The new normal.

Sui media anglosassoni si fa un gran parlare di “new normal”, e due lettori mi hanno chiesto di commentare il significato di questo concetto, nonche’ di sapere che cosa significhi per l’ Italia. La verita’ e’ che si tratta solo di un altro modo per indicare la meritocrazia, solo che diventa difficile per qualsiasi cultura pensare che un sistema piu’ meritocratico consista in un sistema che premia di meno.

Il ragionamento e’ di quelli che i matematici fanno in termini di permutazioni, e possiamo riassumerlo in questo modo.
Si prenda la classifica delle squadre di calcio, e si supponga che i giocatori siano pagati a seconda della posizione in classifica. A quel punto, i giocatori della squadra numero uno sono piu’ pagati, quelli della squadra numero due un pochino meno, eccetera.
La domanda e’: e’ un sistema meritocratico?
Apparentemente si, visto che la retribuzione sembra legata ai risultati. Tuttavia, c’e’ un problema di sovrapposizione: il numero 10 della squadra che arriva seconda puo’ essere MIGLIORE del numero 10 della squadra che arriva prima. Solo che la squadra e’ arrivata seconda.
Se quindi creiamo un sistema di retribuzione piu’ efficace, senza invidie, che valuti i singoli, (supponendo di saperlo fare, come succede nel tennis) , il risultato sara’ MOLTO diverso. E’ possibile per esempio che un giocatore della squadra che vince il campionato si trovi a meta’ o agli ultimi posti di una classifica di reddito PERSONALE.
Adesso, la vera domanda e’: quale dei due sistemi e’ piu’ meritocratico?
Se osserviamo il gioco , che so io, del tennis, sentiremo parlare dei tennisti come “il numero 48 del mondo” o “il numero 212 del mondo”, il che significa che si tratta di una classifica del tutto personale: tutti i tennisti sono messi in fila , ordinati per merito singolo, e il reddito e’ normalmente distribuito di conseguenza.
Al contrario, nel calcio il reddito varia a seconda della potenza della squadra, della serie, eccetera: non e’ impossibile che in serie A ci siano dei giocatori che singolarmente valgono MENO di alcuni di serie B, cosi’ come non e’ impossibile che nella squadra campione ci siano giocatori peggiori rispetto alla squadra che arranca a tre quarti della classifica.
Per quanto il calciomercato sia vivace, e per quanto i giocatori migliori tendano ad essere comprati dalle squadre migliori, occorre chiarire una cosa: se ci riferiamo ad una meritocrazia PERSONALE, allora il sistema del tennis e’ molto piu’ efficiente e “meritocratico”: una persona, una posizione personale in classifica, end of story.
Qui siamo alla dialettica del “new normal”.
Prendiamo le nazioni. Se osservate la distribuzione della ricchezza e delle opportunita’, osserverete facilmente che una persona, la peggiore, che nasca in Europa o Stati Uniti ha opportunita’ e un reddito procapite superiori , da subito e senza merito, a uno che nasca , che so io, in Nepal.
Da questo punto di vista, siamo in una situazione simile a quella del calcio: le squadre sono le nazioni, e chi milita in una squadra forte, ovvero chi nasce in una nazione ricca, ha automaticamente un reddito ed una serie di opportunita’ che mancano a quelli che nascono in nazioni povere.
Questo, attenzione, non dipende dal merito: lo studente dotatissimo di una scuola superiore croata non ha le stesse opportunita’ economiche di un somaro bravo a football che nasce in Massachussets.
Ma adesso veniamo al punto odierno: cosa succede se, mediante Internet, il nostro studente croato puo’ fare, all’inizio telematicamente, gli esami del MIT e venire ammesso? Succede che il somaro del Massachussets si vede sorpassare. 
Adesso andiamo alle aziende: sinora le aziende di una nazione assumevano solo in quella nazione, e cosi’ si verificavano DUE inefficienze.
  1. La prima e’ che i meritevoli della nazione vicina non avevano opportunita’ di reddito adeguate alle loro capacita’.
  2. La seconda e’ che l’azienda NON TROVAVA il candidato giusto, dovendosi accontentare del piu’ somaro tra i locali, anziche’ del piu’ bravo degli stranieri.

 

Se prendiamo il mondo e lo avviciniamo di un passo, di un solo passo, al mondo ideale, scopriamo immediatamente una cosa: che da quel momento passiamo da un mondo organizzato “a squadre nazionali”, con relativa classifica, ad un mondo organizzato ” a meriti individuali”, ovvero un mondo organizzato con una singola classifica.
La domanda di chi parla di “new normal” e’ molto semplice:

Quando parliamo di alta disoccupazione e di diseguaglianze, ovvero di redditi piu’ alti per chi invece passa la soglia del lavoro, siamo sicuri di non stare parlando di un sistema PIU’ efficiente, a non di un sistema malfunzionante?

Sinora, cioe’, abbiamo dato PER SCONTATO che le economie incontrino una disoccupazione alta nel momento in cui diventano MENO efficienti, o nel momento in cui sono malfunzionanti. Chi parla di “new normal” invece sospetta che questi tassi di disoccupazione alti in alcuni paesi europei, ed in alcune specifiche zone, non siano il risultato di inefficienza economica di quelle zone o di quelle popolazioni, ma al contrario che siano il risultato di una MAGGIORE efficienza economica.
Ovvero, che il mercato del lavoro sia MIGLIORATO in efficienza e meritocrazia , che sia passato da un campionato a squadre ad un campionato individuale,  e PER QUESTO ha prodotto milioni di disoccupati.

nella visione “new normal” , il mondo attuale e’ piu’ meritocratico e piu’ preciso nel riconoscere i meriti. Il tasso di disoccupazione maggiore corrisponde semplicemente ad una maggiore efficienza del mercato del lavoro nel riconoscere coloro che NON valgono abbastanza.

E’ una cosa di cui mi sono accorto abbastanza venendo qui in Germania. Si avvicina sempre di piu’ il momento in cui dovro’ fare una specie di “esame di integrazione” per avere il passaporto tedesco. In questo esame controlleranno che la mia grammatica tedesca sia sufficiente, che io conosca la costituzione tedesca, la sua storia, ed un minimo di geeografia tedesca.
Interessante. Ma io conosco almeno due tedeschi che NON hanno queste conoscenze. Due dei miei colleghi non sono riusciti a spiegarmi come funzioni il sistema elettorale tedesco, nel senso che mi hanno detto cose non vere, che ho dovuto poi verificare su wikipedia. La costituzione tedesca e’ ignota a moltissimi tedeschi, e la stessa geografia tedesca , dipende a chi chiedete, potrebbe essere una sorpresa.
Questo spiega anche come mai io abbia un reddito superiore ad alcuni tedeschi: molti non sono andati oltre alla hauptschule. E’ chiaro che non potranno aspirare ad un reddito alto.
Se i confini fossero rimasti chiusi, l’azienda tedesca che mi ha assunto avrebbe dovuto pescare esclusivamente nel bacino che aveva a disposizione, e i signori che parlano solo Kölsch o altri che non hanno scuola sarebbero stati assorbiti, obtorto collo, da aziende che cercavano di meglio.
Cosi’, nell’emigrazione o nell’immigrazione intraeuropea, l’efficienza sta crescendo. Solo che il risultato di un processo meritocratico non e’ solo quello di dare di piu’ ai meritevoli, ma DI DARE MENO AI MENO MERITEVOLI.
Questo e’ il lato meno oscuro della meritocrazia: l’idea che sei in una classifica grande, sempre piu’ grande, grande quanto il mondo, e che riceverai quello che, SU SCALA GLOBALE, spetta  a quelli che stanno nella tua posizione.
Su scala globale i redditi vanno da un milione di dollari al giorno al dollaro al giorno,  in scala logaritmica. Se prendiamo la situazione del 1980, e dividiamo il mondo per squadre-nazioni, otteniamo che le prime 8 nazioni producono il 90% del PIL. Di conseguenza, sono molto piu vicine alla zona “milione” che alla zona “un dollaro”. Anche in caso di estrema sfiga, e’ assai difficile che nella nazione piu’ ricca qualcuno subisca il destino del piu’ povero di una nazione povera.
Ma se adesso rifacciamo la stessa classifica mettendo in fila tutti e sette i miliardi di persone del mondo, posizionarsi vicino all’estremita’ ricca e’ sempre piu’ difficile.
Se quindi prendiamo tutto il mondo, diamo a tutti opportunita’ di studiare o di lavorare a seconda delle loro capacita’, e’ ASSAI probabile che moltissimi di coloro che prima prendevano un “reddito di squadra” NON si trovino ad avere lo stesso “reddito personale”.
Il reddito di cittadinanza e’ un’ingiustizia proprio sul piano esclusivamente morale, esattamente per questa ragione: si parte dall’ipotesi che una persona che nasce in un paese ricco abbia diritto ad un reddito alto non per i propri MERITI, ma per una questione di razza: sei nato li’.
Chi ha un reddito di cittadinanza (1) guadagna il doppio di una persona della nazione vicina che merita molto di piu’, ma ha la sfiga di nascere nel posto sbagliato: tutto questo oltre che ingiusto e’ dannoso. Se ci limitassimo a mandar via il poco meritevole e prendere in casa quello piu’ meritevole, l’economia nazionale ci avrebbe guadagnato: perche’ qualche azienda avrebbe qualche chance in piu’ di trovare il candidato giusto.
Cosi’, la conclusione del discorso “new normal” e’ molto semplice:

mano a mano che scuole ed aziende possono educare a distanza, cercare lavoratori a distanza e adirittura far lavorare le persone a distanza, il sistema diventa SEMPRE piu’ meritocratico, ed i redditi sono distribuiti sempre meglio , seguendo il merito. Questo produce una distribuzione dei disoccupati che anziche’ essere concentrati in alcune aree del mondo sono  concentrati laddove ci sono meno capacita’ lavorative, ANCHE in occidente.

Se questo e’ vero, mano a mano che procede l’aumento di efficienza su scala planetaria, probabilmente succedera’, come in Cina , che dopo un periodo di sfruttamento i lavoratori guadagnino di piu’. Ma d’altro canto, succedera’ che si apriranno posizioni di lavoro “globali”.
Il risultato in numeri?
L’ IT vale, nelle nazioni industrializzate, circa il 30/40% del PIL. Se pensiamo che moltissimi lavori nel mondo dell’ IT sono fattibili da remoto, e che nel mondo IT spostarsi non e’ un pensiero strano,  dovete sempre pensare che un riordinamento dell’economia per merito non fara’ altro che produrre sino al 30/40% di disoccupati, qualora l’ IT stesso non appartenga all’istruzione universale di una nazione.
Questa tuttavia non e’ una fase TRANSITORIA: e’ una fase PERMANENTE. Il motivo per cui viene chiamato “new normal”, e’ che si sta iniziando a capire che ne’ in USA, ne’ in UE, probabilmente si tornera’ ai livelli occupazionali di un tempo. Certo, in USA ci sono la silicon valley e tante belle realta’, come ci sono interi stati che vivono con standard di vita inaccettabili per qualsiasi persona civile. Allo stesso modo, nel mondo, il riordinamento e l’efficienza del mercato marciano in modo tale da mettere tutti al posto che meritano.
Douglas Adams lo definiva “vortice di prospettiva globale”, ovvero un processo in cui l’individuo realizzava quanto piccolo fosse nei confronti dell’universo. Senza menzionare l’universo, anche un vortice di prospettiva globale su scala continentale sta riportando moltissimi che credevano di meritare tantissimo nella giusta prospettiva: non valgono cosi’ tanto come pensano.

“New normal” significa semplicemente capire ed accettare che la “crisi” non e’ un malfunzionamento sistemico, ma un sintomo (ed un effetto) di maggiore efficienza nel distribuire i redditi a seconda del merito. E quindi, la situazione attuale potrebbe NON tornare a posto MAI: questo e’ il significato di “new normal”.

Mi direte che esistono ancora sacche di cazzari mica da poco, come politici, impiegati della PA ed altro, il che e’ vero. Ma nessuno dice che il processo sia alla fine, o che il processo sia perfetto. Si dice solo che e’ stato compiuto un passo avanti, e da solo questo passo avanti basti a redistribuire il reddito.
Ovviamente esistono delle inefficienze anche in questo: i 500.000 italiani che sono andati in UK negli ultimi tre anni, come i 300.000 che sono venuti in Germania, come tutti gli altri, hanno riscontrato un notevole GAP, perche’ e’ faticosissimo spostarsi. Se fosse piu’ semplice vendere casa molti che sono bloccati da un mutuo sarebbero gia’ decollati, e ci sono tante altre resistenze, tanti attriti viscosi che frenano il processo.
Ma nei fatti “new normal” ha molte altre implicazioni:
  1. La competizione esiste anche tra le aziende. Una volta che la persona si e’ resa “mobile” internazionalmente, non ha alcun senso rimanere nei paesi ove le aziende pagano poco. E’ vero che la legislazione del precariato ha causato (per fare un esempio dell’ Italia) la fila fuori dalla porta di ogni azienda. Ma e’ anche vero che in fila ormai c’e’ rimasto solo chi non e’ mobile. Gli altri se ne vanno. Il peggioramento generale della qualita’ di beni e servizi, per via di manodopera poco qualificata e non aggiornata,  e’ gia’ visibile.
  2. Al contrario, nelle nazioni ove il lavoro e’ meglio pagato, si registra in continuazione un aumento di produttivita’ delle imprese, un aumento di qualita’ dei servizi, un aumento della qualita’ della vita. Il fatto che chi ha solo se’ stesso come capitale si muova rende piu’ facile in alcune realta’ di trovare le persone adatte, a tutto guadagno della produttivita’ interna.
  3. Una ulteriore mobilizzazione dei contratti non fa altro che produrre una FUGA di lavoratori qualificati. Il motivo per cui lo stato tedesco sta per mettere uno stop al salario minimo e uno stop alle (poche, a dire il vero) forme di lavoro a tempo previste e’ che si rende conto che dopo aver attirato molti professionisti qui, non puo’ permettersi di perderli : conviene loro che mettano radici. Se Matteo Renzi piazzera’ un bel precariato generale anche laddove oggi c’e’ sicurezza, otterra’ solo una seconda ondata di fuggitivi: precario per precario, meglio precario a Londra, almeno sei ben pagato.
Esiste anche un riscontro politico:

 

Moltissime delle riforme italiane degli ultimi tempi sono state fatte proprio per arginare la fuga di persone. Un tempo esistevano moltissimi studenti fuori sede perche’ le universita’ erano poche. Sapete perche’ oggi sono moltissime? Perche’ dopo Schengen, tra essere fuori sede in Italia ed essere fuori sede in altre universita’, il passo economico era brevissimo. Sapete perche’ hanno spinto gli italiani a farsi una casa col mutuo a testa? Perche’ dopo hanno introdotto salari di merda, precariato e ogni merda schiavista possibile, e se le persone non avessero il mutuo, in Italia oggi ci sarebbero venti milioni di persone in meno. Sapete perche’ nelle universita’ italiane non si fanno i corsi in inglese? Perche’ si aprirebbero le porte alla fuga dei futuri schiavi, che invece devono stare chiusi nelle gabbie a conduzione familiare che sono le PMI.
La classe politica SA BENISSIMO quanto sia pericolosa la fuga di persone, e sa benissimo che deve evitarla per conservare gettito fiscale, e quando il politico legge sui giornali che gli imprenditori si lamentano che “qui i giovani studiano per andare all’estero” hanno capito benissimo che quella e’ la musica dell’orchestra che suona sul Titanic.
In questo senso, il new normal e’ terrificante, perche’ chi pensava di essere “l’ottavo paese industrializzato del mondo” vedra’ prima andar via i giovani, poi gli altri lavoratori, e prima o poi le aziende dovranno andare ad inseguire la manodopera qualificata.  E non e’ solo l’ Italia, perche’ quando vedo arrivare la prima migrazione inglese della storia (2), qui in Germania,  quando vedo le prime ondate di francesi, posso dirvi  con esattezza per chi batte a morto la campana.
Il new normal e’ caratterizzato da una diversa distribuzione dei redditi, e se gli individui sono mobili, questo si riflette in una diversa distribuzione degli individui. Chi ragiona ancora in termini nazionali, e crede ancora nel ridistribuire il reddito mondiale per classifiche nazionali e non personali, si vedra’ scappare il futuro dalle mani, come sabbia tra le dita.
Presto tutti i redditi piu’ alti si concentreranno in alcuni luoghi che hanno saputo attirare le persone adeguate a quei redditi, mentre gli altri posti si svuoteranno lentamente e rimarranno pieni di disoccupati.
Il new normal e’ la nuova normalita’, anche se per molti e’ terrificante.
Voi direte che questa cosa non puo’ durare perche’ in fondo le popolazioni che diventano povere si ribellano contro quelle ricche. Ma lo dite solo perche’ non avete prospettiva: se guardate al mondo, scoprirete che , se le prime 8 nazioni producevano il 90% del PIL, le rimanenti dovevano accontentarsi del rimanente 10%.
Quindi, la maggioranza e’ SEMPRE stata povera.  E non ci sono mai state tutte queste rivoluzioni.
Sta solo cambiando geografia.
Anziche’ avere nazioni ricche avrete semplicemente luoghi ricchi abitati da chi supera l’esame per entrarci. Un pochino come certi tornei di tennis, in certi campi entrano solo dal numero venti al numero uno, tutti gli altri giocatori giocano altrove, e tantissimi non giocano affatto.
Questo e’ il concetto di “new normal”, ed e’ un nuovo equilibrio. Voi lo chiamate “crisi” perche’ state peggio di prima, ma per milioni di persone CAPACI che prima dovevano guardare gli incapaci occidentali vivere da signori meritando meno di loro, questa non e'”crisi”, ma “sviluppo”.
Uriel
(1) C’e’ una grossa confusione tra reddito di cittadinanza e sussidio di disoccupazione – che peraltro qui e’ un’assicurazione pagata sulla busta del dipendente, da riscuotere se si perde il lavoro.
(2) Giuro, stanno cominciando ad aprire negozi di cose inglesi, addirittura. Non sono quasi mai di londra, vengono piu’ da nord  e dal galles, ma sono tanti. Lo stesso per francesi e olandesi, che essendo “vicini” ci sono sempre staati, qui, ma le loro comunita’ si stanno ingrossando.
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Un pensiero su “The new normal.

  1. E quaranta giorni dopo scrisse, in “Darwinismo attivo”:

    “Alcuni sostengono che io sia un fanatico del New Normal, che invece ho solo descritto: non sarei venuto a vivere in uno dei welfare piu’ possenti del mondo se fossi un fanatico liberista.”

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