La buona scuola e i ricorsi

di Uriel Fanelli

Quando scoppia una rivolta sindacale in qualsiasi settore, occorre sempre chiedersi quali siano i veri motivi. Non tanto quelli del sindacato, che ancora crede in logiche da ottocento, ma occorre chiedersi quali siano le forze che spingono gli aderenti alle proteste ad impegnarsi cosi’. Rispondere con “scioperare e’ bello e vai al mare” e’ sciocco, perche’ di altre scuse per scioperare ce ne sono molte.

Allora, diciamolo subito: sia per quanto riguarda gli studenti, che per quanto riguarda i docenti, il problema principale si chiama INVALSI. E il problema principale di INVALSI sta in un altro punto: i ricorsi al Tar.

Come sapete, quando avviene un atto amministrativo, tipo un professore che va “di ruolo”, uno che diventa preside o una qualsiasi promozione, e’ teoricamente possibile il ricorso al tar. Se questo viene fatto regolarmente ai concorsi, millantando presunte (o reali) irregolarita’ sino ad estorcere ai vincitori una cifra per ritirare il ricorso stesso, nel caso della scuola diventa problematico. Diventa problematico perche’ diventa impossibile dimostrare che il promosso (o il passato di ruolo) non sia degno, o che sia meno degno di altri.

Per denunciare una mancanza di merito, occorre cioe’ una metrica del merito, arbitraria o meno.

Ora, immaginate uno scenario. Un professore le cui classi hanno risultati INVALSI pessimi viene passato di ruolo, mentre una persona le cui classi hanno degli INVALSI ottimi no. Sino ad ora, non c’era nulla da fare: per impugnare la cosa di fronte al Tar occorreva una prova, una pecca, qualcosa da mostrare, ma era molto difficile.

Ma adesso il vostro avvocato vi chiede dei fatti, e voi gli date dei fatti: questi sono i miei risultati INVALSI e questi sono i suoi. A quel punto, il ricorso ha vita molto, molto, molto, piu’ facile. L’avvocato che lo fa partire ha in mano uno strumento potentissimo per dire che A vale meno di B: per cinque anni di fila, (per esempio), i suoi INVALSI sono stati peggiori.

A quel punto, lo stesso preside non puo’ fare tanta opposizione: spiegare come mai il tale prof passa nonostante i suoi allievi siano peggiori , in un tribunale e’ abbastanza difficile. Se poi, per via di qualche rotazione, gli allievi sono gli stessi, e gli INVALSI mostrano che a parita’ di allievi B fa peggio di A nella sua specifica materia, e’ abbastanza chiaro cosa stia succedendo e il giudice ha vita facile nell’annullare la promozione.

Lo stesso vale per i professori e gli alunni. Il somaro che sinora ha vissuto di un 8 gratuito si potrebbe trovare domani con un professore che dice “ehi, ma tu non meriti 8”. Il guaio e’ che a quel punto i genitori ricorrerebbero contro la bocciatura, dicendo che quel professore specifico e’ un incapace, in quanto col vecchio professore il ragazzo andava bene.

Se a questo punto inseriamo uno strumento terzo alle parti, e mostriamo che con lo stesso professore le prove invalsi vanno bene , e che le sue classi sono sempre andate bene, mentre questo ragazzo prodigio che dice di essere preso di mira dal prof malvagio i test non li passa, il ricorso al TAR potrebbe andare un pochino storto.

Sinora, i ricorsi al Tar nel mondo della scuola erano “la mia opinione contro la tua”, e mancando uno strumento terzo il giudice si orientava sempre nel modo piu’ garantista. Ma con gli invalsi esiste uno strumento standard per giudicare. Il giudice ha qualcosa che NON e’ una mera opinione.

Questa e’ la ragione per la quale il test invalsi e’ la pietra dello scandalo di questa riforma. Il fatto che sia il preside a scegliere identifica chiaramente una persona responsabile. Ma questa persona dovra’ stare attenta perche’ e’ soggetta al ricorso al tar, e il ricorso al Tar adesso ha uno strumento tremendissimo che e’ finito nelle mani del ricorrente: i risultati INVALSI.

Dopo 5, 10 anni di ottimi risultati delle classi di un docente ai test INVALSI, sara’ pressoche’ impossibile per qualsiasi giudice di qualsiasi Tar avere delle motivazioni materiali CoNTRO un docente. Dopo 5,10 anni di PESSIMI risultati delle classi di un docente, sara’ estremamente difficile per lui difendersi da un ricorso contro la sua promozione.

Di per se’ INVALSI non e’ nulla di che. E’ un semplice test che identifica un livello minimo. Un KPI come tanti, arbitrario come tanti KPI. Ma il problema e’ che questo KPI puo’ sconvolgere la logica malata dei passaggi di ruolo, dell’assegnazione di progetti, di promozioni, nel momento in cui la persona non scelta potra’ mostrare un fatto, un fatto standard, che mostra come lui sia migliore di tizio e quindi meriti la promozione meglio di lui.

La pietra dello scandalo e’ l’ INVALSI perche’ esso e’ un’arma terribile pro e contro il ricorso al TAR, comunque lo si voglia usare. La docente accusata di aver bocciato ingiustamente un somaro non dovra’ fare altro che difendersi mostrando la media della classe ai test invalsi, mostrando che il pupillo andava male anche in altre materie, e che altri vanno benone con lei. Fine della storia.

Quando arriva una metrica, una misura di qualcosa, tutti quelli che hanno vissuto di rendita si spaventano. Questo e’ dovuto al fatto che il dibattito si sposta da “chi e’ piu’ bravo a parlare del proprio lavoro” a “chi e’ piu’ bravo a FARE il proprio lavoro”.

E questo, per molti e’ davvero troppo.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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19 pensieri su “La buona scuola e i ricorsi

  1. Quante stronzate degne di un personaggio rancoroso, nonchè ignorante in materia.

    L’invalsi non tiene conto di un bel po’ di questioni. Mi limito alla matematica, perchè è la materia meno “mnemonica”.

    Consideriamo il livello di apprendimento ad esempio. Il professore A può ritrovarsi in una classe di 25 ragazzi di cui 10 sono brillanti, altri 10 sono nella media e 5 sono casi disperati/svogliati. Il professore B può ritrovarsi in una classe di 25 ragazzi di cui 10 sono casi disperati/svogliati, 10 sono nella media e 5 sono brillanti. Supponendo che A e B abbiano spiegato le stesse cose allo stesso modo (condizione tanto ideale quanto irreale), nella classe del professore A ci saranno 20 persone su 25 che fanno bene l’Invalsi. Nella classe classe del professore B ci saranno 15 persone su 25 che fanno bene l’Invalsi. Dunque nella logica urieliana dovremmo dedurne che il professore A è più meritevole del professore B, tutto questo trascurando i ragazzi con cui il professore ha a che fare. Ok.

    Il resto del discorso sul malvagio KPI che finalmente punirà gli inefficienti e premierà i meritevoli (cioè gli insegnanti urieliani) è delirante. Così come “l’invalsi come singolar tenzone per i ricorsi al TAR.” Misurare l’apprendimento non è cosa semplice. Secondo me ad esempio si valuta meglio l’apprendimento con problemi a risposta aperta dove lo studente deve spiegare e argomentare i passaggi, piuttosto che sparare a caso una risposta (e magari azzeccarla perchè gli suona bene il numero tra quelli proposti).

    C’è un signore che si esprime da anni contro l’Invalsi proprio per tante di queste ragioni. Un farlocco umanista? No, uno che ha studiato matematica (e non su wikipedia come Uriel):

    http://www.orizzontescuola.it/news/giorgio-israel-invalsi-istituto-fuori-controllo-prof-state-guardia-potreste-diventare-semplici-

    se si passasse alla valutazione degli insegnanti mediante i test Invalsi, il controllo sarebbe totale e l’insegnante sarebbe ridotto a un passacarte delle prescrizioni dell’Invalsi: potrebbe limitarsi a fare addestramento a superare i test con i libercoli che già sono in giro, talora confezionati dagli stessi collaboratori dell’Invalsi, e sperare che i propri allievi superino bene i test in modo da essere ben valutato e ottenere aumenti di stipendio.

    Insomma, se a Uriel piace questa scuola, faccia pure. A me sembrano le ennesime stronzate da “facciamo come <Germania/Inghilterra/USA/Australia/paese più ricco dell’Italia ma con studenti che non sono in grado di identificare la Cina su una mappa>”.

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    • É che oggi aveva meeting di lavoro, fortunatamente per noi. Ha scritto di nascosto mentre parlava il capo.
      Sempre dall’articolo citato sopra: “Chiunque abbia un minimo di cultura storico-scientifica sa che il problema del trasferimento dei metodi usati dalle scienze sperimentali e fisico-matematiche nel contesto dei fenomeni inanimati ai fenomeni della vita o della sfera umana ha suscitato riflessioni di estrema complessità che si protraggono da più di due secoli e sono tutt’altro che concluse. Affermare con tanta leggerezza che l’Invalsi avrebbe apprestato strumenti di misurazione di fattori immateriali quali le competenze o le abilità, analoghi a quelli in uso in un laboratorio di fisica, è indice di un’ignoranza tanto profonda quanto irresponsabile per la ridicola arroganza che l’accompagna. ”
      Ma d’altra parte si sa, per l’Uriello i numeri sono Dio e la storia comincia con Internet (prima era preistoria).

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  2. Mi chiedo quanti di questi professori protestino perche’ sono d’accordo con Israel e quanti protestano perche’ la pensano come Uriel (ossia che possa dare fastidio a chi e’ improduttivo). Penso, pur non dando torto ad Israel, che siano spinti dalla seconda considerazione.

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    • Ma senza dubbio. Sul test invalsi e sulle reazioni di insegnanti/studenti ci sarebbe molto da dire. E in effetti tantissime considerazioni e spunti di discussione interessanti ci sono… nell’intervista a Giorgio Israel linkata da Achille.
      Ormai per il rinato Wolfstep tutto si riduce al predire la tempesta che sta arrivando e annichilirà i farlocchi di turno.

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      • Per esperienza personale (tramite mio figlio in età scolare) gli INVALSI si stanno rivelando una boiata pazzesca. Premetto che non gode di vantaggi particolari, è semplicemente molto bravo in matematica, ma, al momento della famigerata prova risulta un asino con le orecchie particolarmente lunghe.

        Da qui (e ripeto solo per esperienza personale), ritengo poco affidabili delle prove così controverse. Tentare di far passare come “metro ufficiale di giudizio” tali prove per la valutazione di soggetti che ci si giocano sopra la carriera mi sembra una forzatura bella e buona per dirla con un linguaggio tranquillo.

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  3. Non metto in dubbio che tra i professori ci siano quelli spaventati dalle valutazioni esterne, che possono pure fare ricorsi al Tar, La domanda è qual’è la percentuale di queste persone; bisognerebbe contare i reali ricorsi al tar esistenti per avere un’idea più chiara.

    Sto pensando alla mia prof di matematica del triennio (io ho fatto un liceo scientifico, nato in seno ad un ITIS, tanta chimica, fisica e matematica, con filosofia ma comandava la prof di italiano).

    TUTTE le sue classi andavano malino, si salvavano solo quelli che avevano la media dell’8 in tutte le materie (ovvero quelli che sopperivano alle la cune della prof). Per capire l’inefficienza di quella professoressa non servivano i test invalsi, bastava prendere i voti di tutte le sue classi e fare due conti. Alla fine i campione era abbastanza grande da capire se era un problema di alunni svogliati/duri di comprendonio o di difficoltà di insegnamento della prof.

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    • Ma così basterebbe dare 10 a tutti e dire che tutti capiscono alla perfezione grazie al tuo luminoso metodo di insegnamento, non come i tuoi colleghi farlocchi umanisti di italiano e filosofia sbric sbroc.

      E in pratica ti fai l’esame da solo, a scapito degli studenti.

      Non so come siano questi invalsi (ho visto qualche test molto rapidament ee non so giudicare quanto siano attendibili) però è pur vero che un metro di giudizio ci vorrebbe.
      Quello che un tmepo era la maturuità conc ommissione esterna (se il 90% degli studenti vengono bocciati pur avendo la media del 7… qualcosa non torna)

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    • Un paio di considerazioni:
      – se tu scrivi “qual é” con l’accento, significa che sei Uriel (scherzo 🙂 )
      – quando io frequentavo il liceo, i prof erano figure molto autorevoli, nel senso che mio padre dava sempre la colpa a me se qualcosa andava male e di certo non pensava di accusare i prof
      – mi pare che negli ultimi anni le cose si siano rovesciate, e gli alunni abbiano sempre ragione e che siano i prof a doversi cagare sotto
      – la soluzione ad alunni svogliati che cagano sul banco del prof sapendo di farla franca, o a professori demotivati, a volte ignoranti, non si risolve mica con test “oggettivi”… non sará per caso che la scuola ha perso nella percezione di tutti – prof studenti e genitori – il ruolo centrale che aveva in passato rispetto alla societá nel suo insieme? Rovesciare questa tendenza é complesso, i quiz sono scorciatoie pseudo-scientiste che non funzionano neanche a piangere. Peró l’Uriello ha come al solito una soluzione a tutti i mali del mondo… Beato lui!

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      • Scusa, ma giusto per considerare il fattore tempo: tu il liceo quanto tempo fa l’hai fatto?

        Comunque io del discorso di Uriel salvo il fatto che deve esserci un metro di valutazione per lo stato delle classi e dei docenti, poi si può discutere di Invalsi o di altro e del peso che questo debba avere nel giudizio.
        Il resto sono cazzate (tipo docenti e alunni che passano il tempo in tribunale, e il ricorso al tar, che tende a vertere spesso più sui documenti che altro) e, soprattutto, la solita escatologia Urieliana fatta di farlocchi che non sanno fare il loro lavoro (e quindi lo perderanno), il mitico metodo di valutazione che porterà la luce nella tenebre e gli alunni immeritevoli che saranno bocciati mentre qualcuno piegherà la loro madre sulla cattedra e glielo troncherà nel culo 🙂

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    • No, il voto dato da un docente non può mai essere un buon indicatore di come lavora quel docente. Poi se dici al docente che verrà valutato sulla base della media dei voti che assegna, beh per prendere 9 basterà saper contare fino a 10.
      Ci dovrebbe essere un controllo esterno che verifichi quanto “sanno” gli studenti, e se gli studenti sanno poco che cerchi di capirne i motivi.

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  4. http://www.lastampa.it/2015/05/13/cultura/opinioni/editoriali/nelle-aule-uno-sberleffo-che-fa-danni-gapuKiAdJfPm4HnBvKYh3L/pagina.html

    Leggere bene queste parole:

    Siamo d’accordo sul fatto che questo tipo di prove non siano la maniera migliore di valutare il livello degli apprendimenti, ma sono test recenti e senz’altro migliorabili, normalmente somministrati ai ragazzi nelle scuole europee (dove però le valutazioni sono spesso affidate a personale addetto e non ai docenti, proprio per evitare interpretazioni sommarie o compiacenti). Un giorno questi ragazzi si troveranno a essere valutati accanto ad un giovane svedese, francese, spagnolo, perché il lavoro non è più sotto casa e, qualora lo fosse, lo vorranno anche lo svedese, il francese e lo spagnolo (e non sarà una barzelletta in cui c’è un italiano, uno svedese…): non si potrà rispondere con sberleffi alla possibilità di avere un futuro.

    “scuole europee” “Un giorno si troveranno a essere valutati accanto ad un giovane svedese”.
    Insomma, lo dicessero chiaramente: signori, vogliamo fare gli Stati Uniti d’Europa perchè sì. Non capisco perchè nascondersi dietro a queste cazzate.

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  5. Ma qui davvero ogni singolo commento riceve una e una sola spolicciata in basso. Ora a parte che io lo toglierei pure sto sistema delle spolliciate perché personalmente lo vedo come il grado zero della partecipazione democratica, viene davvero da pensare che sia un qualche antiFornello script del Sommo a mettere tutti sti pollici in giú. O il Sommo in persona che si prende la briga (non avendo mai un cazzo da fare fra lavoro e famiglia).

    P.S. Raphael, ti avevo mandato una richiesta di inviarmi la tarball qualche giorno fa, ricevuto nulla?

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