Etica , affari, e sharing economy.

Ho scritto in un post precedente che tutto questo parlare di sharing economy non e’ necessariamente un bene per la crescita del settore, e c’e’ una ragione specifica per questo: ho gia’ visto la scena. C’ero quando uscivano contemporaneamente Windows95 e “Yggrdasil PnP linux” , e c’ero anche quando usci’ (ordinandolo dagli USA) il Cdrom di FreebSD 1.0, un anno prima. E vi posso dire qual’era il problema

Avrete sentito dire che il software GNU e’ “free” , come per “freedom”.
E se andate sul sito di GNU, ancora oggi, trovate per prima cosa questa descrizione:
voi forse penserete che questa enfasi sulla “liberta’ ” sia frutto di qualche ideologia, o che questa enfasi sulla liberta’ sia frutto di qualche equivoco linquistico, nella misura in cui “free” significa sia “libero” che “gratis”.
Ma il motivo per il quale si enfatizza questa cosa sta nel fatto che la parola “gratis” fu il motivo per il quale i primi tempi del software GNU, di Linux, di FreeBSD, furono un inferno.
Per farvi un’idea, faccio un esempio: io entravo nelle aziende che avevano SCO. Avevano dell’hardware costosissimo venduto da chi vendeva il programma di contabilita’, che nel caso era un robo di ESA, che girava in COBOL.
Ora, per chi non ricorda SCO, era possibile far girare i programmi in COBOL per SCO su Linux, a patto di avere l’emulazione iBCS. (Intel Binary Compatibility Standard).
Allora io entravo nell’azienda che pagava:
  • Una vecchia carcassa di HP con un disco troppo piccolo ed un filesystem che rendeva impossibile estrarre i dati se non mediante una cassetta leggibile usando SCO, od invertendo i bit a gruppi di 20 per leggere tar.
  • Un sistema operativo di cui pagavano qualche milione di lire di licenza, e una licenza apposita per i moduli di rete (giuro!.
  • Un supposto apposito per gestire le stravaganze di SCO, ogni qualvolta cambiavano stampante, aggiungevano un nuovo computer, eccetera.
allora io andavo li’ e proponevo la mia SlackWare, e gli facevo anche vedere – che non mi credevano – che il loro prezioso Spiga girava anche li’. Solo che io gli davo una macchina decente, a costi decenti, e un sistema operativo “free”.
Ovviamente anche io gli facevo pagare il supporto, ma costava molto meno.
Sapete qual’era la perplessita’ piu’ grande, e come la risolvevo?
La perplessita’ era:
  • Ma io ho letto che questo linux e’ gratis. C’e’ da fidarsi?
  • Risposta: beh, gratis no. E’ un’esagerazione. Vede qui sulla scatola che c’e’ il prezzo? E poi deve farlo venire dall’america, e poi c’e’ l’assistenza.
  • Ma allora quelli che dicono che Linux e’ gratis?
  • Ah, si, e’ come quando le vendono le stampanti sottocosto, e poi paga le cartucce. E’ per farsi pubblicita’.
  • Ah, ho capito. Furbi. Allora va bene.
in pratica, cioe’, dovevo DIFENDERE Linux dal marchio di infamia di essere gratis. Nel momento in cui il cliente pensava che sta storia del gratis fosse un modo per farsi pubblicita’, ma poi costava come tutti gli altri, solo di meno, allora iniziava ad accettarlo.
Se poi andiamo a livelli un pochino superiori, le cose non erano diverse.

SUN aveva solaris, Digital aveva Digital Unix o OSF, IBM aveva AIX, SGI aveva IRIX, HP aveva HPUX, Microsoft aveva comprato NT da Digital dopo aver venduto Xenix, e lalala.

Nessuno di loro voleva investire in Linux, inizialmente. Non volevano perche’ gli sembrava una cosa comunista. Ma non solo. Appena facevate un incontro per parlare di Linux dentro, che so io, l’universita’, o in qualche associazione di settore, si presentava qualche coglione dei Centri Sociali a dire a tutti (magari imprenditori) che Linux era la fine del capitalismo e la distruzione del business.
A dire che Linux avrebbe distrutto Microsoft, che stava avanzando nel mondo di internet, che stava attaccando i piccoli server, e che presto chi scriveva software per soldi – sterco del demonio!!!! – sarebbe stato sconfitto dal comunismo di Linux.
Sto scherzando? Beh, no: e gli avversari di linux ne approfittavano e facevano un pochino questo , e all’epoca girando per internet potevate trovare in giro roba cosi’:
oppure discorsi come questi:
nel tentativo di screditare.
Quindi, da un lato la parola “free” spaventava i venditori di software proprietario, spingendoli a parlare CONTRO l’ Open Source. Dall’altro, una cricca di scemi di guerra dei centri sociali (1) andava in giro a dire che Linux era il Cavaliere Nero che avrebbe distrutto le multinazionali. Ovvero, il business, malvagia abitudine del diavolo.
Quand’e’ che Linux ha cominciato a prendere piede , di preciso? Quando sono arrivate le prime AZIENDE (Redhat, Novell, etc) e hanno iniziato a farci i soldi. Quando XOOM ha cominciato ad usare FreeBSD. Allora la gente ha iniziato a capire “ehi, ma NON E’ VERO che e’ tutto gratis, si fanno i soldi li!“.
Certo, oggi nessuno ha dubbi : Android e’ basato sul kernel linux, avete linux nel vostro router, c’e’ linux in quasi tutti i navigatori, c’e’ linux nei registratori di cassa italiani, c’e’ linux quasi in tutti gli embedded devices, oggi nessuno farebbe come certi giornali italiani che scrivevano di linux “il sistema operativo DEGLI ALTERNATIVI”.
Ma a quei tempi si faceva.
Quanto e’ costata questa cosa di “free” che venuva letto come “gratis” e non come “libero”? Ad occhio e croce, DIECI ANNI.
Si, non ho dubbi nell’affermare che il mondo Linux sarebbe arrivato ove e’ oggi DIECI ANNI FA, (intendo android, mondo embedded, server, LAMP, cloud , HPC, &co)  dieci anni fa, se non ci fosse stato questo cavolo di nome “free”.
Se non ci fosse stato sempre lo sciroccato coi capelli rasta e l’orecchino al naso a dire in TV, alla radio, ovunque, che “Linux prima di tutto e’ contro le multinazionali e il capitalismo”, si sarebbe diffuso molto prima: 2/3 delle aziende italiane avevano software pirata, metterli in regola sarebbe stato facilissimo.
Una cattiva immagine dell’ OpenSource, in parte ancora presente nel pubblico, ha frenato la sua diffusione di ALMENO dieci anni. E questo perche’ la parola “free” e’ stata vista come “gratis”.
adesso prendiamo “Sharing Economy”. Sapete cosa succede se dite in giro “shared economy?” Che spiegate questa NNOOOOOOBILE causa dello sharing, quanto e’ ecologico, quanto e’ solidale, altenativo, nuovo, e non c’e’ un cane che ci investa due lire.
Perche’? Perche’ arrivera’ lo stesso scemo di guerra dei centri sociali e andra’ a dire a tutti che “la sharing economy’ e’ la fine del capitalismo e del consumismo, e’ Marx nel mondo di Internet”.

Ovviamente, quelli che hanno il portafogli, cioe’ manager e banchieri, scuoteranno la testa e se ne andranno. “Sharing”. Condividere. Ma se io condivido, anziche’ vendere due pezzi lui ne vende uno solo. E’ la fine della produzione e anche del commercio.

Nessuno gli spieghera’ che una casa automobilistica potrebbe fare piu’ soldi affittando che vendendo le auto , o i camion. Nessuno gli spieghera’ che potendo ammortizzare il costo, sono possibili prezzi piu’ alti. No, gli diranno quante foche monache hanno salvato dall’estinzione. Non riceverete una lira di finanziamenti.

No, perche’ “sharing” non sa di soldi.
Come non sapeva di soldi Linux. Nessuno fa soldi con Android, no?
Provate a fare una cosa: invece di chiamarla “Sharing Economy”, chiamatela “CashFlow Economy”. Dopotutto, se si affittano cose, di cash he gira: il ciclo economico di un oggetto venduto e poi affittato e’ molto piu’ lungo: “CashFlow economy” e’ perfettamente consistente.
Adesso, dite che state facendo un sito di CashFlow Economy. Vedrete che manager e banchieri alzeranno le orecchie. CashFlow? Oh, musica per le loro orecchie. E quando vi chiedono cosa sia, non dite “ma e’ un modo per risparmiare condividendo ed affittando, che salva la foca monaca dalla meritatissima estinzione uccidendo il capitalismo, il consumismo, la produzione e il commercio“.
No, provate a dire la verita’: e’ un modo per allungare il ciclo economico degli oggetti, associandoli ad un reddito.
vedrete che la reazione sara’ questa: “reddito” Bello, il reddito. Allungare il ciclo economico. Fico. Suona fico. 
Poi ci aggiungete:
E’ una forma di mercato che aumenta la resa ed il valore degli oggetti, che continuano a produrre valore anche dopo la vendita.
E allora li vedrete:  “mercato?”. Buono, il mercato.Aumenta al  Resa? Valore? “Produrre valore”? Fammi tua , mi piaci quando sei PORCO!
E invece no: voi siete gli opliti del bene. Il denaro e’ lo sterco del demonio, e il messaggio che state dando e’ questo:
La sharing economy e’ un modo per risparmiare evitando di comprare le cose.  Uccidendo la produzione e disintegrando il commercio, comprando un solo pezzo dove prima se ne compravano 100, migliaia di drogati da centro sociale, disoccupati squattrinati, casalinghe e pensionati potranno provare il brivido di possedere un tagliaerba. A morte il capitalismo ed il consumismo! Viva la foca monaca! Divertiamoci con l’ URSS! E’ una cosa giovane! Sportiva! Nuova! Divertente! Alternativa! Fai rafting sui cavi dell’alta tensione con noi!
e non e’ la prima volta che lo vedo succedere, l’ho gia’ visto fare con l’opensource. Una volta vidi addirittura un articolo dove si calcolava quanto fosse ecologico linux perche’ non dovevi stampare la licenza.
Provate pure a fare il vostro depliant cosi’ come sopra, ed invitare tanti uomini d’affari al vostro congresso sulla sharing economy. Verranno dieci drogati del centro sociale, pensionati , ex membri di Lotta Continua, ex membri di Terza Posizione, accompagnati dai genitori della Digos, membri di qualche partito ecologico, economisti alternativi del signoraggio, grillini e sciroccati vari.
Oppure, cambiate testa e provate  a fare un volantino cosi’:
La CashFlow economy e’ un modello di BUSINESS basato sull’aumento del VALORE degli oggetti. La CashFlow economy permette di allungare il ciclo DI MERCATO degli oggetti , CREANDO VALORE anche dopo l’acquisto. Con la CashFlow Economy, l’acquisto diventa REDDITO trasformando la PRODUZIONE ed il COMMERCIO in un ENABLER di servizi.
 Stiamo dicendo ESATTAMENTE la stessa cosa. Stiamo descrivendo LO STESSO identico fenomeno economico. Stiamo parlando della stessa, identica, cosa.
Ma facendo cosi’, se mandate un invito del genere, scroprirete che al vostro congresso verra’ MOLTA piu’ gente, ma di quella giusta. Quelli che magari vi possono DAVVERO aiutare, finanziandovi e/o comprandovi. Quelli che magari ascolteranno e ci investiranno.

Sto dicendo che non decollera’? Certo che decollera’ . Come alla fine e’ decollato Linux ed e’ decollato l’ OpenSource. Ma ci ha messo DIECI ANNI di troppo.

E perche’?
Perche’ qualcuno lo aveva descritto come la cosa nuova, giovane, alternativa, fica, ecologica, buona, contro il capitalismo, contro il consumismo.
State facendo la stessa identica cosa. State prendendo un modello di BUSINESS e lo descrivete come il sogno di Madre Teresa di Calcutta quando militava nel WWF , sezione giovani alternativi in snowboard.
Non sembra la roba di Bill Gates. Non sembra la roba di Jeff Bezos, di Zuckerberg. Sembra una merda partorita da Jovanotti.
E prima o poi, quando i nuovi Zuckerberg della CashFlow Economy nasceranno negli USA, e starete a dire “ma perche’ sempre in America”, la mia risposta sara’ “perche’ avete voluto a tutti i costi sembrare dei santi ecologisti rivoluzionari ggiovani entusiasti sportivi“.
Anziche’ sembrare, magari, gente che vuole muovere un sacco di soldi.
Ah, il denaro. Lo sterco del demonio!
(1) E diventare scemi di guerra SENZA partecipare ad una guerra non e’ semplice!
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