Google che vi legge le email.

Vedo che il dibattito su Google che legge le email e’ diffuso, e leggo in giro molte cazzate a riguardo, per cui sento il bisogno di scrivere cio’ che ne penso, dato che mi sembra che dietro a molte supercazzole pseudo-filosofiche e a volte pseudo-professionali, ci sia solo il vuoto spinto di una cultura generale nulla o scadente.

Per prima cosa: il codice, questo sconosciuto.
Circa dall’illuminismo in poi, il mondo civilizzato si distingue per una cosa che si chiama “codice di procedura”. Che cosa significa? Significa che se fai un processo di A contro B, e il processo di B contro C, non e’ che in un caso tu segui una procedura e in un altro ne segui un’altra.
E non e’ che se inventi una procedura nuova, per quanto TU la consideri efficace, allora va bene perche’ secondo te con la nuova procedura si fa meglio. No: si segue la stessa identica procedura per tutti, in modo da garantire che “la legge sia uguale per tutti” garantisca anche un processo che sia uguale per tutti.
In tutti i paesi CIVILI , si e’ deciso che per intercettare le persone occorre una decisione puntuale del magistrato. Il magistrato, cioe’, non puo’ fare perquisizioni o intercettazioni per CERCARE le cose, ma per TROVARLE.
Significa cioe’ che deve esistere un “fumus”, qualcosa UN FATTO che se osservato porti a concludere che intercettando si TROVINO le prove, e non che si intercetti PER CERCARE SE CI SONO.
Il governo USA, sfruttando la paura del “terrorismo”, ha deciso che sia possibile intercettare SENZA che un magistrato autorizzi puntualmente la singola perquisizione, e quindi lo possono fare. Aha. e in Iran e’ legale la lapidazione, e in Cina la tortura dei detenuti.
Ma non vuol dire niente: ci sono cose civili e cose incivili. Perquisire a tappeto per cercare prove e’ incivile. End of story.
Poi possiamo discutere a piacere di cosa sia il “fumus”, ma le cose stanno cosi’.
Le supercazzole prematurate sul fatto che sia “usanza consolidata degli ISP americani” non significano niente. Sino al 1965 negli USA i negri non potevano iscriversi all’universita’ e in Europa invece si. Ma nessuno ha pensato che fosse giusto portare in Europa le “usanze consolidate degli USA”.
Andiamo al secondo punto: le supercazzola prematurata dell’ hash. Secondo qualcuno, sarebbe legale se la posta te la legge un computer “calcolando un hash”. Oh, fichissimo.
Sembra fichissimo. Un hash e’ una stringa associata ad un contenuto (o ad una classe di contenuti se parliamo di riconoscimento di pattern)  in maniera univoca, la quale si propone di dire “vedo l’hash, dunque e’ un file pedofilo”, anziche’ “vedo un file pedofilo”.
E’ la solita panzana dei “metadati”, del tipo “ho solo il metadato”.
Andiamo a vedere a cosa porti. Qualche anno fa un professionista bolognese e’ tornato dalle vacanze insieme alla famiglia. Il posto era, diciamo, la Thailandia. LA famiglia era andata in spiagga e i bambini avevano giocato nudi.
Porto’ quindi il rullino dalla thailandia con dentro le foto di bambini nudi.
Il fotografo ritenne di aver individuato un “hash di pedofilia”, ovvero un qualche “pattern” : {Thailandia, turismo, bambini nudi} . Denuncio’ il tizio alla procura. Poi i giornali diedero fiato alle trombe. Risultato: due mesi di carcere, bambini affidati ad una casa famiglia, perdita del lavoro per entrambi i coniugi, dell’appartamento in affitto.
Infine si scopri’ che erano solo le foto della sua famiglia durante una gita in Thailandia, gli psichiatri videro che i bambini non avevano mai subito abusi, il pm chiuse l’inchiesta, e via.
Aha. E via.
Peccato che l’uomo si sia dovuto trasferire all’estero per avere di nuovo una vita, abbia passato in carcere dei mesi, abbia perso il lavoro e il suo studio professionale, la moglie si sia vista privare dei figli e schifare da tutti, e via dicendo.
Che cosa ci insegna questo? Ci insegna che le indagini le fanno LA POLIZIA e I MAGISTRATI, perche’ i troppo zelanti vigilantes autonominatesi tali fanno tanti casini.
Ora, a me Google sa tanto di uno zelante fotografo bolognese che, visto l’hash, ti segnala alla polizia. Aha. Fantastico. Peccato che google sia un privato qualsiasi, come lo era il fotografo, e che sia solo uno dei tanti (troppo) zelanti vigilantes autonominatesi tali.
Certo, in USA e’ legale. E in Iran e’ legale la lapidazione. Dunque?
Andiamo al punto cardine: i miei diritti.
L’italia ove ho vissuto e la Germania sono accomunate da una cosa: la costituzione e’ antifascista, ovvero si prefigge esplicitamente di impedire il ritorno di una certa esperienza politica.
Tale “esperienza politica” contiene, tra le altre cose, una certa “disinvoltura” nello spiare, perquisire, perseguitare, intercettare i cittadini.
Col che, la costituzione Italiana, come quella tedesca, dicono che io come cittadino HO diritto ad essere intercettato SOLO se esistono alcune precise tutele. E questa e’ LEGGE.
Cosa significa “LEGGE”? Significa che se domani posso dimostrare che Google legge la mia posta , qualsiasi cosa ci sia scritta su “term&conditions”, vado alla polizia e il GeshäftsFührer di Google in Germania si fa un bel processo e gli succede tutto il male che la legge prescrive. End of story: esiste infatti una gerarchia delle fonti del diritto, e le “term&conditions” che magari garantiscono  a Google di potermi leggere la posta sono merda secca in confronto ad una legge costituzionale, ad una del parlamento, ad una del lander, ad una del Kreis, e anche ad una del Borgomastro. Significa che se il sindaco dice che (date le condizioni giuridiche per farlo: se la normativa nazionale dice che puo’, ovviamente prevale quella) che da domani Google non spia piu’ a Düsseldorf, le “terms&conditions” sono piu’ deboli, e vanno a farsi fottere e Google non spia piu’ a Düsseldorf. End of story: un accordo tra privati puo’ essere sciolto come neve al sole da qualsiasi giudice, se va in conflitto con leggi gerarchicamente superiori.
Detto questo, io HO il diritto di essere intercettato SOLO alle condizioni della legge tedesca. E quando ero in Italia, avevo il DIRITTO di essere intercettato SOLO alle condizioni della legge italiana.
Fine. Non ci sono “term&conditions” che reggano.
Sinche’ google fa questo ad un cittadino americano, siccome negli USA la legge lo consente, allora e’ ok. Magari in IRAN google puo’ anche lapidare donne.
Ma se domani Google cerca di lapidare una donna in Germania, il CEO di Google Germania  viene arrestato. E stessa cosa se cerca di spiare le email di cittadini tedeschi senza le tutele della costituzione : e’ illegale , punto.
Per fare un esempio, prendiamo la corte che ordina ad un’azienda americana (Es. Microsoft) di fargli leggere le email dei suoi clienti. Adesso supponiamo che io venga a sapere che la mia posta e’ stata consegnata da Microsoft al governo americano senza le tutele del caso. Risposta: se Microsoft ha una sede legale in Germania, il GeshäftsFührer se ne va IN GALERA, e/o paga danni, o tutto quel che succede a norma di legge LOCALE per chi commette quel crimine.
Perche’ NON puoi fare una cosa illegale ad una persona.
Qualcuno allora mi dira’ che il reato e’ stato commesso all’estero, dove e’ legale. Negativo. Se lapidate una donna tedesca in Iran, e quando siete in Germania qualcuno vi riconosce tra i lapidatori, voi andate dentro per omicidio: sul posto, vale la legge del posto.
E lo stesso dicasi in Italia. Se una donna italiana viene stuprata in vacanza in un posto ove e’ legale farlo in certe condizioni, e il suo stupratore e’ cosi’ stupido da seguirla in Italia, lei lo denuncia alla polizia, e finisce dentro per stupro, a meno di trattati di estradizione o compagnia bella.
E’ fuffa inutile dire “ma secondo me ha ragione Google” o “ma secondo me ha torto google”: la corrispondenza e’ tutelata da LEGGI, e ha ragione LA LEGGE.
Ne’ in Italia ne’ in Germania un privato puo’ violare il vostro diritto alla corrispondenza, che peraltro non e’ “il diritto alla privacy”.
Qui c’e’ un altro punto che vorrei chiarire. La “privacy” e i relativi diritti sono sanciti da leggi ordinarie dello stato. Mentre la segretezza della corrispondenza e’ una legge COSTITUZIONALE, che e’ gerarchicamente superiore di un gradino. Se vi intercettano, non violano una legge ordinaria, ovvero quella sulla privacy, ma una legge COSTITUZIONALE.
L’art. 15 della Costituzione italiana

La Costituzione italiana ha introdotto la nozione di libertà e segretezza della corrispondenza per la prima volta nello Stato italiano, superando così la visione dello Statuto Albertino che la escludeva. La Costituzione del 1948 supera inoltre la “vecchia” visione di corrispondenza, allargandola a ogni mezzo di comunicazione. L’art. 15 Cost. contiene un principio supremo e recita:

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

quindi, quello che ha fatto Google sarebbe , in Italia ILLEGALE e ANTICOSTITUZIONALE.
Anche in Germania:
(1) Das Briefgeheimnis sowie das Post- und Fernmeldegeheimnis sind unverletzlich.
(2) Beschränkungen dürfen nur auf Grund eines Gesetzes angeordnet werden. Dient die Beschränkung dem Schutze der freiheitlichen demokratischen Grundordnung oder des Bestandes oder der Sicherung des Bundes oder eines Landes, so kann das Gesetz bestimmen, daß sie dem Betroffenen nicht mitgeteilt wird und daß an die Stelle des Rechtsweges die Nachprüfung durch von der Volksvertretung bestellte Organe und Hilfsorgane tritt.

 

(1) Il segreto della corrispondenza e così pure il segreto postale e delle telecomunicazioni sono inviolabili.
(2) Limitazioni possono essere poste solo dalla legge. Se la limitazione serve alla difesa dell’ordinamento costituzionale liberale e democratico o dell’esistenza o della sicurezza della Federazione o di un Land, la legge può stabilire che la misura restrittiva non venga comunicata all’interessato e che il ricorso giurisdizionale sia sostituito dal controllo di organi anche ausiliari, istituiti dal Parlamento.

 

Morale #1: quello che ha fatto Google e’ ILLEGALE in Italia e Germania. Quindi, di quel che pensano raffinati supercazzolatori dell’ Hash o di quello che pensano raffinati filosofi su quello che ci sta attorno, sopra, sotto, prima e dopo, se ne puliscono il culo sconfinati branchi di babbuini con le emorroidi.

 

Morale #2: discuterne non serve a niente. E’ anche ANTICOSTITUZIONALE, punto. Non c’e’ un dibattito. E’ illegale: se anche ci fossero le “terms&conditions”, o le leggi di un altro paese, la costituzione e’ la fonte del diritto piu’ alta, e tutte le altre cose PERDONO. End of story. La pensate diversamente? E sticazzi.
Se google  fa una cosa del genere  a voi, commette un reato, e potete denunciare alla PS sia Google Italia Spa , oppure denunciare aalla Polizei Google Deutschland AG/Gmbh/quelchele.
E si fanno la galera, o vi pagano i danni che devono pagarvi,  perche’, come e quando questo dice la legge: hash o non hash, problemi filosofici o meno.
Poi, che in Italia la legge sia diventata un libro dei sogni, e’ una questione diversa. Ma questo e’ dovuto, sin troppo, a raffinati supercazzolari che si mettono a dire “si, ma , pero'” quando i diritti di qualcuno sono violati, ed e’ il loro avversario politico preferito, o lo fa la loro procura preferita, o ci sono gli hash che-fa-tanto-cool.
Nei paesi civili, invece, la legge si rispetta
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