Amburgo, 15 Febbraio 2015.

Mentre tutti i giornalisti credono che una risoluzione possibile per la questione Grecia, o per la questione Euro in generale, sia quella che verra’ discussa a Bruxelles l’ 11 o il 12 di Febbraio, dal punto di vista della Merkel – che non ha incontrato Tsipras , trattandolo alla stregua di un Grillo qualsiasi – la decisione la prenderanno gli elettori, per la precisione il 15.: http://de.wikipedia.org/wiki/B%C3%BCrgerschaftswahl_in_Hamburg_2015 Siccome nessun giornale italiano ne parla, vediamo perche’.

Amburgo e’ una citta’ anseatica, dove “anseatico” indica una antica concessione di autonomia amministrativa, dovuta o volute alle citta’ commerciali. Amburgo, in termini italiani, e’ una citta’ che fa anche provincia e che fa anche regione: non perche’ ci siano tre enti separati, ma perche’ questi tre enti sono unificati.  Nella cultura tedesca e’ il porto dal quale partono le navi che portano i prodotti tedeschi nel mondo, e’ insomma la citta’ ove esiste la competenza su come si fa a mandare nel mondo i propri prodotti: questa immagine e’ cosi’ radicata che quando si pubblicano statistiche sull’ export in genere si usa una foto del porto di Amburgo.

Amburgo e’ inoltre una MillionenStadt, cioe’ una delle poche citta’ tedesche a superare il milione di abitanti, il che significa che il test  del 15 e’ enormemente significativo anche in termini numerici.
Si tratta cioe’ di una specie di “vediamo cosa dice chi commercia sul serio”: un test piuttosto importante, specialmente in un paese il cui parlamento cambia composizione man mano che i singoli lander votano.
Fatta questa presentazione, il 15 si vota ad Amburgo, e la lancetta dell’attenzione politica si sposta su un partito, AfD.
Alternative für Deutschland e’ un partito paraculo, che dice di non essere xenofobo ma tratta con PeGiDa, ed e’ assolutamente anti-euro, nonche’ anti-schengen. Ha una ideologia ideale-pura per quanto riguarda il mercato, e poi vetero-sociale (1) per quanto riguarda il welfare interno, insomma un partito liberal-conservatore che rimpiange la “Vecchia Germania” del SuperMarco.  Ha una idea di nazione simile a quella Svizzera, per intenderci, anche sul piano delle autonomie e dei referendum (che in Germania sono rarissimi e poco rilevati).
Ora, il problema e’ che Amburgo mostra una crescita, tra europee e circondariali, dell’ AfD, crescita che e’ ora aggravata dal fatto che molti politici CSU stanno “virando” verso posizioni simili ad AfD, furenti per la situazione greca. Inoltre, e’ ancora retta da Scholz, un uomo dell’ SPD, oggi alleato della Merkel nella GroKo. (grande coalizione).
AfD ha detto chiaramente che non partecipera’ MAI ad alcun governo con partiti che siano a favore di qualsiasi Euro-Bailout, ovvero della concessione di denaro alle casse di altri paesi della zona euro. Su questo sta stuzzicando molto diversi pensatori della CSU, che preferirebbero di gran lunga governare con AfD che con SPD, almeno a livello locale.
Il problema e’ che SPD potrebbe pagare lo scotto della GroKo, e perdere le elezioni. In tal caso, a livello locale , SPD continuerebbe a formare alleanze “sperimentali” con Linke e Verdi, e in pratica, in qualche momento di questa legislatura, la Merkel dovrebbe passare da un CDU/SPD ad un CDU/AfD per mantenersi governabile.(2)
Per fare questo, pero’, la Merkel deve tenere la porta aperta ad AfD.
Questo significa una cosa molto semplice, in soldoni: se ad Amburgo AfD crescesse molto e SPD perdesse molto, la Merkel virera’ su toni anti-euro per prevenire una “corsa” di CSU, che ( non e’ un mistero, lo leggete gia’ su Wiki http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_Social_Union_in_Bavaria ha una componente euroscettica molto forte).
Puo’ sembrare un assurdo che il maggior paese della UE inizi a parlare contro l’ Euro, anche perche’ la reazione delle borse sarebbe catastrofica, ma dal momento che sarebbe essenziale per la Merkel prevenire scollamenti dal lato CSU, specialmente per la questione geografica che rappresenta, ed eventuali “sorpassi a destra”, la Merkel di fatto sarebbe costretta a diventare “perlomeno critica” verso ogni Euro-Bailout, e sarebbe costretta – almeno – a dare qualche “contentino” ai rappresentanti di CSU, se non di AfD.
L’ipotesi piu’ catastrofica di questa svolta e’ quella in cui AfD vinca ad Amburgo, e i sondaggi la diano crescente nel resto della Germania: sarebbe sufficiente un 10-15% in parlamento per causare la fine della GroKo, e siccome CSU e’ allineata ad alcune retoriche di AfD, per causare un governo CDU-CSU-AfD.
Non dico che la Germania direbbe “usciremo dall’ Euro”. Semplicemente, inizierebbero ad agire per renderlo impraticabile come moneta, e da qui , porterebbero il Bundestag a votare contro i finanziamenti ai programmi europei di salvataggio. Da qui, inizierebbe la lenta morte dell’ Euro.
Puo’ una citta’ come Amburgo scatenare tutto cio’? Beh, si. Amburgo nella percezione tedesca e’ una citta’ importantissima. Politicamente parlando e’ fondamentale. Commercialmente parlando e’ indispensabile.
Quindi osservo meravigliato , in un certo senso, il fatto che i commentatori di tutta italian si stiano focalizzando sulla Grecia e sui due summit del 11 e 12 Febbraio. La Merkel, per non disturbare le elezioni del 15, sara’ durissima e non concedera’ nulla. Ma se questo non bastasse e ad Amburgo vincesse AfD, e’ niente rispetto a quanto succederebbe dopo.
Il problema che viene continuamente sottoalutato e’ la capacita’ dei tedeschi di cambiare rotta se lo dice il capo. Chi pensa che sarebbe impossibile una Merkel che inizia a demolire lentamente l’ Euro , pur senza significativi discorsi contrari , secondo me non ha capito bene il bisogno della CDU di rimanere al governo, ed il bisogno che i tedeschi hanno di sentir dire qualcosa contro i continui bailout.
A questo si aggiunge il fatto che la Merkel, insieme ad Hollande, ma non alla Mogherini, si trovino oggi a Kiev. Il motivo per il quale stanno a Kiev e la Mogherini no e’ che la Mogherini e’ stata azzoppata dalla sleale pugnalata dei greci, che hanno sconfessato un comunicato che pure era stato concordato col loro rappresentante. In pratica, oggi la Merkel, che e’ cancelliera di Germania e dovrebbe pensare ad altro, si trova a cercare di fare un lavoro che non le compete, per colpa dei greci.
Dove vorrebbe essere oggi la Merkel? Beh, ovvio: ad Amburgo. In Tv. A rilasciare interviste. Kiev e’ l’ultimo posto ove vorrebbe trovarsi la cancelliera , alla vigilia di un’elezione come quella di Amburgo. Ed e’ a Kiev al posto della Mogherini perche’ i greci l’hanno azzoppata.
A questo bisogna aggiungere altre due cose che infastidiranno l’elettore tedesco.
Il primo concetto da capire e’ che siamo nel 2015. Le persone che hanno visto il nazismo sono poche, ed hanno mediamente piu’ di 95 anni. Degli altri, alcuni vecchi hanno vissuto il dopoguerra (siamo sui 70 anni) , e solo in Germania est hanno vissuto le conseguenze della seconda guerra mondiale.
Quando il tedesco, che vive oggi in una delle societa’ piu’ tolleranti d’ Europa, si sente parlare di nazismo, la prima cosa che risponde e’ “vediamo quanti soldi vuole ‘sto pezzente”. E lo fa nella misura in cui il 99.999% della popolazione NON ha vissuto a quei tempi.
Rimane la Germania Est, che almeno ne ha vissuto le conseguenze sino a poco fa.
Ma su questo fatto, la competenza greca sulla storia tedesca non e’ stata decisamente brillante.
Mandare dei comunisti  a trattare, di fronte a gente che aveva vissuto per decenni sotto una dittatura comunista, non e’ stata una trovata geniale.
Insieme al titanico ministro greco, infatti, c’era un funzionario di partito greco, che a quanto riportano i giornali correggeva continuamente il ministro greco, ricordandogli “la linea del partito”. Questo, se fatto di fronte a persone nate in qualsiasi luogo, sembrera’ ridicolo e mettera’ in dubbio la leadership del ministro, ma se lo fai con gente che e’ cresciuta in una dittatura comunista – e poi e’ diventata democristiana , tanto per chiarire – non e’ proprio il miglior modo di andare d’accordo.
In pratica, cioe’, l’ 11 ed il 12 i greci andranno a raccogliere l’antipatia che essi hanno seminato nell’elettore tedesco.
L’errore piu’ grande di Tsipras e’ quello di credere che solo in Grecia si voti, e che solo in grecia ci siano elettori. Come ha detto qualcuno in una TV tedesca, “anche in Germania si vota, e anche i politici tedeschi tengono fede alle promesse fatte”. Ma specialmente, l’errore piu’ grande di Tsipras e’ di credere che gli elettori greci valgano piu’ di quelli tedeschi.
Credo non sia esagerato dire che il futuro della Germania nell’ Euro si decida ad Amburgo , il 15 Febbraio. E che se si verificasse una forte crescita di AfD, potete anche considerare vero quello che disse Juncker alla sua elezione: “questa e’ l’ultima commissione utile. O l’europa riesce, o si fallisce”.
Credo che 11 e 12 di Febbraio NON siano le due date importanti ove si decide il destino della Grecia, o sul Grexit – che i media tedeschi danno per imminente – ma il 15 febbraio ad Amburgo, dove, di fatto, anche se molto blandamente, anche se non in maniera dichiarata, si discute il Dexit da qui a 4 anni.
Esiste la possibilita’ che i tanto odiati tedeschi realizzino il sogno di chi ha seminato odio , e che escano dall’ Euro. Non lo faranno in maniera urlante come dicono i greci, lo faranno in silenzio, iniziando a tenere una politica economica interna in contrasto con gli altri, ma se AfD cresce, come e’ cresciuto nel 2014, questo e’ quello che dovete mettere in conto.
(1) Pre- Schröder , per intenderci.
(2) E’ assai difficile che il presidente ometta dal governo il primo partito del paese.

di Uriel Fanelli

PS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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3 pensieri su “Amburgo, 15 Febbraio 2015.

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