I prossimi passi della “crisi” Ukraina.

Di Uriel Fanelli. 06 marzo 2014

Come avevo scritto, siamo nella prima fase della crisi Ukraina. Siamo cioe’ nella fase in cui Putin esibisce i muscoli per mostrare che l’occidente sia impotente contro di lui (vero), e sta agendo deliberatamente allo scopo di dividere lo schieramento occidentale tra europei e anglosassoni. Gli americani si sono accorti di questo divario, ma non potendo accettare il presupposto di un cambiamento di rotta – ovvero il fatto di essere praticamente impotenti in quella zona – preferiscono fare i duri, ma lasciare il lavoro umiliante alla loro cameriera di Londra. Come evolvera’?

Come abbiamo fatto l’altra volta, elenchiamo un pochino di fatti salienti, e andiamo poi a vedere come la situazione possa evolversi. In definitiva, i vincoli sono cosi’ tanti che ci sono pochissime possibilita’ di sbagliare.

  • La Russia ha agito all’interno della legalita’ internazionale. Quando la Crimea e la parte occidentale dell’ Ukraina furono assegnati all’Ukraina stessa, dopo la fine del sistema sovietico , il trattato comprendeva il diritto dei russi di intervenire se fosse stata in pericolo la popolazione russofona, l’ autonomia della Crimea (una specie di regione a statuto speciale nello stato Ukraino) o la possibilita’ o la difficolta’ di utilizzare o raggiungere le basi russe , anche loro istituite con quell’accordo. Quindi, in sede giuridica, Putin e’ legalmente dalla parte del giusto. Chi parla di ritorsioni non ha capito bene questo punto: Putin ha il diritto di agire come ha agito, sulla base di trattati esistenti. Sarebbero semmai illegali ritorsioni, dal momento che Putin e’ in regola, almeno formalmente.(1)
  • Tra UE e Russia c’e’ una simbiosi energetica, commerciale e finanziaria che pesa il 30% del PIL Russo, ma pesa anche il 30% dell’ import/export dei tre paesi piu’ grandi, un 15% di traffico finanziario a Londra, e un 25% dell’energia europea. Chi spera che la UE si impunti , attribuendo alla Merkel frasi come quelle riportate nei giorni scorsi, semplicemente sogna. Non e’ nemmeno lontanamente pensabile un allontanamento tra Russia e UE, per motivi estremamente materiali. La UE si presentera’ a trattare.
  • La situazione in Ukraina e’ ancora fluida. Le forze armate Ukraine ad est hanno praticamente disertato a favore di Putin, e in ogni caso, nemmeno tutte assieme costituivano un pericolo per i russi. Perche’ ci si presenti ad un tavolo occorre un governo legittimo e stabile. La mobilitazione di volontari contro i russi e tutta la scenata serve a compattare la popolazione, mossa molto saggia, ma occorre un governo legittimo e credibile. Occorre quindi che si svolgano delle elezioni e che il popolo ukraino voti, e questo richiede un controllo sullo svolgimento del voto. OCSE probabilmente si offrira’ di farlo, e questo implica che sara’ un ente occidentale a legittimare le elezioni. A Putin questo non interessa: ha avuto quel che voleva, cioe’ si e’ ripreso la Crimea.
  • UE ed USA hanno interessi contrastanti. La UE non si battera’ mai per una Ukraina nella NATO, ma tentera’ di estendere i rapporti commercialie  finanziari sin li’. Gli USA li vogliono nella NATO, ma una estensione in quella direzione non e’ un guadagno per la UE, e se Putin minacciasse di far saltare la trattativa , la UE rinuncerebbe facilmente alla storia della NATO. Gli USA non vogliono questo, e tenteranno di spingere il nuovo governo Ukraino a chiedere protezione alla NATO, ma con la flotta russa li’, gli stessi generali americani sconsiglieranno gli americani qualsiasi dispiegamento in quel mare.
  • Putin non ha mai voluto TUTTA l’ Ukraina, ma solo la zona attorno al mare di Azov, per controllare l’accesso a due fiumi, ad un fiume artificiale tra Don e Volga, e la Crimea. Il resto dell’ Ukraina per lui e’ sempre stato un costo, e specialmente per i boiari del gas, che hanno dovuto praticare ingenti sconti agli Ukraini. Non appena se ne andranno per i fatti loro, gli Ukraini diventano clienti normali del gas russo, e il prezzo raddoppiera’. Con la gioia delle casse russe. In pratica ha diviso l’ Ukraina in bad company e good company, e si e’ tenuto quella buona. La situazione dei due fiumi e’ strategica, anche se non coinvolge strettamente il territorio Ukraino, per questa ragione (notate il canale tra Don e Volga):
Elencati questi fatti, come evolvera’ la situazione e’ abbastanza semplice da immaginare.
Il braccio di ferro, l’esibizione di minchie ferrose e chiodate, il battersi i pugni sul petto, la minaccia di sanzioni, guerre, fame, malattie, morte, visio e powerpoint, i paragoni tra Putin e Hitler, tra Russia e Mordor, tra USA e Fu Manchu,  continueranno sino a quando l’ Ukraina non avra’ un governo credibile. Gli USA, che non vogliono ammettere di non avere influenza in quella zona, e che non vogliono ammettere che la Turchia sia un alleato NATO inesistente , replicheranno a parole, ma non oltre.
Arrivati ad un governo legittimo, Putin fara’ la sua solita faccia di bronzo e riconoscera’ il nuovo governo Ukraino, e magari le elezioni saranno monitorate da OCSE, cosicche’ potranno fare lo stesso i paesi europei.
Fatto il nuovo governo, bisognera’ trattare, ma c’e’ poco da trattare. Putin ha agito dentro un trattato che a suo tempo fu benedetto anche dal governo USA, e la Crimea russa si e’ gia’ dichiarata indipendente. La sua flotta e’ li’, ed il suo Stay Behind ha il controllo di tutto. Non gli interessa la parte povera dell’ Ukraina, che regala volentieri alla UE.
In UE, questa e’ l’occasione per rumeni, polacchi e altri paesi dell’est di entrare nelle stanze che contano, normalmente occupate dai paesi dell’ Euro. Qualsiasi cosa succeda, sara’ difficile escluderli, ma d’altro canto, per loro la trattativa e’ cosi’ preziosa come occasione che non faranno mai niente per fermarla, e anzi presteranno la loro diplomazia di zona perche’ la trattativa avvenga. Gli USA faranno pressioni su di loro per proporre la NATO, ma dopo i fatti di Kaliningrad(2) i polacchi ci credono poco, e dopo la storia della Georgia, anche i rumeni non ci credono assai, alla “protezione” NATO.
Ci sono cioe’ cosi’ pochi gradi di liberta’ che di fatto e’ come se l’accordo fosse gia’ scritto e firmato. UE, Russia e Ukraina si presenteranno, dopo le scenate di turno, a fare la cosa che conviene a tutti. La parte non russa dell’ Ukraina passera’ sotto l’influenza europea, l’ Ukraina non entrera’ nella NATO ma beneficera’ di qualche sconto sugli armamenti dalla Russia e contemporaneamente iniziera’ ad acquistare armi europee.  Putin sara’ ben lieto di regalare l’ukraina non russa alla UE perche’ per lui oggi e’ un costo puro, gli europei avranno una nuova zona ove investire, e a meno di sorprese sulle elezioni in Ukraina, gli americani saranno gli unici a non averci guadagnato nulla, e ad aver visto mettere in dubbio , di nuovo, il loro ruolo di superpotenza mondiale: ora e’ chiaro a tutti che dove inizia l’influenza russa, gli americani non contano nulla.  E siccome la Russia e’ bella grossa, e confina con un sacco di gente, non e’ una bella cosa. (3)
Non ci sono grosse incognite in questa evoluzione, almeno non DENTRO lo scenario. Ce ne sono invece due FUORI dallo scenario. Turchia ed Israele.
Partiamo dalla Turchia. E’ un paese che e’ politicamente instabile , sul cui futuro “democratico” si interrogano in molti, e che in questi mesi sta sperimentando una catastrofica crisi economica , le cui origini sono tutte interne. Quando l’ Ukraina si avvicinasse alla UE, con un governo stabile che non sogna altro che essere europeo, e’ chiaro che moltissimi investimenti europei in Turchia si sposteranno in Ukraina, specialmente da parte dei paesi piu’ “continentali”.
Anche geopoliticamente, con l’ avvicinamento degli ukraini , la Turchia non e’ piu’ una priorita’ europea. Siccome anche dentro la NATO c’e’ molta freddezza, e’ chiaro che per avere capitali freschi dovranno rivolgersi a sud, verso il mondo arabo. Quanto si avvicineranno, con quali toni – la Turchia per ragioni interne non puo’ fare a meno di un certo nazionalismo chauvinista – e’ ancora da vedere. Ma se fossi in voi e avessi investimenti in Turchia, valuterei di spostarli in Romania o , appena possibile, in Ukraina.
E’ abbastanza chiaro che la direzione presa dalla UE sia ad oriente, ma meno spostata verso sud. Una volta fatto a meno della Turchia, anche Israele diventa estremamente marginale per la politica estera dei paesi europei. La politica israeliana e’ abbastanza variegata, e al governo attuale la risposta a questo spostamento e’ stata un tentativo di avvicinamento con l’invito di capi di governo in Israele, ma una grossa parte della stampa e dell’opinione pubblica sono favorevoli a gettarsi corpo e anima tra le braccia degli indiani – popoli con cui ISraele ha sempre piu’ profondi rapporti – e prendere posizioni eurofobe, tipo “tutti nazisti”. (4)
La mia personale opinione e’ che la seconda posizione  sia destinata a vincere politicamente, perche’ e’ piu’ semplice e facile da intendere per l’uomo qualunque del bar di Tel Aviv. Le posizioni complesse non vincono mai nei bar, ma la gente nei bar vota.
Anche qui, sino a che punto Israele rendera’ manifesta la rottura, e sino a quale punto provochera’ una reazione da parte europea – del resto, la questione palestinese espone Israele a facili critiche (5) – e’ tutto da vedere, ma il crescente interesse verso est e il diminuito interesse verso il sud lasciano ad Israele un solo entrypoint “facile” a Londra, e tutto il resto e’ oggi “abbastanza freddo”.
Come evolveranno queste due nazioni ad una espansione europea ad est non si sa ancora. Le mosse di israele dovranno tenere conto della reazione turca, che non si fara’ aspettare, e quindi anche in questo senso le cose sono molto meno chiare ed hanno conseguenze a catena difficilissime da prevedere.

Il vero vincitore nella storia e’ Putin:

  • Tra Siria ed Ukraina ha dimostrato che la Russia non abbandona i russi, i paesi filorussi e i paesi alleati della Russia. In confronto all’atteggiamento di superiorita’ mostrato dagli americani nella vicenda Snowden, dovendo scegliere un alleato affidabile, molti preferirebbero Mosca a Washington. Mosca non tradisce MAI gli amici, sembra dire Putin.
  • Tra Siria ed Ukraina ha dimostrato che la Russia non risente delle minacce americane, e che puo’ bilanciarle. Anche in questo, chi trova troppo arroganti gli USA, oggi ha una sponda.
  • Se gli riesce il colpaccio di un accordo con la UE senza la NATO, cosa molto facile, avra’ separato l’occidente tra UE e USA.
il che, se consideriamo i problemi interni della Russia, gli consentira’ di mangiare al Kremlino ancora per molto tempo, e specialmente di nominare il proprio successore. Non e’ l’inizio di uno zarato come in “Altri Robot”, ma ci assomiglia molto.
Uriel
(1) Possiamo discutere sul fatto che abbia infiltrato organizzazioni paramilitari e infrastrutture di “Stay Behind” , ma d’altro canto potremmo anche discutere sui finanziamenti americani ai ribelli ukraini.
(2) I polacchi avevano partecipato allo scudo missilistico contro l’ Iran – probabilissimo, che l’ Iran attacchi la Polonia! – e come paga si sono trovati con i MIRV russi puntati addosso dall’exclave russa dietro l’angolo, nonche’ una base di ascolto elettronico che gli conta i peli del culo e controlla lo spazio aereo per 6000Km tutto attorno. Non esattamente una mossa “ad alta resa”, visto che da quella distanza fermare i missili e’ impossibile, mentre la minaccia iraniana sulla polonia e’, diciamolo, “piuttosto ridanciana”.
(3) Mi chiedo quanti danni fara’ ancora questa incompetenza americana in politica estera, prima che qualcuno a Washington si accorga che vivere in un mondo multipolare non e’ semplice come sembra.
(4) In Danimarca hanno fatto un regolamento di macellazione che richiede una morte veloce e poco dolorosa per gli animali, almeno dolorosa “il minimo possibile”. Questo esclude la macellazione rituale islamica ed ebraica, perche’ l’animale deve essere sgozzato e visto dissanguarsi lentamente – mentre e’ ancora vivo – da un religioso che ne certifichi la conformita’ ai precetti. Siccome una morte lenta per sgozzamento non e’ considerata “veloce e poco dolorosa” , i media israeliani hanno tuonato all’antisemitismo danese ed, mentre erano li’ , paneuropeo. Le voci ragionevoli non sono state ascoltate – se non altro , un paese sovrano avra’ bene il diritto di farsi le norme di igiene alimentare in casa, o deve chiedere il permesso ai rabbini? – e questo mi fa pensare che non lo saranno neanche in futuro.
(5) Gli ebrei potevano contare in una certa tendenza al senso di colpa dell’opinione pubblica tedesca, ma costruendo un muro ne hanno persa una quota consistente. Vendere “muri della pace” a Berlino e’ un pochino come vendere “allegre escursioni in grotta” sul Carso. La popolazione tende a diffidarne, ecco tutto.
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