Civilta’ pedalizia.

Ho gironzolato per Olanda e Germania nei giorni scorsi, approfittando del caldo e delle ferie, per visitare un pochino di posti nei dintorni. Cosi’, come mi avete chiesto, racconto agli appassionati di bicicletta come funzioni biciclettare laddove la civilta’ e’ , appunto, a pedali.

Premetto che non faccio, come voi, della Mountain Bike. Sono piu’ uno di quei tizi che vedete coi due borsoni sulla ruota posteriore e lo zaino, che pedalano in giro per le statali.
La differenza e’ che in Italia ne vedete uno ogni tanto, qui e’ abbastanza comune, complice il fatto che la zona del Reno e’ fatta di valli e pianure.
Se dovessi dire come mai preferisco la bici anche all’accoppiata Bici+Treno, la ragione e’ che spesso i paesini e i piccoli centri hanno degli eventi e delle cose buffe che non vedreste semplicemente passandoci accanto.
Per esempio, una tizia lacaniana che fa la lap dance con le pinne da sub giallo fosforescente non capita spesso, e passando di li’ col treno non la vedreste cosi’ bene.Invece in bici vi fermate e cercate di capire (avvicinarsi con la bici in mezzo alla folla non e’ semplice, lo ammetto).
perche’ una tizia coi capelli rasta dovrebbe fare la lap dance in un parco pubblico usando muta e  pinne da sub? La risposta media dei locali e’ “se non e’ vietato, puoi farlo”. Probabilmente hanno ragione loro.

Passando per le strade , puo’ capitare anche di passare e vedere cose del genere:

e siccome non siete entrati in un loophole, allora e’ chiaro che si tratti di qualche cosa tipo Baroque’n Roll, ma fatto durante l’estate. E allora vi fermate e incontrate persone.
e’ un pochino come nel film Michael , che questi girano l’america e si guardano il gomitolo di spago piu’ grande del mondo o la padella antiaderente piu’ estesa degli stati uniti, ma io lo trovo interessante, per il grado di pazzia di quei popoli che tutti definiscono “tristi e infelici”.

Nel tragitto potete incontrare anche posti dove fanno la fiera della falconeria, e vedere condor & compagnia dalle parti di Carlo Magno (Aachen). E allora anche li’ vi fermate. In treno non potreste farlo.

insomma, girare in bici “pura” secondo me e’ meglio di “bici+treno”, anche se i treni qui , almeno tutti quelli che non sono ad alta velocita’, sono attrezzati con uno o due vagoni per le bici.
Amsterdam in bici. Va benone perche’ le strade ciclabili sono grandi quanto o piu’ quelle per le auto. Ma e’ sbagliato pensare di andarci con la bici, perche’ per quanto poco spendiate di treno+bici, potete fare treno+treno e affittare la bici sul posto. Li’ le bici in affitto sono comunissime, e trovate un affittabici ogni metro, o quasi.
Non vi illudete che la bici vi tolga il tempo necessario a trovare parcheggio, perche’ semplicemente ad A.DAM il problema del parcheggio si e’ spostato dalle auto alle bici:
vedete, la strada e’ dipinta di rosso, segno che e’ ciclabile – succede anche in Germania per i fahrradweg – ma siccome la bicicletta e’ molto piu’ diffusa dell’auto, il risultato e’ questo tipo di problemi di parcheggio.
Un’altra domanda che ho avuto e’: ma la piccolina come prende la cosa della bicicletta? La risposta e’ che, se fate le dovute tappe, un bambino 40KM in un giorno se li fuma senza problemi, a patto di passare per posti interessanti, come per esempio posti con le aquile, gente strana che fa lap dance con le pinne, e signori barocchi che salutano in italiano/spagnolo (Buonciorno-Como va?) perche’ per loro il barocco viene meglio in italiano.
i paesi del nord fanno molto piu’ dell’ Italia per i bambini, quindi a parte trovare spielplatz quasi ovunque, moltissime delle manifestazioni hanno sempre qualcosa per i bambini – motivo in piu’ per girare in bicicletta – come per esempio le gare di castelli di sabbia:
insomma, una combinazione discreta e’ di combinare bici e fermate, magari aggiungere il treno se il tragitto e’ lungo , ma se fate blocchetti di 10 km alla volta e ci sono cose divertenti in mezzo, i bambini si fanno tranquillamente i loro 40 km al giorno.
Chiaramente adesso sarete terrificati, perche’ mi direte che un bambino sulle strade e’ un rischio. A parte l’ Olanda, dove semmai siete a rischio in auto per via delle biciclette (un pelo indisciplinate, devo dire: non hanno il fahrradprüfung alle elementari, e si vede) , le cose non stanno cosi’ altrove. Non e’ solo un problema di educazione stradale, e’ un problema di piste ciclabili:
Piste ciclabili, piste ciclabili ovunque. E non una sola goccia che si beve.(cit.)
Qui sono ovunque. Questi le progettano quando fanno le strade, come componente essenziale delle stesse. Quasi in ogni posto , vale la regola che se ci potete andare in auto, ci potete andare anche su una ciclabile.
In Olanda la situazione e’ quasi invertita, e mi spiace non avere foto, ma spesso capitava di vedere la pista ciclabile enorme e la strada per le auto ad una sola corsia.
Adesso si alzeranno i fanatici: allora la civilta’ senza auto e’ possibile.
No, io non sono per gli estremi. Diciamo che detesto quei milanesi che usano l’auto per fare 150 metri, cosi’ come quelli che usano la bici anche con -30 e i bambini che hanno la febbre.
Tuttavia, vedo sulla mia pelle che usando treno ( o mezzi) + bici , l’uso dell’auto declina del 70-80%, e a quel punto l’auto che vi serve e’ quella per i movimenti speciali, il che significa che vi serve un’auto capiente, capace di portarsi dietro che so io tutto quel che serve per una famiglia che va in vacanza a 1000 km di distanza, o di portare 4 persone in giro per autostrade, ma l’utilitaria da citta’ non ha senso.
Questo vi fa capire per quale motivo nel nord europa vadano molto le monovolume , le station wagon e le auto grosse: l’auto la si usa tipicamente per spostamenti “importanti”, cioe’ spostamenti lunghi (che richiedono affidabilita’ e cilindrata) oppure per spostamenti “pesanti”, tipo famiglia+cane e bagagli, che richiedono molto spazio. L’uso tipico di una 500 o di una twingo e’ praticamente soppiantato dalla bicicletta e dai mezzi pubblici: un’auto per spostarsi da soli in citta’ e’ inutile, quando i trasporti pubblici vanno e puoi usare bene la bicicletta.
Per le ferie, poi, la cultura dei parchi pubblici vi consente di fermarvi periodicamente a prendere fresco e rilassarvi, e questo spiega l’aumento di persone che arrivate all’estate comprano le borse da viaggio e si mettono in cammino.
ovviamente in Italia ci sono anche giardini piu’ belli, ma , come mi avete detto, un viaggio del genere , con una bambina,  sulle strade italiane sarebbe impossibile per via degli automobilisti che non rispettano il codice, della mancanza di piste ciclabili,   e della mancanza di una cultura della bicicletta (sella di pelo o meno, LOL).

e anche il problema dei furti che non scherza. Se legate le biciclette per le  ruote di fronte in altri posti, al ritorno ne trovate due.Qui le cose non vanno cosi’. Come vedete l’ultima foto, alcune delle bici non sono nemmeno legate. E non e’ certo la sella di pelo a proteggerle. Düsseldorf e’ una specie di eccezione per via dell’universita’, per cui i furti avvengono. Ma gia’ qualche Km fuori, di fotografare una fila di biciclette parcheggiate senza chiavistelli e’ abbastanza comune.

Un ultimo consiglio se andate per l’Olanda  – e ad Amsterdam – in bici. Ovviamente eviterete la zona a luci rosse , dal momento che siete li’ con famiglia.

Mentre in una citta’ tedesca se imboccate una strada sbagliata con un bambino i passanti vi fermano immediatamente, in Olanda non lo fanno. E non illudetevi di salvarvi con le chiese. Mi spiego: volendo evitare le zone a luci rosse nel visitare una citta’, che so Amburgo , semplicemente potete guardare dove siano le chiese e penserete – a ragione – che vicino alle chiese non ci siano bordelli con le vetrine. Lo stesso per le scuole : se fate un percorso con chiese e scuole in Germania, non ci trovate i bordelli (che sono legali, ma non consentiti ovunque).

In Olanda non e’ cosi’, e di fronte al sagrato  alla chiesa cattolica principale , che pensavo essere un luogo “sicuro” ove fermarsi con famiglia, ci trovate tranquillamente roba cosi’:

quindi state attentissimi: ad A.DAM la zona a luci rosse ha tracimato anche nei dintorni della zona indicata dalle mappe (e se fate bici+treno sbarcate alla stazione, cioe’ dove ha tracimato) e programmare un percorso che sembra “sicuro” non e’ semplice , e no, il trucco di chiesa-2-chiesa non funziona, cosi’ come non funziona cercare le scuole credendo che “vicino ad una scuola non lo farebbero mai”: lo fanno.

Nell’esempio della foto  eravamo andati sul sicuro perche’ c’era sulla mappa una scuola elementare ed una basilica, ed il risultato e’ che  a 15 metri dalla chiesa e circa 40 dalla scuola elementare c’era quella signorina qui.

Quindi, se siete in bici, avete famiglia e andate ad Amsterdam col treno+bici , per prima cosa lasciate la zona vecchia: e’ bellissima , pero’ cosi’ non ha senso. Puntate direttamente nella zona Nord, ove ci sono parchi enormi e c’e’ il NEMO. In pratica andate dietro all’uscita della stazione, prendete un traghetto e siete in una zona sicura. In centro, per quanto evitiate la zona rossa, la beccate ugualmente.

E se siete in bici, chiaramente vale il discorso di cui sopra: vedete tutto quel che passa. Non e’ che io sia contro la liberta’, sia chiaro: ma sono per la liberta’ alla tedesca, da entrambe le parti. Se ci vuoi andare ci vai, ma se non ci vuoi andare non te le devi trovare di fronte.

In Olanda, IMHO, se le vuoi vedere hai liberta’, se non le vuoi vedere un pochino di meno. Preferisco la versione tedesca, onestamente: quello e’ il quartiere a luci rosse, E QUELL’ALTRO INVECE NO.

Spero di aver risposto a tutte le vostre domande.

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