Illusioni digitali

di Uriel Fanelli

Mi viene chiesto di scrivere nuovamente qualcosa sul mercato digitale unico europeo, sulla sua urgenza e sulle questioni aperte.Il guaio di queste “questioni aperte” e’ che praticamente riguardano tutto. Riguardano tutto perche’ una serie di ideologismi ha finora impedito all’ Europa di dotarsi di un qualsiasi sistema giuridico decente riguardo al digitale.

Il primo ideologismo dice che tutto il traffico Internet sia “traffico Consumer”. L’importante e’ il consumatore. Si ascoltano, a riguardo, piu’ le associazioni dei consumatori che quelle degli industriali. Cosi’ si fanno leggi contro le ‘fast lanes’ dicendo che non deve esistere traffico di serie A e traffico di serie B.

Molto bene. Se tutto il traffico di internet fosse di tipo consumer, intendo. Se sei invece un addetto ai lavori e ti occupi di infrastrutture, le cose non le vedi proprio in questo modo.

Ci sono tantissimi attributi diversi che puoi attribuire al traffico, attibuti come “mission critical”, “enterprise”, “machine to machine”, e tanti altri. Dire di no alle fast lanes non significa solo dire che Netflix ha la stessa priorita’ di Gennaro Esposito SrL. Significa anche dire che il traffico per il monitoraggio nel mondo del biomedicale ospedaliero ha la stessa priorita’ di Youtube.

In definitiva, significa che il prossimo GangNam Style potrebbe causare latenza alle sonde di controllo sulle apparecchiature ospedaliere che necessitano di monitoraggio. Allora direte che queste attrezzature necessitano di infrastrutture completamente separate ma… attenzione! Perche’ una legge contro le “fast lane” , essendo generale ed astratta, non distingue le cose: stai costruendo una fast lane per le malvagye multinazionali del biomedicale! Ovvove! Signoraggio! Schie Chimiche! Gombloddo!

Lo stesso vale per il machine to machine industriale, per i sistemi di e-call sulle automobili, e su tutte le altre cose che sono piu’ importanti della notte degli Oscar.

Se poi preferite che gli ospedali fermino il monitoraggio delle attrezzature biomedicali perche’ voi dovete vedere la notte degli Oscar, beh, Darwin sapra’ ricompensarvi.

Ma anche supponendo che si faccia una legge decente, non si e’ ancora al mercato unico. Non lo si e’ perche’ il meccanismo e’ che ogni nazione poi si adegua, ma ogni nazione ha i propri tribunali. Quindi, in caso di contesa, l’azienda che fornisce un servizio in Europa deve dotarsi di 28 sedi, di 28 team legali, ed eventualmente avere processi in 28 paesi diversi.

Anche avendo una legislazione omogenea, non si e’ creato un “mercato unico” sino a quando non si unifica anche il tribunale competente

Il caso della legge sul copyright, per dire, e’ esemplare. Prendiamo il mondo automotive. Il mondo automotive sta irrompendo nell’attualita’ delle telco non soltanto per i sistemi di monitoraggio , di salvataggio e di segnalazione dei guasti. Le case automobilistiche stanno cominciando a sviluppare o comprare soluzioi proprietarie per quanto riguarda le mappe, per quanto riguarda l’entertainment, e cosi’ via.

Cosa succede dietro le quinte se facciamo un sistema di mappe? Apparentemente ci servono solo i dati e le mappe, e ci serve aggiornarle. Ma le cose non stanno esattamente cosi’. Ogni paese, infatti, chiede alle aziende di mappe di NON segnalare sulle mappe tutta una serie di punti che considerano sensibili.

NON troverete sulle mappe la strada per raggiungere un arsenale della Marina Militare, quella per andare nella villa di Berlusconi, non trovate le riprese di installazioni militari, eccetera. Tutto andrebbe bene, se soltanto ogni stato non avesse legislazioni diverse in essere: ogni stato ha una classificazione diversa del rischio, delle zone, e occorre di fatto una sede per nazione solo per avere il contatto con le autorita’ locali.

Se passiamo al discorso automotive entertainment, la situazione e’ ancora peggiore. Diciamo che sulla nostra auto ci sia un sistema che proietta i film, da guardare sul sedile posteriore. Sembra tutto ok, sino a quando non scopriamo che passare il confine con quel film non e’ legale.

Sebbene sia sempre il cittadino della nazione X a guardare un film in lingua Y , regolarmente comprato, scopriamo puntualmente che , una volta passato il confine, non ha mai ottenuto i diritti di farlo su quella strada li’. Pensate alle partite: guardate questa buffonata, per capire cosa io intenda

Non e’ una buffonata quello che fa l’azienda che ho linkato, sia chiaro.E’ una buffonata che esistano ancora problemi simili. Siamo ancora a questo punto?

E come potete pensare ad una situazione del genere nel caso dell’automotive entertainment?

Un partner satellitare potrebbe, facendo tutta l’ingegneria del caso (niente auto con la parabola!), essere il partner ideale per il mondo dell’automotive entertainment, ma provate a chiedere a Sky un abbonamento che copra tutta Europa con le partite di calcio, e scoprirete che a seconda della nazione e di come la lega locale ha trattato i diritti, non esiste niente come “diritti europei sul campionato di calcio del paese X”. Cosi’ prendere il decoder di una nazione X e farlo funzionare nella nazione Y non e’ concesso per una questione di diritti: in questo senso, facendo mobile entertainment, la soluzione satellitare e’ veramente difficile da implementare. Molto piu’ di quanto non lo sarebbe se esistesse un mercato digitale.

Ma “mercato digitale” non significa solo questo. Se andiamo nel mondo della TV, scopriamo che non possiamo andare in Francia con il decoder italiano, e viceversa. Non possiamo portare il decoder italiano ed usarlo in Germania e viceversa non posso portare in Italia il mio decoder tedesco per vedere Bauer sucht Frau mentre sono in vacanza.

Che senso ha?

Questa e’ la ragione per la quale sono molto scettico riguardo alla questione di un “mercato digitale europeo”.

Chi ne discute a livello politico pensa che “mercato digitale” sia una cosa che riguarda solo il mondo consumer, tipo facebook, twitter, google, la app del momento e il nuovo Youporn.

La verita’ e’ che si tratta di un argomento estremamente esteso. Occuparsene senza tenere conto di tutte le complessita’ significa:

  • Ignorare gli usi industriali della rete. Ovvero, mandare in merda l’industria per garantire ai bimbiminkia di poter usare gabbo hotel.
  • Ignorare il fatto che l’industria digitale si sta espandendo verso il mondo automotive, e verso N altri mondi che costituiranno il futuro business del M2M, mandandolo in merda.
  • Ignorare il fatto che “digitale” comprende anche tutto il mondo della TV, delle trasmissioni satellite, della radio e in generale della distribuzione di contenuti. Mandando in merda il settore.
  • Ignorare completamente l’industria dei videogiochi, che in Europa soffre di una carenza cronica di leggi sul copyright del software, piu’ altre caarenze specifiche.

Gli USA hanno evoluto (col vantaggio di essere un paese unico) la loro legislazione nel confronto degli scorsi 20 anni, e ripeto 20 anni, con il risultato di avere una legge molto adatta alla crescita di queste industrie.

Il guaio viene in Europa, per una ragione: si inizia a parlare nel 2015, di qualcosa che doveva essere una priorita’ nel 1995.

Il motivo del mio scetticismo e’ la data: 2015.

  • 2015 perche’ Julia Reda si metta a fare una legge sul copyright europeo.
  • 2015 e ancora non esiste una legislazione europea sul brevetto del software.
  • 2015 e ancora non esiste una corte unica per risolvere i problemi di cross border operations.(Il caso in cui una telco abbia clienti al di la’ del confine).

Con un ritardo di 20 anni, come diavolo pensate di recuperare?

E no, il mio scetticismo non e’ pessimista. E’ solo realismo.

Prendiamo il caso delle telco e del cross border operations. Che succede se una telco francese decide di allungare un pochino i cavi e coprire Ventimiglia, o la Val D’Aosta? Succede che non puo’ perche’ deve avere una licenza per operare in Italia. Siamo ancora a questo punto: le aziende che supplicano in ginocchio gli stati di concedere loro il vassallaggio che serve a raccogliere legna sui loro boschi.O qualcosa del genere. (poi ovviamente ci marciano usando la licenza per bloccare la concorrenza, sia chiaro, ma due torti non fanno una ragione).

Possiamo dire di creare una licenza unica europea, ma abbiamo tre alternative, entrambe devastanti:

  • Dire che chiunque abbia una licenza in un paese UE ce l’abbia ovunque. Allora siccome una licenza in Lussemburgo non costa molto (per ovvie ragioni, la clientela e’ un numero piccolo) , si compra la licenza in Lussemburgo e via.

  • Dire che esista una licenza europea unificata.Siccome il costo sara’ alto perche’ copre 500 milioni di utenti, nessuno ne compra una per servire solo Portogallo, Irlanda, o Bulgaria o Repubblica Ceca.

  • Creare una licenza europea ma considerare equivalenti le licenze esistenti. Di conseguenza, parte la caccia alle telco dei paesi piccoli. E alla fine vincono i grossi.

in tutti i casi, ci saranno vincitori (i grossi) e vinti (i piccoli), e avrete taaaanta, taaaaanta, gente che strilla “i malvagi burocrati di Bruxelles vogliono distruggere la telefonia italianaaaaaa!” .

Idem per la storia dei diritti. Ma davvero pensate che qualcuno possa mettere a tacere 28 leghe nazionali di calcio imponendo prezzi unici per i diritti su scala continentale?

Questo e’ quello che dico quando parlo di ritardo. Quando si fecero le prime regole per internet , gli interessi erano piccoli. C’era poca gente. Sarebbe stato possibile fare tutto, e le lobby non vi si cagavano pari.

Ma oggi come oggi, se diciamo che qualcuno puo’ trasmettere tutto quello che vuole per far nascere un settore di automotive entertainment, ovvero giochi e TV sulle auto , come diavolo pensate di convincere 28 equivalenti di SIAE a mollare la presa?

Quando dico che e’ troppo tardi, e che su questo piano l’ Europa e’ destinata a subire gli USA almeno sino al prossimo cambio di paradigma (assumendo che la prossima volta i politici euripei non se ne accorgano dopo 20 anni!) , sto dicendo che ormai si e’ lasciato che si consolidino troppi poteri locali, tutti foraggiati dalla frammentazione dei mercati europei, e che ormai una riforma e’ impossibile.

Se oggi improvvisamente decidete che sulle auto si possano montare decoder di qualsiasi nazione, e che col decoder di qualsiasi nazione si debba poter vedere qualsiasi cosa in qualsiasi paese, state mandando a puttane il sistema di diritti che tiene in piedi le TV e le leghe calcio di 28 nazioni diverse. Non potete, perche’ otterrete che siccome anche i giornali sono nella partita, tutti strilleranno all’unisono che bisogna uscire dall’ Europa , e lo faranno per salvare i propri interessi.

Quindi no, sono convinto che ogni paese si costruira’ la propria legislazione in proposito, e che ogni paese avra’ il proprio mercato digitale, e che non si fara’ nulla di effettivo.

E sono anche convinto che, come capita sempre, poi i paesi piu’ forti prevarranno sugli altri.

Perche’ questo succede quando si arriva troppo tardi: dove non esiste la ratio della legge, esiste quella della forza. Dove non arriva la legge di tutti, arriva la legge dei forti.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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Un pensiero su “Illusioni digitali

  1. “Dire di no alle fast lanes non significa solo dire che Netflix ha la stessa priorita’ di Gennaro Esposito SrL. Significa anche dire che il traffico per il monitoraggio nel mondo del biomedicale ospedaliero ha la stessa priorita’ di Youtube.”

    Solo un pazzo criminale metterebbe un flusso di traffico del genere su internet, si porta una gamba vpn mpls e il problema è risolto.

    Liked by 1 persona

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