La giustizia dei bigotti

di Uriel Fanelli

E due. Sono gia’ due volte che succede: processi la cui teoria accusatoria era improntata al bigottismo piu’ profondo (e sulla pornolalia) sono finiti nel nulla una volta arrivati in cassazione. Con grande disappunto dei bigotti che pregustavano la sofferenza inflitta dalle condanne. Che il bigotto si concentri particolarmente sulle vicende giudiziarie non mi meraviglia: una delle forze che spingono il bigotto a sbandierare altissimi ideali e’ proprio la libidine che prova nella condanna di qualcun altro. Non c’e’ da meravigliarsi, quindi , che i tribunali e la polizia siano molto attraenti per il bigotto-speech.

Perche’ il problema principale della giustizia penale in Italia e’ proprio il fatto di procedere , troppo spesso, per bigottismo.

Prendiamo il processo del caso Meredith. Amanda e’ finita in carcere principalmente perche’ l’accusa l’ha dipinta come una ninfomane vogliosa di orge. E la “banda” che avrebbe ucciso Meredith era , in ultima analisi, accusata del piu’ grave reato che possiate commettere agli occhi dei bigotti: il divertimento.

Se andiamo a vedere i fatti riportati dall’accusa, troviamo molto bigottismo, una vera e propria ossessione verso il divertimento di questi universitari, e poi ci sono degli esami scientifici incompleti, delle intercettazioni che non dicono niente, piu’ un romanzetto inventato sul fatto – mai dimostrato – che i presunti assassini della ragazza volessero convincerla a fare un’orgia.

Se andiamo a vedere i fatti portati dall’accusa, scopriamo che non solo non c’erano prove, ma nemmeno indizi.
Ma l’accusa ha rimediato coi pettegolezzi.

Se un tempo tre indizi facevano una prova, oggi siamo al punto nel quale tre pettegolezzi fanno un indizio, tre indizi fanno una prova e con una prova si fa l’accusa.

Risultato: bastano nove pettegolezzi per mettere su un’accusa.

Questo e’ , di fatto, il lavoro dell’accusa: raccogliere pettegolezzi. Pettegolezzi contro Amanda e la sua presunta ninfomania, fotografie di Amanda con una mitragliatice MG – chiaro simbolo fallico quindi prova di ninfomania – scattata al museo, prove del DNA che hanno trovato compatibilita’ cosi’ basse da poter accusare mezza Italia. Ma specialmente, pettegolezzi.

Tutta l’inchiesta e’ stata basata su un semplice concetto:

1. Questi studenti si divertono.
2. Se si divertono, allora si sollazzano.
3. Se si sollazzano, allora sono malvagi&peccatori.
4. Se sono peccatori, allora sono criminali.

di tutti gli ambienti ove si e’ ricercato l’assassino di Meredith, l’unico e’ stato quello delle feste e dei locali notturni . Perche’ li’ c’e’ divertimento, e se c’e’ divertimento c’e’ sollazzo, e se c’e’ sollazzo c’e’ peccato, e se c’e’ peccato c’e’ crimine.

I bigotti d’italia ovviamente erano certi che fossero stati quei peccatori ad uccidere: ma anche se non fossero stati loro, li odiavano gia’ perche’ era chiaro che quei ragazzi si divertivano . E divertirvi e’ il peggior crimine che possiate commettere.

In che modo i magistrati abbiano deciso che Meredith sarebbe stata uccisa proprio perche’ non voleva partecipare ad un’orgia e’ l’argomento centrale di questo fenomeno del bigottismo applicato alla legge. Dove si parla di orgia, tra le prove? Da nessuna parte. Da dove viene di preciso questa cosa dell’orgia? Dal nulla.

Cioe’, ad un certo punto si costruisce un bellissimo ragionamento circolare, nel quale:

1. Si dice che se gli assassini hanno ucciso Meredith allora lei li aveva fatti arrabbiare.
2. Se li aveva fatti arrabbiare era perche' non voleva fare qualcosa che loro volevano.
3. Se non voleva fare qualcosa che loro volevano, allora era un'orgia.('cause I can).
4. Di conseguenza, il fatto che era un'orgia prova che loro erano gli assassini.
5. Il fatto che loro siano gli assassini prova che volevano fare un'orgia.
6. Il fatto che gli assassini volessero fare un'orgia prova che Meredith abbia detto di no.
7. Il fatto che Meredith abbia detto di no prova che fossero assassini e che volessero fare un'orgia.

questa specie di grafo, che di fatto non e’ altro se non un assurdo ragionamento circolare che parte dalle conclusioni per creare le prove, e poi riparte dalle prove per dare peso alle conclusioni, non mostra solo la mente perversa (e ossessionata dalle orge) dell’accusa. Dopotutto, anche ammesso che Meredith avesse detto di no a qualcosa, poteva essere qualsiasi cosa, come “procuraci delle armi”, “metti una telecamera nello spogliatoio delle ragazze”, “prestaci dei soldi”, “porta a spasso i nostri cani”, “partecipa ad X-Factor” : non esistendo evidenze di tali dialoghi, da cosa si deduce che i suoi assassini le abbiano proposto proprio un’orgia e lei abbia detto di no? Del resto non esistono neanche prove di orge, ma si sa, che siccome ci sono di mezzo locali notturni e studenti che si divertono, per il Teorema di Cicciolina, allora ci sono anche le orge.

Come mai tutti hanno creduto alla storia dell’orgia, senza che esista alcuna evidenza del fatto che in quel posto siano mai esistite orge in generale, e in particolare orge cui abbiano mai partecipato quelle persone? Misteri della pornolalia?

Semplice: la credibilita’ viene dal fatto che gli studenti si divertono, ma specialmente, dal fatto che ai bigotti piace l’idea di criminalizzare chi si diverte. Ed esistono un sacco di aneddoti sulle studentesse fuori sede. L’accusa che scrive tutte queste cazzate sa bene che i giudici avranno un’erezione solo al pensiero di punire chi si diverte, e quella donnaccia (americana, figuriamoci se non e’ ninfomane!) e’ degna di una punizione esemplare. Ma specialmente, l’accusa sa che i giornalisti ci andranno a nozze se scrive un pornoracconto del tipo “notti di sangue tra calde studentesse americane”. Mancava solo “anal” e “double penetration” per metterlo su Youporn, quel fascicolo.

Devo dire che in qualche modo hanno cercato di soddisfare anche il pubblico di Youporn con una certa competenza, nel senso che c’era molto interracial. Il negro. Eh, perche’ non era solo un’orgia che volevano fare. Nell’orgia c’era anche il negro. Interracial. Big Black Cock. Onece you go black, you will never go back. Black on blondes. Non so se mi spiego. (1)

E capite che adesso gli ingredienti ci sono tutti:

1. Le calde notti di collegiali in calore.
2. Orge violente di ragazze perbene.
3. Sangue e sesso all'universita'.
4. Il negro ha il pugnale piu' lungo.
5. Once you go black.

Mario Salieri sarebbe fiero di quel fascicolo: lui stesso non avrebbe saputo fare di meglio, quanto a titoli e trame improbabili.Il suo “Clausura” ha un copione molto piu’ credibile, in confronto e’ quasi un reality.

E ancora, notiamo dove trovano il DNA sospetto: sul reggiseno. Anzi, no: sul gancetto del reggiseno, dal momento che occorre anche far pensare ai piu’ che qualcuno abbia voluto sganciarlo. Cioe’, erano tutti dentro una casa, ma il loro DNA rimane solo sul gancetto del reggiseno. Nemmeno sui vestiti. Non su un tappeto. Non su una coperta. Non su un oggetto privo di significato erotico. No: sul reggiseno. E per toglierci ogni dubbio sulle intenzioni, sul gancetto.

Sesso, droga, rock’n’roll. Reggiseno. Tette! Vedo sangue di capra vagante! Adoro i teschi! Ti trito col mulinex!Ti mangio il canarino!(cit.gli atroci). Capelloni drogati, woodstock e reggiseni, per una generazione di vecchi bigotti che ha passato la gioventu’ a toccarsi sognando di essere in America. (E si e’ risvegliata l’indomani mattina a Rozzano di sopra, come ogni giorno).

Ora, io non voglio chiedermi se sia necessario sfilare il reggiseno ad una tizia per pugnalarla. E neanche se sia necessario usare il gancetto del reggiseno per sfilarlo durante un atto violento: secondo me un reggiseno si straccia benissimo tirando con forza(2). Nemmeno voglio sapere come sia possibile arrivare al gancetto del reggiseno SENZA lasciare tracce ancora piu’ abbondanti sugli altri vestiti. Forse era di moda indossare il reggiseno sopra il cappotto, chi lo sa cosa fanno questi studenti orgiastici negri omicidi? Se si divertono, sono capaci di tutto.

Ma tant’e’: la trama e’ cosi’ boccaccesca da eccitare , il bigotto eccitato e’ la sola cosa peggiore del bigotto annoiato, e mentre ti tocchi non ti fai domande sulla trama di un film porno. Chi ha mai detto “maddai, questa trama non sta in piedi” mentre guardava “Anal Whores 4”? Tu eccita il pubblico, scrivi un libretto porno per i giudici, ed ecco il colpevole: tanto alla trama di un porno non bada nessuno.

Non ci vuole molto a trovare lo stesso copione in moltissime delle inchieste italiane famose degli ultimi tempi, specialmente quando la magistratura non cava un ragno dal buco e ha una fretta maledetta di dare un colpevole alle cronache.

Il copione delle inchieste farlocche di oggi e’ sempre il seguente:

1. Pettegolezzi dati alle stampe.
2. Improbabili prove genetiche dei RIS.(3)
3. Intercettazioni rigorosamente imbarazzanti, giammai probanti.
4. Pornolalia senza nemmeno la dignita' artistica del porno moderno.
5. Ritrovamento di improbabili foto "pedofile"(4) sul computer.
6. Bbbottane q.b.

Ovviamente, sempre e comunque:

1. Manca l'arma del delitto.
2. Mancano testimoni della colpevolezza.
3. Mancano reperti della colpevolezza.
4. Mancano prove della colpevolezza.
5. Il movente e' un romanzo pornografico.

il tutto dato alle stampe, al puro scopo di sottolineare che pezzo di merda di peccatore lussurioso sia l’accusato. Da qui, la condanna e’ inevitabile: se e’ lussurioso , ed e’ pure un bel pezzo di merda, allora e’ l’assassino. Che abbia ucciso o meno: l’innocenza non e’ una scusa, quando dici queste cose zozze al telefono con la tua amante. Hai scopato? Ti sei divertito? Allora devi morire in carcere, bastardo!

La strategia dell’accusa e’ semplicemente quella di raccogliere pettegolezzi contro l’accusato, e una volta mostrato che pezzo di merda era, costruirci il romanzo: lui voleva un’orgia, anale, coi negri, liceali, casalinghe bestiali, e la vittima no.

- Prove? Nessuna. 
- Eccitazione? Massima. 
- Erezione? Completa.
- Allora sei colpevole.

Un altro caso tipico, che probabilmente si spegnera’ in Cassazione, e’ il “caso Yara”.

Riassumo la vicenda:

  1. Una ragazzina viene trovata morta.
  2. La procura va a farfalle , prende un tizio intercettato su una nave, che dice qualcosa tipo “Fatima cala la pasta” su una connessione disturbatissima.
  3. Lo traduce male, usando come traduttore il kebabbaro all’angolo, o qualcuno scelto con simile criterio.Senza notare che viene da un posto lontano 3000 km da quello del marocchino intercettato.
  4. Accusa un muratore marocchino. Il muratore marocchino scampa al linciaggio per fortuna.
  5. Scopre che il muratore marocchino non c’entra e che il kebabbaro non e’ un traduttore affidabile.
  6. La procura si concentra sul paese.
  7. Prendono indumenti di Yara che sono stati appesi in un punto qualsiasi di una palestra, strusciandosi quindi con altri N indumenti di ignoti, e scoprono tanti DNA. Incredibile, eh?
  8. In un mondo di provincia ove l’ingrediente principale del ragu’ e’ l’endogamia, la procura scopre che un DNA sa di corna. (E va anche bene: uno screening completo avrebbe scoperto quanta endogamia serve per fare le lasagne. La mamma e’ sempre la mamma.).
  9. La procura spazzola a tappeto tutto il DNA della zona.
  10. Scopre che 40 anni fa un tizio dava la nerchia ad un sacco di donne.
  11. Ne scopre una che ha avuto la suddetta nerchia e un figlio illegittimo. Non si sa se sia l’unica. Ma una bbottana basta e avanza, per oggi.
  12. Decide, sulla base della solita perizia RIS, che uno dei figli illegittimi di sto tizio ha ucciso Yara.(Ma non si sa quanti figli illegittimi abbia avuto il donatore di nerchia. Dettagli irrilevanti).
  13. Detto questo, arresta il figlio del peccato, dopo aver sputtanato la peccatrice. (bbbottana!).
  14. Avendo come sola prova la tanto peccaminosa madre, decide che deve essere stato un tizio che non ricorda dove si trovasse tre anni prima. Chi non ricorda dove si trovasse tre anni fa?
  15. Perquisisce a distanza di anni il suo camioncino e fa test del DNA.
  16. Ci trova un DNA che e’ compatibile con YARA, e con il 99.9% della specie homo sapiens, nonche’ scimmie rhesus e alcune varieta’ di maiali(5).
  17. Scopre un filmato dove c’e’ il tizio su un camioncino. SENZA la ragazzina. E lo considera una prova CONTRO, in un impeto di logica ove se la prova non mostra l’omicidio, allora mostra l’omicidio.
  18. Magari l’uomo non e’ il solo ad apparire nel filmato, ma e’ l’unico ad averci la mamma un pochino bbottana, quindi e’ lui.
  19. Sbatte in galera il tizio, nella sparanza che confessi sotto tortura, o per la promessa di uno sconto di pena.

ora, dopo tutte queste pruruginose “storie di corna tra casalinghe di provincia”, che starebbero bene su “Lando”, “Il Tromba”, “Corna Vissute” ed altri pregevoli pezzi di pornolalia camionistica, e’ chiaro che quel poveretto verra’ inizialmente condannato, perche’ lo schema e’ sempre quello:

- Prove? Nessuna. 
- Eccitazione? Massima. 
- Erezione? Completa.
- Allora sei colpevole.

Ma sappiamo anche che, se avra’ il coraggio (e i soldi) per arrivare in cassazione, verra’ assolto. Non esistendo alcuna prova “del delitto”, ma solo alcuni vaghi punti di contatto tra un romanzo a luci rosse inventato dall’accusa e alcune pseudo-prove reperite sul campo, chiaramente la Cassazione si trovera’ nelle condizioni di assolvere.

Sia chiaro, non sto scommettendo sull’innocenza dell’accusato. Sto scommettendo sulla palese assurdita’ del metodo di indagine: con un simile acume investigativo, il tipo verra’ assolto anche se colpevole.

Ed essendo passati anni ed anni dal reato (e magari al momento del processo di cassazione ci sara’ un’altra storia pruruginosa ad occupare le cronache, con ancora piu’ sesso e ancora piu’ orge e ancora piu’ sangue) il poveraccio verra’ assolto.

Il guaio viene, e viene per le casse dello stato, quando la gente che si e’ fatta mesi (o anni) di carcere chiede poi conto allo stato stesso di questo modo di procedere. Perche’ Amanda&co, cosi’ come il muratore accusato della storia di Yara, dopo l’inevitabile assoluzione si metteranno sicuramente a chiedere conto del tempo passato in carcere. Della vita rovinata, dell’inferno che hanno passato.

E tutto questo si tradurra’ in sanzioni a carico dello stato, che nel caso di studenti universitari (che ormai saranno professionisti, magari) potrebbero anche essere molto alte. Anche tralasciando i costi di processi e indagini (la scansione completa del DNA di un intero paese con tecnica PCA/PCR, per dire) , che possono essere ingenti, tutta questa roba non fa altro che costare cifre enormi al contribuente, e costituire un precedente formidabile per dubitare della giustizia penale.

Lo so, ci sono quelli che dicono “ma con l’avvocato giusto puoi fare quel che vuoi”, oppure che so “questa sentenza era gia’ scritta in America” (come nel caso di Amanda). Ok, mettiamo pure che sia cosi’: allora Stasi e’ colpevole perche’ non era americano, perche’ non aveva un buon avvocato, o perche’ ha ucciso qualcuno?

Io non so voi, ma a me sembra di intuire una vaga differenza, tra “non avere l’avvocato giusto”, “non essere americano”, “essere americano”, “avere ucciso qualcuno”.

Almeno, se la parola “giustizia” ha anche qualcosa a che vedere con il fatto di punire i colpevoli, e non i peccatori , o peggio gli antipatici.

Perche’ di questo stiamo parlando: di una giustizia fatta al 50% di abuso di potere e dal rimanente 50% dalla capacita’ di soddisfare le pulsioni para-sadiche di una audience fatta principalmente di bigotti arrapati.

La cultura dell’umiliazione, che entra in campo nello sputtanamento mediatico , e il substrato di bigottismo (che vuole la punizione massima ovunque ci sia divertimento, sesso, dunque piacere, dunque felicita’), hanno infiltrato la giustizia al punto che oggi se venite accusati di omicidio in Italia, non ha senso nascondere la pistola. Le armi del delitto non vengono nemmeno cercate, ormai: per questo non si trovano quasi mai.

Conviene nascondere il vibratore.

Perche’ la pistola non eccita nessuno. I vibratori si.

E quelli, state tranquilli che li cercheranno.

(1) Sento gia’ i motori di ricerca che rombano nel trovare questa pagina usando certe chiavi.

(2) Durante il mio servizio militare conobbi un tizio che fu mollato dalla fidanzata perche’ durante un momento di intimita’ in auto, frustrato dalla chiusura del body, uso’ una forbice per arrosti e si limito’ a tagliarlo sul cavallo. Finito il gemito-time la ragazza si accorse del fatto, e ando’ su tutte le furie. Misteri dell’insondabile mente femminile. Ma specialmente, che diavolo ci faceva lui con una forbice per arrosti in auto?

(3) I RIS stanno a CSI come Pino Scotto sta a Tom Araya.

(4) Il magistrato italiano chiama pedofila qualsiasi fotografia ove non esista il certificato di maggiore eta’ delle protagoniste, e le protagoniste non abbiano segni evidenti di senescenza. Se non sembra il pompino di vostra nonna fotografato col color sepia che fa molto vintage , insomma, e’ pedofilia.

(5) Non e’ cosi’ strano: la quantita’ di genoma in comune si aggira attorno al 90%, anche per il maiale.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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25 pensieri su “La giustizia dei bigotti

    • No. Ha fatto qualche esame di matematica o di ingegneria informatica e non si è laureato. Dice di aver avuto a che fare con tribunali come consulente della guardia di finanza durante l’inchiesta sulle BBS Italian Crackdown, quella descritta nel libro Spaghetti Hackers. Ma lo dice lui, io francamente non ho controllato

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    • Scusa, Luca, ma al di là delle sue idee farlocche (se non ci mette dentro la guerra alla felicità…), quali sarebbero gli errori? Mica è Uriel il primo a far notare gli errori della polizia scientifica e dei periti.
      Posso farti notare che nel caso in questione: si è veramente creato un romanzo bigotto su quei ragazzi (ti ricordo che lei ha dovuto giustificare il fatto che possiede un vibratore….) e si ha deciso di insistere pur avendo già un reo confesso (e sulla questione Lumumba faccio notare che fu il PM a correre ad arrestarlo, lei aveva solo dato un parere).
      Poi vogliamo parlare delle prove? Parliamo del famoso reggiseno raccolto direttamente dall’investigatore COI GUANTI (come ben sai, non si può raccogliere una prova coi guanti, ma con altri guanti o apposito strumento) oppure del gatto che rimase chiuso in casa?
      Il problema del post sono le idee che Uriel deve metterci dentro a tutti i costi, non i punti usati che, al di là di battute infelici, son imprecisi.

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          • punti 18 e 19 del suo elencone:
            “Magari l’uomo non e’ il solo ad apparire nel filmato, ma e’ l’unico ad averci la mamma un pochino bbottana, quindi e’ lui.
            Sbatte in galera il tizio, nella sparanza che confessi sotto tortura, o per la promessa di uno sconto di pena.”

            Ha problemi seri

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              • Una cosa che ho imparato nella mia esperienza di vita che so essere sempre vera è che puoi aiutare una persona nella misura in cui questa persona vuole essere aiutata, che se ci pensi è una cosa terrificante, sia per coloro che non vogliono essere aiutati e sguazzano nel loro malessere, sia per coloro che vogliono loro bene e darebbero tutto pur di vedere le persone amate essere felici.

                Per poi sentirsi chiamare nemici della felicità.

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                • Non puoi imporre il tuo concetto di felicita’ agli altri, a meno (come Uriel) di non credere che esista la felicita’ oggettiva. Esistono invece le scelte che hanno un prezzo e che possono dare luogo a vantaggi.

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      • No jonsnow io mi riferivo al caso Bossetti, il caso Knox-Sollecito-Kercher-Guede-Lumumba-Mazinga Z effettivamente è stato una porcheria da repubblica sudamericana. Scusami se sono stato impreciso nel non specificare.

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  1. Non che sia una scusa, in realtà sono d’accordo con lui che in gran parte la giustizia penale in Italia sia tremenda, ma purtroppo errori giudiziari e inchieste fatte coi piedi ci sono in tutto il mondo. Mi piacerebbe sapere se si tratta sempre, per il Sommo, dell’eterna guerra alla Felicità.

    Questione più importante ancora. Ma qualcuno più esperto dell’esegesi (oddio, dice esegesi! Dagli all’umanista!) urieliana mi spiega come si coniuga la faccenda della guerra alla felicità, i bigotti, e il dio Tutti, con cose tipo questa:

    “Prendete una persona. Punitela di fronte a tutti. Fategli capire che non ha sguardi di complicita’ , di approvazione, ma solo disprezzo. Che tutti gli altri stanno con chi punisce e contro di lui”.
    […]
    “Non sono un sostenitore della pena di morte, sia chiaro. Sono solo un sostenitore delle pene dure e durissime. Delle contravvenzioni che si sentono davvero. Della galera dove stai male, e stai male proprio perche’ VOGLIAMO che tu stia male. Perche’ ti disprezziamo, perche’ hai fatto del male. E sono per dirlo, per farlo capire: tu, pezzo di merda, fai schifo a tutti.”
    […]
    ““Fai schifo a tutti” , unito alla sofferenza in se’, e’ qualcosa che e’ sparito dalla faccia del paese”.

    https://nientestronzate.wordpress.com/2010/07/13/deliri-didattici/

    Ma sono davvero curioso, eh, perché quel posto all’epoca mi aveva colpito per l’alto tasso di rabbia (vabbé, e di stronzate) che conteneva. E mi chiedo davvero se abbia cambiato idea. E quanto tempo passerà prima che la cambi di nuovo e torni un fautore del gulag.

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    • Corsi e ricorsi fanellici. Che l’italica giustizia sia pessima siam tutti d’accordo. Purtroppo nessuno concorda sulla direzione da prendere per migliorare la situazione. Io ritengo che ci sua troppa complessità e troppi gradi di giudizio. Meglio avere un processo, uno solo, il primo fatto meglio è che accerti la verità. Se poi dura di più fa niente, I tempi biblici dell’italica maggistradura son dovuti ai mille grafi di giudizio. E a troppe e troppo complicate leggi.

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    • Vabbé debbo dare atto ad Uriel che accusare a cavolo costruendo teoremi e condannare dando prove non è la stessa cosa. In quello scritto stava parlando di punizioni dopo che il fatto è accertato.

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      • Si, hai ragione. Ma infatti io non entro nel merito del comportamento degli investigatori, su cui do pienamente ragione a Uriel. Io facevo notare come in un post parla del popolo servo del dio Tutti che vuole condannare per la gioia malvagia di muovere guerra alla felicità. E nell’altro è lui a essere assetato di sangue e ad augurarsi che la gente si becchi pene severissime per ogni minima minchiata; in quel post di qualche anno fa, veniva espresso un desiderio di purificare l’Italia attraverso il codice penale.

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  2. Alcuni punti del discorso, quelli oggettivi, sono condivisibili. Invece è proprio da idioti il passo successivo: gli accusatori sono bigotti e vogliono perseguire il divertimento. Ma chi l’ha detto? Quali prove a sostegno? Qua ha fatto lo stesso errore che rinfaccia ai giudici.

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  3. Riguardo a Lubitz, ricordando che è tedesco, mi aspetto che siano gli spagnoli (terroni europei, e notoriamente cattolici quindi ultrabigotti filo-inquisizione) ad essere accusati fdi guerr aalla felicità: schiantarsi lo rendeva felice, e tu avresti voluto impedirlo, BIGOTTO! (però il pilota ariano superiore ce l’ha fatta comunque).

    Riguardo alla giustizia italiana, fa schifo e si sa, soprattutto è vero che quando anche hai un verdetto non sai mai se derivi dai fatti, dall’avvocato o dal marketing). Di sicuro fare un grado + cassazione sarebbe meglio… visto che tanto il primo grado non serve a niente visto che vai sempre in appello e la cassazione giudica quello.
    Che la stampa italiana dia in pasto *presunti* colpevoli allo scopo di far notizia è altrettanto vero (soprattutto se la moda del momento è contro la tale minoranza, o l’evergreen gay/pedofilo). Poi ovviamente quando vengono scagionati non fa notizia e non si dice.

    Che tutto questo sia nell’ottica della guerra alla felicità… ha sinceramente trifolato le gonadi.

    PS: uno che parla cosi tanto di questa guerra alla felicità è OVVIAMENTE infelice, nonostante abiti nel paese di Cuccagna, perchè se fosse felice si starebbe godendo questa felicità e avrebbe chiuso il blog (davvero, non per finta) al grido di “‘o sapete che vi dico? che ve l’andate tutti quanti a pijà (cut…)” [cit. Pasquale Amitrano, emigrato in Cermania in bianco, rosso, verdone].
    Tutti questi post sanno tanto di “pensavo che mi sarei lasciato i miei problemi in Italia, e invece visto che *io* sono il mio problema, mi hanno inseguito. Cavalletta! Stalker! Sono un bigotto! Mi banno! chiamerò i miei avvocati per condannarmi!”

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  4. L’ho seguito per anni pensando fosse chissà quale sorta di guru.
    Minchia quanto sta malato forte questo.
    Da Tuttologo logorroico quale è, non può non fare le pulci ad un intero popolo, alla Magistratura tutta e persino alle indagini del Ris.
    Perché lui è un genio e ha capito tutto. Lui.

    Mi era capitato di adorare anche Grillo in tale maniera, ma poi grazie a buone amicizie in ambito scientifico ne sono uscito.
    Con Uriel è stato ancora più facile, grazie all’archivio di questo blog.

    Ottimo lavoro.

    Purtroppo ora resta il fatto che non mi metterò ad idolatrare un fascistello omofobo…

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