Intelligenza artificiale e fiducia

di Uriel Fanelli

Uno dei motivi per i quali non condivido la paura che le persone hanno della IA (Intelligenza artificiale) sta nel fatto che spero, mi auguro, che la IA sia o sara’ un’entita’ intellettualmente neutrale. Neutrale rispetto a cosa? Neutrale rispetto alla storia. Perche’ oggi come oggi la difficolta’ nel discutere di ipotesi, (senza le ipotesi non si ragiona) consiste nel fatto che la storia passata porti l’interlocutore a chiudere la discussione.

USA ed Europa, che oggi vengono identificate con “Occidente”, hanno una storia orribile. Non voglio dire che gli altri continenti siano stati dei paradisi di pace ed uguaglianza, sia chiaro. Ma la quantita’ di orrore che e’ scaturita dalla mente di intellettuali europei (Marx , Hegel , Wagner, Evola &co) supera di diverse unita’ di grandezza quella che e’ sorta in altri continenti. E spesso, anche in altri continenti, dietro a questi errori c’erano filosofie ed idee nate in europa.

In USA, per esempio discutere di questioni genetiche e’ difficile per via del precedente della schiavitu’ dei neri. A questo si aggiunge la diatriba tra evoluzionismo e creazionismo.

In Europa discutere di questioni eugenetiche e’ difficile per via del precedente nazista. E a questo si aggiunge tutta un discorso sull’eguaglianza che ha origini illuministe.

Sebbene si tratti di scienze “poco complete”, alzare una discussione ottiene solo una levata di scudi di tipo accademistico.

Posso fare un paragone col mondo dell’ IT: il Kernel MACH. Esso fu inventato in un mondo nel quale si sperava che i microkernel fossero piu’ performanti. Ci scommettevano dei pezzi grossi, eh. In seguito si vide che la maggiore “performanza” non esisteva davvero, e quindi si continuo’ a sviluppare codice monolitico, o pseudomonolitico.

Ora, una volta dimostrato che i microkernel come MACH non fossero davvero piu’ performanti, la discussione era chiusa. Nel mondo accademico la si sarebbe considerata chiusa. Uno dei piu’ imbarazzanti errori: inizialmente gli accademici (Tanembaum in prima fila) sostenevano che il design fosse migliore e fossero piu’ performanti per definizione. Poi dovettero ricredersi. E quando qualcuno deve ricredersi, nel mondo dell’accademia si crea una cicatrice, una specie di grumo, una roba callosa che impedisce ulteriori discussioni. Non riaprite quella ferita.

Il Kernel MACH e’ alla base di Mac OS “Darwin”, e ha una discreta fetta di mercato. Come lo spieghiamo, dal momento che il mondo dell’ accademia SA che i microkernel siano poco performanti?

Lo si spiega con diverse condizioni ambientali. L’hardware e’ tremendamente potente, i processori sono multicore, cosa che cambia molto il comportamento degli IPC.

Queste misure pero’ le vedete fare solo dai privati. Se entrate nell’accademia, vi dicono che “gli approcci IPC hanno gia’ mostrato i loro limiti in passato”. Basta. Fine della discussione. Qualche pezzo grosso c’e’ rimasto scottato, la discussione e’ chiusa. Non riapriamo figure di merda ferite chiuse.

Ora, il motivo per il quale aspetto la IA e’ che sfugga dalle questioni storiche. Ambisco , spero, in una forma di intelligenza priva di storia. Una forma di sapere ordinato senza che risenta della storia di un dato sapere.

Lanciare l’idea che “se raggruppiamo gente scelta per un qualche talento in una zona del pianeta, come NON si era mai fatto prima, possano avvenire fenomeni mai osservati prima” e’ un esempio chiaro.

Nella mia idea, discutendo con una IA, dovrei ottenere una risposta di questo tipo:

  • Uriel: Ehi, ma cosa stiamo combinando al genoma umano se richiamiamo in un posto solo tutti gli esperti di IT del pianeta, e li facciamo accoppiare tra loro piu’ di quanto non abbiamo mai fatto?
  • IA: Teoricamente nulla. Tuttavia, un esperimento simile con numeri simili non era mai stato condotto. Provero’ ad avere dei numeri.

Mentre oggi succede che.

  • Uriel: Ehi, ma cosa stiamo combinando al genoma umano se richiamiamo in un posto solo tutti gli esperti di IT del pianeta, e li facciamo accoppiare tra loro piu’ di quanto non abbiamo mai fatto?
  • IN: Teoricamente nulla. Quindi smetti di pensarci. Lamarckiano di merda! A morte l’eretico!

Ora, quel che io spero e’ di poter , un tempo, parlare con una intelligenza “pura”. Qualcosa, cioe’, che se ne fotta di quanto successo duecento anni fa. Qualcosa che non dica “questa idea e’ orribile” e quindi rifiuti di cercare i dati.

E parlo proprio di DATI.

Qualcuno mi accusa di essere “Lamarckiano” nello scorso post. Bene. Vediamo i dati.

lamarckwasright

Ehi, ma che succede? Succede che in solo QUATTRO anni dopo l’esplosione della New Economy, si sono creati dei veri e propri CLUSTER di nascite di bambini autistici.

Oh, certo, sono convinto che Lamarck abbia detto il falso. Infatti io NON ho MAI detto cose come “la funzione crea l’organo”. Io mi sono chiesto cosa succeda nel raggruppare persone con geni specifici in un luogo, aumentando poi le probabilita’ di accoppiamento tra persone simili. Accoppiamento selettivo.

La risposta e’ circa: “sei troppo Lamarckiano”. Strano, perche’ sto parlando di accoppiamenti selettivi, ovvero di selezione. Ma forse non e’ nemmeno quello: magari con l’esplosione della New Economy in quella zona si e’ accumulato troppo silicio. O troppi solventi usati per il silicio. Whatever.

Ma sta di fatto che , dal momento che e’ considerato “accademicamente provato” che raggruppare gente simile per talento e farla accoppiare NON POSSA causare effetti (in questo caso negativi) , allora non si leggono nemmeno i dati. Ci si inalbera gridando al Lamarckismo.

Io non voglio dire che correlazione=dimostrazione. Pero’, insomma, quei dati meriterebbero piu’ di una semplice alzata di spalle. E’ roba che viene dalla versione americana del ministero della salute, non dal Mago Otelma.

E se inizia ad esserci una correlazione “quartiere per quartiere” tra cluster di autismo e posti dove vanno a vivere gli esperti IT in quella zona, la precisione della correlazione non puo’ saltare fuori per caso.

Ovviamente la cosa puo’ trovare risposta. La risposta ufficiale sembra essere che in queste zone le diagnosi di autismo sono di piu’ perche’ le famiglie, essendo piu’ istruite, sono piu’ portate a far diagnosticare l’autismo. Prova ne sia , dicono testualmente, che gli ispanici sono sottorappresentati. Non ci sono numeri a riguardo, che servirebbero visto che nella silicon valley la composizione e’ piuttosto internazionale, ma e’ cosi’.

Non ho neanche voglia di commentare il fatto che si parta da diverse assunzioni su colto=diagnostico o ispanico=meno colto. La seconda puo’ avere origine demografica, la prima non so da dove caschi.

Ma il punto e’ che , paradossalmente, la risposta “ci sono piu’ diagnosi di autismo perche’ i genitori di un gruppo fanno meglio la misura” , senza ulteriori indagini, sembra ironicamente piu’ Lamarckiana dell’altra: la funzione di accettare l’autismo crea la misura di autismo. Qui siamo al punto in cui pur di non fare una ricerca di tipo genetico si dice , senza numeri, che tutto dipende dall’amore per la diagnosi dei genitori colti.

Tranne per il fatto che sia un’assunzione:

“It doesn’t necessarily mean that higher education causes autism,” says Irva Hertz-Picciotto, one of the study’s authors and a researcher at the UC Davis MIND Institute. “It gets you the diagnosis more frequently.”

Tra l’altro, non emerge neanche uno straccio di numero sul titolo di studio dei genitori di quei bambini. Si sa solo che in quelle zone l’educazione sia mediamente piu’ alta, ma che PROPRIO i genitori di quei bambini siano piu’ colti lo dicono loro.

Ecco, questi sono i momenti nei quali sento la fretta, l’urgenza, di avere a disposizione una IA , culturalmente neutrale. So benissimo che chiedere le prove di una “maggiore facilita’ alla diagnosi” delle famiglie ricche, in una zona mista, in un paese fatto di tensioni razziali, sia terribilmente complesso. Politicamente parlando, si ottiene che nessuno fara’ mai una ricerca simile. Per quanto, nel caso degli ispanici, si da’ per scontato che siano sottorappresentati, quindi abbiamo tolto gli ignoranti dalla conta. Questo dato sembra invece assodato.

Ok, facendo cosi’ va tutto bene. Abbiamo una risposta che non e’ “disruptive”.

Una IA piu’ “neutrale” culturalmente , almeno nei miei sogni, andrebbe a:

  • Sfogliare i dati sull’istruzione dei genitori di bambini con sindrome autistica.
  • Sfogliare i dati sull’istruzione dei genitori di bambini SENZA alcuna diagnosi.
  • Sfogliare i dati sull’istruzione dei genitori di bambini con diagnosi negativa.

e a questo punto potrebbe dare una risposta chiara, senza “dedurre” l’istruzione dei genitori dal fatto che gli ispanici siano sottorappresentati.

Ma ci sono AlMENO un paio di ragioni politiche per le quali simili statistiche non sono possibili. La diatriba in questione, sui cluster, nasce credendo che ci sia inquinamento , tale da causare autismo. Quindi gia’ c’era un giro di miliardi di risarcimenti nell’aria. Poi c’era la questione politica, per cui qualcuno si e’ affrettato a dire che l’istruzione alta non causa autismo. Dopo aver detto che c’e’ relazione con le diagnosi di autismo, ma sia chiaro , tale correlazione e’ dovuta ad un fattore culturale. I genitori ispanici, meno colti non si accorgono che il figlio e’ autistico, o quando se ne accorgono non lo portano da nessun medico.

  • Alonzo, cosa vuoi da mangiare?
  • oiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiare
  • Si vedes che stas benones, chico!

Ok, ovviamente senza numeri possiamo dire di tutto e di piu’. Sono certo di sbagliare. Ma la sensazione di sbagliare perche’ qualche tribunale della fede ti accusa di essere Lamarckiano quando ti sei posto un problema di selezione e’ molto diversa dalla sensazioe che ti darebbe vedere dei dati elaborati da un ente che non crede che i genitori ispanici non si accorgano dell’autismo, o che se ne freghino e non portino il pargolo ad una visita. E che poi non se ne accorga nessuno nemmeno a scuola, che pure e’ obbligatoria anche per gli ispanos.

Si, non vedo l’ora di avere a che fare con le IA. Alle quali puoi chiedere se per caso dei momenti di estrema selezione del piu’ robusto, come un viaggio in condizioni disumane, non possano avere effetti statistici di selezione di alcuni tratti. Ripeto: selezione.

Non si tratta di essere Lamarckiani. Io non sostengo che un San Bernardo maschio adulto pesi dai 90 ai 100 kg, mentre uno Yorkshire ne pesi 3.5-4 (secondo gli standard di razza) , perche’ qualche funzione abbia creato l’organo.

Penso pero’ che la selezione e gli incroci selettivi abbiano causato questa differenza. E da questo, per analogia, sono autorizzatISSIMO a chiedermi se altri eventi selettivi possano fare lo stesso alla specie umana.

MA quando si parla di specie umana, parlare di selezione che determina alcuni tratti e’ taboo. Sia chiaro: se dite che gli europei sono piu’ chiari perche’ la selezione genetica ha bisogno reagire al clima diverso, nessuno dice nulla. E’ roba vecchia, successa anni ed anni fa. Quindi se reagite al clima diventando biondi, da negri, e’ ok.

Ma se reagite alle nuove condizioni sociali diventando alti, per dire, allora non va bene. Eh, no. Un conto e’ un processo di selezione che nei climi freddi ucciderebbe piu’ i neri che i bianchi, per via del colore della pelle. (sarebbe interessante una misura che mostri la magnitudo di questa maggiore mortalita’ dei neri, btw.). Un processo di selezione che aumenti l’altezza di 4 pollici perche’ in Europa ci sono condizioni socialmente migliori, invece, e’ gia’ imbarazzante. Si, la gente e’ piu’ alta, ma e’ il cibo. Ereditario? Maddai.

Chiedere se poi, come accade con il San Bernardo, tali caratteristiche possano diventare ereditarie e’ blasfemo. Dunque, l’essere umano e’ immune da qualsiasi processo selettivo che non sia preistorico, o almeno disgiunto dalla storia dei nazionalismi europei. Ok, se lo dicono gli esperti sono d’accordo.

Sono d’accordo, MA non vedo l’ora che l’esperto sia una macchina fatta di logica e silicio.

Non so, sara’ l’esperienza personale. Ma per dimostrare che un certo gruppo di indiani lavorasse peggio ho dovuto usare un computer che prendesse le misure sul tempo dei ticket.

Stranamente, l’ “intelligenza umana” non riusciva a pronunciare una certa frase. E non riusciva mai a leggere alcuni dati.

Per questo mi piace quella artificiale:

  • Pronuncia QUALSIASI frase.
  • Legge QUALSIASI dato.
  • Non esclude a priori NESSUNA conclusione.

E questo mi lascia sperare in una scienza migliore. Nella quale sicuramente ho torto, ma almeno qualcuno avra’ il coraggio di elaborare dei numeri con la freddezza che serve per dirmelo, ed ascoltare le domande senza partire per una crociata contro gli eretici.

Perche’ quando la risposta arriva con certi toni, onestamente sa di tutto tranne che di scienza.

Se un esperto vuole dirmi che l’essere umano NON risenta di alcun fenomeno di selezione genetica o di accoppiamento selettivo , se non in tempi fuori da ogni discussione politica, per me e’ libero di farlo. Ok, gli credo.

Ma appena SIRI diventa abbastanza potente,e manca poco, non vi incazzate, ma per prima cosa chiedero’ una conferma.

di Uriel Fanelli

PS: questo pezzo e le altre magnifiche elargizioni di saggezza di Uriel sono analizzate su un altro blog degli Untermenschen che curano questo specchio.
PPS: pezzo automagicamente caricato da Fornello!

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19 pensieri su “Intelligenza artificiale e fiducia

  1. E penso che sotto sotto abbia un debole per il Lamarkismo.

    Elan ieri.

    Qualcuno mi accusa di essere “Lamarckiano” nello scorso post.

    Uriel oggi. LOLZ

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  2. Ok l’intelligenza artificiale potra’ anche fare le sue ricerche, ma finche’ non diventa skynet puo’ essere spinta a non dare certe risposte o a non dare risposte chiare a cose tutto sommato abbastanza univoche. Quindi se gli illuminati non vogliono che tu sappia che gli abitanti del Botswana sono gli umani con piu’ attitudine per produrre cacciaviti faranno in modo che l’intelligenza artificiale ti dica che sono delle pippe a produrre cacciaviti. Esattamente come oggi usano i giornalisti per dirti quello che devi pensare…

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  3. Anche questa volta, nella cassetta a mitraglia di cazzate, non perde l’occasione per caricare un po’ di colpi atti a dimostrare che tutto quello che sa di informatica l’ha letto su pc professionale e su wired.

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  4. Notare l’acume con cui descrive un bambino malato di autismo. Perché si sa che l’autismo è quello che si vede in Rain Man (e Asperger quello che si vede in The Big Bang Theory).

    Se non altro lui è la dimostrazione pratica che la cultura determina la diagnosi.

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  5. Questo post merita piú delle solite spernacchiate (oltre alle solite spernacchiate, si intende).
    Perché a parte i soliti cliché:
    – I dati sono oggettivi -> yawn … mai stati: neanche nella scienza pura, figuriamoci quelli raccolti da indagini del genere. Ci sono molti modi non solo di interpretarli, ma – prima ancora – di crearli. Lo dice lui stesso
    – La scienza é neutra rispetto alla storia -> double yawn. “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Kuhn e “Contro il metodo” di Feyerabend, questi sconosciuti.
    Qui abbiamo anche l’autismo: nessuno sa ancora cosa sia di preciso. Ora si tende a pensare che sia principalmente su base biologico-genetica, + un pizzico di ambiente che non guasta mai, perché in fondo non si sa e siamo nella fase storica in cui gli psichiatri e gli anti-psichiatri di una volta non litigano piú a morte, la parola d’ordine é sincretismo: la scambiano per complessitá (che é un’altra cosa) quando invece é solo crisi concettuale. 50 anni fa “La fortezza vuota” di Bettelheim era il testo di riferimento, costruiva un modello di autismo basato sulle esperienze *relazionali del bambino comparabili a quanto vissuto dai prigionieri dei lager. Ora é relegato nella preistoria perché “accusava di frigiditá emozionale le incolpevoli madri”. Non dico che avesse ragione Bettelheim: dico che trovo il suo approccio epistemologico piú interessante del gene a tutti i costi. O vedi un pó: io credo che la scienza Dura Vera e Pura non esista e non si possa scindere dalle coordinate concettuali della societá che la circonda. Che farloccone vero?
    Ma poi… nel post precedente non si parlava di creare l’umanitá del futuro? Insomma il transumano sarebbe autistico ma comunque migliore perché sa svolgere meglio i lavori informatici? Annamo bbene…
    Per finire:
    “E questo mi lascia sperare in una scienza migliore. Nella quale sicuramente ho torto, ma almeno qualcuno avra’ il coraggio di elaborare dei numeri con la freddezza che serve per dirmelo, ed ascoltare le domande senza partire per una crociata contro gli eretici.

    Perche’ quando la risposta arriva con certi toni, onestamente sa di tutto tranne che di scienza.

    Se un esperto vuole dirmi che l’essere umano NON risenta di alcun fenomeno di selezione genetica o di accoppiamento selettivo , se non in tempi fuori da ogni discussione politica, per me e’ libero di farlo. Ok, gli credo.

    Ma appena SIRI diventa abbastanza potente,e manca poco, non vi incazzate, ma per prima cosa chiedero’ una conferma.”
    Cosa c’é di specialmente interessante qui? Il tono. Non notate un notevole abbassamento di cresta rispetto ai suoi standard se sei un farlok ti chiameró proprio farlok, get used to it? Un approccio dubitativo che lo rende meno odioso. Guarda, se non ti conoscessi, ti darei pure una chance. Ma purtroppo ti conosco, e so che é solo il ritiro temporaneo della marea prima che si scateni un nuovo tsunami di insulti e deliri. People don’t change

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  6. La risposta e’ circa: “sei troppo Lamarckiano”.

    No, la risposta è circa: “sei troppo farlocco”. [l’IA emette un bip di conferma] 😛

    Io non voglio dire che correlazione=dimostrazione. Pero’, insomma, quei dati meriterebbero piu’ di una semplice alzata di spalle. E’ roba che viene dalla versione americana del ministero della salute, non dal Mago Otelma.

    E il CDC ha anche legato la comparsa dei cluster alla nascita della New Economy? Ne dubito.
    Ha parlato di un’incidenza sorprendente nella famiglie di esperti di IT? Ne dubito.
    Tra l’altro sei tu stesso che alla fine affermi di non avere dati sui titoli di studio dei genitori:

    Tra l’altro, non emerge neanche uno straccio di numero sul titolo di studio dei genitori di quei bambini.

    E non dirmi “ma uno dei cluster è nella Silicon Valley!” perché potrei dirti che
    “Guarda che un cluster è a Beverly Hills” ma non mi sognerei di dire che l’aumento dei casi di autismo sia dovuto al fatto che il Silenzio degli innocenti abbia vinto 5 oscar.
    La correlazione di un fatto casuale ad un cluster di autismo non è affatto scientifico… è solo polemica.

    Io mi sono chiesto cosa succeda nel raggruppare persone con geni specifici in un luogo, aumentando poi le probabilita’ di accoppiamento tra persone simili. Accoppiamento selettivo.

    Aha. Parli di geni specifici.Ok. Sapresti indicarmi questo cluster di geni? No? Allora forse parlavi di un più generico geni dell’intelligenza…

    Ma sta di fatto che , dal momento che e’ considerato “accademicamente provato” che raggruppare gente simile per talento e farla accoppiare NON POSSA causare effetti (in questo caso negativi) , allora non si leggono nemmeno i dati. Ci si inalbera gridando al Lamarckismo.

    Uhm no. Niente geni dell’ intelligenza a quanto pare… ma geni del talento.
    Tu sei convinto DAVVERO che ogni persona abbia scritto la propria carriera (o talento) nel codice genetico? Interessante…allora la plasticità sinaptica immagino che sia un simpatico vezzo di quei farlocchi dei neurologi. Sì deve essere così.
    In questo caso siamo aldilà del Lamarkismo.

    Ormai è palese.

    Tutte le prove portano ad un solo colpevole.

    La tua vera identità è…

    http://www.soundonsight.org/wp-content/themes/arts-culture-new/timthumb.php?src=http://www.soundonsight.org/wp-content/uploads/2012/11/moonraker-drax.jpg&q=90&w=630&zc=1

    Hugo Drax!

    (007: Moonraker, per chi se lo fosse perso)

    Ovviamente la cosa puo’ trovare risposta. La risposta ufficiale sembra essere che in queste zone le diagnosi di autismo sono di piu’ perche’ le famiglie, essendo piu’ istruite, sono piu’ portate a far diagnosticare l’autismo. Prova ne sia , dicono testualmente, che gli ispanici sono sottorappresentati. Non ci sono numeri a riguardo, che servirebbero visto che nella silicon valley la composizione e’ piuttosto internazionale, ma e’ cosi’.

    Curioso che tu prenda in considerazione SOLO quello della Silicon Valley. I clusters sono 10. Nel caso tu lo avessi dimenticato:

    Torrance, Beverly Hills, Van Nuys and Calabasas areas of Los Angeles County; the Laguna Beach/Mission Viejo area of Orange County; the La Jolla/Del Mar area of San Diego County; San Francisco; the Sunnyvale/Santa Clara area; the Redwood City area; and Fresno

    Non ho neanche voglia di commentare il fatto che si parta da diverse assunzioni su colto=diagnostico o ispanico=meno colto. La seconda puo’ avere origine demografica, la prima non so da dove caschi.

    Un cittadino ignorante è un cittadino che tende a trascurare se stesso e a sottovalutare i segnali. Un cittadino colto, più istruito e più informato, non ignora i campanelli d’allarme e va’ dal medico per tempo. Il sottoporsi a mammografie periodiche (sarei curioso di vedere il dato sulle mammografie nelle immigrate) o la prevenzione al papilloma virus si inseriscono in questo quadro.
    Il cittadino ignorante ha difficoltà a seguire un programma terapeutico pianificato. Un cittadino colto capisce l’importanza della terapia e non ha intuizioni straordinarie come sospendere improvvisamente le benzodiazepine.
    Un cittadino colto appartiene alla fascia benestante e (in America) si può permettersi la visita in centri specialistici. Il cittadino ignorante fa’ parte del ceto povero della popolazione quindi, in America si attacca al cazzo.

    Ma il punto e’ che , paradossalmente, la risposta “ci sono piu’ diagnosi di autismo perche’ i genitori di un gruppo fanno meglio la misura” , senza ulteriori indagini, sembra ironicamente piu’ Lamarckiana dell’altra: la funzione di accettare l’autismo crea la misura di autismo. Qui siamo al punto in cui pur di non fare una ricerca di tipo genetico si dice , senza numeri, che tutto dipende dall’amore per la diagnosi dei genitori colti.

    Una spiegazione, al momento (perché la Scienza, quella vera, è un continuo work in progress) convincente. Molte malattie nel passato hanno subito forti aumenti di incidenza per il semplice fatto che erano migliorati gli strumenti diagnostici in mano ai medici. Oppure perché per la prima volta si compivano studi epidemiologici di vasta scala.

    Dopo aver detto che c’e’ relazione con le diagnosi di autismo, ma sia chiaro , tale correlazione e’ dovuta ad un fattore culturale. I genitori ispanici, meno colti non si accorgono che il figlio e’ autistico, o quando se ne accorgono non lo portano da nessun medico.
    Alonzo, cosa vuoi da mangiare?
    oiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiareoiDaMangiare
    Si vedes che stas benones, chico!

    Evviva Hollywood e i suoi stereotipi.
    I dati CDC parlano chiaro: le diagnosi sono aumentate soprattutto per i casi borderline, cioè quelle persone con normale QI (né un genio, né un ritardato) che hanno un quadro psichiatrico di lieve entità che può essere suggestivo della malattia. Ciò significa che quei genitori non hanno a che fare con bambini che spalmano merda sui muri o che dipingono la Gioconda con i pastelli.
    Sono bambini che magari rimangono a fissare per ore un ventilatore. O semplicemente sono “timidi” e parlano poco o distolgono facilmente lo sguardo dall’interlocutore. Tante piccole cose che a un genitore distratto (perché magari ha altri 4 figli a cui badare o lavora come uno schiavo per 12h al giorno) possono sfuggire o bollare come: “gli passerà crescendo” o con un “ma Alonzo è così da sempre!” oppure “Alonzo è uno spirito antico. Esta bien?”

    Si, non vedo l’ora di avere a che fare con le IA. Alle quali puoi chiedere se per caso dei momenti di estrema selezione del piu’ robusto, come un viaggio in condizioni disumane, non possano avere effetti statistici di selezione di alcuni tratti. Ripeto: selezione.

    Sorvolo sull’estrema selezione perché altrimenti dovrei farti l’ennesimo spiegone storico.
    E sì, questo che dici è diverso dall’insinuare che gli schiavi venissero selezionati per essere forti e sopratutto obbedienti. E’ diverso dal dire che il crollo delle vocazioni spirituali possa avere cause genetiche.

    Un processo di selezione che aumenti l’altezza di 4 pollici perche’ in Europa ci sono condizioni socialmente migliori, invece, e’ gia’ imbarazzante. Si, la gente e’ piu’ alta, ma e’ il cibo. Ereditario? Maddai.

    Aggiornati. Questa diatriba è archiviata da anni.
    Ormai il contributo genetico è assodato, così come quello del miglioramento delle condizioni di vita che rimane un fattore importante per questo fenomeno.

    Se un esperto vuole dirmi che l’essere umano NON risenta di alcun fenomeno di selezione genetica o di accoppiamento selettivo , se non in tempi fuori da ogni discussione politica, per me e’ libero di farlo. Ok, gli credo.

    Nell’altro post hai fatto degli esempi specifici. Uno peggiore dell’altro, potrei aggiungere. E la risposta è stata naturale e perfino spiegata.
    L’essere umano risente di processi di selezione?
    Certo. Pensa solo a quante guerre, pestilenze, carestie si sono verificate nella storia umana. Ognuna di loro ha rappresentato un collo di bottiglia dove i sopravvissuti sono dovuti passare.

    Quindi non tentare di rigirare la frittata. Non sono stato di certo io ad affermare che

    esiste una seria possibilita’ che un fork evoluzionistico sia gia’ in corso.

    E ricorda:

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    • “Un cittadino ignorante è un cittadino che tende a trascurare se stesso e a sottovalutare i segnali. Un cittadino colto, più istruito e più informato, non ignora i campanelli d’allarme e va’ dal medico per tempo.”

      Aneddotica, ma per esperienza personale ho visto più di una persona contornata da gente come Uriel che era considerata “orso” oppure “golosa”, e che sicuramente in un altro ambiente sarebbe stata considerata depresse o affette da disordini alimentari.

      Non solo, ho visto gente catalogata come depressa che invece secondo me era un caso da manuale di persona bipolare.

      Purtroppo se ti capita un padre o marito come Uriel, sei fottuto perché non si accorgerà mai che hai un problema a meno di evidenti turbe del comportamento così gravi da richiedere un TSO.

      E se ti capita un medico come Uriel, sei fottuto uguale, perché ti fa una diagnosi sbagliata perché è fermo a quello che aveva studiato all’università (che quando l’aveva fatta lui era 100 volte migliore di quella attuale, ovviamente).

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  7. Tutto perfetto Elan. L’unica cosa é che la tua ultima citazione secondo me non va disgiunta dalla frase dopo:
    “Se un esperto vuole dirmi che l’essere umano NON risenta di alcun fenomeno di selezione genetica o di accoppiamento selettivo , se non in tempi fuori da ogni discussione politica, per me e’ libero di farlo. Ok, gli credo.

    Ma appena SIRI diventa abbastanza potente,e manca poco, non vi incazzate, ma per prima cosa chiedero’ una conferma.”

    Ovvero: mi sono svegliato meno sotuttoioesolamenteio del solito e quindi accetto (incredibile) che esistano altre opinioni. Oppure é solo una mia astutissima tecnica retorica e dal prossimo post torno a incularvi piú a fondo. Aha! Isn’t it?

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