Europa Muscolosa Rumorosa

I fan di Beppe Maniglia non me ne abbiano, ma questo titolo ci scappava. Non avete idea di quante email mi sono arrivate del tipo “ma se unirsi nell’ Europa non serve ad essere piu’ forti CONTRO gli stranieri, a cosa serve?”. Sulle prime avevo pensato ad una specie di fascismo indigesto che “je se rinfaccia”, ma la domanda e’ arrivata da troppe parti.

Allora, prendiamo un esempio: la Cina. Quanti embarghi e quante sanzioni economiche ha praticato la Cina, diciamo verso paesi africani, negli ultimi , uhm, dieci anni? E quante GUERRE ha fatto nel continente africano?
La risposta e’ : zero.
Eppure, la Cina e’ piuttosto influente in Africa, e anche in Sudamerica ha affondato robuste radici. Pero’ non abbiamo visto molte esibizioni muscolari. Anzi, a dire il vero, dopo la storia del Nepal e del Tibet, quante altre guerre ha fatto la Cina? Uh….
Potete stare certi che, in caso di guerra in Africa, i cinesi si muoverebbero per proteggere i propri interessi. Potete stare certi che li proteggerebero. E potete stare certi che non ve ne accorgereste.
L’esibizione muscolare che molti richiedono all’ Europa, che e’ il marchio distintivo della cultura anglosassone, e’ tipica di culture politiche che hanno pochi secoli di tradizione (non certo millenni) e che non hanno imparato una cosa: l’esibizione di forza avviene meglio in silenzio.
Chi vuole – e chiede – l’ Europa Muscolosa Rumorosa che minaccia embarghi di qui e di la’ e che ha una “forza di difesa ed intervento rapido” e’ evidentemente un fan del testosterone, delle grandi pistole, del rambismo, delle portaerei inutili, e di tutto l’armamentario di Hollywood, per cui sfugge sempre loro il primo punto: che la forza non si esibisce sempre e meglio CONTRO qualcosa, ma PER COSTRUIRE qualcosa.
Torniamo al punto dell’ ukraina, per fare un esempio. Tutti i giornalai filo Hollywood (Hollywood e’ l’altro nome dell’ occidente, quindi “occidente” e “hollywood” sono intercambiabili) dicono e credono che, comportandosi come la regine Vittoria d’ Inghilterra in PMS, adesso bisognera’ andare da Putin a minacciarlo di sanzioni; sanzioni che inevitabilmente colpirebbero l’economia europea, con un danno di dimensioni analoghe alla crisi dei subprime.
Questo perche’ l’ approccio muscolare e’ inutile, stupido, rumoroso, dannoso e controproducente. In poche parole: “Hollywood”, o se preferite “occidentale”.
Una politica piu’ sofisticata potrebbe essere questa: si annunci un progetto di costruzione di un backbone europeo per il gas naturale. Niente sanzioni: semplicemente, una rete di tuboni capaci di portare il gas da sud a nord, da est a ovest, a seconda della bisogna e delle disponibilita’.
Una volta fatto questo, per l’ Europa sarebbe irrilevante da dove arrivi il gas: sia mare del nord, rigassificatori per gas americano, gas russo o gas algerino /tunisino, una volta entrato in rete, sarebbe disponibile a tutti.
Dotata di un’infrastruttura simile, l’ Europa  non avrebbe bisogno di minacciare sanzioni: basterebbe dire “speriamo che il gas non si interrompa, Putin faccia in modo che non succeda”, e Putin riceverebbe subito il messaggio: noi ce la facciamo anche senza, quindi sono cavoli tuoi far arrivare il gas.
E’ la teoria cinese del potere: col potere io costruisco la mia casa. Tu, che hai le tue spie, sai quanto e’ cazzuta la mia casa, e sai come ti devi comportare.
Lo stesso si potrebbe fare, che so io, per la rete energetica elettrica o per l’istituzione di un ente annonario europeo per le materie prime, onde stabilizzarne i prezzi lavorando sulle riserve. Anche in questi casi, non sarebbero sanzioni: ogni paese costruisce normalmente le proprie infrastrutture e le proprie  istituzioni.
Se per esempio si costruisse un ente annonario per le riserve (ovvero un ente che fa scorta quando il prezzo e’ basso e rivende quando e’ alto, per controllare i prezzi) , o se si facesse una rete di elettrodotti europea, in entrambi i casi altri paesi capirebbero che e’ meglio non scherzare: poiche’ nessun paese potrebbe colpire TUTTE le fonti a disposizione dell’ Europa, una volta che esistesse un hub per la ridistribuzione (di energia o materie prime) chiaramente l’ Europa potrebbe tenere una posizione piu’ “cinese”: “a noi va bene tutto, fateci sapere cosa volete fare da grandi“.
Si tratta cioe’ di costruire i muscoli, sapendo bene che una volta che i muscoli ci sono, non sara’ necessario mostrarli (come si usa ad Hollywood, ovvero in “occidente”). Se l’ Europa facesse annona per le materie prime o si costruisse reti di trasporto energetico/petrolifero, ne sarebbe cosciente  ogni servizio segreto , ogni intelligence di ogni paese.
Ma allora perche’ non si fa?
Eh, perche’ gli stessi che titolano “erfallimentodelleuropa” ogni due uscite del giornale, credendo di sembrare intelligenti, hanno qualche “interesse” di lobby in gioco.
Se domani si facesse un backbone europeo per il gas, per il petrolio  o per l’elettricita’, Repubblica (giornale campione di “erfallimentodelleuropa” a ostacoli) di sicuro non sarebbe ad applaudire “i nuovi muscoli dell’ Europa”, dal momento che Sorgenia si troverebbe un pelino i difficolta’, dovendo competere con il resto d’Europa, e anche le “municipalizzate” dell’ energia non passerebbero delle notti felici.
E sono sicuro che su Repubblica non ci sarebbe un titolo “finalmente l’ Europa batte un colpo contro i dittatori dell’energia”, ma direbbe “l’ Europa vuole distruggere l’antica tradizione elettrica italiana”. (1) E direbbe che questa autorita’ per la distribuzione dell’ energia fa “gli interessi della Germania”.
Lo stesso meccanismo per cui mario Draghi viene accusato dai giornali tedeschi di essere troppo italiano e di manovrare a favore dell’ Italia, e poi dai giornali italiani di essere troppo tedesco e fare gli interessi della Germania. (Secondo me Draghi fa gli interessi di Ivo Balboni, un pensionato di Cesena.)
E lo stesso meccanismo per il quale chi invoca una europa che batta un colpo e metta ordine e’ poi li’ a friggere ogni decisione presa come un assalto al Sacro Trantran, vera divinita’ della Provincia Onnipresente.
Queste persone che sognano l’ Europa Muscolosa Rumorosa” in stile hollywoodiano non sono credibili principalmente perche’ per unirsi e fare qualcosa occorre appunto, unirsi , prendere la decisione, e poi fare qualcosa senza frignare e  gridare “puttana la maestra”.
 e gli stessi giornali che titolano “erfallimentodelleuropa” ogni volta che non si mostrano i muscoli agendo come farebbe Federico di Prussia con le mestruazioni di Vittoria d’Inghilterra , sarebbero li’ a gridare alla distruzione dei loro affarucci, se solo l’ Europa ci provasse, a COSTRUIRE dei muscoli.
Allora, rispondo alla domanda: se qualcuno pensa che l’ Europa si sia unita per diventare forte e fare la brutta copia di qualche bovaro americano dalle grosse pistole, dimentica sempre questo fattore,
ovvero il fatto che in Europa si sa, e si ricorda, dove porti la “Grande Nazione Muscolosa Rumorosa” , e tutto quel che ne segue.
Gli americani non lo sanno, o meglio non ancora, perche’ non hanno mai avuto guerre di terra sul proprio territorio (2) , quindi non possiamo aspettarci che gli americani abbandonino il Mito della Grande Nazione Muscolosa Rumorosa.
Avendo avuto qualche scena da dimenticare in Europa, invece, sarebbe meglio che ricordassimo che , appunto, l’ Europa e’ una cultura “matura”, che non gioca all’adolescente cazzuto con la pistola di papa’, e che dovrebbe somigliare piu’ ad un paese come la Cina, nel modo di vivere il governo, che agli USA.
Visto che ho abusato della Muscolosa Rumorosa, chiudo con l’immagine di Beppe Maniglia, e della sua casa discografica “Muscolosa Rumorosa” (vent’anni fa, era contenuta nella sua moto).
ecco, piu’ o meno l’europa che avete in mente e’ cosi’. Muscolosa, Rumorosa, abbastanza esibizionista, americaneggiante il giusto, ma , sfortunatamente, sarebbe difficile prenderla sul serio.
Anche se, devo dire, almeno Beppe Maniglia i muscoli se li e’ fatti, invece di esibirli soltanto.

Non ha paura di un “inverno al freddo”, lui.

Ecco, se volete l’europa coi muscoli, prima di tutto pensate a costruirli. Senza piagnucolare perche’ e’ faticoso e ci vuole tempo e c’e’ un istruttore cattivo che ti fa soffrire. Per farsi i muscoli occorre soffrire.

A notarli , poi, ci penseranno gli altri.

(1) Avete presente quando la nonna amelia faceva a mano i kilowatt? Che buoni che erano? Quando li tirava fuori belli caldi dall’alternatore, e tutti i bambini accorrevano  per farsi fulminare, che festa! Ah, bei tempi.
(2) O meglio: hanno trasformato quelle che hanno avuto, come la guerra di indipendenza contro i sudisti – un carnaio mica da poco – in un mito che sembra quasi divertente. A parlare con gli americani, sembra che la guerra contro i sudisti sia stata una cosa divertente, tutto sommato fotogenica, quasi da rifare per l’anniversario.
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