo stregone ha ragione sul fatto che giovedi’ prossimo ci sara’ una (prevedibilissima) eclissi.
  • Lo stregone propone la soluzione sbagliata (ma guarda caso, a suo favore) ad un fenomeno reale.

Ora, il problema e’ che prevedere che la temperatura si sarebbe alzata, uomo o meno, era possibile anche SENZA le emissioni di CO2. Anche se smettessimo di emetterne E recuperassimo tutto quello emesso, la temperatura in un periodo postglaciale sale comunque. I periodi postglacialisono come le primavere. Scoprire che durante un periodo postglaciale, o interglaciale, la temperatura salga , arrivi al massimo e poi scenda non e’ questa gran scoperta.

Detto questo, il problema e’ che la soluzione e’ semplicemente un brodino. Si parte dall’assunzione di base, di scuola socialista, che il problema, – ogni problema – sia legato allo stile di vita dei ricchi. Cosi’, si dice: ehi, i ricchi devono smettere di consumare. Il presidente peruviano dice “cosa succederebbe se tutti consumassero come gli europei?”. Ma adesso voglio fare a lui la seguente domanda: cosa succederebbe se tutto il mondo si riproducesse come fanno i peruviani?

Andiamo a vedere:

  • 7 Miliardi: non possiamo consumare tutti come europei: una macchina a testa e’ troppa.
  • 9 Miliardi: non possiamo avere una macchina ogni dieci persone
  • 15 Miliardi: non possiamo avere una bicicletta a testa.
  • 20 Miliardi: non possiamo avere due scarpe a testa.
  • 25 Miliardi: non possiamo mangiare tutti ogni giorno.
  • 30 Miliardi: non possiamo mangiare tutti ogni 3 giorni.
  • 40 Miliardi: non possiamo mangiare tutti ogni settimana.
  • 50 Miliardi: qualcuno deve smettere di respirare. Adesso.

Il punto e’ esattamente questo. La domanda e’ molto semplice: quanti pellerossa precolombiani potevano vivere nel territorio degli USA? 300 milioni era un numero sostenibile? La risposta e’ che, essendo la loro esistenza basata su poche risorse, come bisonti e mais, con una popolazione di 300 milioni avrebbero sterminato ogni bisonte in poche settimane.

La cosa che non si vuole capire, cioe’, e’ che il problema non e’ “se i cinesi consumassero quanto gli americani”, ma “cosa succederebbe se tutte le nazioni fossero popolose quanto la Cina”.

Il problema dell’equilibrio delle risorse, cioe’, e’ principalmente DEMOGRAFICO. Per quanto si possa smettere di consumare, anche tornando a livello dei romani, ci sara’ SEMPRE un numero di abitanti che il pianeta non puo’ sostenere. Se e’ vero che i consumi non possono crescere piu’ di tanto, e’ anche vero che LA POPOLAZIONE non puo’ crescere piu’ di tanto.

Se prendiamo il sudamerica, o l’ Africa, e li immaginiamo con una crescita di popolazione simile a quella cinese, o immaginiamo che in Uruguay ci siano un miliardo di persone, la risposta al problema della sostenibilita’ e’ che anche non vestendosi , dormendo per terra e mangiando una volta alla settimana, la quantita’ di popolazione e’ insostenibile.

Cosi’, il punto che gli stregoni di IPCC non colgono e’ il seguente: se anche fermiamo i consumi, la crescita demografica uccidera’ COMUNQUE il pianeta, perche’ 50 miliardi, a prescindere, NON SONO sostenibili neanche dormendo per terra e vivendo nudi.

Ma quello che vale e’ l’approccio socialista: “e’ tutta colpa dei ricchi che vivono troppo bene”. Aha. Dunque, supponiamo che i 500 milioni di ricchi smettano tutti di consumare. Siamo in salvo? Per dieci anni forse si. Ma tra 20/30 anni, i cinesi saranno cinque miliardi, gli indiani 3 miliardi, in africa ci saranno 4 miliardi di persone, in medio oriente 3 miliardi. E’ sostenibile, anche vivendo come nel 1800? No. (1)

Ma per il socialismo, OGNI problema nasce dalla distribuzione della ricchezza, e la demografia e’, per l’approccio socialista, una mera conseguenza della ricchezza. Cosi’, quando si dice che il pianeta non puo’ sostenere una crescita indefinita dell’economia, si dimentica che la demografia cresce MOLTO piu’ in fretta dell’economia, e che il problema demografico e’ molto piu’ devastante per l’ambiente.

Si dice che i brasiliani debbano salvare la foresta amazzonica e che la colpa dello sfruttamento sia dei malvagi industriali e , al solito, dei ricchi. Ma se un domani i brasiliani fossero quanto i cinesi, che cosa succederebbe alla foresta amazzonica? Una distesa di case e strade.

Tutto il dibattito si sta svolgendo secondo una precisa recita, la recita dello stregone. Succede circa cosi’:

  • Stregone: dovete farmi piu’ pompini.
  • Gente: no, non ci va. Fai da solo.
  • Stregone: se gli dei si arrabbiano , vi spengono il sole!
  • Gente: seeh, come no.
  • Stregone: guardate che tra dieci minuti il sole si spegne!
  • Gente: ok, vediamo. Se non si spegne,
  • < arriva l’eclissi >
  • Gente: ok, con l’ingoio va bene?

Il problema non sta nell’esistenza o meno del fenomeno in se’. I nostri primitivi fanno benissimo a credere che il sole si spegnera’, e la previsione dello stregone e’ corretta. Quello che e’ sbagliato non e’ che tutti credano nell’eclissi, e’ semplicemente sbagliato che tutti credano alla stesura del problema da parte dello stregone, e si bevano le sue soluzioni.

Proviamo a dire, per un momento, che il problema della sostenibilita’ ambientale sia legato a due fattori:

  • Quanti siamo.
  • Quanto consumiamo.

La domanda e’: anche ammesso che ogni essere umano consumi il 20% in meno nei prossimi venti anni, nei prossimi venti anni la popolazione sara’ cresciuta , al ritmo attuale, piu’ del 20%. Di quanto possiamo restringere le emissioni? Portarle a zero? Bene, arriveremo comunque a spogliare il pianeta in 50 anni, perche’ almeno un vestito e un pasto al giorno dovrete averlo. E se pensiamo che un uomo ha bisogno di 1600 calorie ed un litro-litro e mezzo di acqua al giorno (minimo) , con 50 miliardi di persone non e’ nemmeno pensabile trasportare questo essenziale da chi lo produce a chi lo consuma.

Ma all’ ONU si consuma una ipocrita guerra di interessi: c’e’ un terzo mondo che continua a gridare “consumate meno!” senza che nessuno osi dire loro “dovete smetterla di riprodurvi”. Eppure, se tutti gli altri popoli non si mettono a riprodursi -poco-, diciamo quanto gli europei, il pianeta arrivera’ comunque a saturazione.

Quando il solito fanatico degli Inti Illimani mi chiede cosa succederebbe se tutti consumassero come in occidente, la mia risposta e’ cosa succederebbe se tutti si riproducessero come in oriente. Il presidente Uruguayano continua a dire che viaggia con le scarpe vecchie e la bici perche’ non tutti possono avere un’auto: ma al ritmo di riproduzione attuale, in Uruguay presto non potranno piu’ permettersi neanche scarpe e biciclette.

In un mondo fatto di persone intelligenti, scoprendo che si vuole vivere in modo piu’ sostenibile, bisogna agire su DUE cose:

  • Impronta ambientale.
  • Demografia.

Quello che si sta facendo, e’ di accontentare tutti gli sciroccati ambientalisti – figli del socialismo – tutti intenti a farci sentire in colpa perche’ stiamo bene. L’obiezione che sarebbe razionale , pero’, e’ chiedere ai signori del terzo mondo cosa intendono fare dell’africa, dal momento che al tasso di crescita attuale, entro 30 anni per vivere dovranno antropizzarne il 100%.  Gl i stessi presidenti sudamericani dovrebbero spiegare cosa intendono fare quando la popolazione del sudamerica raggiungera’  i 4 miliardi, e non ci mettera’ molto.

Una discussione sensata dovrebbe essere cosi’:

  • Ok, non possiamo andare avanti cosi’. Le emissioni non possono crescere.
  • Vero: ma non basta. Neanche la demografia puo’ ancora crescere cosi’.
  • D’accordo: il nuovo accordo di Kyoto deve punire allo stesso modo sia la crescita demografica che le emissioni.

Detto questo, i terzomondisti si metteranno a strillare. Perche’ appena appena gli impedite di riprodursi come conigli, accusandoli di essere parte del problema quanto gli occidentali, semplicemente con altri mezzi, normalmente non ci stanno piu’.

Per questa ragione, lo stregone dell’ IPCC e’ entrato in azione, e vi sta facendo credere che la colpa dell’eclissi e’ del fatto che voi giriate in macchina. Ovviamente, tace sul fatto che costruire una bicicletta non e’ semplice, e che se 50 persone con la bici hanno lo stesso impatto, con la crescita demografica attuale, e’ solo questione di tempo.

L’ambientalismo e’ una deviazione pseudo-etica del socialismo, che si e’ evoluto piu’ o meno secondo questo schema:

hicks-ep-chart-56-evolution-of-socialist-strategies-733918

Il socialismo, e tutte le idee che ne derivano, e’ andato trasformandosi nel tempo , adattando al ribasso i propri obiettivi a seconda dei fallimenti nel raggiungere gli obiettivi precedenti. Dopo il fallimento delle avanguardie rivoluzionarie, sia quelle agrarie che quelle industriali, i pensatori socialisti si resero conto che non potevano, tramite un’organizzazione socialista , promettere a nessuno che non gli sarebbero mancate le risorse.

Se nei paesi socialisti rispondevano ai successi avversari dicendo “si, ma da noi tutti hanno di che vivere, mentre da loro alcuni sono ricchi ma alcuni muoiono di fame”, quando sono crollati economicamente i socialisti hanno capito di non poter promettere NEMMENO un minimo a tutti.

Da quel momento, quindi, cadeva la loro assunzione. Se prima ogni cosa che un ricco possedeva era rubata ad un povero, quando i socialisti si resero conto di non poter garantire ai poveri almeno un minimo di benessere, decisero che anche il benessere minimo era rubato a qualcun altro, cioe’ gli animali. Creando una nuovo proletariato, ovvero l’ambiente, essi trasformarono l’intera umanita’ nei capitalisti che prima odiavano, e trasformarono l’intero ecosistema nelle masse di proletari che prima dicevano di voler portare al potere. Una strategia al ribasso, con la differenza che un ornitorinco non fara’ mai domande scomode al caposezione, mentre un operaio deluso dal partito comunista locale puo’ farlo. Cosi’ come un partito comunista puo’ rimanere senza militanti operai da rappresentare, mentre un partito ecologista non puo’ rimanere senza animali da rappresentare; semplicemente perche’ gli animali non possono smentire il loro appoggio al partito.

Allo stesso modo, le sinistre hanno smesso di promettere un’uguaglianza che avevano fallito nel realizzare , per la semplice ragione che al loro fallimento le masse li hanno abbandonati; al contrario, possono promettere pari dignita’ agli animali, arriolandoli implicitamente, senza che sia possibile per gli animali votare per qualche altro partito, deponendo questi rappresentanti. Se ad un certo punto le masse deluse dalle promesse di uguaglianza mai realizzate hanno abbandonato i partiti socialisti , gli animali non esercitano scelte politiche, e quindi il consenso delle “masse proletarie da difendere” e’ garantito. Basta solo che le “masse” anziche’ parlare abbaino, miagolino, muggiscano o belino, e nessuno capira’ se davvero si sentono rappresentate da questi “socialisti” di ultima generazione.

Per questa ragione, gli ecologisti possono vedere il problema del riscaldamento globale in un solo modo: come crimine di chi e’ ricco contro chi e’ povero, solo che i poveri da difendere sono gli animali e le piante. Il fatto che anche chi e’ NUMEROSO, insieme a chi e’ ricco, possa essere un problema non e’ compreso nella loro ideologia: il socialismo ne fa SEMPRE E SOLO un problema economico, mai un problema demografico.

Cosi’, tutto quello che avrete e’ che l’occidente (meno di un miliardo di persone) sara’ costretto ad emettere meno gas, mentre  a sei miliardi di persone sara’ consentito di diventare dodici miliardi in pochi anni , e alla fine del processo avrete un pianeta che non ce la fa comunque,  semplicemente perche’ qualcuno non ha VOLUTO capire che la dimensione del problema della sostenibilita’ ambientale e’ principalmente DEMOGRAFICO.

Se al mondo ci fossero duecento milioni di persone, con buona pace del presidente del Uruguay, potrebbero fare tutti la stessa vita degli occidentali. Ma non e’ vero il contrario : cinquanta miliardi di persone non sono sostenibili neanche con uno stile di vita dei nativi americani.

E che il presidente uruguayiano mi dica cosa sara’ del Uruguay quando i locali, al ritmo attuale di crescita, saranno cinque volte tanti. O quando in sudamerica saranno quattro miliardi. E allora qualcuno potrebbe farsi avanti e dire al loro presidente “povero” che sarebbe un disastro se quattro miliardi di magrebini dovessero vivere come lui.

Uriel

(1) A dire il vero, il 1800 londinese a carbone era meno sostenibile dello stile di vita di oggi

 

 

Annunci

Un pensiero su “Il problema che si vuole nascondere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...