Dialettica e propaganda.

C’era un post che volevo fare ieri, perche’ mi ero messo a passeggiare per le colline circostanti a Neandertal, e camminando si pensa. E cosi’ , tra una collina ed un’altra , ho iniziato a riflettere su questa cosa di Neandertal. Innanzizutto, la valle si chiama Neandertal, senza nessuna , ma proprio nessuna h. ( http://de.wikipedia.org/wiki/Neandertal ). La “h” fu aggiunta , sembra, da chi voleva “latinizzare” il nome degli ominidi: i siti archeologici prendono una “h” e si chiamano Neanderthal.

Lo scrivo perche’ ieri, tra un cartello stradale “Neandertal” e l’altro, per poi passare ai cartelli nei boschi che hanno la “h” ,  ho cominciato a chiedermi dove diavolo mettere le h, visto che non ci sono nel nome originale.  Ecco, adesso lo so io e lo sapete voi. Se indicate la vallata dove c’e’ Winklermühle allora e’ senza H, mentre se indicate i siti archeologici mettete la h in “thal”, in modo che la valle (tal in tedesco) diventi un “thal”, qualsiasi cosa sia. Inizialmente , sapendo che “tal” significa valle, ero restio a metterci la h , e la mettevo all’inizio,

Ma non e’ questo il punto. C’entra con l’uomo di Neanderthal, ma parla di altro.

Mia madre, che era emigrata da un bel pochino di distanza verso la bassa ferrarese, i primi tempi ebbe dei problemi linguistici. Da questi problemi nacque una certa idiosincrasia rispetto al legame tra lingua ed integrazione. Da cui, non mi permise mai di dire una sola parola in dialetto ferrarese. (che imparai nella versione stretta(1)  quando all’universita’ frequentavo solo casa di mia nonna). Il motivo per il quale insisteva che imparassi l’italiano era, a suo dire, che “non serve a niente aver ragione, se non puoi difendere le tue ragioni”.

Sono cresciuto avendo chiara una cosa molto semplice: qualsiasi dialettica deriva da un dibattito, e solo la dialettica che domina il dibattito produce effetti reali. Il dibattito, tuttavia, non e’ quello televisivo. E’ quello reale, effettivo, quello che fanno i vicini, il vostro capo, i vostri amici. Perche’ questo ha impatto su di voi. Dominare il dibattito in TV puo’ sembrare vantaggioso, ma se appena spegnete la TV e aprite bocca arriva qualcuno e vi fa fare delle figure da polli, la TV e’ inefficace.

Come capita ai giornali di oggi, o alla TV di oggi: puoi difendere tizio e caio quanto vuoi, ma appena esci dalla TV, e parli con altre persone, nel dibattito sociale, nel dibattito reale, quello che forma le opinioni dominanti , con quel che si dice in TV fate una figura da gonzi. Certo, in TV la Boldrini si difende dall’accusa di scarrozzare il fidanzato qui e la’ a spese dell’erario dicendo che “ce l’avete con lei perche’ e’ donna”. Provate a sostenere una simile posizione fuori dalla TV, e vedete cosa vi succede: come minimo ci fate la figura dei gonzi. Morale: se non si dispone di una dialettica efficare, dominare i media non serve a nulla. M5S , che dice cio’ che non si puo’ dire sui media, e’ un esempio: sui media grillo e’ perdente, ma nel dibattito di strada e’ assolutamente vincente: “questa classe politica ha affossato l’italia” e’ attaccabile quanto un tirannosauro.(2) “Stiamo di merda quanto prima se non di piu'” e’ anche questa molto difficile da attaccare.

La morale di questo discorso e’ che se volete combattere contro , che so io, un pregiudizio, dovete avere degli argomenti che reggano nel dibattito tra “uomini qualsiasi”. Quando parlo di “armi e munizioni contro il pensiero mainstream” mi riferisco proprio ad avere degli argomenti con cui combattere in strada. Una frase, un punto di vista, qualcosa per il quale chi sa solo quel che sente in TV non abbia argomenti per replicare.

Torniamo a Neandertal. In passato, dopo la seconda guerra mondiale, si cerco’ di costruire un insieme di dialettiche che consentissero all’uomo della strada di combattere le ideologie basate sull’idea di razza, e si cerco’ di fare in modo che chiunque potesse rispondere, venendo in contatto coi propagandisti razzisti, “ma non lo sai che XYZ?”. Questo faceva si’ che il razzista venisse zittito sempre, e quindi fece scomparire molte delle teorie della razza dal dibattito moderno.

Ma si fece un errore. Un errore grave, che ho realizzato ieri, leggendo il “giornale di Neanderthal” una specie di pubblicazione che appendono fuori dal museo di Neanderthal, con tutte le novita’ scientifiche che riguardano l’argomento. Insomma, una rassegna stampa sull’uomo di Neanderthal.

Che cosa sta succedendo? Sta succedendo che i primi studiosi a prendere in mano la questione delle origini remote dell’uomo erano umanisti. E gli umanisti hanno un piccolo problemino: sebbene sappiano costruire e raccontare storie avvincenti, raccontano storie deboli. Raccontano storie deboli perche’ credono che nessuna scienza possa davvero contestarli , e quindi non si fanno scrupoli nel raccontare, raccontare, raccontare.

Non so se avete presente quegli archeologi che trovano un dente e un frammento di costola, e vi dicono “qui viveva una famiglia, due milioni di anni fa. Lui era interista, lei era un po’ stronza, avevano trefigli, due erano un pochino scavezzacollo, e la maggiore un pochino mignotta. Votavano a sinistra”.  Sulle prime uno ci crede, ma poi nota che quando la polizia scientifica arriva dopo DUE ORE da un omicidio, ha la scena del reato fresca, completa di testimoni e reperti , spesso fatica a ricostruire l’accaduto. E allora inizia a dubitare.

In particolare, questi umanisti presi da grandissima buona volonta’ si misero a raccontare delle palle. Convinti che non sarebbero mai stati contestari, ed animati da intenzioni tutto sommato giuste (combattere le teorie della razza) , si misero a raccontare storielle che non avevano fondamento alcuno. Pur di contraddire i teorici della razza, intento tutto sommato nobile, posero le basi per il disastro che sta per avvenire.

Innanzitutto, raccontarono una stavagante storia di diete , pesce e  carne, secondo cui un negro che arrivi dall’ Africa e colonizzi l’europa diventerebbe bianco perche’ cambia dieta. Come se in Africa e in India mancassero zone dove la gente ha la pelle nera , ma fa freddo e si mangia pesce. O carne. O sarcazzo cosa: l’europa non e’ cosi’ unica da avere condizioni irripetibili, e non si capisce come mai in Africa tutte le pelli siano scure, nonostante il continente offra un bel coacervo di climi ed alimentazioni.

Ma tant’e’: per zittire i teorici della razza, si inventarono di sana pianta che i Neanderthal si fossero estinti SENZA accoppiarsi (poi rivelatosi falso) , che gli europei discendessero da purissimi africani emigrati (anche questo sembra falso) e che la pelle bianca e i capelli chiari fossero una semplice mutazione dei tratti africani, per cui non sarebbe esistito nessun tratto genetico primigenio, ovvero fondante della razza, a dividere bianchi e neri.

Il guaio e’ che poi sono arrivati i genetisti, e le cose sono cambiate. Innanzitutto, gli uomini di neanderthal avevano la pelle chiara e spessa , i capelli rossi o biondi, gli occhi chiari, e i capelli piu’ lisci degli africani. E non solo si sono accoppiati , ma hanno lasciato anche un 3% del loro DNA negli europei. La parte che ci da’ la pelle chiara, gli occhi chiari, i capelli piu’ lisci e chiari rispetto agli africani. Comprese alcune malattie , come il Lupus, per via della pelle piu’ spessa.

Ora, e’ un bel colpo per la scienza, ma il dramma e’ diverso: nella discussione di strada, oggi i teorici della razza possono dire, e possono dirlo citando dei fatti scientifici, che gli europei abbiano tratti genetici diversi, assenti negli africani. E possono dire, allo stesso modo, che questa differenza si origini alle origini stesse dell’europa, ovvero che non venga da fuori.

Questo ovviamente non dara’ ragione ai razzisti, ma consente loro di vincere i dibattiti. E’ assai facile adesso, per loro, zittire le controparti. Possiamo discutere di quanto poco sia quel 3% del genoma, ma quando uno scimpanze’ differisce da noi di ancora meno, anche questa strada e’ sbarrata. In questo momento, molto semplicemente, se l’obiettivo e’ vincere il dibattito in “main street”, i razzisti hanno argomenti scientifici migliori.
Una delle regole della dialettica da strada dice che se avete torto su una cosa sarete meno credibili su tutto, ma il guaio e’ che il disastro continua.

Negli anni ’70, negli USA infuriava un dibattito sui negri all’universita’. CI fu addirittura un presunto studio scientifico che diceva che i negri fossero meno intelligenti dei bianchi, o meno adatti alla scuola. Nell’infuriare della polemica, gli stessi umanisti decisero di fare una specie di pompino paleontologico progressista, dicendo che l’europa fosse stata popolata da africani emigrati. Si inventarono una storia secondo coi gli africani avrebbero popolato l’europa , spazzando via i neanderthal, che a detta loro sarebbero stati “culturalmente inferiori” perche’ avevano tecnologie peggiori.

Insomma, vedete come erano intelligenti gli africani?
Anche questa storia era senza fondamento alcuno. La “migrazione” fu ricostruita praticamente senza scheletri, solo notanto la diffusione di strumenti “africani” dentro l’ Europa, senza curarsi del fatto che il clima stesse cambiando , che quindi cambiassero gli animali da cacciare, i tipi di legna a disposizione e che le zone ove trovare selce si stessero scongelando , insomma, alla fine era tutta fuffa. Tracciando i DNA si vide poi che semmai questa “migrazione” era arrivata dall’ asia.

Poi ci furono molti ritrovamenti di capanne di neanderthalensis, un pochino in tutta europa,  e si vide che non erano cosi'”arretrati”. E a finire, il problema veniva proprio dalle grotte di Neanderthal: come fai a chiamare “arretrata” una tribu’ che inventa’ l’arte pittorica?
Adesso stanno arrivando sempre piu’ evidenze che non solo in Europa, ma anche in Asia esistessero diversi tipi di ominidi NON derivanti dagli africani, e che le migrazioni dall’ Asia era piu’ frequenti, e che insomma, tutta la storia dei padri africani dell’umanita’ non aveva alcun senso. Peraltro, pochi giorni fa sono siate trovate delle orme in Inghilterra, che testimoniano la presenza umana 750.000 anni fa in europa. Difficile continuare con la stronzata degli africani che colonizzano un mondo vuoto o popolato di “razze inferiori”.
Anche la storia della superiorita’ militare degli emigrati africani sui neanderthal ha iniziato ad incrinarsi quasi subito. Lo scheletro dei neanderthal ha le ossa curve per ottenere piu’ leva ai muscoli. Forse non e’ chiaro a tutti l’effetto di una leva, ma un uomo di neanderthal poteva sfondarvi il torace con un pugno. Intendo “sbriciolare le costole”. E poteva anche sfondarvi il cranio , con un pugno. Sfondarvi, intendo “tiro un pugno tra gli occhi e vedo il tuo cervello cadere a terra”.
Ora, diventa sempre piu’ difficile raccontare che un africano cosi’ debole (come siamo noi) potesse abbattere quella specie di tarchiato culturista , solo perche’ la sua lancia in selce era 3 centimetri piu’ lunga. A meno che non facessero strategie di guerra, affermazione senza prove, il confronto era una specie di rissa , una serie di corpo a corpo, nel quale un uomo di neanderthal poteva strozzare un sapiens con un braccio solo, sfondargli il cranio con un solo pugno, sfondargli le costole sempre a pugni. Oh, si, aveva una lancia 3 centimetri piu’ lunga. Il defunto.

La stessa migrazione fu ricostruita in maniera assurda. Si decise che siccome i monili africani si diffondevano in Europa, non potesse essere concluso che il clima europeo stesse cambiando e richiedesse tecniche simili. No, doveva essere una migrazione. Insomma, siccome ci sono iPhone ovunque, veniamo tutti da Cupertino. La quantita’ di reperti, poi, sul piano statistico non bastava a dire nulla. Anche il discorso del soppiantamento, non era necessariamente una questione di superiorita’.

Insomma, gli stranieri arrivano qui, li ammazziamo e ci accoppiamo con le loro donne. Mentre (per motivi misteriosi) , pur di accontentare i progressisti nel dibattito americano Pro Luther King, si era detto che fosse stato il contrario: gli africani arrivano qui, uccidono i maschi e si accoppiano con le donne locali.

Una volta stabilito che si accoppiarono, cioe’, il problema e'”chi con chi”? Abbiamo l’esame del dna mitocondriale e quello del dna nucleare. Allora, oggi abbiamo DNA nucleare di neanderthal, e dna mitocondriale africano. Si direbbe che siano stati gli uomini di neanderthal ad accoppiarsi con donne africane, e non viceversa. O gli uomini arrivati dall’africa erano scambisti, oppure le cose non sono andate proprio come si dice sinora.
Morale: il castello di carte crolla. Il che non sarebbe nulla di male, perche’ la scienza e’ piena di nuove scoperte. Il guaio non sta nel mondo accademico, che ha digerito e puo’ digerire cambiamenti di paradigma del genere. Il problema sta nel dibattito di strada, il dibattito dell’uomo comune.

Nessuna delle argomentazioni prodotte per contrastare i razzisti e’ integra. NEssuna e’ piu’ efficace. Nessuna funziona piu’. E’ possibile, assolutamente possibile, che continuando a ricostruire i tasselli della specie umana salti fuori quel che molti sospettano sempre di piu’ e sempre piu’ spesso.

Prendete i grandi felini. Un tempo erano diffusi praticamente in tutto il pianeta. Ovviamente, una tigre asiatica bianca e’ diversa da una africana,e  probabilmente la tigre europea era a sua volta diversa. Esistevano pantere di tante dimensioni, i leoni avevano la criniera oppure no, a seconda che vivessero in montagna o no. Insomma, se prendiamo i felini , che erano diffusi ovunque, e li osserviamo, scopriamo che di differenze tra zona e zona ce n’erano.

Allo stesso modo, se consideriamo che la specie umanai sia diffusa su tutto il pianeta, non e’ impossibile pensare che salteranno fuori degli homo asiaticus, degli homo siberianis, degli homo sinensis, degli homo indianis, e che magari nessuno debba , almeno in epoche antiche, la propria esistenza a nessun altro.
E’ possibile, cioe’ , che tra poco qualcuno arrivi con una prova fumante e dica “signori, le razze esistono”.  Sempre nuovi ritrovamenti di scheletri , in giro per il mondo, stanno costruendo un bel mosaico di “progenitori”. Quanto reggera’ ancora il castello “discendiamo tutti da antenati africani” e’ difficile dirlo.

Ora, il punto e’ semplice: presto , molto presto, i razzisti avranno piu’ argomenti degli altri. Vinceranno ogni dibattito. Ma non in TV: per strada. Dove c’e’ l’uomo che VOTA.

I vecchi argomenti degli antirazzisti sono morti, o pressoche’ inutilizzabili, e questo significa che presto, nel dibattito pubblico,  saranno gli antirazzisti a sembrare stupidi e i razzisti a sembrare intelligenti, invertendo il trend degli ultimi decenni.

Per ora, gli umanisti che studiano la storia umana si limitano a reagire con la propaganda. Lo dico perche’ e’ propaganda quando si prende qualcuno e lo si dipinge grottescamente, per poi prendere qualcun altro e metterlo in risalto, e’ propaganda. Lo faceva Der Stürmer.

Quando vedo le ricostruzioni degli uomini di neanderthal vicino a quelle dei presunti colonizzatori, mi viene da ridere. Sappiamo che i neanderthal avessero una massa muscolare grossa, ed una leva migliore sulle ossa. Non avrebbero fatto tutta questa fatica a camminare dritti, anziche’ curvi. Sappiamo che avevano pelle piu’ spessa e pannicolo per difendersi dal freddo. Quindi , mangiavano abbastanza bene e tanto flaccidi non erano. Sul viso sappiamo che avevano meno mento (o nessun mento)  e un naso meno lungo, che avevano occhi piu’ chiari e capelli piu’ chiari. Niente di questo fa sospettare il mostro che si mette vicino – oh, per comparazione, alle raffigurazioni del presunto uomo venuto dall’africa, che e’ sempre raffigurato eretto, e ha sempre lineamenti che definirei ellenici.

Ora, tutto questo castello di carte e’ crollato.

Il vero problema e’: ma se anche ci fossero razze diverse, sarebbe poi un dramma? Ok, i felini hanno non so quanti tipi di pantera , che vanno dalla tigre al ghepardo. Che cosa sarebbe di cosi’ stravagante se , come sembra emergera’ coi progressi della genomica, si scoprisse lo stesso per la specie umana?

Essere di razza diversa e’ un motivo per ammazzarsi, o farsi del male?

Questi sono i punti difficili che lo stratagemma del pompino accademico non ha voluto affrontare. Dopo la seconda guerra mondiale, con la fine dei regimi razziali europei, era assolutamente indispensabile mettere a tacere, ed in fretta, i razzisti. Quando caddero i regimi razziali coloniali e post coloniali in USA e UK, sino finalmente al sudafrica, tutto fu risolto semplicemente negando che ci fossero reali, significative differenze.

MA nessuno prese la briga di esaminare il VERO problema: “embeh?”.

No, non sto scherzando. Il problema era proprio quello.

Ammettiamo pure per assurdo (e per amore di speculazione) che fosse vero (ma la statistica era fatta coi piedi) che i negri non siano adatti all’universita’, come si affermo’ in USA negli anni ’60. Ok, e allora? Intendete ammazzare tutti quelli che non sono adatti all’universita’? Immaginiamo pure per assurdo che i negri siano piu’ stupidi. Ok. Intendete ammazzare, o schiavizzare, tutti gli stupidi del mondo?

Uhm. Programma ambizioso, direi.

Qualsiasi cosa attribuiate alla “razza”, il vero problema e’ che quella misura si applica su chiunque. Volete davvero dire che la razza X sia meno adatta al “pensiero astratto” e trasformarli per questo in schiavi? Beh, mi raccontate del VOSTRO pensiero astratto? Non e’ che in giro pulluli di Platone ed Ipazia, eh. In un regime del genere, dovreste stare MOLTO attenti a non finire dalla parte sbagliata dell’asticella.

Volete dire che nella razza X siano tutti piu’ stupidi, e per questo togliere il diritto di voto? Uhm. Togliere il diritto di voto agli idioti in effetti e’ una proposta affascinante, ma organizzare delle elezioni per dieci persone mi sembra esagerato, conviene chiamarli a casa. Volete impedire l’ingresso all’universita’ agli imbecilli? Ok. Guardate i vostri figli. Osservate i video che guardano in TV, i pantaloni che cascano lasciando le mutande fuori, le sopracciglia scolpite ad ala di gabbiano. Ok, sembrano di una razza diversa, eh?

Insomma, gli umanisti nel dopoguerra europeo, che dovevano combattere le ideologie razziali, insieme a quelli degli anni ’60 negli USA, che dovevano porre termine ai regimi di segregazione americani, avevano intenti tutto sommato nobili, ma non affrontarono MAI il problema di “e va bene, esistono le razze, e allora?”.

Essi si limitarono ad inventare migrazioni, a “dimostrare” che tutti vengono dall’africa, che non c’era motivo per credere nelle razze. Ma ora lo studio dei geni e i nuovi ritrovamenti mettono in dubbio tutto questo. E’ possibile che esistano le razze.

Allora, il punto e’ che sebbene per gli scienziati questo e’ marginale, presto nel dibattito di strada gli antirazzisti non avranno piu’ argomenti “scientifici”. Saranno deboli ed usciranno sconfitti dalle discussioni della gente reale. Di quelli che votano.

E nessuno, pero’, si sta dando fare per rispondere alla seguente domanda:

“Ok, le razze umane esistono. E allora?”.
che e’ il VERO argomento delle diatribe sulla razza, che nessuno ha toccato prima, e sul quale, forse, si decidera’ l’equilibrio elettorale tra razzisti ed antirazzisti. Presto sara’ possibile stabilire chi ha geni neanderthal e chi no, con un esame molto semplice. Sara’ meglio che gli umanisti si affrettino a rispondere a questa domanda, perche’ oggi c’e’ una grossa carenza di armi e munizioni (dialettiche) dalla parte degli antirazzisti.

Almeno, specialmente per quelli che, come me, usavano argomenti scientifici per rispondere loro. Oggi come oggi gli argomenti scientifici sono “dalla loro parte”. Quindi, rimangono quelli degli umanisti.

E il voto svizzero e’ un esempio.Ok, lo ammetto. Maroni incazzato perche’ gli svizzeri mettono le quote ai terroni della Lombardia e’ impagabile. Per tutto il resto c’e’ Mastercard. Ma adesso smettetela di sollazzarvi e pensate alle cose serie.

Oppure, assicuratevi di avere abbastanza geni di neanderthal addosso.
Uriel
(1) Stretta significa che, per fare un esempio, se per indicare gli zoccoli il ferrarese medio direbbe direbbe “zzokul”, prendendo in prestito una parola italiana e localizzandola, io direi “kösp”, che e’ la forma arcaica per le calzature di legno dei contadini.

(2) Uhm. Diciamo quanto un tirannosauro se la gravita’ e’ di 0.5 g. Con 1g, si muove piu’ lento di una tartaruga, e solo alzandosi in piedi produce un cambiamento di pressione dei liquidi sanguigni di 1.5 bar. Significa che se alza la testa dal suolo sino al massimo dell’altezza, per la decompressione il sangue gli ribolle per i gas. A meno che non ci metta qualcosa tipo 2/3 minuti, come fanno i sub per compensare la pressione, quella roba crepa di embolia appena cerca di muoversi, solo per le variazioni di pressione in gioco.
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