Perche’ nessuno vuole l’Europa?

Scritto da Uriel Fanelli

Nella lotta antieuropea, mi viene da ridere ogni volta che leggo di “lobbies europee”, dal momento che in questo momento la posizione delle lobbies di tutti i paesi europei e’, al 100%, completamente antieuropea. Ed e il motivo e’ qualcosa che vidi quando ancora abitavo in Italia, in provincia di Bologna.

Come saprete, ad un certo punto il governo aveva deciso di fare le “Citta’ metropolitane”, e ovviamente Bologna era tra queste. Ma il progetto non piaceva molto in provincia, per una ragione molto semplice: si parlava di cancellare le giunte e di far gestire tutto dal centro.

Chi era contrario? Beh, era abbastanza ovvio: tutte le “elites” del posto.

Il prete del luogo, che poteva raccogliere per le elezioni diverse centinaia di voti, poteva fare quel che voleva col consiglio comunale di un paese di 3300 anime, ma a Bologna qualche centinaio di voti non valevano nulla.

Lo stesso dicasi delle PMI: una PMI che desse lavoro a 30 famiglie era una potenza politica del posto, un deus ex machina, una piccola banca tipo un banca con due filiali , poteva ben battere i pugni sul tavolo a Vergato, ma non a Bologna dove c’erano dei pezzi grossi molto piu’ grossi.

In definitiva, cioe’, un allargamento dello scenario economico e politico non piace a nessuna mafia locale, perche’ esse si ritrovano nella condizione di essere meno influenti verso il potere centrale.

Se andiamo in Italia, Berlusconi e’ un pezzo grosso della politica qui, perche’ possiede le TV, ma su scala europea quanto e’ grosso? Quanto conta? Se volesse fermare una legge sul conflitto di interesse in europa, avrebbe la forza? No. Se volesse riformare la giustizia dall’ Europa, potrebbe? No.

Anche le sue TV, il suo “impero”, alla fine dei conti su scala europea sono ben poco. Anzi, sono quasi nulla. Sono in definitiva poco piu’ che TV locali sulla scala nazionale.

Prendiamo le banche italiane. Se ne escludiamo due, le altre sono delle stesse dimensioni di una sparkasse cittadina tedesca, o di un credito agricolo francese. MPS , su scala europea, non e’ nulla di che.

Immaginiamo per un istante che domani tutto il potere andasse a Bruxelles. Agnelli/Elkann potrebbe pensare di dettare ultimatum al governo, di essere ricevuto da un ministro, di proporre riforme del lavoro a suo favore? No, e’ ovvio. Ci sono aziende automobilistiche piu’ importanti che praticano politiche opposte. Generali e’una bella compagnia assicurativa, ma c’e’ di meglio.

Prendiamo De Benedetti. Tanto incensato in Italia, e’ famoso per essersi preso due sonori ceffoni quando ha tentato la scalata alla Societee General du Belgique. Guida un’azienda energetica grande circa quando una StadtWerke media, e anche se Bruxelles non e’ esente da lobbies, lui non e’ certo tra i pezzi grossi.

Questo e’ il punto, il problema, ed e’ il motivo per il quale tutte le forze politiche in campo, in Italia e fuori, devono vedersela con delle lobbies locali che NON vogliono perdere potere.

In provincia, il padroncino che ha un’azienda da 50 dipendenti e’ un dio in terra, se non per motivi elettorali, almeno per motivi di tangenti: ma salendo nella gerarchia del potere , il prezzo aumenta. Se pensiamo ai milioni di euro sganciati da Silvio per comprare senatori, capiamo subito che il nostro bauscia di provincia non puo’ corrompere altro che un consiglio comunale. Forse uno provinciale. Ma a meno di non essere molto grande, non arrivera’ oltre.

Lo stesso vale per le forzepolitiche. Uno sciopero di un sindacato italiano, bloccasse anche i treni in Italia, non sarebbe nulla nei confronti della UE. Ok, in Italia si fermano i treni. O in Belgio. O in Spagna. Chissene? Sono questioni locali.

Il problema e’ che mano a mano che si arrivina l’appuntamento per avere un governo centrale europeo, e mano a mano che si dia un vero ministero di qualcosa, le mafie locali (che controllano i giornali) iniziano a fare marcia indietro.

Prendiamo la questione indiana. In questo momento la finzione consiste nel far finta che il governo voglia liberare i Maro’, ma alla fine dei conti, ci sono alla porta del ministero dei lobbisti che hanno paura che gli indiani non paghino le fatture alle aziende italiane che aspettano crediti. Successe la stessa cosa ai tempi di Ochalan in Turchia. Ochalan aveva diritto di sicuro all’asilo, che infine fu concesso, ma alcune grosse aziende che avevano in ballo forniture di elicotteri fecero lobby, e la risposta positiva all’asilo arrivo’ troppo tardi, quando lo avevano riconscegnato ai turchi.

Ora, per quanto si dica che tutti vogliano un ministero degli esteri europeo ed una politica comune, sappiamo benissimo che una questione del genere renderebbe quasi irrilevanti le pressioni di lobby. Per molto tempo il fatto che Assad fosse un nazista (il Baath e’ l’unico discendente ancora in vita del partito nazionalsocialista di Hitler) non aveva mai preso troppo il cuore di nessuno, perche’ verso la Siria andavano sia copiose forniture di trattori e una catena cooperativa di distribuzione comprava molto da quelle parti.

Ma se per caso ci fosse un ministro europeo a prendere in mano la questione, probabilmente se ne infischierebbe di una piccola fabbrica di trattori e di una piccola catena di distribuzione e grandi supermercati, diffusa in poche regioni italiane.

Non c’e’ alcuna lobby a favore dell’ Europa. Questo e’ il punto. CHi parla di lobby europeiste semplicemente si copre di ridicolo: nessuno vuole trovarsi ad essere troppo piccolo, o perlomeno piu’ piccolo. Anche nna banca sistemica come Unicredit verrebbe sicuramente al primo posto in una ipotetica agenda di Bankitalia, non necessariamente al primo posto in una riunione della BCE, dipende dalla situazione.

Ed e’ qui il punto: il federalismo conviene ai piccoli poteri, di ogni genere. La Grafin Von TittenTanten che sponsorizza una scuola materna cattolica di Erkrath vale probabilmente qualcosa a Erkrath, ma non riuscirebbe ad influenzare gia’ il Kreis Mettmann. Se poi parliamo di Lander, beh, e’ irrilevante. Figuriamoci a livello nazionale.

La Kommerzbank e’ riuscita a risollevarsi e tornare in utile per via di un bailout dello stato , e di diversi ricchi lander, ma dalla BCE nessuno avrebbe mosso un dito per salvarla. Cosa intendo?

Non esistono lobby europeiste.

la lobby vuole avere , per definizione, un forte potere sul governo. Per averlo, deve esercitare peso, economico o politico. Tale peso vale in proporzione ai fabbisogni “economici e politici” del governo con cui si rapportano.

Sinora in Europa non esistono ancora lobbies consolidate capaci di influenzare davvero il parlamento tutto. Al massimo possono influenzare i governi locali, che poi giocheranno ai veti incrociati, ma questa non e’ una lobby PER l’ europa: e’ una lobby CONTRO, una che cerca di frenarne l’azione.

Se tutti i giornali sparano a zero sull’europa un giorno si ed un giorno no, non e’ perche’ ci sono lobby europeiste: se le elites fossero europeiste, voi leggereste sui giornali solo delle eroiche imprese di Van Rompuy, per una sola ragione.

Nelle societa’ moderne, la prima azione che le lobby mettono in atto e’ quella di possedere l’informazione. Il secondo e’ quello di possedere un partito. Non esistono lobby sconnesse da un pezzo di informazione. Non esistono lobbies slegate da un partito.
Ma il potere della loro informazione e’ microscopico su scala europea perche’ non esistono massmedia europei, e il potere dei loro partiti e’ microscopico perche’ non esistono veri partiti europei.

Nessuna di queste lobbies vuole vedersi ridimensionata, ne’ in dimensioni assolute, ne’ in dimensioni RELATIVE. Anche per una ragione molto semplice: le lobbies devono lottare su DUE fronti.

Dal fronte “alto”, devono praticare un do-ut-des con il potere, per cui la loro posizione deve apparire consolidata. Dall’altro devono lottare con quelli che sono piccoli oggi ma scalpitano per crescere.

Prendiamo un giornale a caso del panorama italiano. Quando ho pubblicato “morire per” , l’indomani sono successe due cose:

Un articolo di una signorina nessuno che diceva “A kiev non si muore per l’ Europa”.
Una rapida e rigorosa azione di photoshop per togliere ogni bandiera europea da ogni fotografia di Kiev.

ora, uno puo’ fingere di non notare la correlazione, ma il punto e’ che vivere dentro una lobby non e’ cosi’ bello come sembra. Si vive nella paura che il padrone si arrabbi. Si vive riducendosi a leccaculo, ben oltre il richiesto, per paura non solo di non soddisfarlo, ma di non anticiparne le libidini.(1)

Che cosa succede? Succede che le corazzate devono avere qualcosa da spendersi. E se qualcuno, dal basso, tira su abbastanza consenso – non controllabile – da potergli rovinare i piani, i servi hanno paura.

Una lobby dei tassisti sa che potra’ trattare con qualsiasi giornale, i tassisti sono sempre amici dei giornalisti , sa che potra’ trattare col sindaco, coi sindacati, ma se io faccio presente che il loro lavoro va a sparire perche’ saranno cancellati dai sistemi di mobile booking (che contengono sia il car sharing che servizi piu’ disparati) , non sanno a chi cazzo rivolgersi (se non minacciarmi di morte, naturalmente.)

Cosi’, la lobby ha sempre paura di un governo piu’ grande di quello che puo’ controllare: nel momento in cui in alto non ha forza, si trova nella difficolta’ di controllare chi cresce dal basso, e da quel momento finisce di essere conveniente: fare lobby costa, e se non si possono frenare quelli che vengono dal basso e non si possono influenzare quelli che stanno in alto, che si spende a fare?

Cosi’, credo sia ora che qualcuno dia la sveglia: non esistono “lobby europee”. Le sole lobby in europa vogliono che l’europa NON si faccia.

Perche’ con dei governi locali e piccoli e’ facile fare i prepotenti, mentre con dei governi molto grandi, solo entita’ economicamente o politicamente molto grandi possono avere influenza.

Quindi, personalmente rido in faccia a chi mi dice che esistono “lobby di banchieri europei”: se c’e’ una cosa che i banchieri europei vorrebbero e’ che sparisse la BCE e tornassero i vecchi tempi, in cui si presentavano a Roma, Berlino, Parigi, MAdrid, portando doni e tutto si sistemava coi soldi pubblici.

Idem per le lobby di finanzieri: un tempo bastava loro una telefonata per avere un nuovo regolamento di borsa, o per avere piu’ tempo da Bankitalia, dalla Buba, da chiunque. Oggi, BCE ha dimensioni tali da potersene infischiare del singolo gruppo, come insegnano le dimissioni del precedente direttore di Buba, in protesta con la BCE.

Quindi no, smettetela di scrivermi parlando di “lobby filoeuropeiste”.

Non ne esistono.

Puo’ darsi che ne esisteranno in futuro, ma oggi come oggi, le uniche lobbies del continente sono , per forza di cose, euroscettiche.

Uriel

(1) Tralasciamo quanto potere dia questa psicologia inversa a chi volesse far cambiare direzione ad un grosso giornale possedendo solo un blog.

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