Anatomia del bigotto

di Uriel Fanelli

Approfittando per dire che non vado spesso a Barcellona, per cui le voci sulla mia dipartita sono almeno premature, volevo scrivere di una cosa buffa che mi e’ venuta in mente discutendo di bigotti. Normalmente si associa il bigotto al topo di chiesa, escludendo poi che altri – normalmente associati al libertinaggio – siano dei bigotti.Il punto e’ che manca una chiara descrizione del bigotto.

Il bigotto non si oppone necessariamente alle gonne corte, oppure alle questioni sessuali, e non e’ necessariamente un tizio che agisce per questioni religiose. Semmai esso e’ attratto dalla religione, nella misura in cui la religione gli fornisce una semplice scorciatoia per giudicare, condannare o maledire la felicita’ altrui.

Il bigotto e’ semplicemente un individuo che:

  • Di fronte alla felicita’ altrui, si adopera scientemente per limitarla, proibirla, ed in ogni caso per disturbarla o renderla infattibile.

  • Di fronte all’infelicita’ altrui, si adopera perche’ niente possa intervenire a portare sollievo, non ci siano uscite, ne’ speranza.

In questo senso, tra chi si oppone alla terapia del dolore e chi si oppone ad un festival , non c’e’ alcuna differenza. Lo scopo di entrambi e’ di causare la massima infelicita’, impedire la felicita’ o bloccare un tentativo di sfuggire all’infelicita’.

Per questa ragione non ho problemi a definire “bigotti” D&G che vanno a stigmatizzare le famiglie gay che hanno figli: ci sono persone felici da un lato, per aver avuto la possibilita’ di avere figli, e persone che dicono che non si dovrebbe fare la cosa che rende felici.

A quel punto, arriva l’obiezione per la quale “ma possono due gay essere bigotti?”. Certo. Non importa la storia della destra e della sinistra.I bigotti sono equamente distribuiti: quello che importa e’ semplicemente la volonta’ chiara di combattere contro la felicita’, o di impedire che si aggiri l’infelicita’.

Sicuramente i bigotti si riconoscono nelle religioni, e ne sono attratti. Questa non e’ una caratteristica casuale:

  • la religione offre loro una serie di ragioni con la quale giustificare la loro richiesta di proibire questa o quella gioia
  • spesso la religione offre loro una mistica dell’infelicita’ (perche’ lo vuole Dio, per il peccato originale, etc etc), ovvero buone ragioni per rendere infelici gli altri.
  • La religione offre loro l’influenza morale che serve a dire che “non ti piace, ma DEVS LO VULT”, e quindi anche se sei infelice devi fare cosi’: nessuna discussione.

queste caratteristiche sono tipiche della religione, ma esistono anche ideologie politiche che si prestano bene ai bigotti. Quasi tutti gli -ismi in generale contengono complesse teorie che giustificano la privazione della felicita’ o la proibizione dei mezzi che consentono di attenuare l’infelicita’.

Ma anche senza un ismo, possiamo pensare per esempio alla furia del “guadagni troppo” che ha preso ultimamente le persone in Italia: se ci sono milioni di disoccupati senza reddito e mille politici che guadagnano moltissimo, il problema non sono i mille politici: sono i milioni di disoccupati. Non ha senso chiedere che guadagnino meno i politici, ha senso chiedere che guadagnino di piu’ tutti gli altri. MA chiedendo che guadagnino di piu’ altri, si aumenterebbe la felicita’, mentre chiedendo che guadagnino meno politici, banchieri&co, si espande l’infelicita’.

Qual’e’ la logica , o il motivo, per il quale il bigotto diventa tale?

In genere, e’ dovuto al fatto di non avere amici. Nel momento in cui vedi tutta l’umanita’ come nemico, qualsiasi brutta notizia colpisca gli altri e’ una buona notizia.

Se osservate bene il bigotto, scoprite che le persone si dividono in tre parti:

  1. Quelli che gli vogliono male.
  2. Quelli che stanno con lui (ma non si fida, perche’ avranno la loro convenienza)
  3. Quelli che sono indifferenti e quindi non meritano amore.

In un mondo del genere, che si divide tra nemici, falsi amici e indifferenti, chiaramente nessuno ha il diritto di essere felice. Anzi, devono soffrire tutti.

Il notro bigotto, allora, che cosa fa? Partendo dall’idea che tutto il mondo sia ostile, lavori per interesse egoistico o sia indifferente, crea o cerca un gruppo per il quale:

  • Esista un nemico (come al punto 1 sopra) da odiare.
  • Sia necessario unirsi non perche’ si si ama, ma per proteggersi.(punto 2)
  • Chi e’ indifferente e’ comunque colpevole e va disprezzato.(punto 3)

In un mondo ove i soli a non essere dichiaratamente ostili sono mossi da interesse personale, chiaramente l’unico modo di avere un sodalizio e’ combattere qualcun altro per dividersi le spoglie, oppure combattere qualcun altro per proteggersi. In entrambi i casi si sta insieme perche’ conviene.

Cosi’ troverete normalmente i bigotti in gruppi: gruppi clericali, gruppi politici, gruppi di ogni religione, ma anche gruppi legati ad una dieta.

Un successo spettacolare lo stanno avendo due tipo di gruppi, che definirei “bigotti moderni” :

  • Gruppi basati sulla dieta. Essi intendono proibire i cibi normalmente piu’ succulenti, allo scopo di proporre alternative disgustose, faticose da reperire, piu’ costose, eccetera.
  • Gruppi basati sulla protezione della “natura”. Nel nome di un concetto di natura perlomeno discutibile, qualsiasi cosa stiate facendo di bello, dovete smettere di farlo.
  • Gruppi basati sui diritti di qualche minoranza. Nel nome della tale minoranza, dovete smettere di essere felici, o di fare quanto vi rende felici.
  • Gruppi complottisti. Si mescolano sovente agli altri tre, e hanno la forma mentis di “un estesissimo complotto lavora contro di noi”: ancora la 1, 2, 3.

Questi tre gruppi stanno lentamente soppiantando le religioni nell’assorbire bigotti di ogni tipo.

Tutti e tre lavorano con persone che dividono il mondo in tre:

  1. Quelli che gli vogliono male. (i vegani hanno le lobby della carne, i naturalisti hanno le lobby della TAV/Diga/tubo, chi lavora per i diritti delle donne ha “il patriarcato”, etc)
  2. Quelli che stanno con lui (ma non si fida, perche’ avranno la loro convenienza) (praticamente gli altri membri del gruppo. Ognuno di essi e’ nel gruppo, a detta di tutti gli altri “per interesse e non per vera fede”, e come se non bastasse, sono pronti a tradire.)
  3. Quelli che sono indifferenti e quindi non meritano amore. (tutti questi gruppi partono dall’esistenza di un popolo bue, stupido e condizionato, la cui stupidita’ e’ complice dei malvagi)

In questo senso, si tratta di gruppi di bigotti: essi si batteranno sempre contro la felicita’ di qualcun altro, o contro chiunque si sforzi di cercare i mezzi per attenuare l’infelicita’.

L’uso della cannabis per uso medico, per esempio, per alleviare dolori. Sebbene la morfina sia accettata da tempo come anestetico, ma solo per casi tragici, l’uso del THC non viene accettato, sebbene sia una molecola piu’ blanda.

Cosi’ come i paesi cattolici e gli ospedali cattolici sono i piu’ arretrati nel campo della terapia del dolore: alleviare il dolore e’ alleviare l’infelicita’, per cui questo sara’ sicuramente proibito.

Madre Teresa aiutava le persone a “incontrare Dio”, facendo loro scoprire la Sua presenza anche in mezzo alle loro sofferenze. Con l’amica Eileen Egan condivise una delle idde sulla sofferenza, che aveva colto grazie a una lettura:

il dolore e la sofferenza, Eileen, non sono altro che un bacio di Gesù, un segno che ti sei avvicinata così tanto a Gesù che Lui può baciarti. Penso che questa sia la definizione più bella della sofferenza. Perciò siamo felici quando Gesù si china per baciarci. Mi auguro che noi siamo abbastanza vicine da permetterGli di farlo.

Con parole simili incoraggiò anche una delle sue sorelle:

la sofferenza, il dolore, il fallimento non sono altro che un baciò di Gesù, un segno che ti sei avvicinata così tanto a Gesù sulla Croce che Lui può baciarti. Perciò, figlia mia, sìì felice. Non scoraggiarti, sorridi in cambio. Per te è una bellissima opportunità di diventare pienamente e totalmente tutta per Gesù

Alle sue suore spiegò inoltre: “I vostri genitori devono avervi baciate come vero segno del loro amore. Se io sono la sposa di Gesù crocifisso, Lui deve baciarmi. Naturalmente, i chiodi mi faranno male. Se mi avvicino alla corona di spine mi ferirà”

Questo e’ un classico esempio: la sofferenza, ovvero l’infelicita’ , va coltivata come se fosse un bene. Perche’? Perche’ blablabla Gesù. Se uno desidera il dolore e la sofferenza altrui, quale scusa migliore?

Di gente che vuole che gli altri siano baciati da qualche benefica sofferenza e’ pieno il mondo.

Non riuscirete a eliminarla se non esponendoli.

Queste persone hanno infatti un problema: vogliono anche sembrare buoni.

Se ci fate caso, sebbene tendano all’infelicita’ altrui, essi usano come foglia di fico qualche altissimo valore o qualche principio divino. La cosa che occorre far presente, sempre, e’ il legame tra la loro “altissima crociata del giorno” e l’infelicita’ di persone o gruppi, ed accusarli immediatamente di lavorare per principio contro la felicita’ stessa.

Chi sbandiera altissimi valori in genere e’ spinto dalla libidine che prova nel condannare o perseguitare qualcun altro, dalla libidine che prova nello spegnere la felicita’ altrui. Il bigotto , cui potete leggere la libidine in faccia quando lo fa, e’ spinto proprio da questo. Ma ha una sola paura: che la libidine si veda.

Il bigotto crede sempre di essersi mascherato dietro alla propria religione o ideologia, e non sopporta mai di essere esposto come quello che in realta’ pensa solo a rendere infelice qualcun altro.

Quello che occorre fare, sempre e per prima cosa, nel dibattito pubblico, e’ sempre e solo questo: mostrare la verita’.

“Certo , che tu sei contro. Loro sono felici, e a te non sta bene”

E’ la cosa che potete dire a chi ce l’ha coi gay, e’ la cosa che potete dire a chi ce l’ha con qualsiasi minoranza, a chi farfuglia di divieti e tutto quanto: e’ in guerra contro la felicita’.

E no, nessuna legge biologica impedisce a due gay, due brasiliani, due femministe, o quanto di solito viene associato al liberalismo, di essere bigotti. I bigotti esistono in qualsiasi gruppo umano. Alcuni gruppi si strutturano per lasciarli soli a mugugnare in qualche angolo, altri danno loro un grandissimo potere, ma la sostanza e’ che li troverete ovunque.

Attualmente io vivo in un posto la cui societa’ e’ strutturata per lasciarli a mugugnare all’angolo mentre tutti gli altri si divertono. Prima stavo in una societa’ che crede nell’infelicita’, e quindi rendeva impossibile liberarsene.

Perche’ se volete davver far paura al bigotto, la cosa che dovete dire e’ sempre quella

io sono felice

E a maggior ragione, “io sono felice senza di te”.

Perche’ il bigotto questo teme: che lo si lasci a mugugnare in qualche angolo, mentre gli altri si divertono.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

Annunci

2 pensieri su “Anatomia del bigotto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...