La rivolta dei lemming.

Piccolo preambolo-prefazione

I pezzi che potete leggere in questo diario sono copie fatte in ossequio al diritto d’autore di pezzi rilasciati su un altro diario rilasciati con licenza Creative Commons. Qui potete leggere ulteriori informazioni.


 

La rivolta dei lemming.

Ci sono diverse contraddizioni nel modo di vedere le cose nel movimento dei forconi, nel senso che assomigliano molto a quei cartoni animati ove il protagonista sega il ramo su cui e’ seduto, per poi precipitare nel vuoto. Non mi riferisco tanto al fatto che agricoltori, trasportatori e edili abbiano goduto di cosipicue esenzioni fiscali – e continuino a goderne oggi – dal prezzo facilitato per il gasolio ad altri trattamenti fiscali ad hoc, ma al fatto che abbiano anche loro la panacea “usciamo dell’ euro”.

La prima contraddizione e’ molto semplicemente che si tratta di categorie che non esportano moltissimo. Gli autotrasportatori sono legati al costo del gasolio, dei carburanti, dei ricambi per il camion, e quando escono in trasferta il cambio verso eventuali monete straniere li uccide. Gli stessi agricoltori esportano nella UE, ed uscendone si troverebbero con dei dazi doganali che faciliterebbero prodotti analoghi da Spagna e Grecia. I negozianti non esportano, ma soffrono del cambio perche’ comprano prodotti esteri, e gli edili esportano ancora meno.

Per quale ragione essi debbano chiedere l’uscita dalla UE e la svalutazione della moneta, che invece fa comodo alle aziende esportatrici (che non sono in piazza) mi riesce del tutto incomprensibile: stanno chiedendo una misura che li condurrebbe alla rovina. Due paesi, anzi tre, Spagna e Grecia, producono molto di quanto produce l’agricoltura meridionale, e molto del sud francese e’ concorrente degli agricoltori del nord italia. Una volta fuori dalla UE, non ci sarebbe piu’ protezione comunitaria per il DOC e il DOCG, e quindi il “Parmesan” diventerebbe facilmente “Parmigiano”.

La misura di uscire dall’euro per svalutare semmai faciliterebbe le aziende che oggi esportano molto, ma quelle aziende vanno bene, e le esportazioni marciano a gonfie vele; la stessa economia europea e’ un’economia fortemente esportatrice, quindi non si puo’ nemmeno dire che l’ Euro stia rappresentando un problema: i fatti mostrano il contrario; ad andare male e’ il mercato interno, principalmente quello del lavoro, e non le esportazioni, che invece stanno reggendo l’economia.

D’altro canto, anche la storia di uscire dall’ Euro e fare un “euro del sud” non e’ una proposta italiana. E’ una proposta TEDESCA. Sin dall’inizio dell’unificazione, i tedeschi si sono SEMPRE opposti ad avere Italia, Grecia, Spagna e Portogalli dentro l’ Euro, proponendo un euro a due velocita’. Ma all’epoca erano i paesi del meridione europeo ad opporsi considerandolo un insulto.

Potete trovare le prove di quanto dico, se avete memoria corta, semplicemente cercando negli archivi dell’epoca:

“La Germania è uno dei pochi Paesi europei che il ministro del Tesoro italiano non ha toccato durante il fitto giro di consultazioni estive organizzato per preparare quest’ incontro. Ed è un Paese importante perché scettico di fronte ai progetti comunitari. E’ di due giorni fa l’ ennesima sortita del governatore Poehl contro la moneta unica: prendiamo tempo, sostiene il responsabile della Bundesbank. Prima di pigiare l’ acceleratore sul progetto europeo è bene che tutte le economie Cee siano convergenti. La tesi tedesca, studiata ancora una volta ieri a Brema dai vertici della Bundesbank, non è nuova. (…) Più tardi, il presidente della Commissione Cee ha detto che bisogna portare avanti l’ unione monetaria (Non ci possono essere mezze misure), che la futura moneta unica non può essere una divisa già esistente e che l’ idea tedesca di un’ Europa a due velocità è un falso problema.”

Chi ha corta memoria, o forse e’ in cattiva fede, cerca invece di dirvi che sia stata la Germania a volere l’Italia nell’ Euro, quando LORO avevano  (pre)detto il problema MOLTO tempo prima che ve ne accorgeste VOI.
Ma ancora:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/05/poehl-frena-dodici-sulla-moneta-unica.html?ref=search

” Il governatore tedesco parla a Monaco. Si domanda se la creazione di una banca centrale unica e di una moneta unica siano veramente indispensabili. Ribadisce che le economie (e soprattutto il tasso di inflazione) dei vari partners devono essere più omogenee di quel che sono. (…) L’ idea di una Europa delle monete a due velocità con l’ Italia in serie B, oggetto lo scorso giugno di una dura polemica a distanza Roma-Bonn, sembra riemergere. Stavolta, la nuova sortita tedesca è accolta con freddezza dalle autorità italiane, padrone di casa del prossimo Ecofin. Le fonti ufficiali ricordano che a Poehl è sempre piaciuto il gioco di contrappunto. Notano che le sue parole riflettono la tradizionale preoccupazione tedesca per la stabilità dei cambi in presenza di un’ unità monetaria, e per la più completa autonomia della banca centrale del futuro. Poi aggiungono: il documento che Poehl leggerà all’ Ecofin, nella sua veste di presidente dei governatori Cee, appena trasmesso ai Dodici, è di tutt’ altro tenore ed è soddisfacente. Comunque sia, la Germania nicchia. E per di più pare schierarsi al fianco degli inglesi, da mesi impegnati in un intenso lavorio diplomatico per sponsorizzare la controproposta-Major, con numerosi incontri bilaterali in tutta Europa, Italia compresa. Al prossimo Ecofin, una riunione informale con tanto di gita ai Castelli Romani e tour turistici per le signore, la spaccatura tra i Dodici potrebbe consolidarsi, l’ asse Londra-Bonn anche. Ma le autorità italiane si dicono decise a non farsi cogliere impreparate. Il ministro Carli, per tutta l’ estate, ha continuato a viaggiare nelle diverse capitali europee, (Dublino, Copenaghen, Bruxelles e, ieri l’ altro, Madrid e Londra), per sondare gli umori dei suoi colleghi. Il governatore Ciampi vuole porre sul tavolo delle discussioni i progressi e gli impegni rispettati dall’ Italia in fatto di monete: piena libertà dei movimenti di capitale, ingresso della lira nella banda stretta dello Sme. Il paese ha un grosso deficit pubblico, e questo è senz’ altro un handicap, un vincolo allo sviluppo del suo ruolo politico. Ma sotto il profilo monetario le cose vanno.”

Insomma, i tedeschi NON vi volevano. Non volevano l’ Italia,e  proponevano gia’ LORO quella che oggi i venditori di fumo spacciano come la panacea di tutti i mali: l’euro meridionale che svaluta. Cosi’, oggi un branco di coglioni senza memoria, o in cattiva fede, pensa di spaventare la Merkel andando a proporre una tesi tedesca che e’ SEMPRE stata la tesi tedesca, e che e’ cio’ che loro sostenevano sin dall’inizio.
E non e’ vero che i finanzieri e la Bundesbakn fossero d’accordo:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/09/21/la-vestale-monetaria.html?ref=search

“Non stupisce, perciò, che per il severo ministro tedesco, spalleggiato dalla Bundesbank, la lira sia sin d’ ora esclusa dal club delle monete virtuose: i suoi vizi strutturali ne farebbero un fattore inquinante.”

E ancora:

http://archiviostorico.corriere.it/1995/novembre/11/Europa_non_vuole_come_partner_co_0_9511118982.shtml

“Mi hanno molto colpito alcune corrispondenze sull’ atteggiamento dei cittadini tedeschi nei confronti della moneta unica europea. Un atteggiamento in via generale piuttosto tiepido, ma che diventa largamente negativo quando viene ventilata la partecipazione del nostro Paese alla pattuglia di testa: “Mai insieme all’ Italia”, l’ Italia del debito pubblico ingovernabile, della politica rissosa e farsesca, dell’ inaffidabilita’ e dell’ incompetenza amministrativa, della corruzione, dell’ illegalita’ , della mafia e delle organizzazioni criminali. Le dichiarazioni di Theo Waigel . un politico del partito di maggioranza prima che un membro del governo . fanno il paio con analoghe affermazioni di Rudolf Scharping, il capo dell’ opposizione ed entrambe si spiegano sulla base di questo atteggiamento radicato nell’ opinione pubblica tedesca.”

In pratica, non esisteva NESSUNA forza politica che vi voleva nell’ EURO. NESSUNO, in Germania, ha mai fatto entrare l’ Italia per svalutare l’euro ed esportare di piu’. E chi mente sapendo di mentire puo’ essere facilmente smentito con una ricerca su Google, ovvero sulla “rete”, che secondo Grillo ti smerda subito, tranne quando smerda Grillo.

Ora, le domande che vengono spontanee sono due:

  • Per quale ragione categorie che esportano poco e solo dentro il quadro normativo UE premono per uscirne? Non si rendono conto che uscire dall’euro e svalutare aiuterebbe ALTRE aziende ma non loro, che esportano poco ma importano molto? Non si rendono conto che il loro problema SIA un problema di mercato interno e non di esportazioni?
  • La seconda domanda e’: qualcuno sta raccontando che la Germania voglia da sempre l’ Italia e i paesi deboli nell’ Euro per spennarli, quando in realta’ si sono opposti sin dall’inizio, indicando con lucidita’ feroce quei punti per i quali la cosa NON si doveva fare. Troppe differenze, troppe disarmonie.
Che cosa succedera’ quando vinceranno gli euroscettici. Che questi signori andranno dalla Merkel a dire che non vogliono piu’ stare nell’ euro, e che vogliono una moneta che sino agli anni novanta i giornali italiani chiamavano “di serie B”. Il loro cervello, cotto dalla propaganda, non conosce ovviamente la verita’, ovvero che si stanno presentando in casa tedesca con una proposta tedesca.
Se dovessi cercare degli agenti del governo tedesco in Italia, indicherei onestamente proprio gli “euroscettici”, dal momento che stanno lavorando perche’ si attui il vecchio programma dell’ Euro, ovvero stati nordici dentro l’ Euro, meridione d’europa con l’ Euro di serie B che svaluta in continuazione, e ovviamente un differenziale di cambio alla dogana, con tanto di riserva forex tra Euro-A ed Euro-B.
Cosi’, dicevo, gli smemorati a comando di Grillo e i falsificatori si presenteranno in casa tedesca dicendo “ehi, bastardi, noi vogliamo avere l’euro a due velocita’, e non quell’ Euro mostruoso che avete voluto voi!”. la Merkel guardera’ negli occhi il presidente della Bundesbank, ringraziera’ interiormente Dio per aver creato i fessi , e dira “e va bene, maledetto mazinga! Mi hai sconfitto! Avrai l’ Euro a due velocita’ come vuoi!.” Grillo uscira’ dall’incontro sorpreso di quanto facile sia stato ottenere quello che voleva LUI, e non capira’ di aver dato ai tedeschi quello che avevano SEMPRE voluto, e che hanno chiesto e che chiedevano sin dall’inizio.
Come posso spiegare la stupidita’ di gente che si reca in casa del “nemico” chiedendogli di fare, finalmente, cio’ che il “nemico” ha sempre chiesto di fare, e considerandola una vittoria PROPRIA?
Cosa succederebbe, e cosa probabilmente succedera’, e’ ovvio:

  • Nessuno dei paesi nordici, che sono SEMPRE stati per un euro a due velocita’, avra’ nulla da obiettare. I nostri eroi avranno la sensazione di sfondare una porta aperta. Una volta tolti dalle palle i paesi dell’europa meridionale, i tedeschi avranno la forza di imporre Euro-B ai rimanenti paesi nordici recalcitranti, unificando di fatto l’area che gravita attorno al mare del nord, includendo con facilita’ la vecchia EFTA. Un club per paesi nordici dal welfare ipertrofico.
  • Draghi verra’ cacciato a calci dalla BCE, che si trova in Germania, e verra’ in futuro presieduta da un tedesco o al massimo dal presidente di uno stato membro dell’ Euro-A. A quel punto potranno praticare la vecchia politica pre-schroederiana per la rivalutazione dei risparmi mediante banking locale.
  • L’ Euro-B svalutera’, uccidendo le aziende che non esportano e uccidendo i consumi interni, per tutti i beni che provengono dall’estero. Le aziende che esportano in UE si troveranno col differenziale di cambio da pagare alla frontiera, piu’ il costo di rischio, e si troveranno la dogana. Dogana superabile semplicemente spostando la produzione  in una zona ad euro forte. Le aziende con due basi compreranno dalla sede ad euro forte e venderanno dalla sede ad euro debole, sino a quando per avere il fido nel paese ad euro forte sposteranno la fabbrica li’. Entro due anni, la produzione di aziende dei paesi meridionali sara’ tutta nella zona Euro-A.
  • La svalutazione produrra’ immediatamente una crescita del 30% del cambio per le importazioni, ma poiche’ le esportazioni dipendono da fattori logistici e dall’elasticita’ del mercato, forse l’aumento raggiungera’ il 10%, ad essere ottimisti. La logistica dei canali di distribuzione (stock, trasporto, distribuzione, marketing) che va fatta nei paesi di destinazione aumentera’ di prezzo, svantaggiando le aziende italiane: potete esportare piu’ di quanto possiate trasportare, forse?
Perche’ dico che i due euro sposteranno la produzione nelle aziende ad euro forte? Perche’ ovviamente comprare le materie prime e i servizi usando un euro forte e’ piu’ conveniente. Ma poi, per vendere e’ piu’ conveniente l’euro debole.

Ma un’azienda che sta con un piede in due zone, come realizza il profitto, dal momento che ci sara’ un costo di cambio ed un costo di rischio? Semplice: essi faranno fare la parte pregiata e breve della produzione nella zona ad euro forte, dove i servizi avanzati ed i materiali pregiati si comprano facilmente. Poi invieranno la merce nel luogo ad euro debole, fatturandosela in dollari o altre monete,  ove realizzeranno le parti che dipendono dal costo del lavoro di lavoratori poco specializzati  e da materiali di basso costo, finendo la lavorazione e realizzando la spedizione.

Il flusso di soldi e il differenziale tra Euro-B ed Euro-A, a quel punto, svalutera’ continuamente l’ Euro-A e rivalutera’ verso l’ Euro-B lo stesso Euro-A, portando ad una continua svalutazione di Euro-B. Alla fine del processo, ogni prodotto straniero costera’ cosi’ tanto che nessun produttore rimarra’ a comprare materie prime pregiate e servizi pregiati nella zona B. Andranno tutti a produrre nella zona A: nella zona B rimarranno le lavorazioni meno pregiate che si fanno con materiali meno pregiati, per ovvie ragioni logistiche.
Stiamo parlando della distruzione del tessuto industriale pregiato a favore di lavorazioni poco pregiate , di basso costo, a basso stipendio. Di una vita da straccioni sottopagati.
Il mercato interno, ovviamente, sara’ ucciso. Pensate ai negozianti: non appena svaluterete l’ Euro-B, o la Lira, del 30%, TUTTO quello che comprano dall’ estero, sara’ del 30% piu’ caro. Una tassa del 30% sui consumi e’ quel che ci vuole, eh? A proposito, qualcuno vi ha promesso che GLI STIPENDI cresceranno del 30% se la lira svaluta del 30%? Sperate che sia compreso nel prezzo, perche’ se la lira svaluta ma gli stipendi NON crescono, vi troverete a pagare il 30% in piu’ su OGNI cosa che viene dall’estero, SENZA avere uno stipendio piu’ alto.
Del resto, voi pensate che svalutando del 30% le esportazioni crescano del 30%, ma le cose NON stanno cosi’: questo dipende principalmente dalla domanda, ovvero dall’elasticita’ del mercato. La gente non mangia 100 grammi di pasta in piu’ se costa il 30% in meno. L’elasticita’ del mercato e’ influenzata dal prezzo, certo, ma non con una legge lineare:

http://en.wikipedia.org/wiki/Price_elasticity_of_demand

solo in un mondo ideale essa e’ lineare con una proporzione 1:1 , mentre nel mondo reale NON LO E’, perche’ la proporzione varia. Per i generi ove la domanda non e’ elastica, il prezzo NON cambia nulla, per fare un esempio.

Ma come potete vedere, le revenues non aumentano in maniera lineare con la domanda: il che significa che NON SEMPRE esportare ancora di piu’ vi dara’ ricchezza!

Cosi’ veniamo ai lemming: nel 2013 uscire dall’euro non e’ pensabile. Era pensabile prima, sino a prima della crisi dei debiti, e subito dopo la crisi del credit crunch, ma oggi non lo e’ piu’. Oggi e’ un suicidio.
Ed e’ esattamente il suicidio che commetterete. Non avete bisogno di nemici.
Tutti questi signori che secondo voi combattono contro le trame nascoste dei tedeschi, in realta’ stanno realizzando quell’ Euro a due velocita’ che i tedeschi hanno chiesto SIN DALL’ INIZIO.
Potete fare altre ricerche sui giornali del periodo, e potrete vedere voi stessi, che erano i tedeschi a volere l’ Euro a due velocita’ e i paesi del meridione a volere quello unico: i link che ho postato, raccolti da un lettore del blog (grazie!) sono solo una piccola parte.
I lemming senza memoria si getteranno dal precipizio sorridendo, credendo di fare un graaaaande dispetto ai tedeschi, e solo perche’ sono cosi’ accecati dall’idea di fare un dispetto ai tedeschi da non chiedersi SE CONVENGA A LORO.
Cosa ne penso personalmente? Penso che ci sia bisogno di una strage di lemming. Sul serio. Qualcosa che rimanga nella memoria.

Uno stagista di 23 anni qui, parlando di politica, mi diceva che non importa davvero di che partito sei, visto che se il tuo governo fa delle cazzate, poi le bombe cadono in testa a tutti. E’ il ricordo di Hitler: i nazisti hanno voluto la guerra, ma le bombe sono piovute in testa a tutti, e dire “ma io non sono nazista” non cambiava niente. Mi ha impressionato, perche’ quando sento dire “ma io non votavo Berlusconi”, o “dillo agli elettori di Berlusconi/Sinistra/M5S”, mi sembra che il concetto non sia presente nella politica italiana.

Non c’e’ un “loro” e un “noi”: se la decisione che prendete come nazione e’ una cazzata, le conseguenze le pagano tutti. Le bombe, cioe’, non caddero solo sui nazisti.

E’ un concetto che in Italia manca perche’ l’ Italia non ha mai pagato l’indifferenza con una distesa di macerie fumanti. E sospetto che quel momento sia entrato in una specie di memoria collettiva, e che sia chiaro a tutti che anche se “e’ tutta colpa dei nazisti”, le bombe cascano su tutti, cosi’ e’ meglio stare MOLTO attenti a quel che fa il governo.

Credo che questa follia vi portera’ al disastro. E paradossalmente, credo che nel lungo termine il disastro sara’ un bene, perche’ vi insegnera’ che a perdere la memoria, ad agire ascoltando solo la pancia, si finisce male. E penso che solo una distesa di macerie vi insegnera’ la lezione.

Penso che stiate si, andando a realizzare quell’europa a due velocita’ che trasforma il meridione in una distesa di miseria e aziendine che devono accettare prezzi da fame e condizioni di lavoro disumane, mentre qualcun altro compra caviale in moneta pregiata.
Situazione che era il piano iniziale dei tedeschi, che volevano far fuori le aziende italiane sbattendo le loro banche di riferimento in una zona valutaria instabile.


Andrete festanti e vittoriosi ad annunciare alla Merkel, che ha gia’ lo champagne in frigo, che VOI volete l’ Euro a due velocita’, o addirittura uscire del tutto, per svalutare. Vi stupirete della facile “vittoria” , glorificandovi come grandi guerrieri rivoluzionari. Non sentirete il rumore dello champagne stappato nel nord europa, ove si e’ SEMPRE voluta, e i giornali del 1995 mi sono testimoni, un’europa a due velocita’.
Poi arrivera’, come sempre , il conto.

E le bombe cadranno su tutti, ovvero, nessuno sfuggira’ alle conseguenze, che sia d’accordo o meno.

Spero almeno che questo vi insegnera’ la lezione.
Uriel
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