La guerra alla felicita’ , liberta’ ed informazione.

Ho parlato molto, in passato, della guerra alla felicita’. La guerra alla felicita’ e’ quella situazione per la quale, non essendo educati alla felicita’ altrui, e non essendo educati nemmeno alla loro, tantissimi dedicano il proprio tempo a trasformare la vita altrui in un inferno, da sopportare anziche’ da vivere. Ovviamente pagano prima i piu’ giovani: e’ chiaro come ormai in Italia la vita del giovane sia un inferno di nonnismo, cattiva scuola, nessuna prospettiva e vessazioni da parte degli adulti.

Una persona ha scritto nel mio forum “per fortuna e’ finita”. Si riferiva alla sua adolescenza, ovvero alla sua gioventu’.

La vera domanda e’: quando si e’ rovinata la vita di una persona, se e’ arrivata a ringraziare la FINE della propria gioventu’, anziche’ rimpiangerla? In tutta la letteratura umana , quella precedente alla guerra contro la felicita’ che si conduce in Italia, e nella letteratura moderna di ogni posto che non sia coinvolto in questa guerra, la gioventu’ e’ un bene prezioso, un momento magico da difendere.

Ok, lo ammetto: nemmeno la mia, di gioventu’ , e’ stata cosi’ rosea. E anche io ho passato anni ed anni a dire “finira’. Prima o poi finira’”. Da adolescente , pensavo sarebbe finita ai 18 anni. Ma l’incubo e’ continuato. Mi sentivo piu’ libero solo perche’ ero piu’ forte, ma ero chiuso nella stessa arena. Poi, pensavo sarebbe finita ancora piu’ in la’, con la fine degli studi e la serenita’ economica. Ma , quando tutti si alzano la mattina chiedendovi come rovinarvi la giornata, anche avendo i soldi non avrete mai la “serenita’” economica.

Cosi’ pensai che avrei dovuto avere ancora piu’ soldi. Ma vidi che non funzionava. Non funzionava incassando 600 euro al giorno, e non funzionava neanche quando arrivai a 2500. Non funziona, end of story. Nessuna serenita’ e’ possibile finche’ il 100% della popolazione si sveglia al mattino con la precisa domanda in mente “come rovino la giornata a qualcun altro, oggi?”. Non funziona sino a quando, nel vedervi felici, gli altri provano come primo istinto quello di rovinarvi la giornata o di darvi cattive notizie, a costo di faticare per procurarsene qualcuna.

Mi sono accorto di questa guerra , in maniera chiara, quando ho lasciato l’ Italia. E ho iniziato quasi a sentirmi in colpa per ogni giorno passato quando mi arrivava una lettera SENZA cattive notizie. Oggi ricevo una lettera dal Finanzamt e la apro senza ansie. In Italia, ogni lettera da parte dello stato era SEMPRE una brutta notizia. Non credo che lo stato in Italia sappia stampare altro che rabbia e odio. I suoi dipendenti, i processi del lavoro dentro gli enti pubblici, sono gestiti in modo  da produrre infelicita’ in chi lavora e senso di colpa (=infelicita`) in chi NON lavora. Un gruppo umano del genere non puo’ fare altro che concentrarsi nel produrre infelicita’ negli altri.

La guerra alla felicita’ e’ sistematica , diffusa, onnipresente, e specialmente infettiva. QUando una persona e’ infelice e vessata, si adopera in maniera attiva e quasi-cosciente per rendere infelice qualcun altro. Dico “quasi cosciente” perche’ il meccanismo passa per una dialettica che lo convince di essere nel giusto:

  • Le regole sono necessarie. (vero). E’ giusto  quindi inventare regole inutili CONTRO qualcuno. (falso)
  • Dire la verita’ e’ buono anche se infastidisce.(vero) Quindi, e’ giusto infastidire gli altri ricordando loro ogni cosa triste.(falso)
  • Puo’ succedere che il tuo capo ti chieda qualcosa che non vuoi fare. (vero). Quindi, farai solo lavori che detesti.(falso)
  • Puo’ succedere di litigare coi vicini di casa (vero). Quindi, e’ d’uopo fare polemica infastidendo i vicini. (falso)

il meccanismo e'”quasi cosciente” perche’ le persone pensano di seguire altissimi ideali, (in verde) mentre realizzano l’infelicita’ altrui (in nero).

Uno strabiliante meccanismo che ho visto all’opera, e che e’ rientrato nel realizzare la propria stessa inutilita’, e’ quello della soppressione della liberta’ di scelta altrui.

Prendiamo un argomento: la libera scelta.

Se iniziate in italia una frase che inizia con “io voglio essere libero di scegliere”, otterrete immediatamente un coro di obiezioni:

  1. questa liberta’ distrugge una qualche regola che e’ fondante della societa’.
  2. questa liberta’ rischia di produrre gravi disordini, o perlomeno gravi danni materiali.
  3. questa liberta’ NON E’ NECESSARIA. E cio’ che non e’ necessario non si deve fare.
poiche’ queste regole sono assai difficili da sostenere nei punti 1 (le regole fondanti della societa’ possono anche essere cambiate, anche ammesso che qualcuno le abbia mai messe tutte nero su bianco) , e anche il punto 2 (se tutti possono scegliere marca di banane , per dire, non cambia nulla) , allora quasi tutte le reazioni si concentrano sulla terza.

Dimostrare la “necessita’” della liberta’ e’ difficilissimo. Per farlo dovrete porre, come faceva Henry David Thoreau, la liberta’ come ente immediatamente necessario alla felicita’ , ma poi dovrete dimostrare che la felicita’ sia ” necessaria “. Il guaio e’ che una dimostrazione logica di come la felicita’ sia necessaria richiede la definizione di cio’ che si intende raggiungere con la felicita’. Cioe’, la felicita’ e’ necessaria, PER COSA?

Si finira’ col dire che la felicita’ e’ fine a se’ stessa, e quindi non e’ necessaria a nulla se non a se’ medesima. (1)
Ma una volta stabilito che la liberta’ non sia “necessaria”, in quanto punto terminale senza altri scopi cui potrebbe essere necessaria, allora nemmeno le condizioni indispensabili alla liberta’ saranno necessari per qualcosa, se non alla felicita’ stessa.

Quindi, la terza argomentazione e’ il cavallo di battaglia della persona in guerra contro la felicita’: essa richiede liberta’, ma la VOSTRA liberta’”non e’ necessaria”.

Questo espediente retorico ha le gambe corte, pero’, nella misura in cui voi ne avete uno piu’ potente: “Hitler/Stalin/Mussolini/Pol Pot ha tolto questa liberta’” (2). Siccome le dittature sono passate alla storia come entita’ negative, ed esse si caratterizzano dal negare grandi insiemi di liberta’, quando vi dicono che la vostra liberta’ non e’ necessaria, potete sempre usare la “Reductio ad Hitlerum”. (3)

Cosi’ chi fa la guerra alla liberta’ di porta indietro nella scala dei requisiti necessari, e si chiede “in che modo posso fermare la liberta’ ?”.

C’e’ un solo modo di bloccare una persona dall’essere libera. Ed e’ togliere l’informazione.

La scelta di una persona tra A e B , se si tratta di una scelta che implica una rinuncia, puo’ avvenire se e solo se conosciamo la differenza tra A e B. Qualcuno direbbe che per operare un ordinamento sia necessario l’assioma di scelta, ma il punto e’ che:

  • la felicita’ e’ un fine ultimo.(non necessario per nient’altro).
  • La liberta’ e’ necessaria alla felicita’.
  • L’informazione e’ necessaria alla felicita’.
cosi’, un modo ottimo di rendere infelici le masse e’ semplicemente quello di NON fornire alcuna informazione che sia utile ad una scelta. MENO una persona puo’ scegliere tra A e B, meno potra’ fare la scelta che lo rende libero, ovvero quella che lo rende felice. In generale, assumendo che la felicita’ sia un fine ultimo, il libero arbitrio non e’ altro che la misura con cui potete fare (almeno in potenza) la scelta che vi avvicina alla felicita’.

Se accettiamo per buono questo passaggio, allora otteniamo che per la felicita’, o almeno per avvicinarvisi, vi servano “buone informazioni sui termini della scelta”. Ogni giorno fate delle scelte: cosa indossare, cosa mangiare, cosa bere, se accettare un invito, se comprare qualcosa, se incontrare qualcuno, se sposarlo, eccetera”. In una situazione di libero arbitrio, dovreste essere liberi di fare sempre, o almeno in potenza, la scelta che vi avvicina di piu’ alla felicita’. E per farla, avete bisogno di informazioni veritiere.

Risultato: nella nostra “economia della felicita’” e’ fondamentale una corretta conoscenza di tutti i termini in gioco nelle scelte personali.
Chi vi nega di sapere cosa mangiate, cosa bevete, chi ci sia ad una festa, come sia davvero un prodotto, come sia una persona, eccetera” sta ponendo ostacoli tra voi e la felicita’.

Se osservate i complottisti, i superstiziosi , o in generale tutti quelli che hanno avuto una cattivissima informazione sulle cose, scoprirete che hanno qualcosa in comune: l’ infelicita’. Parlate pure con chi crede nel signoraggio, o chi coltiva credenze supertiziose senza fondamenti fisici, ed in generale chi ha cattive informazioni sulle cose. Troverete una cosa in comune tra tutte queste persone: l’infelicita’.
Per quanto si sforzino di fare la cosa piu'”vantaggiosa ‘” o la cosa piu'”razionale ‘” queste persone sono enormemente infelici, perche’ non hanno sufficiente informazione su come avvicinarsi alla felicita’ mediante le scelte.

E quindi siamo ad un tipo di informazione che e’ molto piu’ importante di quella politica o economica o altro: quella che concerne/riguarda/impatta la possibilita’ di avvicinarsi alla felicita’. Non stiamo parlando di TUTTA l’informazione , ma di un preciso sottinsieme, non sempre facile da individuare.

Se per esempio prendiamo il cibo, e’ chiaro che  per me le informazioni di cui necessitiamo sono: quanto costa, cosa contiene, quanto e’ buono.

Se siete degli ecologisti, allora vorrete anche leggere, che so io, quanto danno abbiate fatto all’ambiente.
Se siete dei pauperisti, volete anche leggere, che so io, se ci siano OGM e quanti.
Se siete dei nazionalisti, volete anche leggere, che so io, dove precisamente sia stato coltivato/allevato il cibo.
Il problema allora e'”cosa scrivere?”. Ovvio: tutto. Se pensiamo che il fine massimo sia la felicita’, e che la felicita’ sia il fine massimo di tutti, allora dovete far felice ME e quelli come me, e mettere quanto costa, cosa contiene, quanto e’ buono. Poi siccome bisogna fare felici gli altri, allora metteteci pure da dove viene, se ci sono OGM, che danno abbia fatto all’ambiente.

Cosi’, se ho del cibo A e del cibo B, posso fare la scelta che mi avvicina di piu’ alla MIA felicita’, e loro pure. Non e’ necessariamente la scelta piu’ razionale , logica o scientificamente fondata: ma e’ quella che mi rende felice. Per dire, qui dove i vegani hanno molti piu’ negozi e ristoranti a disposizione sono persone quasi amabili, se confrontati coi talebani italiani: la ragione e’ che esistono piu’ negozi bio, il “bio” stesso costa meno, e poi esistono molti  negozi tipicamente veg*/vegani. (4)

Se andiamo a problemi piu’ complessi, come l’informazione sulle persone , o su come pagare le tasse, o su cosa intenda fare la vostra azienda, o in che stato sia oggi, osservate una cosa: le persone che ricevono piu’ informazioni sono piu’ felici: anche quando le notizie sono brutte, essere informati tempestivamente permette piu’ scelte, e quindi rende piu’ felici.

Faccio presente che di per se’ la ricerca della felicita’ non necessita di buone notizie. Una persona lottera’ per la felicita’ anche in carcere, o mentre la torturate: qualsiasi cosa possa fare per avvicinarsi, o per essere meno lontana dalla felicita’, sara’ fatta in QUALSIASI situazione, qualsiasi siano le informazioni disponibili: sinche’ una scelta e’ POSSIBILE, ed e’ una vera scelta, allora si attivera’ la ricerca della felicita’.

Cosi’, vi troverete a dire che per essere felici vi serve essere liberi, e che per essere liberi dovete essere informati. Contro questa richiesta ottenete sempre le stesse obiezioni:

  • Non sapere e’ meglio di sapere.
  • Metterti nelle condizioni di sapere e’ troppo oneroso.
  • Questa conoscenza non deve andare in mano alle masse, che potrebbero usarla male.
la prima si maschera sotto i cosiddetti indicatori sintetici. Nessuno sa piu’ come diavolo vada l’economia in realta’, perche’ vi viene dato in pasto un mostro sintetico che si chiama GDP, o PIL. Indicatori reali come l’indice di Gini sulla ricchezza e sui patrimoni sono calcolati, e conservati su Alpha Centauri, nella cantina, vicino alla gabbia del guaguaro. Se siete troppo pigri per fare qualche anno luce, direbbero i Vogon, poi non lamentatevi.
Dopo un terremoto, il problema e’ sapere quando arriveranno i fondi per la ricostruzione. Se arrivano in pochi mesi, ai negozianti e alle aziende  conviene resistere e tenere aperto. Se invece i soldi arrivassero dopo uno, due anni, conviene chiaramente loro chiudere, magari tenendo l’affitto dello stabile  e le loro cose dentro, e aspettare che l’economia riparta.  La mancanza di informazioni sul futuro, per dire, impedisce ai negozianti di fare la scelta migliore.
Se avessi avuto un’azienda dalle parti dell’ Aquila, per dire, col senno di poi, subito dopo il terremoto  avrei semplicemente chiuso tutto, e mi sarei messo a cercare un altro posto ove riaprire, prima di essere distrutto dalla crisi di una ricostruzione infinita.

Oltre al GDP, anche gli indicatori falsi come l’ IGP, il DOC, il DOCG, sono insufficienti a moltissime persone che vogliono fare scelte basate sul contenuto MATERIALE del cibo.  Con questo io NON dico di TOGLIERE le certificazioni, visto che servono ad ALTRI per fare scelte libere: dico che voglio ANCHE i dati che cerco.(5)
La seconda strategia per negare informazione e’ quella di affermare che sarebbe troppo oneroso fornirti informazioni. A parte che mai come ora e’ stato semplice e poco costoso fornire informazioni, faccio presente che l’etichetta del cibo contiene tranquillamente la faccia di Nonna Zermelia sorridente , cosa che e’ costata un botto, laddove non vi si dice quanto colesterolo abbia il cibo che sta dentro. Non e’ assolutamente vero che sarebbe oneroso(5) , anche perche’ esistono gia’ database di cibi e contenuti nel dettaglio, solo che non esistono controlli a campione per effettuare le misure.
Infine, c’e’ la questione del “pericolo”. Cosa succederebbe SE tutti sapessero? Si potrebbe spargere il panico per niente! L’industria morirebbe, se si sapesse quanto piombo “made in autostrada” ci sia nel parmigiano e nel grana. Sarebbe davvero orribile se si sapesse che il grano duro Creso e’ un OGM, modificato bombardando il genoma (gia’ ibridato e tetraploide) con radiazioni ad alta energia: migliaia di posti di lavoro in fumo! ( http://it.wikipedia.org/wiki/Creso_%28agronomia%29 )

Insomma, dovete rinunciare a sapere che state mangiando un OGM ottenuto spezzettando il DNA del grano con radiazioni ad alta energia , dal momento che se lo sapeste dovreste perdere un sacco di posti di lavoro. Per non parlare del “Made in Italy”, visto che il “Creso” e’ tra i piu’ usati tipi di grano duro, ovvero il fulcro del “made in Italy”, laddove ci siano prodotti della farina.
Questa scusa e’ difficile da demolire, se non semplicemente facendo l’esempio del grano “Creso”, un OGM dal DNA devastato dalle radiazioni di cui  nessuno (o quasi) sospetta nulla, se non che quando si vuole capire come mai stia aumentando l’allergia al glutine, si tirano fuori… le scie chimiche.

Certo, e’ scorretto avanzare sospetti del genere, in assenza di correlazioni evidenti, ma e’ altrettanto scorretto elencare terribili conseguenze della buona informazione:

  • Se diciamo a tutti che il grano duro normalmente e’ fatto bombardando di radiazioni ad alta energia  un ibrido quadriploide non esistente in natura,  il made in italy ne soffrira’: fame, guerra , malattia, morte, visio, powerpoint! E  avremo cinque gradi in piu’ di  Topless di Alda d’Eusanio nel 2035!
  • Eh, ma a non farlo sai cosa succede? Chi credi che stia causando questo aumento di allergie al glutine? Avete dato farina radioattiva(6) alla gente ed ora sono tutti li’ che stanno male. In pratica si mangia fallout nucleare!
La seconda frase e’ sleale e scorretta quanto la prima, ma se da un lato raggi X e raggi Y sono poco propensi a causare fallour nucleare, e la farina NOn e’ radioattiva, non e’ neanche vero che informando di questo le masse arrivera’ l’ Apocalisse, o peggio, il Topless di Alda d’Eusanio.

In ogni caso, il vero obiettivo e’ di impedirvi di avere le informazioni che servono a scegliere, perche’ se scegliete sceglierete cio’ che vi avvicina alla felicita’, e se vi avvicinate alla felicita’, la guerra dei nemici della felicita’ e’ persa.

Per concludere, quindi, state MOLTO attenti a chi vi nega le informazioni che vi servono per fare le scelte: stanno cercando di togliervi la felicita’.
Uriel
(1) Personalmente, ritengo che senza una popolazione di persone felici una nazione non possa raggiungere nessun traguardo, compresi quelli economici. In che modo una popolazione infelice, ove ognuno spreca tempo e risorse a vessare altri (ovvero a causar loro danni di qualche tipo, non fosse che la perdita di tempo e di entusiasmo) puo’ essere “economicamente efficiente”? Amartya Sen , il premio Nobel per l’economia, ha scritto diverse cose interessanti a riguardo.

(2) Curiosamente, nella Bibbia (e solo li’) la storia e’ opposta: quello che vuole liberta’ e’ Satana, chi lo punisce perche’ non gli obbedisce ciecamente e’ Yahweh. O “Geova”, se vi piacciono termini tipo “adirato”. Se invece vi piace” la madre di tutte “, tipo che so andate a farvi “la madre di tutte le birre”, o ieri avete mangiato “la madre di tutte le lasagne”, allora va bene anche Allah. Gli estimatori del “signore degli”, tipo “ieri ho mangiato il signore degli stinchi con patatine”, oppure “ieri ho parlato col signore degli imbecilli”, allora il dio si chiama… uhm. Non si chiama affatto, gli ebrei non sanno come si chiami di preciso. Immagino che nell’aldila’ si rivolgeranno a lui fischiando, o tipo “ehi, tu, tizio con la barba! “.  Ovviamente potete spaziare, tipo “il papa’ di un mio amico distilla in cantina un Grande Spirito”, oppure che so io “quella li’ ha gli stessi polmoni di Afrodite”,  ” tua sorella e’ meglio di Ishtar” , “il mio vicino di casa e’ piu’ incazzoso di Ruzevit”.

(3) Questa cosa di fare neutro Hitler l’ho sempre trovata comica. Una specie di vendetta postuma: castrate il bastardo.

(4) Esiste anche il kebabbaro vegano, andate alla pagina due qui: http://www.yelp.com/search?find_desc=Vegetarian+Restaurants&find_loc=D%C3%BCsseldorf%2C+Nordrhein-Westfalen#  . L’ho provato, e onestamente… beh, non mi ha avvicinato alla felicita’, ecco.

(5) Suvvia, basta un qcode che mi mandi su un sito, e il sito mi sciorina il contenuto. Scatto col cellulare e ottengo il contenuto di tutto. (attualmente lo faccio usando MyFitnessPal, che legge i codici a barre e ha un database di 3.000.000 di cibi diversi). Potete farvi un account, piazzarci dati ad minchiam, e usarlo solo come database di cibo.

(6) Raggi X e gamma, cioe’ le summenzionate radiazioni ad alta energia, non possono causare “fallout nucleare”
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