Grexit con odio

di Uriel Fanelli

La vicenda del grexit sta raggiungendo ormai proporzioni preoccupanti, nella misura in cui sino a un anno fa la stampa tedesca aveva sempre evitato di scaldare gli animi e si era sempre posizionata in modo da evitare che l’odio antitedesco arrivasse sino alla popolazione.

La politica della stampa tedesca pero’ e’ cambiata, come ho gia’ detto, e dei greci si sta facendo vedere ogni singolo gesto antitedesco, amplificando ogni minaccia ed ogni dichiarazione – la Bild pubblica le dichiarazioni di un oscuro funzionario di partito marxista – sino a creare nella popolazione un fastidio che sta diventando palpabile.

Che cosa intendo per palpabile?

Per fare un esempio, puo’ succedere che un ristorante greco a Düsseldorf riceva lettere come queste:

Timeo Danaos

Come potete leggere sui commenti su Facebook la popolazione di Düsseldorf non e’ d’accordo , ma il fatto che succeda una cosa simile in una delle citta’ piu’ internazionali di Germania fa capire che qualcosa sta cambiando nell’ umore della popolazione.

Qualcuno mi dira’ che una rondine non fa primavera, ma ho gia’ scritto della questione delle elezioni ad Amburgo: AfD ha raggiunto la soglia di eleggibilita’, e continua a strizzare l’occhio a Pegida.

Questo fenomeno ha due aspetti. Il primo e’ legato al fatto che se la Grecia uscisse dall’ Euro, e di conseguenza da Schengen (sicuramente la Germania bloccherebbe i confini in deroga, per evitare la fuga di persone) , i greci si troverebbero a dover chiedere la Blaukarte. Per avere una Blaukarte in Germania dovete per forza guadagnare piu’ di 40.000 euro netti all’anno, perche’ il paese NON vuole avere un certo tipo di immigrazione.

In parole povere, se anche il proprietario del Platon ce la fara’ a tenersi una Blaukarte, i suoi camerieri non potranno. O si accontenta di camerieri locali, o chiude.

Quindi, e’ legato al fatto che Tsipras sta , come tutti i cazzoni arrivati al governo, inficiando prima di tutto la vita dei suoi concittadini emigrati qui.

Ma il problema e’ il cambio radicale di orientamento della stampa tedesca, specialmente di giornali che parlano , per usare un termine italiano, “alla pancia del paese”.

Il giornale che piu’ parla alla pancia del paese (caratteristica misurabile in tette in copertina) e’ il Bild, che ci sta dando dentro da un pochino:

E ci danno dentro da giorni:

Varie&Eventuali

se andate nell’archivio, trovate tutto. Ma se il Bild e’ sempre stato specializzato nel colpire il pubblico alla pancia , il problema sta negli altri giornali, anche quelli normalmente “moderati” e “di sinistra”, che ci stanno dando dentro come dei pazzi.

Il linguaggio e’ molto diverso, ma la morale che si legge sui giornali e’ sempre questa: I greci farebbero bene ad uscire dall’euro.

E’ assolutamente chiaro che ci sia stato un cambiamento radicale nell’atteggiamento della stampa tedesca, e un cambiamento radicale del genere non si spiega senza un cambiamento radicale di rotta ed opinioni da parte delle classi dirigenti tedesche.

Adesso ci sono delle cose che vanno tenute in considerazione. Qualsiasi cifra si intenda dare ai greci, anche se facessero tutto quanto richiesto, andrebbe autorizzata dal parlamento tedesco.

Gia’ per far autorizzare il prolungamento del programma – una cosa che al contribuente tedesco costa esattamente zero – la Merkel ha dovuto ripetere e ripetere e ripetere che non vi erano costi.

Il punto e’ che con questa opinione pubblica, che mette al 52% l’idea che la Grecia debba uscire dall’ euro e un altro 17% dice che dovrebbe uscirne la Germaia, che i greci possano avere altri soldi e’ da escludersi, semplicemente.

Non e’ politicamente possibile. Non importa cosa faccia o non faccia Tsipras. Puo’ anche scorticare bambini greci per venderne la pelle e pagare i debiti, ma non avra’ una lira.

E qui risaliamo all’atteggiamento suicida di Tsipras &co.

Le domande che faccio sono diverse:

  • Usare come arma di ricatto il fatto che in Grecia possa vincere Alba Dorata ha senso se siete pazzi: ma Tsipras sa che se vincesse Alba Dorata lui sarebbe il primo a penzolare da un albero? Ha senso una simile “minaccia”?
  • Usare come arma di ricatto il fatto che in Grecia possa vincere Alba Dorata tiene conto dell’eventualita’ che Alba Dorata vinca in Germania?
  • Minacciare di “mandare in Germania migliaia di immigrati greci” tiene conto del fatto che con la chiusura di Schengen decine di migliaia di Greci verrebbero esplulsi perche’ privi di Blaukarte?
  • Prima di fare campagne di odio, i greci si stanno chiedendo cosa succede se ANCHE dall’altro lato si da’ fiato alle trombe?

E’ successo. I giornali tedeschi stanno mandando giornalisti in giro per l’europa a cercare tracce di odio antitedesco, e lo stanno facendo per spingere la popolazione a ricambiarlo.

Non so quanto tempo impiegheranno per scoprire La Repubblica e La Stampa, e quanto impiegheranno per capire la strategia con la quale hanno seminato odio antitedesco. Non per quanto il Dibba, Salvini&co non diventeranno un caso diplomatico pesante.

Secondo me, manca poco.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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12 pensieri su “Grexit con odio

  1. Odio antitedesco. Certo.
    Rinfreschiamo la memoria a Uriel Friarielli.

    Nel 1977, in piena epoca di stragismo, “Der Spiegel” un bel giorno apre così:

    http://www.spiegel.de/spiegel/print/index-1977-31.html

    Ovviamente il tennico penserà che sia stato un caso isolato. E invece nel 1992 lo Spiegel ci riprova con “Italia, Paese di mafia”:

    http://archiviostorico.corriere.it/1992/marzo/23/Der_Spiegel_Italia_Paese_mafia_co_0_920323286.shtml

    Ma non è finita. Perchè nel 2006, all’alba della sfida calcistica Italia-Germania il quotidiano tedesco ritorna a insultare gli italiani:

    http://www.repubblica.it/2006/06/speciale/mondiali/servizi/articolo-spiegel/articolo-spiegel/articolo-spiegel.html

    “l’editorialista Achim Achilles paragona i nostri calciatori ai tipi da spiaggia che incontra in vacanza sull’Adriatico, ai tanti “Luigi” “forme di vita parassitarie”, mammoni “maligni” che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi. La didascalia alla foto del pezzo, Francesco Totti che mima il ciucciotto, la dice lunga: “Totti si succhia il pollice: questo è normale negli uomini italiani
    […]
    L’uomo italiano, chiamiamolo Luigi Forello – scrive Der Spiegel – è una forma di vita parassitaria”, non può vivere senza un animale ospite “dal quale succhia più che può”. “Luigi Forello – è l’opinione del giornalista tedesco – è perennemente impegnato a mostrare il suo bisogno di aiuto. Se non si chiama Luigi, si chiama Andrea o Luca, ma l’atteggiamento non cambia”.

    “Il suo obiettivo primario nella vita è l’ostentazione continua di affaticamento – scrive Achilles – e il suo animale ospite preferito è “La Mama”, la sua nutrice tettona che gli lava i calzini e gli cucina ogni giorno la pasta con un bel sugo denso”. E via a descrivere l’italiano mammone che sta a casa fino a 30 anni, poi si sposa e trasforma una “bella ragazza” in un’altra mamma tettona alla quale non presta alcuna attenzione, impegnato com’è a lucidare la sua Fiat e parlare di auto.”

    Sempre nel 2006 “Die Zeit” quando l’Italia si qualifica per la finale dei mondiali di calcio titola “Mafia in finale”:

    http://www.ilgiornale.it/news/die-zeit-azzurri-berlino-solo-grazie-mafia.html

    Nel 2007 invece desta scandalo una sentenza del Tribunale di Bückeburg, che riduce da 8 a 6 anni di carcere la pena di un cameriere italiano riconosciuto colpevole di stupro, sequestro di persona e violenza di gruppo verso la sua ragazza.
    Per quale ragione? Eccola:
    “Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. È sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante”:

    http://www.corriere.it/english/articoli/2007/10_Ottobre/12/rapist.shtml

    Nel 2012 invece il reporter Wagner pubblica sul Bild la seguente lettera:

    http://scrignodistelle.altervista.org/blog/germania-italia-la-stampa-tedesca-parte-con-gli-insulti-e-gli-stereotipi/

    Riporto il meglio:
    “L’italiano è un bucaniere.
    Gli italiani ti rubano la donna da un telo da bagno e allo stesso modo ti fanno gol.
    Gli italiani si inginocchiano dinanzi alla Vergine Maria e davanti a Dio – e al tempo stesso sono assassini.”

    Qui ci sono altre prime pagine di giornali tedeschi in cui si sbeffeggiano/si insultano gli italiani:

    http://www.agoravox.it/Der-Spiegel-L-Italia-raccontata-in.html

    Odio antitedesco, eh Uriel? Ma vaffanculo va.

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      • Mah, non mi pare che ciò possa giustificare il sentimento anti-tedesco (il quale, comunque, è ben presente, eccome). Mi dispiace, ma non amo la scusa “L’hanno fatto anche loro contro di noi!”. I fatti del 1977 e del 1992? Erano altri tempi, ormai passati. Bild? E’ un giornale euroscettico di destra. Non mi sorprende affatto che faccia sparate del genere. Le dichiarazioni nel 2006? Il calcio rende tutti nervosi. L’articolo sul processo, invece, è interessante.

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        • Prima che qualcuno fraintenda (colpa mia, potevo esprimermi meglio): con “Il calcio rende tutti nervosi” non voglio assolutamente giustificare il comportamento di quei giornalisti di Der Spiegel e Die Zeit. Non avevano ragione a scrivere quelle cose. Piuttosto, attribuiamo i sentimenti anti-italiani a chi li ha effettivamente, non all’intero popolo tedesco E quelli anti-tedeschi a chi li ha effettivamente, non all’intero popolo italiano. Der Spiegel, Die Zeit, Bild… e La Stampa, Repubblica, Il Corriere… La colpa è di certi giornalisti idioti che fanno denigrazione. Forse perché fa audience. Non lasciamoci trasportare in questa stupida guerra.

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        • Scusa Dario, ma 1977 e 1992 non sono proprio secoli fa. Per non parlare di quello che succede ancora oggi nelle birrerie di Monaco:

          http://www.gamesvillage.it/forum/showthread.php?974517-Birreria-Hofbrauhaus-di-Monaco-e-il-Razzismo-contro-gli-Italiani

          Poi, vogliamo andare indietro di secoli e cercare di capire un pochino il presente? Beh, facciamolo. Andiamo al concetto di “Volkgeist”.

          Scriveva Fichte:

          « Per gli antenati germanici, la libertà consisteva nel rimanere tedeschi […] È a loro, al loro linguaggio e al loro modo di pensare che dobbiamo, noi, gli eredi più diretti della loro terra, di essere ancora tedeschi […] È a loro che dobbiamo tutto il nostro passato nazionale e, se non è finita per noi, finché rimane nelle nostre vene fino un’ultima goccia del loro sangue è a loro che dovremo tutto ciò che saremo in futuro.

          Fin qui nulla di male. Uno potrebbe pensare a un semplice nazionalismo. Ma andiamo poi all’ideologia tedesca dell’ottocento. Ne parla Chabod ne “L’idea di nazione”:

          “A differenza di altri popoli, i tedeschi sentono la nazione in senso naturalistico ed etnico. Herder la considera come un fatto naturale, basato sul sangue e sul suolo; Friedrich Schlegel sostiene che quanto più antico e puro è il ceppo, tanto più lo sono i costumi; e quanto più puri sono i costumi, maggiore e più vero è l’attaccamento ad essi, più grande sarà la nazione. Il popolo tedesco comincia a considerarsi il solo popolo puro, e si paragona all’antico popolo greco, e, come questo, destinato a diventare il vero popolo rappresentativo dell’umanità. Gli altri popoli, per Friedrich Schiller, sono stati il fiore cadùco, il popolo tedesco sarà il durevole frutto dorato. Gli inglesi sono avidi di tesori, i francesi di splendori, ai tedeschi spetta in sorte il destino più alto: vivere a contatto con lo spirito del mondo. Ogni popolo ha la sua giornata nella storia; la giornata dei tedeschi sarà la messe di tutte le età.”

          Sempre Fichte nei “Discorsi alla nazione tedesca” scrive che il popolo tedesco era stato scelto da Dio per compiere la missione di rigenerare spiritualmente il mondo e che il popolo tedesco è l’unico popolo che abbia conservato l’integrità e la purezza della sua stirpe, ed è destinato a diventare la nazione-guida dell’Europa.

          Ovviamente è un caso che un secolo dopo questo simpatico popolo si rende responsabile di ben DUE genocidi (il primo nei confronti degli Herero in Namibia, su cui fecero le prove tecniche per quello che poi sperimentarono sugli ebrei 40 anni dopo).

          Sono cambiati? Basta guardare la situazione attuale. Basta guardare chi detta legge in Europa. Basta guardare cosa propone la CSU in Baviera:

          http://www.linkiesta.it/baviera-csu-obbligo-tedesco-immigrati

          Basta poi ricordarsi dell’ “Herrenvolk” è il quadro è completo.

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    • Uriel sta cercando di giustificare il suo rinnovato avvicinamento ai santoni della nouvelle vague dell’ultradestra antieuropeista

      Un po’ come quelli che per non dire “ebrei di merda” dicono “io sono antisionista”

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  2. Su questo post mi limito a notare come se i giornali italiani scrivono cazzate è perché sono umanisti, ignoranti, le redazioni sono piene di stupidi, sanno solo seguire la moda e i flash di agenzia come tanti pecoroni, etc, etc.
    Se i giornali tedeschi partono con una campagna dal vago sapore razzista… be’, ma è tutto parte di una qualche misteriosa e gloriosa strategia!

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