Voltaire vs Göbbels.

di Uriel Fanelli

Una delle argomentazioni piu’ ridicole (quando non patetiche) che io abbia letto riguardo alla storia di D&G sta nel dire che D&G avrebbero diritto di godere di un atteggimento voltairiano , legato alla famosa frase “non sono d’accordo con quel che dici, ma darei la vita perche’ tu possa dirlo”.

Anche senza ricordare come la ghigliottina rivoluzionaria sia stata un’applicazione perlomeno discutibile di questo principio, ci sono un paio di incongruenze logiche a riguardo.

La prima e’ legata al fatto che si invoca Voltaire solo quando parlano estremisti religiosi e fascisti. Se un fascista dice, che so io “zingari nei forni”, allora bisogna lasciarlo parlare perche’ Voltaire. Se un estremista religioso dice, che so io, “che tutti gli omosessuali sono malati e andrebbe tolta loro personalita’ giuridica” allora bisogna lasciarlo parlare perche’ Voltaire.

Se provi pero’ ad organizzare una festa anticattolica al Cassero, arrivano i “cattolici”, dimenticano Voltaire, e si scopre che non solo “non darebbero la vita perche’ tu parli”, ma toglierebbero volentieri i finanziamenti per farlo tacere .

Ora, a me il Voltaire alternato fa un pochino sorridere. Anche perche’ e’ Voltaire, non Tesla, e quindi mi aspetto che funzioni in continua. Se D&G possono dire che un tot di bambini nel mondo sono “figli della chimica”, “sintetici”, mentre gli altri no, Elton John e’ assolutamente libero di chiedere a chiunque di lasciarli senza soldi, sempre per via di Voltaire.

Dopotutto, se abbiamo consentito ad Elton John di cantare per decine di anni (con un esercizio a dir poco estremo della virtu’ di Voltaire) gli si fara’ ben passare una misera crociata contro due sarti molto sopravvalutati.

Invece no: secondo i soliti (la cricca cattofascista), se D&G insultano migliaia di bambini nati in provetta, allora San Voltaire li deve proteggere. Se invece sei padre di uno di questi bambini e reagisci, beh, come ti permetti? Questo e’ medioevo! ( il disprezzo per il medioevo delle associazioni cattoliche ricorda piu’ Stanlio e Ollio che Voltaire, a dire il vero: diciamolo pure. I cattolici che gridano al medioevo andrebbero lasciati parlare in onore di Stanlio ed Ollio, non di Voltaire).

Alla fine dei conti, D&G piacciono ai cattolici perche’ soffrono (o dicono di farlo) per non poter avere figli , mentre Elton John non piace perche’ e’ felice di averne, e notoriamente il cattolico/fascista e’ sempre schierato contro la felicita’ , come ogni bigotto del mondo.

Ma c’e’ una ragione molto piu’ importante per la quale citare Voltaire e’ una solenne cazzata. E questo motivo ha un nome: Göbbels.

Göbbels e’ l’inventore definitivo , inesorabile ed assoluto del concetto moderno di propaganda. Prima di lui i politici avevano avuto qualche intuizione interessante, ma solo con Göbbels la propaganda ha la sua forma attuale.

Come possiamo definire la propaganda secondo gli obiettivi di Göbbels? E come possiamo modellizzarla in modo da rendere evidente l’errore (ingenuo, se vogliamo) di Voltaire?

Semplice (apparentemente):

La “propaganda” e’ definibile come l’uso della liberta’ di parola contro la liberta’ di pensiero.

Questo era il concetto che a Voltaire mancava, e mancava perche’ nessuno, come Göbbels , aveva avuto prima la “geniale” idea di usare la liberta’ di parola contro la liberta’ di pensiero in maniera sistematica ed organizzata, ovvero di inventare la propaganda moderna.

Voltaire, ingenuamente, credeva che le due liberta’ coincidessero, o che fossero talmente correlate da non consentire all’una di agire contro l’altra. Secondo Voltaire, la massima liberta’ di parola non puo’ che portare alla massima liberta’ di pensiero.

Il che fu provato tristemente falso da Göbbels. Un errore tragico, insomma.

Voltaire non e’ biasimabile nel senso che la liberta’ di pensiero, in assenza di telepatia, puo’ essere misurata solo quando la persona decide di esprimere tale pensiero, e quindi con le parole. Sembra quindi coincidere con la liberta’ di parola.

Sarebbe occorso notare come il pensiero si possa esprimere anche con azioni (attivismo) ed omissioni (obiezione di coscienza), per definire una generica liberta’ di pensiero astratta rispetto alla liberta’ di parola. Ma l’attivismo e l’obiezione di coscienza (in termini moderni) arrivano molto tempo dopo Voltaire. Voltaire, quindi, non conosceva il futuro ed era molto ottimista.

Ora possiamo provare ad enunciare un modello di liberta’ di pensiero, e poi vedere cosa implica con degli esempi.

la liberta’ di pensiero e’ la possibilita’ , nell’atto e non in potenza, di venire in possesso di ogni categoria della logica (e di ogni informazione) che sia utile alla critica, ovvero alla falsificazione del pensiero altrui.

In questo senso, la propaganda si insinua semplicemente occupando tutto lo scenario: basta dire solo una falsita’ ragionevole , dare l’illusione di sapere, per togliere capacita’ di critica.

Facciamo un esempio pratico: le famose bonifiche del Duce, o la sua politica agraria, e le famose autostrade di Hitler.

I fascisti portano all’occhiello il fatto che Mussolini abbia investito quantita’ notevoli di soldi per creare villaggi agricoli, zone bonificate e case coloniche, in modo da aumentare la produzione di cibo e debellare la malaria. Cosi’ come i nazisti moderni vantano le famose autostrade.

Sembrerebbe sensato, e lo sembra, solo perche’ NON abbiamo tutte le informazioni: per esempio come veniva affrontato, in quel periodo, lo stesso problema, dalle altre nazioni moderne?

Nel resto del mondo, lo stesso problema di indipendenza alimentare veniva affrontato meccanizzando le campagne e introducendo la chimica, oppure mediante accordi commerciali, oppure potenziando le rotte marittime. Per questo dopo la guerra si crea la CECA (Comunita’ Europea Carbone e Acciaio) e la PAC (Politica Agricola Comune), e tutti i fasci rimangono di stucco: ehi, si poteva fare molto meglio!

Anche la malaria ,nel mondo, stava venendo affrontata non con estenuanti bonifiche, ma con lo sterminio della zanzara anofele.
Per questo, dopo tre generazioni di estenuanti bonifiche che non avevano mai intaccato davvero la malaria, gli italiani restano come dei coglioni a guardare il cielo mentre gli americani la debellano col DDT sganciandolo dagli aerei.

Mussolini, che e’ un incompetente, crede di risolvere il problema della produzione agricola semplicemente portando piu’ braccia a coltivare piu’ terra. La sua idea di modernizzazione non ha nulla a che vedere con la reale modernita’: sarebbe bastato coltivare le aree esistenti con la resa (gia’ in essere) in Francia , per sfamare tutti e 20 i milioni di italiani del periodo. Persino la campagna inglese, un tantino meno assolata, aveva una resa per ettaro superiore di un fattore 10, solo per via della maggiore meccanizzazione e dell’uso migliore della chimica. Ed era una campagna fortemente spopolata dall’urbanizzazione.

Lo stesso dicasi di Hitler. Per trasformare la Germania in un paese potente, investe nella creazione di una gigantesca rete di autostrade. E per dotarla di una potenza militare, in un esercito meccanizzato e in forze di terra.

Adesso chiediamoci: come affrontavano lo stesso problema gli altri? Era la via migliore?

Sembra tutto sensato, sinche’ non notiamo che le potenze dell’epoca erano tutte potenze marittime, ovvero che il dominio rilevante in quel periodo fosse esclusivamente quello marittimo. Un tizio che investe in autostrade anziche’ porti e in carri armati anziche’ flotte , all’inizio del 1900, mostra semplicemente di non capire un cazzo di niente del mondo che lo circonda ne’ del secolo in corso. Eppure, la flotta inglese era “abbastanza vistosa”, e l’impero vittoriano “non passava inosservato”.

Ecco un chiaro esempio di propaganda: al fascista e’ stato detto qualcosa. Dunque, si e’ usata la famosa regola di Voltaire, esercitando il diritto alla parola.

Il guaio e’ che NON e’ stato detto tutto, cosa che avrebbe trasformato i loro “punti di forza” in altrettante “prove di palese incompetenza”. Se si fosse detto loro ANCHE il resto, ovvero che il resto del mondo meccanizzava e sperimentava la chimica agricola mentre i fessi fascisti bonificavano e portavano piu’ braccia in campagna ,si sarebbe dato uno strumento critico. Se si fosse detto che mentre Hitler costruiva carri armati ed autostrade, gli inglesi e gli americani costruivano flotte e porti (1), si sarebbe dato uno strumento critico:

Il confronto.

Invece la propaganda dice “furono una cosa buona. Le bonifiche sono una cosa buona o no?” Dipende: se agli stessi costi potevi fare il doppio, no. Senza fare confronti. E cosi’ distrugge la liberta’ di pensiero, togliendo lo strumento critico.

Invece si fornisce una falsa informazione, omettendo confronti con altre realta’, e questa falsa informazione – coperta dalla liberta’ di parola – finisce con l’inficiare la liberta’ di pensiero.

Questo e’ – esattamente – il modo nel quale la liberta’ di parola (ovvero la liberta’ di dire che Mussolini e Hitler “fecero anche cose buone”) lavora contro la liberta’ di pensiero, dal momento che non si spiega in che modo il resto del mondo affrontasse quei problemi.Manca lo strumento critico.

Di conseguenza, se in maniera voltairiana consentiamo che si racconti questa “libera opinione”, stiamo andando a colpire la liberta’ di pensiero, dal momento che alle persone mancano le categorie: fascismo e nazismo sembrano fare cose sensate SOLO perche’ non si confrontano i loro provvedimenti con quelli delle altre nazioni moderne. La liberta’ di dire questa cretinata , di fatto, uccide la liberta’ di pensiero, facendo credere alle persone di sapere qualcosa che invece non sanno.

Detto questo, ovviamente il problema e’: ben sapendo che la propaganda agisce seminando una falsa conoscenza, allo scopo di uccidere la liberta’ di pensiero, Voltaire sarebbe stato disposto a morire per consentire a Julius Streicher di stampare Der Stürmer ? E come spieghiamo allora la condanna a morte del fondatore di questo giornale a Norimberga, visto che in fondo si limitava ad esercitare la sua liberta’ di parola?

La ragione e’ semplice: si riconobbe, sebbene non in termini cosi’ logici, che il giornale avesse usato la liberta’ di parola contro la liberta’ di pensiero, e contro la liberta’ in genere. Il diritto alla parola, cioe’, era stato usato contro il diritto alla vita di altri.

E qui allora possiamo arrivare ad una definizione piu’ chiara di propaganda:

Definiamo “propaganda” l’uso del diritto di parola (di alcuni) CONTRO un qualsiasi diritto (di altri)

Questa e’ la differenza essenziale che Voltaire, precedendo Göbbels, non aveva percepito: il diritto alla parola puo’ essere usato contro altri diritti.

Ed e’ proprio qui la soluzione alla contesa tra D&G e Elton John: D&G stanno usando il proprio diritto alla parola contro il diritto di ogni bambino ad una dignita’ uguale a quella di ogni altro bambino: non puo’ esistere differenza tra la dignita’ dei bambini “figli della chimica” e quelli “tradizionalmente siculi”. Ci sono quindi le condizioni per parlare di propaganda.

Al contrario Elton John sta combattendo per restituire ai propri figli la stessa dignita’ di tutti gli altri. Quindi, non ci sono le condizioni per parlare di propaganda.

Per affermare che il “boicottaggio” sia propaganda, occorrerebbe dimostrare che D&G abbiano il diritto di vendere vestiti , ma in un libero mercato questo diritto non esiste. Quindi, non stiamo ledendo alcun diritto se smettiamo di comprare i loro vestiti perche’ oggi troviamo antipatici i due sarti.

E chi invoca Voltaire per affermare che sia lecito discriminare e degradare alcuni bambini, evidentemente non ha capito la lezione di Göbbels.

O forse l’ha capita sin troppo bene. Alla fin fine, sono pur sempre i suoi seguaci.

(1) La stessa flotta inglese che aveva affamato i tedeschi con un embargo, contribuendo proprio alla fame che permise ad Hitler di prendere voti nelle zone povere. In pratica, quel fesso non aveva neanche capito come mai fosse arrivato al potere: i tedeschi stavano morendo di fame anche per via dell’embargo, dal momento che la Germania produceva solo il 50% del cibo di cui abbisognava, e gli uomini del “capo” (che invece erano leggermente piu’ svegli) andavano in giro a promettere una salsiccia ed un pezzo di pane a testa ogni giorno. Probabilmente, quindi, il fesso austriaco non aveva nemmeno capito come funzionasse la sua stessa propaganda.

(2) peraltro, durante la costruzione della Via Appia, i romani avevano bonificato la zona di Cisterna di Latina a costi enormemente inferiori e con tecnologie peggiori, semplicemente notando che l’acqua tende ad andare spontaneamente verso i luoghi piu’ bassi. Anche tecnicamente, e proprio nelle cose che vantano come fiore all’occhiello, i fascisti non brillarono di certo. praticamente ognuna delle cose che vantano, se confrontata con chi ha fatto bene le stesse cose, e’ una prova di incompetenza del regime fascista. Il fascismo SEMBRA aver fatto anche cose buone, sinche’ non lo si confronta con chi ha fatto sul serio le stesse cose. Il trucco per smantellare questa dialettica e’ proprio confrontare i “fiori all’occhiello” del regime con qualsiasi altro governo moderno del periodo, e spesso, anche del passato: la loro mediocrita’ emerge immediatamente.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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3 pensieri su “Voltaire vs Göbbels.

  1. Lasciamo stare i 20 milioni di Italiani, che in realtà erano circa 40, e attribuiamolo a un errore di battitura.

    Il Sommo scrive:

    “Persino la campagna inglese, un tantino meno assolata, aveva una resa per ettaro superiore di un fattore 10, solo per via della maggiore meccanizzazione e dell’uso migliore della chimica”.
    Io non sono laureato in matematica come lui, e non ho mai fatto il contadino (sempre al contrario di lui), ma se per “fattore 10” intende che la resa inglese era dieci volte la nostra… be’, mi pare un po’ grossa. Vuol dire che dove noi tiravamo fuori 20-25 quintali di grano per ettaro loro ne avevano 200-250? A parte che nemmeno adesso mi pare ci siano rese simili… ma all’epoca una resa di centinaia di quintali per ettaro gli inglesi non l’avrebbero avuta manco se avessero riportato dall’India il genio della lampada, altro che meccanizzazione.

    “Se si fosse detto che mentre Hitler costruiva carri armati ed autostrade, gli inglesi e gli americani costruivano flotte e porti (1), si sarebbe dato uno strumento critico:
    Il confronto”.
    Si. Se confrontiamo le mele con le pere è vero. Se confrontiamo le mele con le mele notiamo che, all’epoca, tutti i paesi industrializzati stavano costruendo autostrade. Italia, Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Belgio, Olanda… Un po’ perché serviva potenziare la rete stradale e un po’ come parte di una campagna di lavori pubblici per abbattere la disoccupazione.
    Mica bisogna credere a me, eh. Basta cercare un minimo:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Controlled-access_highway#History

    Interessante anche dove fa un miscuglio unico tra la bonifica dell’agro pontino e la battaglia del grano, come se fossero state la stessa cosa.

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