Ancora piu’ negro.

Di Uriel Fanelli

Stanotte ho assistito ad uno strano fenomeno , relativo ad alcuni outsourcing. Dovete sapere che quando c’e’ un problema su una delle piattaforme gestite dalla mia squadra, viene chiamata una persona. Se la persona non e’ in grado di risolvere il problema, si va in escalation, sino a me, che la conosco piu’ di chiunque altro e quindi so cosa fare. Ed e’ quello che e’ successo stanotte. Solo che non c’era alcun problema.

Queste signorine turche/egiziane, site in qualche luogo in Turchia e/o Egitto, hanno semplicemente deciso che ci fosse un problema. Cosi’ hanno chiamato il primo livello, che non riuscendo a risolvere il problema ha chiamato il secondo livello, che non riuscendo ha chiamato me. E il motivo era semplice: non esisteva alcun problema.

Come mai e’ successo? La ragione si chiama “India”.

Queste signore sono negre. Nel senso di schiave. Esse hanno avuto un lavoro tutto somato apprezzabile e – per i loro paesi – ben pagato (specialmente essendo donne) , meno faticoso di quello dei loro paesi, e quindi sono tra le fortunate dei loro paesi. Come mai hanno avuto questi lavori? Perche’ “costano meno”. Ovviamente, sono molto felici di costare meno. Sono cioe’ molto felici di essere negre, nella misura in cui vivono bene, il loro paese si sviluppa, il lavoro da loro “piove dal cielo” – nonostante la corruzione, l’instabilita’ politica , l’arretratezza culturale e tecnologica del paese – e tutto sembra andare bene.

Ma adesso devono fingere di lavorare un sacco, aprendo ticket farlocchi. Come mai? Perche’ ovviamente c’e’ un nuovo negro, ancora piu’ negro, che sta entrando sul mercato, e che accetta una paga ancora piu’ bassa. Gli indiani hanno creato una specie di cittadina dei negri a Poona, dove prima c’erano gli hippie di Rajinesh, ma anziche’ l’amore libero praticano la schiavitu’.  Orari enormi, paghe microscopiche, qualifiche tecniche enormi per lavori di bassa complessita’, insomma, sono ancora piu’ negri di egiziani e turchi.

Qui e’ finita la loro festa.

Come tutti i paesi in via di sviluppo, si sono creduti ricchissimi, si sono creduti invincibili sono entrati nel G20, nel “club dei grandi”, e quindi si sentono paesi moderni e potenti. Il lavoro da loro piove dal cielo, nascono un sacco di PMI, le loro monete svalutano periodicamente, e tutto sembra andare bene.

Sembrava.

Sembrava perche’ poi sono arrivati gli indiani, che sono ancora piu’ negri.

E cosi’ adesso in INdia crescono.
Come tutti i paesi in via di sviluppo, si credono ricchissimi, si sono creduti invincibili sono entrati nel G20, nel “club dei grandi”, e quindi si sentono paesi moderni e potenti. Il lavoro da loro piove dal cielo, nascono un sacco di PMI, le loro monete svalutano periodicamente, e tutto sembra andare bene.

Gia’.

Ma presto avranno una brutta sorpresa. Un posto chiamato “Africa” sta per diventare la prossima Cina, e poi la prossima Turchia, e poi la prossima India. E lavoreranno ancora di piu’, per ancora MENO soldi.

E allora, anche gli indiani inizieranno a conoscere la stessa, medesima crisi, e la fine della bolla.
Ma anche per gli africani c’e’ una brutta sorpresa. E’ in atto un enorme fenomeno di insourcing in USA, che comprende anche la famosa Apple. Ecco, Apple sta spostando la produzione in USA, ma…. ma sta assumendo pochissime persone. Poche centinaia, contro le decine di migliaia che servivano in India. Come fa? Robot.
Il robot e’ il negro assoluto. Le fabbriche robotizzate sono le catene di montaggio assolute. Non sono neanche scimmie, sono solo macchine.

Ovviamente, questa generazione di robot sara’ resa obsoleta dalla prossima generazione di robot. Che saranno negri ancora piu’ assoluti.

Ma cosa ci insegna questa corsa al negro?

Ci insegna che non devi MAI essere felice di essere il negro di qualcun altro, perche’ presto saltera’ fuori uno piu’ negro di te.

E ci insegna che ti converrebbe di gran lunga una battaglia contro la schiavitu’, piuttosto che basare la tua forza sull’essere il piu’ negro della situazione.
L’ho visto perche’ successe gia’ . Sapete chi furono i primi negri del mondo occidentale? A quell’epoca, c’erano due blocchi: uno occidentale ed uno sovietico. Otto paesi occidentali avevano il 90% del PIL MONDIALE. Non sto scherzando: l’economia  di mercato era una gara tra OTTO nazioni, non di piu’.
Chi degli otto era il negro? Chi erano gli indiani, i cinesi, gli egiziani, i turchi della situazione? Gli italiani.
La moneta svalutava, la manodopera costava poco, il lavoro cadeva dal cielo, l’Italia sviluppava, e quindi tutti si erano convinti, come lo sono oggi in alcuni paesi, che il futuro sia solo una crescita inevitabile di destini radiosi, immancabili per via della stupendita’ della cultura locale.
Chiedete ad un egiziano come mai e’ stato scelto da un’azienda europea per fare helpdesk. Vi dira’ che culturalmente gli egiziani sono migliori di chiunque altro nel fare Helpdesk. Vi dira’ che c’e’ qualcosa di inimitabile nel suo paese e nel suo modo di essere, di esistere, di vivere, che ne fa sicuramente il candidato di una storia brillante. Poi vi diranno che si’, c’e’ corruzione, c’e’ instabilita’ politica, c’e’ arretratezza, ma le cose sono sempre state cosi’, loro sanno conviverci perche’ essendo Egiziani sanno come fare, e quindi sono quelli che insegnano a tutti a fare Helpdesk. Il lavoro cade dal cielo, vedete? Quindi, dicono, la corruzione e la cattiva politica e l’evasione fiscale non c’entrano. Si puo’ continuare cosi’ in eterno.(1)
Ora, se siete italiani tutto questo lo avete gia’ sentito. Nel tempo in cui, su 8 nazioni in gioco, l’Italia era tra i primi 8, ovvero ottava, e andava per questo al G8, quando non settima , tutto sembrava ok, come sembrava ok agli egiziani, prima che arrivassero gli indiani. E come sembrera’ tutto meraviglioso agli Indiani in crescita, sino a quando non arriveranno gli africani.
E come sembrera’ fichissimo per tutti, sino a quando tra lavorazione per addizione(2) e robotica , non arriveranno gli schiavi assoluti.
Il vero problema e’ quello che io chiamo “effetto vaso di Pandora”.
L’effetto vaso di Pandora e’ l’effetto che si ottiene introducendo una cattiva pratica “una tantum”, rompendo una consuetudine alla buona pratica. Allora, abbiamo contratti di lavoro e abbiamo una certa civilta’ giuridica sindacale, e ad un certo punto diciamo “ehi, ma una tantum, non potremmo usare un poco di schiavitu’ , come ai bei tempi? Tanto sono cinesi/rumeni/italiani/indiani!”.
Una volta aperto il vaso di Pandora, pero’, il problema e’ chiuderlo.

Perche’ stiamo parlando della classica falla che affonda la nave.

Nel momento in cui abbiamo accettato la logica di Friedman, secondo cui le aziende non hanno responsabilita’ sociali, e quindi la ricerca di paradisi sociali (in cui fare dumping sui diritti dei lavoratori) e di paradisi fiscali (in cui si fa dumping di diritti delle persone, quali il welfare, non pagando tasse) , si e’ aperta la falla.

E aprendo la falla, ovviamente adesso chiudere il vaso e’ impossibile. Bisognava rifiutarsi di aprirlo all’inizio: adesso e’ troppo tardi.

Il risultato e’ il seguente: esistono due tipi di “ricchezza”, a seconda dell’ambiente.

  • La ricchezza di nazioni ben gestite. Quando una nazione ha poca corruzione, poca evasione fiscale, una classe politica di buona qualita’ e una PA funzionante, allora la ricchezza e’ una ricchezza di lungo termine, che necessita di eventi catastrifici per declinare. In questo caso, la nazione passa meglio le crisi e passa meglio di altre le sfide future basate sulla competizione.
  • La ricchezza di nazioni di negri. Si tratta di una ricchezza che arriva NONOSTANTE ci sia corruzione alta, evasione alta, una classe politica inetta e una PA schifose. Tale ricchezza e’ un evento temporaneo , che arriva solo perche’ gli abitanti sono i negri del momento, che nell’essere negri hanno un enorme miglioramento delle condizioni di vita, ma che smetteranno di essere negri quando i loro figli cresceranno bianchi e a quel punto finira’ la cuccagna, a meno che non abbiano risolto i problemi di cui sopra.

In generale, la ricchezza acquisita durante il periodo di “negrita’ ” puo’ essere conservata e predisporre ad un periodo piu’ prospero, a patto che si approfitti del periodo di vacche grasse per migliorare la PA, lottare contro la corruzione, migliorare l’apparato di riscossione, eccetera.

Se durante il periodo di vacche grasse ci si siede e si dice “ma tanto siamo ricchi lo stesso, questi non sono problemi veri”, tutto si risolve con l’arrivo di un negro piu’ economico: finito il momento nel quale si viene scelti come i negri preferiti, tutto quello che si era conquistato nel periodo in cui si era il negro preferito, verra’ perso.

Oggi come oggi, in Egitto e nelle nazioni del maghreb si sta realizzando che un altro negro piu’ negro togliera’ lavoro anche a loro, che sono diventati troppo cari. E poi arriveranno altri negri, sinche’ non sara’ comune il sorpasso delle macchine.

Ovviamente , quando finisce la cuccagna, succede questo:

  • Bianco “ehi, ma tu andavi bene SOLO per il prezzo, e oggi c’e’ un negro ancora piu’ negro”.
  • Negro:  ehi, ma io sono bellissimo!
  • Bianco: “ma tu hai corruzione, cattiva amministrazione, politica di merda”.
  • Negro: “si, ma ce l’avevo anche prima e andava bene”.
  • Bianco: “ma prima non c’era l’altro negro che lavora a meno di te”.
  • Negro: “aspetta, posso svalutare la moneta”
  • Bianco: “anche l’altro negro puo’. Ma lui lavora a meno lo stesso”.

questo e’ il punto chiave: una volta avuti 20-30 anni di vacche grasse per via della negraggine, occorre approfittarne. Migliorare le infrastrutture, migliorare la PA, diminuire la corruzione, migliorare la classe politica. Se non si fa questo, prima o poi arrivano altri negri che si fanno pagare meno. E ci si trova senza il punto di forza di prima (costare meno) e senza i punti di forza che servirebbero a tenere in piedi una nazione.

La risposta piu’ sbagliata a quel punto e’ di cercare di ritrovare il punto di forza di prima, cioe’ tentare di nuovo di costare meno. Dopo 20-30 anni di crescita per negritudine, i piu’ sono abituati a condizioni di vita che non permetteranno loro di fare un passo indietro e competere col negro nuovo. Anche declassando la moneta, cosa che ANCHE il negro nuovo fa, i figli dei vecchi negri sono diventati bianchi, e non accetteranno piu’ le condizioni di lavoro dei padri (che peraltro non ricordano, o non sono mai state raccontate loro).
L’unica cosa che si puo’ fare a quel punto e’ di andare avanti e dotare il paese di una classe dirigente decente, di una politica decente, di una PA decente e di una giustizia decente. Nel momento in cui si fallisce, si finisce come l’ Egitto: helpdesk che inventano ticket per far credere di essere indispensabili, per paura che un altro negro prenda il loro posto.

Quando si realizza improvvisamente che esiste un altro negro, la paura di essere sorpassati, molto prima del FATTO di essere sorpassati, porta al panico. Ma nel panico, non si riesce a capire una cosa: che il momento di massima gloria della negritudine, quando si avrebbero le risorse per evolversi e non vincere solo sul prezzo, e’ come un treno.

E se lo perdi, poi non ripassa.

Uriel
(1) Si, il fatto che 14 milioni di persone siano scese in piazza non viene considerato rilevante. Nessuno nel mondo sa fare helpdesk bene quanto gli egiziani, vi diranno.
(2) La stampa 3D e’ una delle componenti della famiglia della lavorazione per addizione.
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Un pensiero su “Ancora piu’ negro.

  1. Ah, un bel post da far leggere a quelli che usano l’arricchimento dei paesi del secondo e del terzo mondo come scusa per giustificare la globalizzazione fatta di delocalizzazioni selvagge. Sì, avrà avuto un effetto positivo in quei paesi… ma non durerà.

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