Vaccini, Vegani, Sette, e la Sindrome di Calimero

di Uriel Fanelli

Scrivendo il post sui vaccini ho ricevuto una serie di risposte piccate, da parte di antivaccinisti , vegani, adepti delle scie chimiche, e quanto d’altro si possa immaginare. La vera domanda , che riguarda tutti, e’ : perche’ tutte queste persone credono a queste “nuove” cazzate?

Si potrebbe liquidare la questione con una risposta intermedia, ovvero con il calo generalizzato delle sette millennariste/religiose/newage/sataniste, ma anche ammettendo che queste persone abbiano trovato una nuova setta piu’ soddisfacente, il problema e’ solo spostato: perche’ la gente va in cerca di queste idee/gruppi?

Ci sono due risposte; nel senso che l’espressione “la gente” indica sia chi fonda il gruppo (e di solito vive di questo), sia chi vi aderisce. Se parliamo di chi fonda questi gruppi, la risposta e’ sempre quella: chi fonda questi gruppi lo fa per farsi mantenere dagli adepti. E questo e’ tipico di qualsiasi setta, religione o gruppo identitario, che vada dai Testimoni di Geova alla Lega, o ai seguaci delle Scie Chimiche .

Ma parliamo degli adepti: quale bisogno soddisfano questi gruppi?

Si tratta di un bisogno che chiamerei “La Sindrome di Calimero”, che in passato ho indicato come “la sindrome del secondogenito”, ma in generale si applica anche a persone che non sono i secondi nati della famiglia (per quanto il fenomeno sia endemico tra i secondi nati).

Il secondogenito , se non meglio educato, assume rapidamente uno stile di vita che consiste nel giustificare i propri fallimenti , o semplicemente una carenza di risultati, con la preferenza che i genitori darebbero al primogenito. Questo continuo gridare “all’ingiustizia” produce, specialmente nelle madri iperprotettive , un forte senso di colpa, che in genere poi sfocia nel trattamento privilegiato del secondogenito. (Ovviamente il primogenito, che viene di solito investito di maggiori responsabilita’ perche’ piu’ grande, a sua volta fara’ pesare questo comportamento ai genitori).

Allora, come nasce uno di questi gruppi? Vediamola come problema costruttivo.

La prima cosa che il santone/prete/ideologo di questi gruppi deve fare, e’ di convincere i propri adepti di essere discriminati. E la maniera migliore che ha e’ proprio dare origine alla discriminazione. In che modo si da’ origine alla discriminazione?

E’ semplice: imponendo delle regole a cazzum che impattino la vita degli adepti e li pongano in conflitto con le usanze della maggioranza. Il caso piu’ classico e’ il divieto di mangiare qualcosa altrimenti presente nella dieta locale.

L’esempio piu’ antico e’ quello del maiale. Molti hanno scritto di improbabili ragioni igieniche per non allevare il maiale, ma sono balle. Il maiale non ha particolari controindicazioni nei climi caldi, a patto di essere allevato vicino a pozze d’acqua, e no, il medioriente non e’ il deserto del sahara, le pozze d’acqua ci sono eccome: del resto anche le pecore hanno bisogno di bere. Non e’ nemmeno un motivo sanitario: la quantita’ di malattie trasmissibili all’uomo dalla pecora e dalla capra non e’ di molto inferiore rispetto al maiale, vedi alla voce “echinococco”.

Il problema VERO e’ che il maiale non transuma. Poiche’ ha bisogno dell’acqua o del semplice fango per raffreddarsi, non transuma. Per un popolo di nomadi e’ un disastro, perche’ spinge il popolo a fermarsi, e se si ferma non e’ piu’ nomade, e finisce per obbedire allo stato anziche’ pagare le bollette al capo dei nomadi. Di conseguenza le tribu’ nomadi hanno ribrezzo per il maiale. Cosi’ come per l’attivita’ della pesca, che le rende stanziali, eccetera.

Adesso andiamo in Europa e chiediamoci, in un luogo che mangia maiale (e ove il maiale e’ ottimale per il clima) , che senso abbia la stessa norma. (Specialmente ora che la carne di maiale e’ relativamente sicura: anche se fosse esistita la ragione igienica, adesso non esiste piu’.)
Possiamo anche estendere la cosa ai vegani, ovviamente, ed in seguito agli antivaccinisti.

La norma ha la ragione specifica di causare disagio ed emarginazione. Il membro della comunita’ che prova a mangiare insieme agli altri si trova a non mangiare mai, a mangiare poco e a mangiare male. Questo disagio, voluto dai capi, avviene su una attivita’ (mangiare) che e’ continuativa e ripetuta: questo fa si che i fedeli abbiano CONTINUAMENTE la sensazione di essere esclusi, emarginati e perseguitati. Una sensazione di differenza quotidiana.

Queste regole sono costruite (dai capi) appositamente per costituire un motivo di attrito tra i membri della setta e il resto della societa’. Quando il vegano non trova cibo in nessun ristorante, quando il religioso fanatico deve ricorrere ad un supermarket piu’ caro e piccolo per mangiare, egli ricorda per tutto il tempo che “la mamma preferisce il fratello grande a me”. LORO hanno tutti i ristoranti che vogliono. LORO hanno tutti i supermarket che vogliono: noi solo uno. La mamma preferisce loro!!.

Quando il vegano ha a disposizione un solo supermarket ed un solo ristorante in citta’, mentre tutti gli altri hanno a disposizione ogni altro locale, chiaramente il vegano inizia a dire che e’ confinato in una riserva: quello che non sospetta e’ che questa riserva e’ stata disegnata proprio da quello che ci guadagna, ovvero “il capo della riserva”.

Idem, quando il capo religioso che impone alla gente di non mangiare questo e quello, di vestirsi in un dato tal modo, di mutilare i genitali, di non fare trasfusioni, o qualsiasi altra cosa, viene a sapere che qualcuno dei suoi adepti ha la vita scomoda perche’ lo fa. Alleluja! A quel punto arriva la sindrome del secondogenito ed inizia a strillare “siamo discriminati! Ce l’avete con noi! E’ un ingiustizia! Solo perche’ sono piccolo e nero!”.

calimero

Queste ingiustizie sono , ovviamente, il risultato ovvio della serie di pratiche antisociali imposte dal gruppo ai suoi adepti: se io costruissi una setta dicendo che si guida a sinistra, anziche’ a destra, ovviamente i miei adepti inizierebbero a subire “discriminazioni”, e avrebbero dei seri problemi con la legge. Dei perseguitati, emarginati dalla maggioranza “razzista” dei guidatori a destra. (ma non in UK).

Che cosa succede se qualcuno non perseguita questi gruppi? Succede che la loro policy diventa ancora piu’ dura. Se oggi potete trovare un menu vegetariano quasi ovunque, ecco che arrivano i Vegani, che non solo non mangiano niente che venga da animali morti, ma non accettano neanche i dispersi. (In linea di principio, per esempio, tagliare la coda ad bovino non lo uccide: cosi’ e’ nata la coda alla vaccinara.)

E neanche gli animali munti. E quelli tosati. E quelli sfottuti. Insomma, persino alcune medicine sono troppo carnivore per loro: chiaramente, se ogni mensa del paese si adeguasse, state tranquilli che alcune verdure inizierebbero a diventare animali, troppo animali, e allora passerebbero tutti ad essere , che so “Melariani”.

Lo scopo e’ sempre quello di realizzare, scientificamente, uno stile di vita che produca disagi presso i propri adepti. Tutte queste inutili vessazioni vengono chiamate “identita’”, al preciso scopo di costringere tutti gli adepti a sentirsi un corpo separato dalla societa’. Quando saranno una societa’ a parte avranno il loro capo, e ovviamente dovranno pagargli le bollette.

D’altro canto, per quanto il loro trucco sia evidente ai piu’, e’ difficilissimo spiegare questa cosa, perche’ ci sara’ sempre la risposta “ma noi ci abbiamo provato”.

Se parlate con vegani, testimoni di geova, vegetariani, sette religiose di ogni tipo, vi parleranno sempre di quella volta che “ci hanno provato” ad integrarsi, ma ovviamente i malvagi della maggioranza hanno continuato col loro razzismo.

Il punto debole di questa dialettica e’ che nessuno, tranne loro, si e’ accorto di questo “tentativo di integrarsi”. Se andate a chiedere “e in che cosa consisteva, di preciso, in senso materiale, questo tentativo di integrarsi e convivere meglio con il resto degli altri”, scoprirete non solo che “gli altri” non hanno notato alcun cambiamento, ma che il tentativo di integrarsi consiste in qualche libro scritto da uno di loro, e letto solo da loro, o di qualche cosa detta a cena da qualcuno dei loro capi.

Allora quando dite che i vegani sono fastidiosi, o che gli animalisti commettono crimini contro le aziende o gli enti di ricerca, vi risponderanno sempre che loro “ci hanno provato anche con le buone, ad essere pacifici e ad andare d’accrdo, ma gli altri hanno reagito con violenza”.

Se pero’ chiedete in che cosa sia consistito, di preciso, questo “tentativo di vivere in pace”, scoprite che si e’ trattato di quella volta in cui una manifestazione ha incendiato una fabbrica MA usando olio vegetale riciclabile bio, e se andate dagli islamici scoprite che il loro tentativo di integrarsi consiste nel non impiccare i gay, ma limitarsi a metterli in carcere, e che alla fine dei conti, di questi tentativi di venirci incontro, non se n’e’ accorto nessuno, tranne loro. E’ come se la setta dei guidatori contromano dicesse che si, loro hanno cercato di integrarsi limitando la velocita’ quando vanno contromano, ma nessuno si e’ accorto della loro buona volonta’. Certo per integrarsi davvero dovrebbero smettere di andare contromano, ma questo e’ chiedere troppo: “la loro identita’ di guidatori contromano non e’ in discussione”. Come sarebbe che un vegano potrebbe mangiare anche in un contenitore antipatico agli animali?

Poi c’e’ l’ultima caratteristica che accomuna queste persone, che e’ il “mondo perfetto”. Nel senso che ad un certo punto i fedeli cominciano a chiedersi perche’ mai non dovrebbero iniziare a bere birra in Germania o a mangiare maiale a Parma, o vaccinarsi in occidente, e se non sia il caso di riformare la setta. Chiaramente, il boss sa bene che se finisce il senso di fastidio finisce il senso di persecuzione, e che se finisce il senso di persecuzione nessuno sentira’ il bisogno di lottare contro le discriminazioni, e quindi nessuno sentira’ il bisogno di pagare le bollette al capo.

Cosi’ arriva sempre il mito del mondo perfetto. Il mondo perfetto nel caso dei vegani puo’ essere il mondo del futuro ove tutti saranno vegani , oppure puo’ essere limitato nel tempo (una grande convention vegana/animalista/geovana) o puo’ essere limitata nello spazio, come un pellegrinaggio, o una terra promessa.

In tutti i casi, torniamo sempre al punto: il santone sa che deve promettere il momento in cui il rompimento di palle di queste regole finira’. Non perche’ finiranno le regole, visto che esse sono “identita’”, ma perche’ esse diventeranno comode, in quanto le seguono tutti.

Cioe’ il momento in cui il vegano potra’ entrare in tutti i supermarket e in tutti i supermercati, perche’ tutti saranno vegani. Per esempio durante la grande convention ove tutti nel raggio di 5 km sono vegani e mangiano da bancarelle vegane. Opppure sognano il momento in cui un antivaccinista non si sentira’ dare del coglione per non aver vaccinato i figli. Questo serve a sfogare la pressione, per evitare che le persone abbandonino il gruppo in quanto troppo difficile militarvi. Basta fare la grande convention di antivaccinisti.

La soluzione migliore per loro e’ il paradiso a tempo, ovvero la grande convention di una settimana. Il mondo perfetto vero verra’ un giorno. IN questo modo possono far sognare i loro adepti, ma non devono realizzare nulla di durevole.

La soluzione “terra promessa” invece funziona meno. Se prendete per esempio il Califfo, che ha fondato lo Stato Islamico, potete notare come non ci sia la fila di gente che vuole andare a viverci. Si, qualche migliaio di sciroccati va a combattere, ma per vivere in questo paradiso di gestione dei puri ideali, non c’e’ esattamente la fila. Eppure il “califfato” potrebbe anche contenere milioni di persone.

E se andiamo a vedere tra i musulmani che vivono tra i malvagi infedeli che li discriminano perche’ portano il velo e non mangiano maiale, quanti abbiano deciso di trasferirsi nel califfato, la risposta e’ circa “no grazie, e’ meglio fare l’avvocato a Parigi che il portiere d’albergo a Mosul”. Insomma, qui sono discriminatissimi, ma non si sta poi malaccio. Non quanto nella terra promessa.

La terra promessa, specialmente quando realizzata, ha cioe’ un piccolo difetto:

“che spesso si sta MEGLIO tra le terribili persecuzioni dei razzisti, che nella terra promessa” dove tutti la pensano come noi.

Cosi’ Al Baghdadi puo’ chiedere ad ogni islamico che viva tra gli infedeli di fuggire alle terribili discriminazioni e andare a vivere nel Califfato: “stranamente”, e nonostante le “terribili persecuzioni”, il “razzismo” degli infedeli, beh, si sta meglio tra i mangiasalsicce tedeschi che a Mosul.

la terra promessa, il paradiso in terra, ha un piccolo , piccolo, piccolo problema. Che spesso fa cagare piu’ della vita “da perseguitati” al punto che la gente preferisce vivere “da oppressa” , tra “i razzisti”, che spostarsi nel “paradiso fatto con le nostre regole”.

Fatta la carrellata di queste tecniche identitarie, andiamo al caso specifico.

Nel caso dei vaccinisti, abbiamo un espediente del genere. Si prende una cosa molto comune , per farci un precetto che produrra’ tutta una serie di fastidi , e si vieta ai fedeli di vaccinare i figli. Una cosa non tanto diversa dal vietare le trasfusioni di sangue come fanno i TdG, ma i vaccini hanno piu’ diffusione.

Quando i fedeli iniziano a prendersi tutti gli insulti del caso, perche’ gli antivaccinisti stanno causando epidemie che si ritenevano scomparse, per dire, allora i loro capi si mettono a dire che “sono le malvage multinazionali” e che sono perseguitati, e tutta la solita solfa che ho elencato sopra.

A quel punto i fedeli entreranno nel trip del secondogenito: “lo stato non pensa a noi”, “lo stato non ci difende come i vaccinisti”, “lo stato da’ di piu’ ai vaccinisti che a noi”, “e’ un’ingiustizia, e’ perche’ siamo piccoli e neri”.

Quando si sente questo piagnisteo, occorre sempre ricordare che:

  • Il comportamento che causa il problema e’ una specifica invenzione dei capi della setta,invenzione ingegnerizzata ad hoc per dare ai fedeli un continuo senso di fastidio ed emarginazione.
  • Le discriminazioni risultanti sono l’effetto di una scelta volutamente conflittuale, dalla quale i capi traggono sostentamento, vendendola come “identita’”.
  • Se anche li accontentate, alzeranno il livello dell’asticella: date loro la liberta’ di non vaccinarsi, e vi chiederanno di proibire gli antibiotici. Fate loro i menu vegetariani, e diventeranno vegani. Fate loro i menu vegani, e diventeranno melariani, concedete il velo, e vorranno il burqa.

l’unico modo che avete di combattere questa roba e’ la legge-uguale-per-tutti. Cosi’ come entrare in contromano nelle autostrade non e’ solo inconsueto, ma vietato, potete imporre che tutti i bambini siano vaccinati.

E scoprirete allora una cosa: che sebbene abbiano sempre chiesto uguaglianza, sono contrari ad una legge uguale per tutti. Essi chiedono tutti i diritti tipici dell’illuminismo, come uguaglianza o rispetto o diritti umani, e ovviamente la fine delle discriminazioni ed il rispetto delle scelte personali, ma quando lo stato ricorda loro che a quel punto sono cittadini come gli altri e quindi il loro capo deve pagarsi le bollette come tutti, ecco che l’illuminismo non va piu’ bene.

Perche’ i membri di una setta vogliono sempre essere trattati con uguaglianza, ma qualcuno deve sempre essere piu’ uguale degli altri.

Loro, per esempio.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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18 pensieri su “Vaccini, Vegani, Sette, e la Sindrome di Calimero

  1. Come al solito leggo molti spunti interessanti che denotano intelligenza e cultura da parte di chi scrive, ma (sempre come al solito) anche alcune (poche) inesattezze logiche ed eccessive estremizzazioni e semplificazioni che denotano probabilmente poca maturità.
    Uriel è possibile sapere quanti anni hai?
    Cmq il tuo blog è uno dei miei preferiti.

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  2. Ma se la terra promessa è la Germania e la bassa ferrarese è il posto dove c’è razzismo contro i non umanisti, come mai Uriel è andato a combattere per la Califfa Angela e il Sultano Vladimir (ovviamente nella sua fantasia i due sono ancora amici)

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  3. Quando leggo questi post mi viene sempre da chiedermi cosa li abbia scatenati.
    Per esempio, su questo me lo immagino che va in mensa, trova l’alternativa vegana nel menù, e sbrocca come un cavallo.

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