Bio & grafia

Allora, quando nacqui ero molto giovane.

Aha. Sembra una cosa ovvia, ma non tutti nascono nello stesso anno della data UNIX epoch. Vabe’, comunque siamo ad Helloween, nessuno sa che cazzo sia Helloween e nessuno sa che cazzo sia UNIX, e nasco io. Cosi’ una notte. Mia madre diceva cose tipo che siamo stati dieci ore sotto la tenda ad ossigeno e in realta’ la data del parto ma proprio del parto non e’ precisissima. Aha. Immagino sia importante. Per lei.

Mio padre fa quello che in quella zona, la bassa ferrarese, fanno tutti o quasi: lavorano nell’indotto degli zuccherifici di Maraldi. Sto tizio aveva brevettato un metodo a vapore per fare lo zucchero, e aveva aperto qualcosa come 36 stabilimenti nella zona. Ogni stabilimento veniva rifornito di barbabietole da zucchero da migliaia di contadini, le barbabietole venivano trasportate nella fabbrica da migliaia di camionisti, e nella raccolta lavoravano migliaia di braccianti estivi.

Cambiamo molte case in quel periodo: Migliarino, Migliaro, Valcesura, Gallumara. Ma si vive. Da bambino ricordo solo i diversi asili e i diversi compagni di classe.

Insomma, sugli zuccherifici campavano un pochino tutti. Ad un certo punto , avevo circa 7 anni, arriva la CEE e dice che non va piu’ bene fare le cose cosi’ e che lo zucchero si deve fare in un altro modo. Si tratterebbe di un normale passaggio di tecnologia industriale ma – lettura col senno di poi- una mafia chiamata Sindacato ci mette le mani e decide di partecipare alle tensioni sociali. E quindi porta la cassa integrazione, ovvero il meccanismo sul quale all’epoca il sindacato lucrava.

Il passaggio tecnologico – che tra parentesi avvenne ugualmente – tra due metodi di fabbricazione fu costellato da 7 anni di cassa integrazione e trasferimenti in zuccherifici della zona. Se pensate che la vita dei manager sia stressante, se siete pieni di comprensione verso lo stress di queste donne in carriera che devono pensare alla carriera e ai figli , beh: non siete mai stati in una famiglia di operai in cassa integrazione. QUELLO e’ stress.

Insomma, si tira la fame. Ma la fame vera. Tra operai ci si scambiano i vestiti usati dei bambini perche’ non ci sono i soldi, e le cartelle usate, e i sussidiari usati dell’anno prima. Io vado a mangiare nella mensa del tempo pieno, e quando io sono via a casa mia si digiuna. Io non lo vedo, me lo raccontera’ mia nonna qualche anno avanti.

Che cosa ricordo? Il ricordo piu’ vivido che ho e’ il sindacalista porco che gira per le case degli operai con la sua graziella. Lo zuccherificio aveva due o tre file di casette che dava ai “maestri d’opera”, come si chiamavano allora gli operai senior e il maiale CGIL girava per controllare che non facessero lavoretti in nero per vivere. Lo facevano tutti, altrimenti era la fame: chi aggiustava motociclette, chi faceva il falegname, chi faceva piccoli lavoretti di idraulica e ferro battuto.

Mio padre stava aggiustando – brasando – un boiler per una signora che l’aveva rotto e questo mi chiede dove sia mio padre. Ero abbastanza indottrinato che risposi “non lo so”. Perche’ questa carogna si comportava cosi’? Perche’ a quei tempi si sperava che aumentando la tensione prima o poi si sarebbe scatenata la rivoluzione e si sarebbe fatta l’Italia Sovietica. Cosi’ quei pezzi di merda mettevano alla fame tutti, e volevano piu’ fame possibile, perche’ ci fosse piu’ rabbia possibile, e cosi’ ci fosse piu’ probabilita’ che una scintilla scatenasse la rivoluzione. Loro avevano avuto l’ordine dalla CGIL di far stare male gli italiani , perche’ a quei tempi si sperava che questi, stando male, prima o poi avrebbero scatenato la violenza e da qui la rivoluzione. Cosi’ questo pezzo di merda girava per le case a controllare che gli operai non si sforzassero di mangiare ogni giorno. Parliamo di famiglie coi bambini.

Oggi ha fatto il vicesindaco in qualche paesino del posto, mi dicono, e la figlia ribaltabile lavora in comune. Complimenti, pezzo di merda, gran carriera che hai fatto.

Comunque, verso i miei 12/13 anni arriva la novita’. Mio padre trova un socio e , stanco di sindacalisti e delle loro prese in giro, decide con un altro di mettersi in proprio. Idraulico. Ora, forse voi non capite cosa significhi cambiare vita. Beh, prima di questo mio padre non arrivava ad ottocentomila lire al mese. Dopo questo, tornava a casa dopo aver montato che so io una fila di grondaie, diciamo un giorno o due, con ottocentomila lire avvolte in tasca. Ricordo la faccia stupita di mia madre che diceva “e adesso dove mettiamo tutti i soldi?” Il conto in banca a quell’epoca lo avevano i ricchi, gli altri tenevano un libretto alle poste. Ma solo chi aveva i soldi. Gli operai no. Erano ancora i primi anni ’80, il boom stava partendo.

In un anno, mio padre guadagno’ come idraulico qualcosa come tutto uello che sette anni di cassa integrazione gli avevano tolto. La cosa era cosi’ incredibile che per i miei 14 anni si discusse di comprare un motorino. Se consideriamo che NON avevo mai potuto avere una bicicletta, avere un motorino era una cosa incredibilimente pazzesca.

Beh, era una cosa cosi’ (non ridete, a quei tempi era una cosa fichissima!):

motorinoIl cosiddetto College. Che era considerato un pochino di piu’ del proletario “Ciao” della Piaggio. In realta’ lo spessore della ruota posteriore produceva un tale attrito col suolo che piu’ di velocita’ massima si doveva parlare di lentezza massima.

Ma le cose non stanno andando per il verso giusto. Verso i 12 anni, 12 e mezzo, avevo iniziato a fare dei giochetti oggi considerati illegali con alcune persone adulte, il cui numero andava aumentando.Il numero di persone adulte, intendo.

La cosa ando’ avanti per qualche anno, a furia di incontri nascosti. Era facile nascondere gli incontri. E’ facile se siete in provincia: per qualsiasi cosa dovete prendere la bici e fare qualche chilometro, per cui la famiglia tollera molto il tempo che passate lontani da casa.

Il fatto che la scuola superiore , un liceo scientifico, fosse a Ferrara e che io dovessi prendere una “littorina” delle Ferrovie Padane per andarci, e di conseguenza potessi perderla e rimanere li’, o semplicemente rimanere per il pomeriggio a “studiare da un compagno di classe” mi dava l’autonomia per aumentare di frequenza gli incontri.

I miei sono ancora ipnotizzati dal cambio di classe sociale e non badano a me. Vado bene a scuola, e allora tutto va bene. Stanno comprando una casa – la chiamano la villa – in un paese vicino, e adesso schifano quelli che prima erano operai come loro. Invece di schifare quelli che prima li schifavano , fanno le gare ad essere accettati da quella che mia madre chiama “la crema”. Mi venne proibito di frequentare quegli sfigati dei vecchi amici , ancora figli di operai. Io sono vendicativo e non ho intenzione di diventare amico di quelli che mi schifavano per i miei vestiti di seconda mano sino a pochi anni prima. Ho un carattere di merda gia’ all’epoca.

Cosi’ all’inizio mi integro poco, ma poi vado in questa scuola che per mia madre e’ cosi’ “bourgeoise” , il Liceo (coprite gli occhi alle vostre figlie!!!) piu’ rinomato di Ferrara. Inizio a coltivare la passione dell’elettronica e del computer (adesso siamo ricchi, non ci possiamo far mancare nulla!) e a farmi le schedine del modem con La Nuova Elettronica. Si, invece che un panozzo insisto per essere un metallaro, ma siccome costa il giusto in dischi e vestiti – le toppe sui jeans!- all’ Inferno & Suicidio, anche i capelli lunghi vengono presi come un cosa decadente da ricchi. E poi vado bene a scuola. Spendere soldi e andare bene a scuola: tutto quello che un ragazzino ricco deve dare ad una mamma orgogliosa. Ed immigrata.

Ma c’e’ la mia seconda vita. Quando ad un certo punto vado in qualche posto e busso ad un portone e mi fanno entrare, e dentro c’e’ gia’ una festa. In mio onore. Tutti adulti tranne me. Una casa, due case, tante case.

Tutto va avanti cosi’ sino a che, non so come – anche se lo sospetto – qualcuno spiffera la cosa. Tutti in paese sanno, come possono sapere quando c’e’ di mezzo un prete.

Il 1984 e’ l’anno in cui tutta Italia impara che esiste l’ HIV. Il 1984 e’ l’anno in cui io NON ce l’ho. E la cosa continua sino ad oggi, ovvero non l’ho mai preso. Sono sano come un pesce. Tuttavia, il 1984 ed un minuto e’ l’anno in cui tutti, nel paesello, sono certi che io ce l’abbia. Perche’? Beh, se non e’ perche’ ho i capelli lunghi e l’orecchino -dunque sono drogato- e’ perche’ faccio quelle porcherie’ li’ con queste persone grandi. A quei tempi del resto l’idea dello scambismo era di per se’ sconosciuta, figuriamoci il resto, ma erano ancora troppo modaioli per ricordare il concetto di nave scuola. E quindi, sono malato. Ho l’alone viola, per loro. Devo averlo, no? Basta una vacanza dai parenti al mare perche’ si dica che sono in clinica a morire. Mi amano, non c’e’ che dire.

Insomma, io entro nei bar e il caffe’ a tutti lo danno in tazzina e a me lo danno nel bicchierino di plastica. Le tazzine sono sempre “nella lavastoviglie”. Questa e’ la sconfinata piccola distesa di merda che e’ la bassa ferrarese. Progressisti da sacrestia. Bagasce ribaltabili , marchettari in incognito e una morale a fisarmonica, tra PCI e bigottismo.

Tutti si mettono in testa di aiutare i miei col figlio problematico, dal prete che ha la psicologa che puo’ curarti , a quello che puo’ sorvegliarti perche’ fa il pendolare a Ferrara e controlla se sei alla stazione , eccetera. Il 70% e’ assolutamente corruttibile. Come tutti i guardiani. Diffidate dei guardiani: sono i ladri peggiori. Perche’? Beh, perche’ sono i piu’ vicini all’oggetto del desiderio.

Come la prendevo io? Beh, mettetevi nei miei panni. Adolescente. Ormoni a 1000. 13 non e’ il numero dei discepoli piu’ cristo, e’ semplicemente una discreta serata di sesso. Potevo averne quanto ne volevo. Conoscevo, nel “giro”, gruppi di adulti trasgressivi ed estremamente variegati nei gusti e nelle pratiche. I miei compagni di classe sbavavano dietro a delle miserabili puttanelle micragnose che credevano di avere l’oro tra le cosce, avevano il cervello di una gallina mongoloide e oggi sono diventate, prevedibilmente, “carne da Berlusconi”.

Immaginate di trovarvi con un coetaneo eccitatissimo che vi racconta , quasi tremante, di quella che gli ha lasciato -ommioddio!- toccare le tette. Cinque minuti prima stavate pensando che il sesso in numeri pari e’ noioso perche’ alla fine tutti scopano a coppie e ci si diverte di piu’ con numeri dispari.

Tutte queste giovani mignotte (dette “ribaltabili” dai non ferraresi) fanno di tutto per arrapare quei poveretti e ridurli a servi della gleba con le loro psicopatie nevrotiche, mentre voi siete immuni. Camminate in un mare di noia, state con gli amici ad elaborare motorini e parlare di Amiga. Le guardate come se guardaste uno scaldabagno a carbone del diciottesimo secolo. Interessanti allo stesso modo. Non riuscite a vedere alcun motivo per il quale dovreste nemmeno provare a ottenere qualcosa ben sapendo che alla fine con mesi e mesi di sforzi ed umiliazioni -come quelle dei vostri compagni- riuscirete si e no a toccare una tetta.

Se fuori la vita mi va bene, in casa e’ un inferno. Offeso l’onore della famiglia, le voci corrono, la gente mormora. Ancora non si capisce chi siano i maledetti , e so bene che se rivelassi i nomi fioccherebbero le denunce. Mi fanno interrogatori da 7-8 ore, a sberle. Mai detto un nome. Mi viene imposto di andare avanti col Judo e di fare Rugby, anche se a me poi piace un sacco. Secondo loro questo esercizio fisico dovrebbe sfogare i miei bollori. Forse lo fa, ma non i bollori giusti. Per tenermi sott’occhio devo aiutare mio padre a fare l’idraulico d’estate. Mi viene concesso di fare il volontario nelle feste dell’ Unita’ del PCI: i comunisti del luogo saranno anche dei morti di fame, ma si riconosce che certe cose loro non le pensano neanche. Poche idee, ma ben confuse. O forse no, il PCI all’epoca e’ molto bigotto.

Verso i 18 mi rompo le palle e con la complicita’ di mia nonna me ne vado. Gli ultimi mesi per il diploma e poi, sempre con aiuto di nonna, Universita’. Mia nonna non giudica. Pensa che tutti gli uomini siano dei maiali, e comunque il mondo e’ impazzito nel 1952, quindi non si stupisce di nulla. Per lei sono strano quanto i bravi ragazzi del paese. Tutti sono strani, da Greta Garbo in avanti.

Coi miei non parlo piu’, anche se so che mia nonna racconta i cazzi miei.

L’universita’ passa ma mi diverto. Devo fare di tutto per avere i soldi, mia nonna mi aiuta lavandomi i vestiti ogni 15 giorni. Faccio il lavapiatti, l’arbitro di calcio, (e io che lo odiavo e amavo il rugby), il buttafuori , rivesto le vasche da bagno con la vernice bicomponente – lascito delle estati ad aiutare papa’- a vecchi e vampireschi padroni di casa bolognesi che affittano a studenti e non vogliono spendere soldi a cambiare il bagno.

Arriva la fine dell’universita’ e si avvicina uno spettro: il militare. Se fai il militare come semplice di leva, prendi 350 mila lire al mese, e perdi tutti i contatti con chiunque. Non lavorerai piu’ come buttafuori o come cameriere nelle osterie o come niente di niente: una rovina. Cosi’ faccio tutte le pratiche per AUC in ogni possibile arma. Mi chiama la Marina.

Il vantaggio e’ che lo stipendio e’ buono, raddoppia se sei in navigazione e se voli sull’elicottero di bordo cresce ancora di piu’. Esperienza interessante. E non c’e’ nonnismo sulle navi, almeno non dove comanda il Sauro. Si, il nipote di Nazario. Uno dei nipoti, meglio.

Esco da li’ e scopro che io so fare una cosa che serve un casino: parallelizzare codice su piattaforme MIMD. Non che ce ne siano nei dintorni – quello al CINECA non e’ un MIMD- ma mi chiamano a Milano , a Rozzano per la precisione, in un palazzo nero per fare questa cosa. Mi sono gasato, ho creduto nella carriera, ho scoperto dove sia la fregatura e me ne sono andato.

Mi sono messo in proprio.

L’idea e’ buona. I contratti di assistenza hardware sui sistemi Hi-End costano 3-4 volte in piu’ di una copertura assicurativa sul valore complessivo dell’hardware. In piu’ posso assicurare anche il fermo macchina e i dati contenuti. Cosa che nessuna casa di hardware fa.

Insieme ad un ex compagno di universita’ che lavora per la Reale, saccheggiamo il mondo HI-End della zona. BAsta avere un magazzino di vecchio hardware da cui ricavare i ricambi piu’ rari – si dice refurbished – un contratto di collaborazione con Kroll Ontrack per i dati eventualmente danneggiati, ed una assicurazione dietro alle spalle, e tutto va liscio.

I grossi distributori prima mi minacciano. Ma non faccio niente di illegale e non possono impedire alla gente di assicurare i computer. Poi minacciano i clienti di non fornire piu’ assistenza sui software, col che li spingono ancora di piu’ tra le mie braccia. Alla fine capitolano, e iniziano a dividere la torta.

Apro anche un ISP per fare hosting di siti web, e roa del genere. Conosco per vie indirette un produttore di RAI e finisco con l’ospitare i siti di alcune trasmissioni. Poi viene migrato tutto in RAI, che si fa la sua infrastruttura. Dura poco, ma si fattura un sacco.

Nel frattempo cerco delle risposte di altro genere, cosiddette “spirituali”. Ho frequentato la massoneria bolognese, e ne sono uscito ridacchiando. Non sono buoni o cattivi , sono solo ridicoli. Negozianti e artigiani con le pezze al culo che ci entrano illudendosi di diventare ricchi e potenti perche’ conosceranno ricchi e potenti, e si trovano a parlare solo tra loro. Un altro che esce ridacchiando con me mi fa conoscere un fenomeno piu’ corposo, in toscana, detto “Balli Angelici”. Ci arrivo e faccio l’ angelo per due anni circa. Ci conosco una tizia americana wicca, che mi fa conoscere il mondo di Gardner. Mi ci ficco.

Apro un sito che ha successo, guadagno visibilita’ e cosi’ mi rendo conto di che sconfinata distesa di merda arrivista sia il mondo dell’esoterico italiano, nonche’ riesco a parlare con gente di altre religioni. Alla fine mollo tutto, perche’ arrivo ad una conclusione: la religione ha le risposte giuste, ma tutte le domande che fa sono sbagliate. Le chiese sono dirette, tutte e sistematicamente, da persone abiette e malvagie, alcune delle quali molto abili a fingere amore, che in realta’ odiano ogni altro essere umano e godono nel vederlo infelice.

Onestamente, la logica da’ molte piu’ soddisfazioni e la logica mi dice che se uno e’ Satana, per prima cosa si finge Dio e racconta che il vero Dio sia malvagio e lo chiama Satana. Casomai non aveste capito chi siano i preti e che cosa sia il loro Dio, ecco. Essi sono malvagi che adorano il male. Alcuni sono anche molto astuti e riescono a fingersi buoni. Lupi travestiti da agnelli: il prete mente anche quando dice il vero.

Compro la mia casa italiana. Mia madre lo sa -attraverso mia nonna- e pensa che adesso il mio nome sia rivendibile in paese. Mio padre obbedisce. Adesso ho una bella casa con un sacco di terra attorno, ho la mia azienda, cazzo se sono fico.E’ sempre la morale del paesino. Della “crema”. Cosi’ viene a fare la pace. Durera’ circa sei mesi, perche’ alla prima volta che esce una parola sul passato esce la parola sbagliata. Dalla sua bocca. Non la vedo da piu’ di un decennio, e non so se ho voglia di rivederli.

Dopo qualche anno di fare il free lance e poi l’imprenditore con tanto di laboratorio e collaboratori – era il boom del cococo – arrivano prima uno sboom della New Economy.

Una crisi dilaga e colpisce tutti allo stesso modo. Poi Massimo “Genius” d’Alema trascina l’Italia in una guerra contro la serbia. E gli affari si fermano del tutto. Non avete idea di cosa sia l’indice di fiducia dei consumatori. Beh, io lo so. Non e’ un numero del cazzo, credetemi. Significa che improvvisamente tutto si dimezza.

Poi arriva Bin Laden e fa un altro sboom della borsa , abbattendo due condomini americani. Gli americani, che non hanno mai subito un bombardamento come qualsiasi altro paese ha subito, si mettono a piagnucolare come puttanelle e giurano l’inferno al mondo. Per due condomini di Manhattan. Gli avessero fatto un bombardamento come quello di Londra si sarebbero arresi al Fuhrer, immagino. Il popolo piu’ codardo del pianeta: sono fichi solo se possono colpire te ma tu non puoi colpire loro.

Comunque, inizio ad intuire la solfa: il mondo andra’ avanti ad una crisi ogni 4 anni e una guerra ogni 10. Niente di piu’. Per almeno 15-20 anni. Meglio uscirsene finche’ non ci sono ancora debiti.

DEcido di chiudere tutto e di farmi assumere. Dopo un periodo in una banca assicurazione una ditta di consulenza mi manda a spasso per l’Europa. Bello. Mi piace l’Irlanda e mi piace un sacco la Germania.
In questo periodo cambia tutto. Mi sposo e nasce mia figlia. Niente piu’ orge, niente piu’ scambisti, niente piu’ dark room, niente piu’ eccessi. E poi la Germania.

Prima il rapporto e’ conflittuale, poi inizio a capirli. Qualche anno dopo iniziano a piacermi. Ma ancora sono attaccato all’ Italia. Non faccio il passo definitivo. Quello che si fa con l’anima. Quando capisci che il tuo posto e’ altrove. Ma ancora sono attaccato all’ Italia.

Ma qualche anno dopo ho una prova di codardia , proprio dal paese che ritenevo capace di ogni cosa se ben guidato, che mi apre gli occhi. Ben guidato o meno, quel paese ha scelto la via del terzo mondo. Finira’ nel terzo mondo perche’ questo e’ cio’ che la popolazione vuole in cuor suo, anche se si illude che esista un terzo mondo scintillante, i famosi “poveri ma felici”. In fondo, quel paesello di merda e’ ormai ovunque. La provincia ignorante ha vinto.

Guardo mia figlia e prendo una decisione: si va via.

E cosi’ adesso sono qui. Erkrath.

E ho ancora un blog. Da circa… circa …. era il 2003. Sono 9 anni. Quasi dieci.

Chissa’ come andra’ a finire.

4 pensieri su “Bio & grafia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...