La malvagia vacuita’ del mondo della moda.

di Uriel Fanelli

la vicenda di Dolce e Gabbana che insultano i figli di Elton John e’ finita in caciara, ovvero si e’ persa nella solita tifoseria , tra quelli che amano giudicare gli altri e quindi trovano nel cattolicesimo uno scranno per farlo, e tra coloro che invece credono che sia una battaglia di laicita’.Quello che sta sfuggendo, e che prima o poi verra’ scontato, non si vuole affrontare.

Prendiamola alla lontana. Non so se abbiate visto il film-culto di chi ama il “fashion”, quella specie di porcheria che era “Il Diavolo veste Prada”. Guardando quel film,sicuramente vi sara’ venuto in mente che non puo’ davvero essere cosi’, che la malvagia testa di cazzo che viene idolatrata come la Dea della Moda, una vecchia ignorante cosi’ stupida da non capire la relazione “uragano” -> “non ci sono voli” non puo’ davvero essere incaricata di decidere della vita delle persone.

Il fatto che una persona completamente impermeabile ad ogni empatia, del tutto estranea al concetto di persona ed abituata a violare l’integrita’ e la dignita’ altrui possa avere qualche potere, anziche’ marcire in un carcere o fare il lavoro piu’ adatto a lei , e’ un incubo che nessuno di noi vorrebbe realizzare.

La vecchia troia protagonista di quel film sarebbe adatta a vendere ragazze in qualche bordello nel terzo mondo, ce la vediamo come guardiana di schiave in qualche campo di cotone durante lo schiavismo americano, o a sfruttare prostitute minorenni dell’est europa, e invece ce la ritroviamo come “domina” di un intero settore.

Usciamo dal cinema e pensiamo che sia la solita esagerazione americana, giusto? Non sara’ davvero cosi’, non sara’ un mondo del genere.

Poi ci troviamo con affermazioni del tipo “le donne sopra la taglia 44 non dovrebbero esistere”, detta da un sarto molto sopravvalutato. Ora, immaginiamo per un attimo che qualcuno se ne vada in televisione a dire “i negri non dovrebbero esistere”, “i gay non dovrebbero esistere”, “gli zingari non dovrebbero esistere”, succederebbe un putiferio. Mi si fara’ notare che le ultime frasi evocano persecuzioni, emarginazione e uccisione, ma adesso andate a vedere cosa succeda ad una donna grassa oggi, e scopriamo che alla fine dei conti, tanto lontani non siamo.

L’affermazione e’ stupida, orribile sul piano umano, e denota una personalita’ non troppo sana, ma siccome si parla anche di moda, e si sa, e’ una cosa effimera, una cosa cosi’ diafana, cosi’ ßüsäun , un argomento cosi’ leggero, allora si consente a tutti di dire tutto. Cosi’ lo svolazzante stilista potra’ pontificare sulla (per lui) auspicabile scomparsa di 4 miliardi di donne dal pianeta, senza causare lo stesso scandalo di chi auspica la scomparsa dei negri, o dei rom, o dei gay.

In fondo la societa’ ha reagito dicendo “si, siete delle insulse teste di cazzo, ignoranti e incapaci di capire se delle parole abbiano conseguenze o meno, ma siccome non prendete decisioni davvero importanti e alla fine siete bravi a farci i vestiti, allora andate bene cosi’.”.

Insomma, li si e’ lasciati abbaiare come si lascia abbaiare un barboncino. Ok, ok, rompe i coglioni ed e’ stupidamente aggressivo, ma e’ cosi’ carino. Finito di cucire il vestito, qualcuno prenda il guinzaglio e porti questo idiota fuori a pisciare, per favore.

Questo spaventoso vuoto umano, fatto di puttane anoressiche in astinenza da cocaina e sarti deficienti che perdono il controllo della lingua, avrebbe continuato a passare inosservato se ultimamente i giornalisti non avessero preso l’abitudine di interrogarli su questioni etiche.

Voglio dire, andare da uno di questi sarti e chiedere loro cosa pensino delle donne in carne ha ancora senso. Nel senso che e’ ancora il loro settore.Certo, poi il fesso se ne esce con la sua boiata sulla taglia 44, il barboncino ha abbaiato, tanto noi sappiamo che Kim Kardashian nella 44 non ci entra neanche su un cammello biblico, ma quando ha aperto il portafogli, qualche eroe della magrezza e’ andato a vestirla senza farsi troppi problemi. E si, le donne sopra la 44 devono esistere, altrimenti nessuno gli paga le bollette.

Anche la pretesa di “sensibilita’” o di “amore per le donne”, tipica di questi sarti sopravvalutati, e’ abbastanza opinabile. Se vesti le donne come puttane, non stai mostrando amore per le donne: stai dicendo che per te sono puttane. Se fai i manifesti con lo stupro di una ragazza, non stai dicendo che tu ami le donne: stai dicendo che trovi “bello” un manifesto con uno stupro. Quindi il loro “io amo la donna” alla fine e’ un superficiale “io amo l’immagine della donna vestita in un certo modo”.La donna e’ una cosa diversa.

Quindi, persone che non riescono a vedere strane contraddizioni tra “trovo bella la fotografia di uno stupro” e “io aaaaaammmmmoooo le donneeeeeee, le adoooooro” non dovrebbero essere interrogate su temi etici. Alla fine dei conti, la speranza che arrivino a grattare sotto la patina esterna di qualsiasi cosa e’ vana. Ma per qualche motivo, la stampa infierisce su di loro, e li interroga su questioni importanti.

Una volta interrogate queste persone cosi’ profonde su temi che richiederebbero almeno il controllo della propria lingua, ovviamente questi barboncini appaiono per quello che sono: dei signori che hanno fatto dell’apparenza la propria vita, dunque incapaci di cogliere la sostanza delle cose.

Prendiamo i nostri eroi, D&G. Dopo aver detto che i figli di Elton John sono sintetici, “figli della provetta”, cioe’ dopo aver insultato anche altre migliaia di bambini, come si sono giustificati?

Beh dicendo che era una questione di essere “dei siciliani tradizionali”. Ora, a me puo’ anche andare bene che tu sia un “siciliano tradizionale”, se per siciliano tradizionale intendi per forza un certo stereotipo, ovvero un bigotto ignorante con un ego che ha un seggio all’ ONU. Contento tu…

Forse un siciliano poteva anche arrabbiarsi di questa apologetica , nel senso che non tutti i siciliani dicono simili cazzate, ma il punto e’ un’altro: che sia esistita o meno, quella sicilia tradizionale stereotipata di mammasantissima e famigghie all’antica, non era esattamente il posto dove una coppia come D&G avrebbe voluto vivere. La cultura provinciale delle famiglie tradizionali siciliane prevede che un figlio “puppo” non sia esattamente una cosa bella ed accettata, bensi’ una vergogna per la famiglia: diciamo che in quella societa’ un gay e’ come le donne di taglia 88, ma con qualche difficolta’ sociale in piu’.

La “sicilianita’ tradizionale” che ha in mente chi dice queste stronzate non era esattamente “gay friendly”. Che cosa fa Domenico Dolce il “siciliano tradizionale”, per coerenza si insulta per le strade, si autodefinisce “puppu”, oppure si tira secchiate di urina addosso?

Ed e’ qui che salta fuori l’incredibile superficialita’ ignorante di quei due. Nel momento in cui un argomento inesistente viene usato come se fosse un argomento, per coprire una evidente fesseria, semplicemente perche’ l’approccio e’ cosi’ superficiale da non percepire nemmeno l’esistenza di una qualche sostanza dietro alle parole. Mancava solo “i negri hanno il ritmo nel sangue” e “gli slavi sono geneticamente assassini” per completare l’opera.

Essere un “siciliano tradizionale” per Domenico Dolce probabilmente significa semplicemente vestirsi in un certo modo, o forse mangiare in un certo modo, non penso proprio che vada oltre all’estetica della cosa: che cos’altro puo’ percepire dei problemi sociali un individuo che usa evocare lo stupro su una pubblicita’, ed associarlo al proprio marchio?

stupro

Qualsiasi altro marchio querelerebbe a sangue chiunque lo accostasse ad uno stupro, mentre loro lo trovano bello, a patto che ci siano i vestiti giusti.

Detto questo, stiamo appunto decidendo se uno che trova qualche cosa di bello in uno stupro di gruppo a patto di aver vestito lui i violentatori (e la vittima) possa percepire qualche altra questione sostanziale.

Di conseguenza, di per se’ non li condanno.

Questi stilisti di moda vanno considerati dei minus habens. Essi sono , per motivi che non vale la pena indagare, fisiologicamente incapaci di percepire la sostanza delle cose. Dolce e Gabbana non vanno condannati, semplicemente perche’ la forma mentis di quel settore e’ cosi’ vuota, inumana e anaffettiva che capire dei significati e’ al di la’ delle loro possibilita’, intellettive ed emotive.

Il guaio e’ che hanno pur sempre insultato dei bambini, definendoli “sintetici”, “figli della provetta” e quant’altro. Questo ovviamente espone tali bambini al bullismo a scuola – perche’ qualche imbecille (state tranquilli) riprendera’ quelle parole – e a tutta una serie di umiliazioni, al sentirsi diversi, e tutto quanto puo’ ferire un bambino.

Ora, se mia figlia fosse nata in provetta e qualcuno avesse detto una cosa del genere, sua madre avrebbe preferito un posto di lavoro come arbre magique all’odore di clitoride. Intendo dire, dopo la mia risposta.

E’ ovvio: tu insulti i miei figli -> io ti sventro la mamma a furia di male parole. Si tratta di un automatismo. Una legge della fisica come tante altre. Da questo punto di vista neanche Elton John e’ condannabile, anzi , trovo che la sua risposta “non comprero’ mai piu’ i vostri vestiti” sia tutto sommato una risposta sin troppo moderata.

Non me la sentirei nemmeno di condannare Elton John, come nessun altro che abbia avuto figli in provetta.

Quindi, in tutta la vicenda non ci trovo veri motivi di condanna: D&G perdono il controllo della lingua, il pilota automatico non funziona, e succede un incidente. Vittima qualche migliaio di bambini che si sentono insultare o chiamare bambini sintetici, insomma di serie B. Uno dei genitori si incazza e risponde a dovere, con quello che (in un mondo piu’ ruspante) poteva anche essere un sonoro vaffanculo.

Non me la sento di condannare nessuno.

  • D&G se ne escono assolti con la loro infermita’ fashion , ovvero gli riconosco la barboncinita’ mentale. Sono incapaci di percepire il significato delle cose che dicono, e si limitano all’estetica. Poiche’ ai sarti non chiediamo di risolvere i problemi del mondo, non e’ grave.
  • Elton John ha reagito come deve reagire qualsiasi padre il cui figlio venga definito, di fronte ad un ampio pubblico, un bambino di serie B, “sintetico”, “figlio della provetta” o perlomeno un bambino peggiore di altri. Anche qui, come fai a dargli torto?
  • I giornalisti potrebbero anche evitare di chiedere a questi sarti cosa pensino di questioni importanti. La barboncinita’ mentale di questi individui e’ nota: e’ come prendere Andrea Bocelli e chiedergli che ne pensa dei quadri di Van Gogh. E’ crudele e stupido, sai benissimo che un cieco non li possa vedere.Che diavolo parli di figli con uno stilista? Lo sai che non ci arriva, no?

Andiamo alla Vexata Quaestio: Domenico Dolce dovrebbe avere figli in provetta?

No. Ma neanche senza provetta, ad essere onesti. Come dicono i siciliani tradizionali, “non e’ cosa”.

Chiunque abbia figli e non soffra di barboncinita’ mentale sa che se c’e’ una cosa che NON devi fare e’ dire ad un bambino “no, tu no” di fronte agli altri. Il bambino tal dei tali va con gli altri in gita. Punto. Anche se e’ sintetico, acrilico, pura lana, nero, giallo figlio della provetta o del becco di Bunsen di manzoniana memoria.

Ce lo porti perche’ l’atto con cui tu prendi tutti i bambini e gli dici “domani in gita al museo” e poi dici a uno “no, tu no”, e’ inumano. E’ mostruoso. Ce lo porti perche’ non puoi dire ad un bambino “no, tu no perche’ sei diverso”. Non puoi, e se non capisci il perche’ non puoi, non dovresti avere figli: soffri di quella barboncinita’ mentale che fa di te un essere molto actual, ma non certo un genitore accettabile.

Non puoi dire ai bambini “voi siete bambini-bambini e lui e’ bambino-sintetico”. Non puoi dire “tu sei naturale e tu sei figlio della provetta”.

Se Domenico Dolce non capisce questo, e Mr Gabbana gli da’ ragione, non dovrebbero avere figli.

Ma non per la loro omosessualita’ (altrimenti ce l’avrei anche con Elton John) : per la loro barboncinita’ mentale .

Per quanto riguarda Elton John, ha reagito come reagisce il padre di un bambino quando sa che la maestra ha detto “no, tu no” a suo figlio, di fronte agli altri, e senza motivo. Lo capisco. Musicalmente ne avevamo bisogno quanto i dinosauri di un asteroide, ma umanamente lo comprendo perfettamente. Era suo dovere rispondere.

E se Domenico Dolce dice questo, e il Gabbana lo sostiene, e non capiscono il punto, beh, meglio che i figli in provetta li abbia Elton John.

Perche’ Elton John almeno capisce quando si passa il limite. Ha dei fondamentali che mancano a D&G.

E in generale, il mondo della moda, abituato al “tu si, tu no” gia’ a partire dalla taglia delle modelle, non ha la forma mentis adatta per i bambini. Non oso immaginare cosa direbbero questi sarti di un bambino grasso, visto quello che dicono delle donne sopra la 44.

Lasciate perdere, non e’ per voi.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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8 pensieri su “La malvagia vacuita’ del mondo della moda.

  1. In un solo post:

    -Fallacia moralistica.
    -Gli stupri che escono dai fottuti cartelloni pubblicitari.
    -Indignazione per elementi neutri (da lui mi aspettavo che a “bambini sintetici” dicesse un bellissimo: so what? Hai pure scritto un libro su un/a protagonista sintetico!)
    -La magrezza come male (suona molto peggio la frase la mettiamo come “tutti dovrebbero avere un tumore”, il sovrappeso/obesità è una patologia e bisogna aiutare chi ne soffre. Punto. Fine. Riga. End of Story. Specchio riflesso) e messa come aringa rossa al discorso degli stilisti.
    -Ti lamenti dei siciliani e poi sei ancora più siciliano quando dici che distruggeresti uno che “insulta” tua figlia.
    -Sei andato per 2/3 fuori tema.

    Non ci siamo proprio….

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  2. Sbroc all’ennesima potenza.
    Al di là del manifesto dello stupro che fa chiaramente cagare, al di là del fatto che il mondo della moda sia popolato da personaggi squallidi come sostiene, ma Dolce e Gabbana hanno usato l’espressione “figli della chimica”, che non mi risulta un insulto.

    Manco avessero detto “figli di puttana”, che quello sì è un insulto.

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  3. Non c’entra con il post, ma:
    Potreste mettere sulla barra laterale i commenti più recenti ai vari post? Almeno uno si orienta un attimo perchè così è un po’ dispersivo.

    Mi piace

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