La fase degli oniroclasti.

di Uriel Fanelli

Ho scritto in passato delle diverse fasi dell’emigrazione, e delle cose “buone” o “cattive” che vi succedono quando emigrate. Ogni tanto torno a scriverne, di solito dopo una esperienza “fuori dalla mia comfort zone”. Una di queste, che succede emigrando altrove – tranne a Londra – e’ la fase degli oniroclasti. La fase dell’oniroclastia e’ la fase nella quale sentite l’emigrato italiano schifare la sua nuova patria. Tutti gli sono inferiori, questa gente non capisce niente, qui sono tutti schizzati, e tutto quanto.

C’e’ una ragione precisa per la quale questo succede, ed e’ che state attraversando la fase che io ho chiamato “oniroclastia” La fase nella quale viene distrutto il sogno che ogni italiano vive, sogno nel quale raffigura se’ medesimo in un modo tanto distante dalla realta’ che solo una cooperazione molto interessata della societa’ locale puo’ sostenere.

Se chiedete ad un italiano a quale classe sociale appartenga, inizieranno assurdi giochi di parole per le quali si tratta di un “ceto medio-basso, ma sempre medio”, “benestanti”, “borghesi”, “professionist” , “medio borghesi” , “piccoli borghesi”. Se parlate dei lavori che fanno, parliamo di “professionisti”, “ho un’azienda”, “free lance”, “libero professionista”, “creativo”, “impiegato”, “operatore di XYZ”, eccetera.

Se chiedete ad un italiano dove vive, ovunque viva, scoprirete che vive in un “palazzo del centro”, “zona centrale”, “prima periferia, immerso nel verde”, “palazzo signorile”, “edificio nuovo”, “appena restrutturato”, “a due passi dal centro”, “con finiture di pregio”, “zona prestigiosa”, “collegato dai mezzi”.

Questo sogno borghese e’ ovviamente sostenuto con un certo interesse da chi vuole spingere gli italiani a comprare male la casa, a sopportare un lavoro altrimenti insopportabile, a non solidarizzare coi poveri. Chi vi vende un cazzo di gabbia da polli in un condominio di merda in una zona del cazzo di una qualsiasi citta’ non ve lo descrive come “finiture di pregio” o “appena restrutturato”, o “a due passi dal centro” per farvelo pagare di piu’: il prezzo in quella zona e’ quello, e gli edifici non cambiano la propria distanza dal centro, che conoscete benissimo.

Lo fanno perche’ fa parte del contratto sociale sostenere a vicenda il delirio reciproco

Se voi fate finta di credere di stare comprando casa in un palazzo di pregio, in un edificio signorile, con finiture pregiate, in zona centrale, o prima periferia villaggio immerso nel verde, state soddisfando un “quid pro quo”: loro illudono voi di essere dei borghesi che “abitano ma con stile”, voi state illudendo l’agente immobilare di non essere un coglione di geometra fallito che ha pagato 50 mila euro per avere un biglietto da visita aprire un franchising, ma un agente immobiliare che tratta immobili “di un certo livello”.

Quando qualcuno vi chiama “professionisti” quando siete semplicemente dei passacarte senza speranze di carriera, voi li ricompensate consentendo loro di dire che no, loro non hanno fatto burocrazia: loro sono gente di un certo livello, e si rivolgono ad un professionista. Cosi’ loro sostengono il vostro sogno, e il patto sociale vi impone di sostenere in cambio il loro.

Quando passate i confini, il patto sociale non si applica piu’, e il vostro sogno viene continuamente distrutto.(La sola eccezione e’ Londra (1) )

Perche’ quando andate a cercare casa entrate in una azienda immobiliare e dite “palazzo signorile”, “zona esclusiva” ,“zona centrale”, “finiture di pregio”, e tutta la manfrina che il vostro sogno vi impone di recitare. Il guaio e’ che loro vi prendono in parola, e vi propongono un attico il cui affitto costa 10.000 euro al mese, e ve ne chiedono il triplo tra parcella e fidejussione per l’appartamento.

E allora potate via le finiture di pregio, la zona esclusiva, centrale, il palazzo signorile, e riprovate. E scoprite che a prezzi molto ragionevoli per voi ottenete una casa. Ma se credete che sia traumatico, non avete visto il peggio: e’ che senza tutte quelle cose, avete avuto COMUNQUE una cosa migliore di quella dove stavate in Italia. In questo modo, il vostro sogno borghese non e’ soltanto distrutto al momento, e’ distrutto retroattivamente. Non solo non state “abitando con stile” nella vostra nuova situazione, ma non lo facevate neanche in Italia.

Quando vi presentate a definirvi , scoprite che a New York il “ceto medio” inizia coi 250.000 dollari/anno, e che qui inizia dai 150.000. E che altrove i borghesi cominciano dal milione di euro in su, e non basta avere una ferramenta per dire che “lavorate nel commercio”. Ci sono posti ove “lavoro nel commercio” indica una cosa molto diversa da “ho un negozio”.

In questa fase, che ho passato circa 3 anni fa, siete immersi nella disperazione. Cercate disperatamente di trovare i difetti del luogo. Vi SERVE trovare i difetti del luogo, perche’ dovete disperatamente togliere autorevolezza ai vostri giudici. Perche’ se loro non sono davvero dei pezzi di merda classisti, allora voi non siete davvero chi credete di essere.

In questa fase, li odiate. Odiate la vostra nuova patria, perche’ non accetta quel contratto sociale che in Italia tutti accettano, ovvero “tu alimenti il mio sogno e io alimento il tuo”. Cosi’ se siete ad una grigliata qui, siete ad una grigliata di gente molto semplice e vi racconta “mio padre coltivava patate” . In Italia si dice “mio padre aveva un’azienda agricola”. Mica seghe: gente di un certo livello. Anche perche’, se provate a darvi delle arie, vi classificano come spocchioso e non vi invitano piu’. Dal momento che la gente dice di essere borghese solo quando lo e’, ed i borghesi frequentano eventi MOLTO diversi dagli altri, se siete borghesi e siete li’, tra loro che SANNO di non essere borghesi, evidentemente siete nel posto sbagliato. Che diavolo ci fate in una casa di normalissimi lavoratori se bevete il vino con l’aria di un sommelier, discutete di cucina con l’aria di un cuoco da tre stelle e parlate di viaggi come se foste un nobile del periodo vittoriano? Alcuni penseranno persino che vi piace umiliarli sottolineando le differenze di classe. Quindi, vi faranno capire che non siete graditi. E siccome i VERI borghesi non vi si inculano di striscio , rimanete soli in un limbo nel quale realizzate che il vostro sogno non vi consente di vivere.

Tutti vivono, tutti hanno amici, tutti vanno d’accordo con gli altri, e voi siete tagliati fuori. Perche’? Qual’e’ l’ostacolo? Il sogno che coltivate di voi stessi. E se volete essere capaci di andare al pub con loro, se volete essere capaci di andare a far i giri di bicicletta e i picnic con loro, dovete spegnere il sogno e capire che si, siete soddisfatti di quanto avete, avete piu’ di prima, ma in fondo siete solo i vicini di casa.

Mese dopo mese, siete costretti a spegnere il vostro sogno italiano. Nessuno coopera nel sostenerlo. Certo, guadagnate il triplo rispetto all’ Italia. Avete una casa migliore. Un’auto migliore. Avete un lavoro migliore Fate una vita migliore. I vostri figli vanno in una scuola migliore e il vostro stile di vita e’ migliorato. Ma non siete nemmeno un decimo di quello che credevate di essere in Italia.

Questa fase e’ quella in cui odiate la vostra nuova patria. Ci sono passato, circa tre anni fa.

E posso dire che oggi AMO la Germania PROPRIO per questa sua capacita’. Pensavo che fosse una cosa tipica della Germania, ma alla fine mi sto convincendo, parlando con altri emigrati, che (con l’eccezione di Londra, che e’ un magnete di farlocchi) quasi tutti gli altri paesi siano simili. L’Italia sembra essere uno dei pochi paesi, insieme ai paesi dell’ Est, ove esiste un contratto sociale che impone ad ognuno di nutrire l’ego altrui, a patto di ricevere in cambio nutrimento per il proprio.

Questo processo di smantellamento durissimo ed implacabile del vostro sogno e’ l’origine dell’ ODIO che provate all’inizio verso il paese straniero

Ed e’ una cosa bellissima.

Perche’ dico che e’ una cosa bellissima?

Perche’ il sogno delirante di borghesia intellettuale e raffinata nella quale vivete vi impedisce di migliorare.

Pensare di essere cresciuti in una famiglia di un certo livello con papa’ che “aveva un’azienda edile” vi impedisce di realizzare che forse dovreste migliorare la vostra educazione. Non avete avuto i raffinati precettori che avevate pensato di avere: avete frequentato un liceo qualsiasi.

Quando stavo in Italia, ogni anno le mie performance venivano misurate. Il tizio che ha parlato peggio di me ha detto che “quando c’e’ un problema lui e’ la Madonna col Bambino in Braccio”. Su sedici dimensioni di valutazione, avevo il top in tutte e sedici. Pensate sia bello? Balle. Vi impedisce di crescere. In cambio, il solo fatto di essere cosi’ tale splendore serviva al mio boss per pensare di non fare “body rental” ma “consulenza”. Loro nutrivano il mio ego, io nutrivo il loro.

Da quando sono qui, ogni anno si discute delle cose che devo migliorare. Ho un lavoro migliore di prima, finalmente faccio davvero consulenza, sono pagato meglio, ma il punto e’ che devo migliorare. Un sacco di cose.

E mi rendo conto che se qualcuno mi avesse fatto notare i miei difetti dieci anni fa, probabilmente avrei cominciato dieci anni fa, e ora sarei molto oltre.

Chi mi ha definito “la Madonna col Bambino in Braccio” non mi ha fatto un favore. Certo, cosi’ lui gestiva il team “dei migliori selezionati tra i migliori”, e quindi anche lui era stupendo. Uno scambio di ego perfetto. Ma cosi’ non miglioravo mai. Questa cosa mi ha danneggiato.

Potete migliorare solo se partite da voi stessi

Non da quello che CREDETE di essere , ma da quello che siete. Il mio capo mi fa un sacco di complimenti. Solo ieri mi hanno dato in mano un cliente che vende 15 milioni di automobile l’anno. Ma solo una settimana fa, su 12 dimensioni di valutazione, mi ha tirato un culo durissimo su 3. Certo, mi hanno dato un aumento che non avevo chiesto, ma sono uscito da quella riunione di valutazione con un paio di cose alle quali ripensare. E hai voglia a fare i corsi per “accettare le critiche”: un tedesco che vi critica e’ tutto quello che il vostro “sogno di voi stessi” NON vuole incontrare.

Ma d’altro canto capite che se non vi facessero questo, non migliorereste mai.

L’italiano va in giro a dire “stay hungry”, ma contemporaneamente va in giro a dire che lui ha tutto quello che si possa desiderare. Emigrare vi serve a capire , molto chiaramente, che no, non avete davvero tutto. Potete avere molto, potete essere soddisfatti, ma siete “our expert”, non “la Madonna col Bambino in Braccio”. Perche’ qui vi dicono che siete la Madonna col Bambino in Braccio solo se siete palestinesi, vergini, avete partorito e vostro figlio cammina sull’acqua.

Per questo li odiate. Per questo all’inizio quando siete all’estero odiate il posto.

Per questo, se sopravvivete a quel periodo senza chiudervi in un ghetto di connazionali al solito scopo di ripristinare il sogno di voi stessi, senza frequentare solo connazionali per ripristinare il contratto sociale di nutrimento reciproco dell’ ego, quando ne uscite state molto meglio.

State molto meglio perche’ , spento il sogno, quando rimanete “solo” voi stessi, scoprite che non siete per niente male. E questa volta non e’ l’ego a parlare. Questa volta e’ lo specchio.

Potete dire di venire da un paese pieno di cultura e di storia, e atteggiarvi a raffinati intellettuali, ma se non sapete cosa sia stata la Terza Guerra di Indipendenza, voi non rappresentate ne’ la cultura ne’ la storia. Quando alla fine incontrerete un VERO intellettuale del posto, che sa dirvi del VOSTRO paese cose che non sospettavate nemmeno potessero succedere, vi ridimensionate molto. Certo, quanto in TV chiamano “intellettuale” Giuliano Ferrara, alla fine dei conti e’ facile sostenere un sogno di voi stessi che vi vede in grado di discutere di qualsiasi tema.

Ma quando , in preda a questo sogno, vi infilate in un vero convegno di politica attuale, scoprite che non soltanto non siete degli intellettuali perche’ superate Giuliano Ferrara e Vattimo , ma non lo eravate nemmeno in Italia. La distruzione, cioe’, e’ retroattiva.

Quando finite in mezzo a colleghi che non sanno dove sia Torino, pensate “ah, ma gli americani non hanno nessuna cultura, sono degli ignoranti”. Ma quando, a furia di atteggiarvi , finite col partecipare ad un barbecue di studenti e dottorandi di una facolta’ umanistica qualsiasi, capite che di mestiere voi fate altro.

Questo e’ il punto.

Ma solo quando il vostro sogno e’ distrutto, comprerete un libro per capirci qualcosa davvero.

Quando eravate in Italia, sapevate dove sia Torino, ma non eravate piu’ colti di un americano.

Il greco che se ne sta nel suo ristorante a fare il cameriere per un terzo dello stipendio di un operaio specializzato puo’ coltivare quanto vuole il suo sogno di essere un sofisticato filosofo che viene dalla culla della civilta’ europea, finito in mezzo ai barbari. Ma ogni volta che si presenta in qualsiasi posto, i prezzi di ogni cosa gli ricordano che lui guadagna 1300 euro al mese, un terzo di un operaio VW, e che i sofisticati filosofi normalmente sono ex ragazzi di buone famiglie col reddito mensile a cinque cifre, che hanno frequentato universita’ umanistiche a numero chiuso e anche preso il PhD in filosofia.

Questo e’ il motivo per il quale AMO questa nazione. La capacita’ di distruggere il sogno , frutto di un contratto sociale che obbliga chiunque a dirvi che siete stupendi se voi fate lo stesso, lasciandovi soli con i fatti della vostra vita. Da questi potete partire a ricostruire. Da questi fatti potete anche capire che in fondo vi piace quel che siete. Che siete soddisfati delle cose VERE che avete. Che potete essere soddisfatti del lavoro che fate VERAMENTE, e non di quello che SOGNAVATE di fare.

Che essere “our expert” e’ MEGLIO di essere “la Madonna col Bambino in Braccio” , se “our expert” e’ tutto vero. Se e’ frutto di un processo ove se c’e’ qualcosa che non va VE LO DICONO, e se qualcosa puo’ essere migliorato allora DEVE essere migliorato, “our expert” e’ MOLTO superiore a “Madonna col Bambino in Braccio”. Molto.

Se vi vengono esposti, i vostri difetti vi spingeranno a migliorare. Se nessuno vi dice che siete carenti, crederete di essere perfetti. Se tutti vi dicono che siete “i migliori scelti tra i migliori”, non migliorerete mai.

quel maledetto sogno , che tutti hanno alimentato in cambio del vostro ricambiare il favore, vi ha fatto MALE

Questo e’ quello che realizzate quando abbandonate la convenzione sociale di alimentare reciprocamente il sogno borghese. Quando abbandonate i vostri immobili di pregio, il vostro lavoro ad altissima specializzazione, quando abbandonate il vostro “ceto medio”, state molto meglio.

State meglio perche’ riuscite a vivere coi vostri pari. State meglio perche’ riuscite finalmente a GODERE del fatto di avere un lavoro migliore a prima, una casa migliore a prima, un reddito migliore a prima, che sono migliori nei fatti misurabili, e non in un sogno.

Quando abbandonate l’ Italia, siete i migliori professionisti del mondo, in mezzo agli incompetenti del luogo. Quando uscite dall’italia siete praticamente onniscenti, in mezzo a questi barbari. Quando lasciate l’ Italia siete abituati a palazzi di pregio, ad una vita borghese, ad una macchina “sportiva”, a vestire “comunque in un certo modo”, e siete pieni di storia, fascino e cultura. Siete campioni di design, di stile di vita e di raffinatezza, siete dei creativi persi tra gente inquadrata e senza fantasia. Niente che queste lande barbare possano produrre sara’ mai abbastanza buono per voi.

In due o tre anni, questo sogno e’ distrutto. Quasi ovunque andiate. USA, oriente, europa. E credetemi, e’ durissimo. E’ durato tre/quattro anni, e ne sono uscito tre anni fa.

Mentre succede, li odiate. Li disprezzate. Li schifate. Si, hanno questo e quello, tutto quanto, ma non e’ merito loro: se fosse merito loro questo, allora voi cosa dovreste avere? Avranno rubato, imbroglieranno da qualche parte. Lo so bene. Parole mie.

Se riuscite a sopravvivere a questo processo catartico senza tornare in Italia, se riuscite a resistere SENZA infilarvi in un ghetto di italiani e SENZA farvi macinare dall’odio o dalla nostalgia verso il vostro sogno, iniziera’ il vostro cammino.

Quando sapete chi siete, potete migliorare. Quando qualcuno vi dice che avete dei difetti, potete iniziare a risolverli. Quando sapete che lavoro fate, potete sapere se vi piaccia o meno. Quando sapete quanto guadagnate, potete sapere se volete di piu’ o se vi basta. Quando sapete quanto sia sportiva la vostra auto, allora potete decidere se ne volete una piu’ o meno sportiva. Quando sapete in che casa abitate, potete decidere se ne vorreste una migliore.

E allora inizierete ad odiare, ma non odierete piu’ il posto ove vi trovate per aver spento il vostro sogno di borghesia illuminata. Odierete quella societa’ che vi ha instillato un sogno falso, chiedendovi in cambio di ricambiare nutrendo quello altrui.

Odierete quella societa’ e quel paese che vi hanno tarpato le ali impedendovi di crescere, per tutti quelli che vi hanno chiamato “La madonna col bambino in braccio”. Per tutti quelli che vi hanno definiti “i migliori scelti tra i migliori”, per tutte quelle feste “di un certo livello” cui avete partecipato.

Perche’ tutto quel sogno vi ha impedito di vedere i fatti da cui potevate partire.

Non e’ solo la Germania. Quasi ogni posto vi apre gli occhi, perche’ quasi in nessun altro posto vige la convenzione sociale di ingigantirsi a vicenda l’ ego. Alla fine capite che il sogno che vi legava le ali e’ la cosa che avete lasciato, e che quel sogno era tossico quanto la societa’ che lo produce. Tossico per l’anima, ma anche tossico per la vita.

Quel sogno vi ha impedito di migliorare nella maniera piu’ micidiale che esiste: convincervi di essere il non plus ultra.

Questa e’ la prima fase dell’emigrazione. Questa e’ la fase nella quale ODIATE e DISPREZZATE la vostra nuova patria.

Non importa dove la passiate ma quesa nemesi, questa catarsi, vi togliera’ di dosso la peggiore delle catene: la convinzione di essere gia’ arrivati alla fine del percorso. NIENTE ferma un corridore piu’ di una falsa scritta: “traguardo”. Nessuna palla al piede e’ piu’ efficace, e nessuna catena e’ piu’ robusta.

Eppure questa palla al piede e questa catena fanno parte di un compiaciuto contratto sociale che vi intossica la vita.

E alla fine, guarderete i carnefici che hanno spento tutto il sogno con riconoscenza, quando capirete , quando vedrete quanto potete MIGLIORARE ANCORA, se solo avete il coraggio di partire dai fatti reali.

In questa fase moltissimi cedono. Molti tornano a casa, per tornare tra i migliori del mondo. I greci tornano a casa per tornare nella culla della filosofia, pur senza aver mai studiato filosofia un’ora. Gli italiani tornano nella patria della bellezza e della storia, se solo ricordassero chi diavolo sia stato questo Arduino di Ivrea. Molti altri si chiudono in un ghetto cercando le stesse convenzioni sociali. Volete conoscere i migliori professionisti del mondo? Andate a Gerresheim, nella zona italiana, ed entrate in un bar italiano. Vi renderete conto di quanta crema di Dio la Germania si stia perdendo, relegando tanto genio a consegnare pizze a domicilio.

Oppure, potete accettare la retrocessione da “Madonna col Bambino in Braccio” a “our expert”. Trovarvi nella sede di un’azienda , che ha il fatturato annuale di Fiat nel primo quarter dell’anno, a parlare con gente che non avreste mai nemmeno sperato di poter vedere dal vivo. E il manager che vi presenta come “our expert” vi ha tirato un culo quadro sui vostri difetti, solo due settimane prima, pero’ si fida abbastanza da portarvi li’.

Mentre quello che vi definiva “la Madonna col Bambino in Braccio”, tutta questa possibilita’ non ve l’ha data. Non vi ha mai detto cosa dovevate migliorare, e quindi non potevate arrivare sino li’. Vi ha fatto del male, solo che vi piaceva.

Il problema non e’ mai dove andate. Tanti posti possono distruggere il sogno tossico.

Ma dovete prima uscirne, e per uscire da quel sogno tossico dovete prima uscire dalla nazione che ha quel sogno tossico come principale convenzione sociale.

L’impatto sara’ durissimo, ma quando il sogno sara’ morto, scoprirete che la realta’ e’ pure meglio, per una semplice ragione: puo’ ancora migliorare un sacco. Dovete rinunciare all’idea di essere arrivati al traguardo, per scoprire quanta strada avete ancora di fronte a voi, e quante cose potete ancora fare.

Il sogno tossico , invece, scrive “traguardo”, dove sarebbe piu’ onesto scrivere “fine”.

Ma ce lo scrive un sacco bene. (2)

(1)Londra e’ una citta’ che si e’ finanziarizzata cosi’ rapidamente da aver cancellato la necessita’ di lavoro materiale nelle classi alte e medie. Se arrivate li’ e sapete piantare un chiodo, o scrivere “Hello World” sulla console del computer, non siete dei carpentieri o dei programmatori. Siete come minimo “deputy architect” e “senior solution designer”. Tanto e’ lo stupore per chiunque sia capace di realizzare qualcosa con le proprie mani, che OGNI tecnica e’ considerata come una forma di stregoneria. Non e’ necessario che una societa’ regredisca a livelli pre-tecnologici per considerare come magia ogni forma di tecnica: basta che la societa’ regredisca a livelli very cool .

(2)E poi, in fondo, questa “Madonna col Bambino in Braccio” era solo una ragazza un pochino leggerina che l’ha data via a qualche soldato romano, e ha trovato un escamotage furbissimo per non farsi lapidare come adultera. Fine che avrebbe fatto se un certo Giuseppe non avesse creduto alla piu’ incredibilmente pazzesca giustificazione della storia , sposandola.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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39 pensieri su “La fase degli oniroclasti.

  1. Mamma mia (tipica esclamazione da Italiano) che post!
    Prima dei doverosi commenti io ci metterei una nota. Anche la rara volta che fa un’autocritica e ammette di aver cambiato idea, per lo più spiegando perché, Uriel non riesce proprio a trovare in se un microscopico difetto.
    E’ colpa di tutti se in passato odiava i tedeschi e diceva stronzate (sempre senza mai specificare quali, ovviamente): di chi gli ha venduto la casa in Italia, del suo vecchio capo, dei colleghi, della famiglia, della società che tutta insieme vive in un sogno psichedelico… di tutti tranne che sua. Ma lui non è “La Madonna col Bambino in Braccio”, noooo.
    E poi l’arroganza, Gesugiuseppeemmaria, l’arroganza! Si, ammette di avere dei limiti, eh, ma soolo sul lavoro. Per il resto lui parla per tutti gli expat. Ma non solo italiani, anche greci. E’ l’Araldo del Mediterraneo; se sei all’estero e hai lasciato l’Italia lui sa come ti senti tu in ogni momento ed empatizza per te. E’ il Wilbur Mercer degli italiani all’estero e il suo blog è la landa desolata a cui tutti si connettono.
    La sola idea che ci sia gente che espatria e va a fare il cameriere perché è quello che sa fare bene, e in altri posti lo pagano meglio, non lo sfiora. Il cameriere è un altro di quelli che per lui sono “lavori facili”. Da plebeo. Che saranno cancellati dalla tecnologia, quando ci sarà l’app per stamparti la birra a casa. Lui che parla con gente importante lo sa. Ah-ah!
    Il fatto che magari c’è gente che si fa il mazzo onestamente ma non odia chi sta meglio di lui e non disprezza chi sta peggio, che magari lavora all’estero ma non scrive che tutti i locali sono dei rincoglioniti mentre gli italiani sono furbi solo per poi, dopo un anno, iniziare a spalare merda sul posto da cui viene e a idolatrare qualsiasi cosa appartenga alla sua nuova patria, immagino sia inconcepibile per il Sommo.

    Poi va be’, ci sarebbero da debunkare le palle. Ma la montagna di merda si fa un po’ alta…

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    • Comunque, sempre per il ciclo: “Da dove è uscito questo post” me lo immagino al pranzo di cui parla qui, circondato da umanisti laureati in filosofia, che parlano per i cazzi loro… e lui capisce una parola su tre.
      Che fare? Può scrivere che sono farlocchi? No, perché arrivano in BMW, sono professori associati, e insomma, probabilmente se prova a discuterci lo fanno a pezzi. E poi sono tedeschi, mentre i farlocchi son solo gli accademici italiani (e magari quelli di Londra). Allora che fare? Capta la parola “oniroclasta” e ci spara su un post.
      Oniroclasta. Perché lui non deve sfoggiare il suo sapere ma scrivere: “la fase in cui si abbandonano i sogni” è troppo working class.

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  2. Gan’dol concordo su tutto.
    Notare sempre questa fissa del reddito-reddito-reddito.
    “Capite? Questa gente che frequento ha i soldi, quelli veri! Mica come voi finti borghesi arricchiti che avete il ristorantino a Cinisello Balsamo e dite di avere un’azienda nella ristorazione.”
    Notare poi che ogni cosa accada è sempre colpa….degli italiani. LOL.
    Un tedesco lo critica? Ma è ovviamente colpa degli italiani che gli hanno detto che era un figo. Il tedesco lo critica per farlo migliorare. Delirio puro.
    Se domani un tedesco gli dice che il suo tedesco non è buono e che pronuncia male alcune parole scommetto che sarà colpa dell’italiano che è una lingua neolatina, e dunque arretrata e bigotta perchè la parlavano i plebei di Roma che erano notoriamente degli ignoranti e blablabla.

    Umanamente è un pezzente. Per quanto possa guadagnare, per quanto possa dire di parlare con gente importante e acculturata, il suo retroterra provinciale non se lo toglie di dosso. E come tutti i provinciali, non appena sale un pochino nella scala sociale, incomincia a sputare chi non si e’ elevato come lui.

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  3. 1) “Il guaio e’ che loro vi prendono in parola, e vi propongono un attico il cui affitto costa 10.000 euro al mese”.

    Eh, dipende da cosa gli hai chiesto caro mio. Uno come te che guadagna 66.000 euro al mese, se lo può permettere tranquillamente quell’affitto. A meno che tu non abbia detto cazzate. Ho capito: tu hai un’idea talmente elevata di te stesso che credevi davvero di guadagnare 66.000 euro al mese e sei andato a chiedergli una roba da sboroni che poi hai scoperto che non potevi permetterti.
    Succede a chi crede di fare consulenze strategiche per Putin e di parlare con Angela Merkel.

    2) “Quando vi presentate a definirvi , scoprite che a New York il “ceto medio” inizia coi 250.000 dollari/anno”

    Balle.

    http://www.nytimes.com/2013/01/20/realestate/what-is-middle-class-in-manhattan.html

    Dice:
    “By the same formula — measuring by who sits in the middle of the income spectrum — Manhattan’s middle class exists somewhere between $45,000 and $134,000.

    But if you are defining middle class by lifestyle, to accommodate the cost of living in Manhattan, that salary would have to fall between $80,000 and $235,000. This means someone making $70,000 a year in other parts of the country would need to make $166,000 in Manhattan to enjoy the same purchasing power.”

    Quindi il range è 80.000-235.000 $. Nel mondo di Uriel il ceto medio a NY inizia da 250.000 $. LOL.

    3) “e che qui inizia dai 150.000.”

    Balle.

    http://www.pagef30.com/2011/01/germanys-middle-class-has-changed.html

    Dice:

    “The three classes after this are defined as middle-class, and range from 1100€ to 2600€ ($3570 or $42850 per year), and these classes made up 44% of the country.

    The rest make up the higher income class, and comprise 45.6% of the country. 3.1% make more than 7500€ a month ($10300 or $123 600 per year).”

    Con 150.000 euro l’anno in Germania sei “upper class”, altro che middle class. Ma siccome Uriel deve sempre ribadire il fatto che voi tutti siete dei pezzenti (ma non lui, sia chiaro, che ha un curriculum talmente brillante che lo ha oscurato su Linkedin).

    4) “E che altrove i borghesi cominciano dal milione di euro in su”

    Cioè in un mondo dove la Merkel e Putin sono amici, dove esistono uova di cioccolata che volano, dove i giornalisti tedeschi fanno parte di una gloriosa strategia volta a cacciare i terroni bigotti fuori dall’Euro, dove i servizi segreti italiani si interessano di un tecnico dei puffi con l’accento emiliano, dove la polizia si infiltra nel forum di un tecnico dei puffi con l’affanno per ordine diretto del Ministero degli Interni, dove i tassisti veneti minacciano la sua famiglia su facebook, dove i servizi segreti israeliani gli rubano i dati e scrivono pagine dove lo pigliano per il culo su Nonciclopedia, dove la NSA gli spia le conversazioni via email e ride di lui che si masturba con le trippochiappone, dove i preti cattolici gli negano la felicità di essere gay, dove le banche gli fanno il giochetto del rientro immediato per fargli chiudere il negozietto di pc, dove nell’università sono tutti parenti e se non sono parenti è perchè sono andati a cena con qualche professore gay corrotto, dove la magistratura chiude i rave perchè i magistrati sono dei terroni nemici della felicità.
    Insomma, il mondo di un mente particolarmente malata.

    5) “Certo, guadagnate il triplo rispetto all’ Italia.”

    Teorema:
    Uriel non guadagna 66.000 euro al mese.

    Dimostrazione:
    Supponiamo per assurdo che sia vero che Uriel guadagni 66.000 euro al mese, facciamo lordi. Ma allora in Italia guadagnava 22.000 euro al mese lordi, cioè almeno 11.000 euro netti. Ma nessun tecnico in Italia, prende quella cifra, da cui segue la tesi.

    Corollario:
    Uriel spara cazzate.

    Dimostrazione:
    Segue immediatamente dal Teorema precedente.

    6) “che hanno frequentato universita’ umanistiche a numero chiuso”

    In Italia invece il numero chiuso non c’è in tutte le facoltà. A Matematica ad esempio non c’è, Uriel. E tu non hai finito. Aha.

    7) “e che i sofisticati filosofi normalmente sono ex ragazzi di buone famiglie col reddito mensile a cinque cifre.”

    Blablabla. Questa frase va letta con la R moscia. Comunque sono clamorose cazzate anche queste. Diogene era una specie di nomade.

    8) “In due o tre anni, questo sogno e’ distrutto. Quasi ovunque andiate. USA, oriente, europa.”

    Ma che ne sai? Sei stato in USA? Sei stato in Cina? Sei stato in Polonia? Sì, con google street view.

    9) “Dovete rinunciare all’idea di essere arrivati al traguardo, per scoprire quanta strada avete ancora di fronte a voi, e quante cose potete ancora fare.”

    Una persona con i piedi per terra SA di non essere arrivata al traguardo. Mai. Si smette di imparare solo quando si muore. Ma per i mediocri come Uriel Fanelli, che in Italia si sentivano degli arrivati, l’impatto con il nuovo mondo può essere traumatico.

    E anche oggi la seduta psicologica blogghettara di Uriel Fanelli ha avuto luogo.

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    • Ma il tizio qui nemmeno ci vive in Germania. Le cazzate, le imprecisioni e le invenzioni di sana pianta di cui sono pieni i suoi post (soprattutto quelli degli ultimi 2-3 mesi) lo evidenziano in maniera lampante. C’è da concedergli, però, che ci vuole una bella pazienza e un sacco di tempo libero (altro che 66000 euro all’anno) per tirare su un teatrino virtuale così ben congegnato e che all’inizio può avere qualche parvenza di credibilità. Le cazzate, però, alla fine vengono sempre a galla.

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  4. 10 PRINT “Dire che tutto è perfetto non aiuta a migliorarsi”
    20 GOTO 10
    Ha ripetuto lo stesso concetto con poche variabili per pagine e pagine, forse sperava di far il lavaggio del cervello al lettore?
    Lui guadagna talmente tanto da far paura ma con tutto quello che guadagna come fa a ad aver avuto un periodo in cui ha si è dovuto disilludere sulla sua classe sociale? Non avrebbe dovuto osservare la differenza. E poi vorrei conoscere questa azienda dove ogni persona almeno decente premde il massimo della valutazione…

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  5. Ok, quindi la Madonna è solo una troia dai facili costumi e Giuseppe un idiota. Uriel è così intriso d’odio che non riesce neppure a concepire che esistono persone che ti vogliono bene nonostante i tuoi difetti.
    Neppure ha il concetto che la perfezione non esiste nelle persone se non come asintoto cui tendere e che essere severi e rigorosi nella valutazione è un modo di volere il tuo bene. Questa roba qui succede anche in Italia ed ovunque nel mondo basta non avere l’ego con un seggio all’ONU.
    Neppure si è accorto che tra le centinaia di persone che ha bannato c’erano anche quelle che avrebbero potuto aiutarlo s migliorarsi. Solo che per migliorare devi accettare le critiche e lui le critiche da Untermenschen come noi non le accetta. Ascolta solo quelli che hanno un reddito molto più alto del suo. Come se il vapore di una persona si misurasse solo dal reddito.

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        • Io da buon ingegnere pensavo intendessi proprio “vapore” come “la forz apropulsiva di una persona” (nel fare, nell’essere… quelle cose lì).

          quanto alal fissazione per il reddito, lo sai che lui ha la fissa che tutto deve esser emisurabile o non esiste.
          Facciamo a chi c el’ha più lungo?
          Facciamo a chi ne ha infilato di più dentro la madre dell’altro?
          Facciamo a chi guadagna di più?
          Facciamo a [inserisci confronto definito ad arte per far vincere U]?

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      • Mi scrivono delle email per chiedermi se Maria e Giuseppe fossero sposati quando lei gli mise le corna… ah no, scusate.
        [/switch Uriel mode: OFF]
        😀

        No, comunque nel Vangelo erano “fidanzati”. O meglio, si dice che quando l’Arcangelo Gabriele fa visita a Maria ella era promessa a un uomo di nome Giuseppe.
        Poi, sempre secondo i Vangeli canonici, si sposano prima della nascita ma il concepimento è già avvenuto.
        Naturalmente di storie apocrife e “ricerche” più o meno fondate ce ne sono a bizzeffe, con teorie interessanti o bislacche, a seconda dei punti di vista.
        Ma lasciando da parte le questioni teologiche e tornando a bomba sull’argomento del sito: le questioni inerenti Uriel. Quello di Maria che se la fece con un centurione romano è uno dei vecchi tormentoni del Nostro. Me lo ricordo vagamente, per un certo perioodo, sui gruppi usenet che entrava a gamba tesa in qualsiasi discussione del genere menandola con sta storia.
        Insomma, va a periodi. C’è stato lo sbrocco contro l’euro, quello pro euro, le pompe a Putin, il periodo più merkeliano della Merkel… e c’è stato un periodo in cui era infiammato da sta cosa che Maria aveva avuto una relazione con un centurione romano. Forse aveva letto qualche libro sull’argomento. Ma più probabilmente aveva visto Life of Brian e pensava a Biggus Dickus.

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  6. Aggiungo che nella mia giovinezza ho vissuto in quartieri bene ma con difficoltà economiche non dramatiche certo ma a tratti spiacevoli, quindi la coscienza che c’erano tante cose che non mi potevo permettere ed ambienti che vedevo da fuori ma di cui non potevo fare parte la ho sempre avuta. E vivevo senz’altro in Italia

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  7. Io ero rimasto che, nel commercio, fosse normale esaltare le caratteristiche salienti di quello che si vuole vendere tendendo a minimizzarne i difetti. Anzi, i venditori più in gamba tendono a fare in modo che il cliente veda alcuni dei difetti come dei pregi. Per esempio (la prima cosa che mi vien in mente), una macchina non è “piccola” ma è un veicolo adatto alla città, che si parcheggia ovunque.
    Finita la premessa, leggendo questo post, mi immagino che nella Tomania esistente nella mente di Uriel le cose vadano diversamente a causa della brutale onestà degli abitanti. E uno trovi annunci immobiliari del tipo:
    “Vendesi villetta fatiscente. La vernice è tutta scrostata e il giardino pare una giungla del Vietnam. Elicottero per l’evacuazione non incluso nel prezzo”.
    “Vendesi appartamento in periferia. E’ un ex condominio di gastarbeiter costruito dall’edilizia nazista. Puzza di cavolo sulle scale garantita. I vicini sono simpatici come le ragadi anali”.
    “Vendesi casa signorile di 700 metri quadri. Bollette per il riscaldamento salate come il Mar Morto. Ex proprietario morto suicida nel garage. Se la compri tutti sapranno che ce l’hai piccolo”.
    “Disponibile subito appartamento in estrema periferia di Dusseldorf. Stabile 100% malfamato. Zona non servita dai mezzi pubblici. Per raggiungere la città impiegherete due ore. GARANTITO alto tasso di rapine nel quartiere”.

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  8. Uriel non guadagna (ovviamente) 66.000 euro al mese. Ne guadagna, se va bene, 66.000 lordi all’anno, ma il commento sul blog di Bagnai dove citava quella cifra era scritto con la preclara chiarezza che lo contraddistingue, per cui molti hanno male interpretato.

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      • Ero convinto di sì, ma ricordavo male, dalla ricerca esce solo una citazione indiretta da twitter (il nostro viene definito “il piadinaro di Dusseldorf”).

        Personalmente non ricordo nessun botta e risposta tra i due, ma agli albori del suo blog Bagnai commentò piuttosto negativamente (e a ragione) alcuni post di Uriel che qualche bello spirito gli aveva sottoposto.

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    • Caspita, ma allora facendo due conti, visto che in Germania guadagna il triplo che in Italia, vuol dire che in Italia prendeva 22.000 lordi, cioè quanto un laureato che lavora da un anno nell’IT.
      Alla faccia della competenza.

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      • Beh, negli ultimi tempi italiani (e nei primi tedeschi) lavorava come consulente per Sytel Reply, probabilmente il suo salario era una via di mezzo.

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        • Bah… Io rimango dell’opinione che il rapporto tra salario minimo e massimo deve essere tra 50 e 100. C’era un amministratore delegato “dei tempi andati” di una grossa multinazionale americana che considerava compensi maggiori un furto verso i propri azionisti. Però non chiedetemi quale perché lo ascoltai di sfuggita su radio 24 tempo addietro

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        • Hmmm… Non so se fosse un capoarea — quelli sono buoni di prendere un 100k euri — ma, lavorando spesso su MI, vedo che personale IT ben piazzato con responsabilità prende un 50k. Aggiungi che poi lui era trasfertista, per cui 75-100K per me li prendeva.

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  9. Bignami sul post degli oniroclasti

    Il mio capo mi ha fatto un culo quadro.
    Non capisco come possa aver avuto critiche verso di me. Non me lo spiego. Lui dice che “mi paga per lavorare 8 ore”, non per scrivere sul mio blog, o meglio sui miei due blog, quello per farlocchi, in italiano, e quello per gli Eletti, in simil-proto-proCto-dialetto siculo-tedesco.
    Gli ho fatto presente che nel lavoro ci sono delle pause, ma lui sostiene che 8 ore di pausa al giorno siano eccessive.
    Gli ho fatto presente che sono un consulente e quindi conta solo il risultato, ma mi ha risposto che in quanto consulente io parlo, parlo, ma il lavoro misurabile lo fanno altri. E visto che l’impatto di un tot di sbrikken sbrokken non è misurabile, allora non esiste, allora è come se non producessi.

    Dopo questa ho smesso di parlare, perchè il suo misUrabile reddito è molto superiore al vostro misErabile umanesimo creativo e quindi endo of story vince lui aha isn’t it.

    Dopo questa tirata mi ha convocato come portaborse per una riunione importante. Ora, come ben sapete, e se non lo sapevate, sapevatelo, la donna delle pulizie di Obama dipende direttamente da Obama, come il segretario di stato USA, quindi la Logica certifica che donna delle pulizie = segretario dis tato. Cioè, la Clinton è una farlocca, e un portaborse vale come un vice-CEO. Ecco spiegati i miei 66.000 fantadollari al mese.

    Con tutto questo ho capito che qui in Teutonia, il potere si dimostra facendo cazziatoni, quindi sto cercando di crearmi un’immagine di leader cazziando chiunque, dall’immigrato al farlocco italico che non può andarsene perchè vive il suo sogno di onnipotenza locale (lo vive sicuramente, perchè lo ho vissuto io – ma meglio, oviamente – e quindi vale per tutti).
    In pratica, sono così irrequieto, così amante della libertà, così ideologico, idealistico, ideantartico che ho decisod i assimilarmi e diventare mainstream. anzi, PrinzipalStrasse come direbbero qui, perchè i mainstream, che io odio, siete voi.

    La Germania vi schiaccerà, voi e le vostre pie illusioni. E fonderà un impero di mille anni (cit.). Ma, qualora dovessi prendere il raffreddore e di conseguenza collassasse l’intero sistema senza il mio inestimabile apporto, non avrò problemi a spostarmi altrove, visto che ho esperienza di tutto il mondo senza esserci stato, perchè è molto più facile aspettare che qualcuno crei un sistema valido e poi andare a bussare alla porta, piuttosto che aiutare a crearlo io in prima persona.
    PS: però le cavallette siete sempre voi.

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  10. Ok, Uriel, si è trasferito in Germania, dove fa un lavoro che gli piace. Fin qui nulla di male, sono contento per lui. Però, cribbio, dovrebbe mettersi l’anima in pace! Quando viveva in Italia ha fallito? Beh, se fallisci ci riprovi facendo tesoro degli sbagli commessi, o vai a fare un’altra cosa che ti riesce meglio. La seconda opzione è quel che ha scelto lui, a quanto ho capito. Non c’è nulla di male in questo. Nessuno lo giudicherebbe negativamente per questo. Non capisco tutta questa sua rabbia repressa (ed espressa nel suo blog).

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    • La capisci quando ti rendi conto che è un infelice cronico che gode dell’infelicità altrui. E quando nota che gli altri sono felici anche senza di lui ed anche in situazioni che lo avevano fatto rosicare si arrabbia ancora di più.
      In pratica è l’incarnazione di un concetto opposto allo ShadenFreude tedesco: è infelice perché gli sono felici o non sono infelici.

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    • Perchè quando hai fallito, l’unica consolazione se proprio devi vincere a tutti i costi, è convincerti (ripetendolo a te stesso e, incidentalmente, all’internet) che si, tu hai fallito, ma gli altri hanno fallito, falliscono e sempre falliranno più di te, che quindi hai fallito, ma “meglio”.

      Tutto questo, non reggendo ala prova dei fatti, necessita di un continuo bombardamento propagandistico. Che coincide con la sua dichiarazione di scrivere in primis per se stesso (a volte penso che scriva A se stesso: “voi cavallette, voi incapaci, voi farlocchi”…)

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  11. Allora, se ho ben capito, gli umanisti sono farlocchi e nemici della felicità tranne che in Germania. Storia e, soprattutto, filosofia, in Germania sono branche del sapere utili e fondamentali, oserei dire “misurabili”?

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  12. Ho già espresso, da ex emigrato in Svizzera tedesca, quanto il pensiero di quest’uomo sia contorto. Di quanto si sia fatto abbindolare da una società che di fatto E’ diversa dalla nostra, ma, particolare assolutamente discutibile, non necessariamente migliore. Di quanto sia profondamente personale il passaggio di assuefazione a una mentalità che mette al primo posto che cosa? Esattamente gli stessi valori che mette la società italiana, perbacco! Solo che lo fa privilegiando un altro percorso. Una qualsiasi persona di cultura bassa, media o “alta” si rende conto di trovarsi comunque a casa d’altri e si comporta di conseguenza evitando di fare confronti idioti con casa sua. E poi ci sono i tipi come il nostro beneamato “piscia-fuori-dal-vasino” che ci ricamano su. Mi dispiace di non aver più tempo per spiegarmi, ma resta tutto il mio disgusto per chi, lontano (relativamente) da casa sua, sbraita su quanto idioti siano tutti i suoi connazionali. Genio? Stupido farneticante ingrato ed anche pericolosamente vicino al limite minimo di logica richiesta per appartenere agli scolarizzati di basso livello.

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