Il Renzi Romanzo.

 Di Uriel Fanelli, 22 febbraio 2014
Ho scritto tempo fa che la politica italiana appare come un copione scritto, dal momento che si vedono chiaramente le tecniche tipiche della sceneggiatura dei romanzi nella narrazione politica, segno che e’ un copione costruito a tavolino. Renzi e’ un esempio di questo copione, che si ripete sempre uguale
Si parte con un governo per le riforme. Ma , porco cane, il tempo passa e mentre si fanno le riforme bisogna sempre badare alla pubblica amministrazione. E cosi’ vi rifilano tasse, tassine, tagli e tutto quanto. E non vi dicono che e’ dovuto a sprechi e al fatto che i soldi non bastano mai per una classe politica che intasca ogni anno 60 miliardi di tangenti.  No, vi raccontano che lo vuole l’ Europa.
Non ci vuole molto: si intervista un funzionario che pensa che bisognera’ a tutti i costi una patrimoniale (ci sara’ pure da qualche parte un funzionario che pensa questa cosa) o che pensa che una patrimoniale sia dopotutto migliore di 20 anni di tagli, e vi si racconta che lo vuole l’ Europa.
Detto questo, vi si tassa, perche’ mentre si non-fanno le riforme, occorre anche pensare ai conti, no? E cosi’ i primi mesi di governo passano sotto i vostri occhi – che il tempo stringe – e vi si spellano vivi.
Nella seconda fase, occorre proprio che le riforme si facciano, insomma, e’ un governo “per le riforme” e allora bisogna discuterne. Appena arrivano “le riforme”, succede l’inevitabile: il raccogliticcio ciarpame che formava il governo inizia ad entrare in crisi, perche’ per riformare un sistema occorre anche saperlo fare, e non e’ semplice come sembra, e allora il governo “esaurisce la sua spinta”. Insomma, il governo “per le riforme” ha sempre un sacco di spinta quando vi si incula, poi appena bisogna fare delle cose, allora “esaurisce la sua spinta”.
Ma quando arriva alla “fine della spinta”, guarda caso il partito ha gia’ pronto il nuovo che avanza. E si passa al rimpasto, al nuovo governo, che dovra’ aprire un’era di riforme. Solo che, si sa, il tempo e’ passato, si sono gettati via mesi preziosi e adesso c’e’ un buchetto nel bilancio. E quindi, occorrera’ per forza qualche tassettina. Insomma, dei sacrifici. Ma non vi preoccupate, che le riforme stanno arrivando. E’ solo che prima bisogna un attimo pensare anche ai conti, che un governo mica vive solo di riforme.
Cosi’, adesso arriva Renzi. Che e’ li’ per fare le riforme, visto che lo scorso governo ha esaurito la spinta riformatrice – se escludiamo le tasse, per le quali la spinta l’ha avuta. Tutta in culo a voi.
Il tempismo e’ fantastico. Grazie a questo rimpasto, e alle elezioni europee, la geografia dei trombati e’ completa. Arrivando oggi, succede che gente come Letta, che in una normale elezione farebbe la fine del porco a dicembre, si trovera’ qualche mese per poi proporsi alle Europee.
Avete presente quelli che Renzi avrebbe “distrutto”, i “vecchi” che ha “rottamato”? La Bindi, D’Alema, tutta quella gente li’? Ecco, si candidera’ nelle liste europee, ed andra’ a svernare a Bruxelles per qualche annetto, lontani dai riflettori, a spalmare fondi europei su amici italiani, insomma, la vita da poveretti di Mastella.
Anche nel centrodestra, comunque si chiami oggi, la musica sara’ la stessa, e anche molti leghisti cercheranno di spiccare il volo. Insomma, chi sa di non avere speranza in una vera competizione elettorale cerchera’ di farsi eleggere per l’ Europa in qualche “collegio sicuro”. Qualche annetto in UE, e poi quando Renzi sara’ una candela consumata, torneranno a comandare il partito da dietro le quinte.
Sistemati amici e puttane, sara’ chiaro che anche Renzi avra’ “esaurito la spinta riformatrice”, con la sola eccezione delle riforme che vanno in culo a voi: un bel “job act” , in modo da allungare le code di persone col cappello in mano fuori dalla porta delle aziende, e rendere tutti piu’ precari.
Renzi scoprira’ di aver ereditato dalla gestione precedente un buco dell’ INPS, che chiudera’ togliendo la pensione a qualcuno, scoprira’ che Letta aveva messo a bilancio i risparmi della spending review , che invece come tutte le ottimizzazioni richiede investimenti e genera risparmi solo nel lungo termine, e dovra’ cercare i soldi.
Perche’ vedete, una spending review non vi da’ soldi subito. Voi individuate le fonti di spesa inutili, investite per ottenere gli stessi servizi con meno soldi, e dal prossimo anno iniziate a spendere meno. Ma Letta ha messo a bilancio i risultati della spending review, che forse vedra’ tra uno-due anni. Questo gli ha permesso di spacciare per “finanziabili” delle spese, che poi non lo sono state.
Dopotutto, se il debito italiano cresce, una ragione c’e’: vi hanno tagliato i servizi, vi fanno pagare piu’ tasse , ed il debito e’ aumentato, e se il debito aumenta con meno uscite e piu’ entrate e’ perche’ qualcuno fa evidentemente la cresta sul bilancio.
 
Che cosa succedera’? Succede che da meta’ anno inizia il semestre italiano alla UE, e quindi non ci sta bene se Napolitano cade e l’ Italia va a votare, perche’ per le elezioni occorre dare tutta la colpa all’ Europa e non lo puoi fare se in quel momento hai la presidenza.
Cosi’, Renzi avra’ “spinta riformatrice” sino a fine 2014, piu’ o meno. Dovra’ fare qualche riforma, anche se non una al mese, e fara’ tutte quelle che l’ Europa NON ha chiesto – ma vi faranno credere di si’ – (1) e quindi demolira’ quel poco di sindacalismo che ancora vi resta, rendera’ precario chi oggi e’ stabile, salvera’ le banche in difficolta’ coi vostri soldi, tagliera’ servizi e welfare, e tutto ovviamente sara’ all’insegna delle riforme.
Verso meta’ anno/settembre scoprira’ che il debito sta aumentando troppo: il bilancio cosmetico dell’anno scorso ha permesso a Letta di dare una copertura fittizia a troppe spese, tutte quelle che hanno tenuto in piedi il suo pietoso governo. Arrivati ad agosto, circa, scopriranno che al bilancio mancano , diciamo, 15-20 miliardi, e che serve una manovrina.
Certo, potrebbero vendere 15/20 miliardi in piu’ di BTP, tanto pagano le prossime generazioni , ma l’ Europa malvagia non lo vuole, e quindi , sempre per colpa dell’ Europa, andranno a sanare il buco coi vostri soldi.
Verso fine anno, alla fine del semestre europeo dell’ Italia, esaurira’ la spinta anche Napolitano, che si trovera’ con un governo cui non crede piu’ nessuno, una popolazione piu’ affamata ed un Grillo fortissimo. Verso fine anno ci saranno le dimissioni di Napolitano, che trovera’ la nuova legge elettorale – una fotocopia di quella attuale – abbastanza buona da procedere.
Come vivra’ tutti questi mesi Renzi? Semplice: per costringere Alfano a stare con lui , continuera’ a parlare con Berlusconi. Siccome Alfano sa che se non divide la torta del governo e’ finito, e teme quindi che Renzi lo sostituisca con Berlusconi – col quale dialoga – Alfano fara’ quel che dice lui, o meglio , siccome ha bisogno di Berlusconi per questo gioco, Alfano fara’ quello che vogliono Renzi e Berlusconi.
Certo, potrebbe succedere che Alfano abbia le palle ed esca dal governo sfidando Renzi ad allearsi con Berlusconi, ma questo porterebbe solo ad elezioni anticipate, nelle quali – se tutti i rottami PD si sono sistemati a Bruxelles – Alfano non ha chance di superare la soglia di sbarramento. Quindi resistera’ , tanto Renzi e’ abbastanza di centro da piacere alla destra, e non esistono evidenze di centrosinistra nei suoi pensieri.
Le elezioni convengono poco anche a Berlusconi, perche’ ha sempre giocato molto sulle liste coi cespugli, ma e’ abbastanza chiaro che i vari La Russa, Meloni &co stanno per puntare a mettere il culo su una poltrona europea, e quindi  dopo il repulisti per qualche mese non ci saranno altri cespugli degni di nota.
Mi chiedete cosa fara’ Grillo nel frattempo? Si nutrira’ di crisi, di mancata crescita, di rabbia, e siccome i suoi parlamentari hanno gia’ preso un’identita’ riconoscibile, nonche’ una discreta abilita’ a vivere nel teatrino romano, difficilmente perdera’ consensi: come ho detto tempo fa , Grillo deve solo aspettare la maturazione dei frutti che altri hanno piantato per lui.
L’ultimo parere che mi avete chiesto e’ stato quello sul “titanico” scontro fra Renzi e Grillo. Renzi e’, come tutti quelli di sinistra, convinto di essere intelligente solo perche’ tanti nel suo partito sono piu’ stupidi di lui.  Solo che lo stesso trucco non funziona mai due volte.
Letta, dopo aver visto il primo disastroso streaming di Bersani, aveva usato la strategia di arrivare alle consultazioni con M5S e trasformarle in un suo comizio. In questo modo, aveva fatto fare ai “cittadini” di M5S una figura barbina, anche perche’ ad un comizio c’e’ poco da rispondere. Non e’ un evento interattivo. E cosi’, M5S ci aveva messo la audience e Letta si e’ fatto il suo comizio gratis.
Ovviamente il trucco non poteva funzionare due volte, ma quelli come Renzi si credono furbi, e siccome c’era riuscito Letta, ci ha provato anche lui. Chiaramente, dall’altra parte aveva un tizio che calca il palcoscenico da 40 anni, e non aveva alcuna speranza.
Ovviamente e’ finito stracciato: quando qualcuno ti dice “non credo ad una sola parola di quello che dici”, in definitiva la cosa migliore da fare sarebbe di andare via. Non ha alcun senso stare li’, e se poi qualcuno si prende il palco e fa il SUO comizio, approfittando dell’attenzione dovuta al nome “Renzi”, sta solo ottenendo lo stesso effetto di Letta, ma a modo suo.
E’ ovvio che zittendolo come un coglione qualsiasi Grillo abbia semplicemente tolto a Renzi quell’alone di belle parole che e’ il requisito per non sembrare una pessima imitazione di Carcarlo Pravettoni. Se non dai la parola a Renzi per almeno cinque-sei minuti di fila, tipo mettendolo su uno sgabello efacendogli delle domande senza contraddittorio, Renzi appare per quello che e’, cioe’ un tizio uscito dai salesiani che si sforza di fare il rocchettaro sempregiovane, cioe’ una specie di sessantottino fuori tempo massimo: Terence Hill che faceva Don Camillo con l’ enduro aveva piu’ spessore.
E’ abbastanza chiaro che Renzi abbia lo stesso modello di successo mediatico che aveva Terence Hill: una faccia simpatica, giovanile, un aspetto vispo, una risposta pronta. Piace alla mamma perche’ e’ una specie di rassicurante pretino svelto di mano, piace ai bambini perche’ qualche volta ti fa la marachella, piace alla nonna perche’ sembra un giovinotto per bene.  Mancano solo un compare grasso e macilento e una bella scazzottata, insomma, e siamo alla commedia comica nazionalpopolare per tutta la famiglia.
E’ ovvio che un personaggio iconico, di fronte ad un iconoclasta ha poca vita di fronte a te. Quella che per Renzi era la forza, questa cosa di “io faccio sul serio”, e’ stata annientata immediatamente da un sonoro “non crediamo a quello che dici” , la sua aria giovanile da Terence Hill in camper e’ scomparsa subito sotto le prese per il culo di Grillo: Renzi deve pure ringraziare che non abbia voluto andare sull’escatologico, altrimenti ne sarebbe uscito coperto di merda.
Era un epilogo scontato, quando si va ad un colloquio avendo come arma soltanto un trucco gia’ usato una volta – e peraltro usato da altri -, non avendo un contesto amico (senza il quale gli uomini di sinistra sono finiti. La mancanza di contraddittorio nel loro entourage li rende fragilissimi ) , e avendo di fronte una persona che calca il palco da 40 anni.
Mi sono meravigliato che Grillo non lo abbia lasciato parlare ancora per prenderlo per il culo ancora di piu’, ma forse per Grillo era piu’ importante impedirgli di fare un comizio come fece Letta, per mandare un messaggio chiaro: “rompi le palle ai miei e scendo in campo io e ti sbriciolo”.
Non sono mai stato un grande fan di Grillo, ma almeno avete avuto la misura chiara di Renzi: in ambiente non amichevole, se privato delle sue due o tre paroline magiche, come leader non vale niente. Non ha neanche avuto la forza di incazzarsi per essere stato insultato, o di alzare la voce almeno quanto Grillo, segno che di comizi ne ha fatti pochi e non ha mai avuto l’istinto di coprire il vociare della folla alzando il volume.
In generale, lo scontro con Grillo dovrebbe aver mostrato chiaramente come alla fine, dietro al giuMbotto, in Renzi non ci sia quasi nulla. Non e’ un leader, non trasforma lo spazio attorno a se’  – come invece aveva mostrato di saper fare Letta – non sa imporsi, la sua presenza in un contesto polemico e’ quasi inesistente.
Anche le sue argomentazioni sono state inesistenti, dietro il bel parlare di “ggiob act” , che alla fine significa pochissimo , non c’e’ proprio nulla: Grillo avrebbe potuto stritolarlo chiedendogli di prendere posizione sulla crisi in Ukraina o su altri temi ove occorra spessore, come la questione delle missioni italiane all’estero, o i Maro’.
Questa sensazione di mediocrita’ mascherata ve la terrete ancora per circa un anno, dal momento che Renzi serve principalmente a tappare un buco, durante la presidenza italiana , e per tenere le redini mentre i trombati del PD, che ormai non avevano speranze sul territorio (chi voterebbe la Finocchiaro con la sua spesa scortata all’ IKEA?) , e devono riciclarsi a Bruxelles per qualche anno.
In generale, cioe’, il copione sembra gia’ scritto, e se gli autori non tirano fuori qualche distrazione, anche il 2014 passera’  quasi identico agli altri. Piu’ tasse, piu’ disoccupati, giornali pieni di brutte notizie, recriminazioni inutili contro l’ Europa.
Un romanzo noioso e ormai insopportabile: il Renzi Romanzo.
Un libro come tanti per un uomo qualsiasi.
Uriel
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