Alexandr Daiquist

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0bama non è un negro!

Punto primo: Obama non e’ un negro. Se per negro in America intendiamo una categoria sociale e dialettica caratterizzata dalla figura dell’uomo del ghetto, se per negro intendiamo il prodotto di una cultura che accolla al sistema ed al razzismo tutte le colpe dell’emarginazione dei neri, se per negro intendiamo il figlio delle pantere nere, ebbene Obama non e’ un negro.

Ed e’ per questo che adesso i negri dei ghetti avranno vita piu’ difficile e non piu’ facile. Finora la cultura del negro americano si e’ nutrita di un vittimismo fatalista col quale giustificavano una condotta fancazzista e criminale accusando la societa’ di emarginarli, di non accettarli. Il negro pimp, tutto bling-bling e hooker commetteva crimini contro la societa’ americana, rifiutava per primo di impegnarsi in un percorso di vita legittimo grazie ad uno stratagemma dialettico , lo stratagemma di accusare la societa’ americana di non accettarlo.

Oggi, questa dialettica (figlia degli anni ’70) e’ finita. Da oggi il “gangsta” ha una scusa in meno. Da oggi, essere uno spacciatore , un parassita nullafacente , un gangster, essere un magniaccio saranno semplicemente scelte, scelte delle quali sara’ meno facile accusare la malvagia societa’ razzista.

Finisce oggi il sogno di Martin Luther King. Finisce oggi la parabola di Malcolm X. Obama non e’ il loro acme. E’ la loro nemesi. E’ la nemesi di un’idea di negro che non prova neanche a vincere e si ritira in un ghetto ove vive di espedienti e crimine , giustificato dal razzismo dei bianchi.

Razzismo che era un’ombrello protettivo dietro al quale troppa inerzia e troppo assistenzialismo alleggerivano il giudizio sui neri. Da oggi, ricordiamolo, se la gran parte dei carcerati e’ di colore nessuno potra’ piu’ accusare la societa’.

In definitiva, Obama da’ un bruttissimo colpo alla “cultura del piagnisteo” che alimento’ tutti gli anni ’70 e tutti i movimenti dei negri americani.

E no, non e’ negro nemmeno per un altro motivo: e’ stato eletto come presidente. Se una nazione fa questo, ha evidentemente superato il problema del colore della pelle, o lo ha fatto almeno in massima parte. Questo non significa che siano scomparsi i razzisti. Significa pero’ che tutti i discorsi sulla pelle di Obama potrebbero persino risultare offensivi per gli americani: se lui e’ presidente, il colore della pelle per loro conta poco. Se per noi conta, sia nel bene che nel male, allora siamo NOI ad avere un problema.

dal sito IL CAMMINO DEL LUPO DI Uriel

Una richiesta ai commentatori.

Di Uriel Fanelli, 5 agosto 2008 at 9:20 am

Un altro che fa economia e’ venuto qui a dirmi che Nash ha scoperto la storia del paradosso dei prigioneri. Bene. Mi fa piacere che abbiate studiato. Questo pero’ non significa che “la collaborazione sia migliore” per un semplice motivo: e’ dimostrato che un gioco di Nash abbia complessita’ PPAD, cioe’ NON polinomiale.

Lo hanno dimostrato questi signori cinesi qui, che vedete in cima alla dimostrazione.

Questo significa che un sistema basato sulla cooperazione potra’ sicuramente raggiungere un equilibrio migliore, ma a giudicare da quanto sia complesso 2-nash, e da quanto lo sia 3-nash, si direbbe che “sette miliardi di persone”-nash probabilmente troverebbe un equilibrio molto dopo la fine dell’universo.

Quindi, per favore, basta con Nash eh?

E’ un bel film, ho capito.

Uff….

Uriel

Perche’ non usciremo mai da questa crisi.

Di Uriel Fanelli, 4 agosto 2008, trovato su http://ooriel.wordpress.com/2008/08/04/perche-non-usciremo-mai-da-questa-crisi/

Per molti intellettuali americani, la crisi europea non e’ una crisi: il crollo del costo del lavoro, i tagli alla spesa sociale, i pochi ricchi piu’ ricchi mentre le masse si impoveriscono non significano “crisi”, ma solo uno stato piu’ sano dell’economia. Per molti intellettuali europei, gli USA non sono affatto in crisi: poiche’ sono maggiormente i ricchi a soffrirne, poiche’ consumano meno benzina e poiche’ lasciano il SUV in garage molti pensano che l’america in crisi sia un’america piu’ giusta.

Adesso immaginate questi intellettuali attorno ad un tavolo, che discutono su come uscire dalla crisi, pensando ognuno che l’altro stia diventando migliore proprio per via della crisi stessa. Pensateli, mentre discutono convinti che l’unica crisi sia in casa propria, mentre l’altro stia semplicemente tornando coi piedi sulla terra. Gli americani convinti che l’ Europa non potesse procedere cosi’ ancora per molto, con i suoi stipendi alti, la sua sanita’ pubblica e la sua spesa sociale, e gli europei convinti che gli USA non potessero reggere ancora a lungo, con la loro ostinazione a non guardare le classi piu’ povere , l’ambiente e la bilancia commerciale.

Capirete subito che non sara’ mai possibile una soluzione comune. L’unico modo di uscire da questa crisi e’ “ognuno per se’”. Il motivo per il quale non usciamo dalla crisi , e non ci usciremo mai, e’ che non esiste una definizione comune di “crisi” che sia valida sia per gli economisti che per i politici di entrambe le parti. L’unico modo sensato di affrontare questa crisi globale sarebbe quello di procedere in ordine sparso, ognuno per se’. Invece, come non mai il mondo pretende di risolvere questa crisi procedendo “uniti”, “tutti insieme”.

Come se questi sloagan, buoni per una squadra di calcio, lo fossero automaticamente per la geopolitica.

Uriel

pensieri ribelli

Tutto cio’ che crediamo di sapere sull’economia sta per rivelarsi falso, o perlomeno obsoleto

C’e’ un motivo se da tempo scrivo poco di economia. Ed e’ un motivo molto semplice: siamo in un momento storico nel quale ogni assunzione sta cadendo. Tutto cio’ che crediamo di sapere sull’economia sta per rivelarsi falso, o perlomeno obsoleto.

I paradigmi economici , quelli che hanno sostenuto il mondo dell’economia e della finanza sino ad ora sono questi:

  1. L’energia (dunque, il lavoro) e’ un costo tutto sommato piccolo. La rivoluzione industriale permise di usare fonti energetiche diverse dall’energia animale per ottenere lavoro. Motori endotermici e cicli termodinamici prima sconosciuti ci permisero di ridurre i costi del lavoro in misura di uno a 50. Questo paradigma, con l’aumento dei costi energetici, sta per terminare la sua validita’. Presto il lavoro come lo pratichiamo oggi sara’ costosissimo. Un consulente che si reca nella citta’ vicina sara’ troppo costoso perche’ i trasporti costeranno troppo.Si iniziera’ a parlare di telelavoro, e specialmente di lavoro locale.
  2. I costi di trasporto rendono ragionevole lo spostamento del lavoro e il reperimento di risorse lontane. Anche il paradigma degli spostamenti a buon mercato sta per crollare. Esso ha sostenuto ogni forma di globalizzazione dal 1500 ad oggi, partendo dalla conquista delle americhe sino al WTO. Presto non ci sara’ bisogno di nuovi dazi doganali, ci penseranno le distanze a fermare il processo. Il costo crescente degli spostamenti rendera’ piu’ conveniente formare la manodopera in loco piuttosto che delocalizzare la produzione.
  3. La concorrenza e’ poca e geograficamente limitaia. Da circa 300 anni  a questa parte le industrie europee hanno avuto solo una competizione interna, e il resto del mondo ci ha venduto solo materiale grezzo, o quasi. Negli ultimi 50 anni il monopolio della tecnologia e’ stato occidentale. Oggi , per la prima volta, si vede una concorrenza non occidentale. Sebbene la crescita progressiva dei costi di trasporto sia destinata a limitare i traffici, e’ chiaro che questo scossone sia stato molto forte, e lo sara’ sempre di piu’.
  4. L’occidente ha il dominio incontrastato della ricerca e dei brevetti. Anche questo paradigma (che e’ rimasto immutato negli ultimi 400 anni)  economico viene meno ; il risultato e’ che per la prima volta nella storia ci troveremo a pagare le idee anziche’ farle pagare agli altri. Se potevamo permetterci di fottercene quando un paese povero non riusciva a comprare un medicinale perche’ costava troppo, riusciremmo a fottercene se la cura contro il cancro venisse dalla Cina e costasse troppo per il nostro governo?
  5. La stragrande maggioranza delle risorse finanziarie su carta sono in occidente.Abbiamo costruito una finanza tutto sommato speculativa e senza regole credendo che i danni sarebbero stati limitati e comunque sarebbero avvenuti ove la sovranita’ occidentale permetteva di controllarli. Oggi un danno finanziario avviene lontano e mette alla fame migliaia di persone qui, se non milioni.
  6. Il dollaro e’ la moneta di scambio del mondo. Il dollaro sta crollando miseramente, l’ EURO non ha la forza politica di sostenerlo, i cinesi si guardano bene dal riempire il mondo con la loro moneta, e non si vede alcun sostituto all’orizzonte. La svalutazione del dollaro portera’ sempre piu’ inflazione, in una situazione ove una competizione allargata non permette aumenti dei salari.
  7. L’influenza militare puo’ garantire influenza economica. La crescita anche militare dei paesi emergenti rende sempre piu’ complesso applicare minacce di tipo militare; in assenza di entita’ forti che siano capaci di mediare i conflitti piu’ gravi, l’arma economica diviene sempre piu’ preponderante. Gli USA non possono minacciare la Cina perche’ i cinesi possiedono il loro debito. A che serve l’esercito piu’ potente del mondo?
  8. L’industria metalmeccanica pesante e’ il carburante dell’economia. Sinora l’industria automobilistica e’ stata lo specchio dell’economia,assieme alle grandi costruzioni. Ma i costi energetici crescono in maniera non lineare,e presto sara’ piu’ conveniente ragionare in piccolo. E’ vero che il ferro non e’ in via di esaurimento, ma lo sono diversi metalli come il Rame, l’ Oro e altri metalli necessari all’industria pesante, le cui estrazioni non hanno significativi aumenti da anni.

E’ ovvio che mentre si sta verificando un simile cambio epocale, non e’ per nulla detto che qualsiasi ricetta sia valida, come non e’ detto che le cose in cui crediamo siano ancora vere.

In poche parole, mi chiedo se esisteranno ancora,  tra vent’anni, le banche o i trasporti internazionali di merci   e la risposta e’ “non so”. Mi chiedo se avra’ ancora senso costruire aziende multinazionali, e la risposta e’ “non lo so”.

Ci troviamo in un momento della storia nella quale tutto potrebbe cambiare, e non c’e’ alcuna garanzia: non e’ impossibile che tra 50 anni gli africani ricchi vengano qui a fare turismo sessuale, per dire, in mezzo agli europei che muoiono di fame tra bellissime rovine , tutte di proprieta’ di ricchi cinesi.

Piu’ probabilmente i trasporti costeranno troppo perche’ una cosa simile abbia senso, e gli africani se ne staranno a casa loro mentre noi mangeremo locale, non essendo piu’ possibile per lamaggior parte della popolazione comprare merci straniere.

Magari sara’ possibile muovere di nuovo a vela le navi che oggi vanno a motore, come si faceva nei commerci del 1700, ma i tempi non saranno piu’ paragonabili a quelli di prima , quindi tutto cio’ che arriva da lontano costera’ di piu’. Ogni scenario e’ possibile, dai piu’ pauperisti ai piu’ rosei.

E non c’e’ modo di fermare la storia.

gli italiani se ne vanno…

All’ultimo censimento gli italiani erano circa , ancora, 57.000.000 .

Voi direte: e’ normale, siamo a crescita zero.

Palle.

Perche’ a crescita zero sono gli italiani, ma i censimenti tengono conto dei residenti, ovvero degli stranieri.

Se tra il penultimo e l’ultimo censimento la crescita e’ stata zero, E SONO ENTRATI 5 MILIONI DI IMMIGRATI,  mi aspetto 5 milioni di persone in piu’ nel censimento.

Invece, la popolazione e’ rimasta stabile.

Cosa significa? E’ ovvio: cinque milioni di italiani hanno lasciato l’Italia.

Cinque milioni. Se non fossero distribuiti per eta’, sarebbero i nati di 10 anni. In pratica, e’ come se tutti quelli nati fra i due censimenti se ne fossero andati.

Ci sono state molte immigrazioni e molte emigrazioni nella storia. Ma quella di oggi , e’ una emigrazione diversa.

Perche’ non stanno emigrando i soliti analfabeti con la valigia di cartone. Stanno emigrando tecnici.
No, non “cervelli”. Non stanno emigrando solo persone che faranno i ricercatori. Stanno emigrando quelli che sanno fare i ponti, le centrali, i tralicci, le ferrovie, i telefoni, le auto, i programmi.
Ormai trovare una persona competente in questo paese sta diventando un incubo. Cerchi un ingegnere e ti si presentano 4 geometri , un muratore, e uno con la laurea del CEPU. Cerchi un programmatore, e ti si presentano due script kiddies, uno che non sa cosa sia “programming in the large” , e uno che conosce l’html perche’ ha fatto un corso alla regione. Cerchi un sistemista e ti si presenta uno che ha installato Windows XP una decina di volte.Fiat riesce a fare ormai solo city car, perche’ il SUV le e’ vietato, le berline anche, ormai fanno solo macchinette, altro non possono piu’ fare. Autostrade SPA cerca partner stranieri perche’ non ha lo know-how per costruire nuove autostrade. I nostri treni li fa la Bonbardeer Aereospace. Molte scuole straniere hanno iniziato a rifiutare i nostri laureati ai master, e i nostri diplomati ai test di ammissione.

Se emigrano solo i grandi cervelli, la nazione rimane senza uno stato dell’arte. Senza brevetti. Ma se emigrano i tecnici, e ne emigrano MILIONI, quanto si potra’ andare avanti ancora?

Quanto manca perche’ i servizi scendano al di sotto del livello critico oltre il quale non c’e’ piu’ il “sistema”?

Tra quanto l’acqua potabile arrivera’ solo a giorni alterni, come capita gia’ in meridione e nel terzo mondo? Tra quanto gli ospedali non riusciranno piu’ a tenere una profilassi decente? Quanto funzioneranno ancora i telefoni? Per quanto tempo i treni rispetteranno un orario, anziche’ fare come fanno in alcuni paesi africani, dove partono non appena hanno abbastanza passeggeri?

Certo, arrivera’ tutto lentamente, molto lentamente. Un calo graduale della qualita’ dei servizi, cui ci abitueremo. Piano piano le scuole abbasseranno sempre piu’ gli standard. Piano piano, il livello di diritti, il livello di parita’ uomo-donna decrescera’ , un po’ per volta. Ormai una donna per farsi notare puo’ solo spogliarsi.

A questi ritmi di EMIGRAZIONE degli italiani, il disastro e’ inevitabile. Ma se al prossimo censimento la popolazione dovesse essere ancora di 57.000.000, come dicono le proiezioni, e il numero di ingressi di immigrati continuera’ a questi ritmi, dovremo considerare un italiano che se ne va per ogni straniero che entra.

Per quanto tempo potremo sostituire le braccia degli immigrati ai cervelli dei tecnici, senza che il sistema scricchioli?

Uriel — dal sito IL CAMMINO DEL LUPO

Da http://www.mombu.com/jobs/italy/t-scomparsa-dellit-dalla-tecno-tremonti-meno-investimenti-per-lit-in-italia-3203713.html

1 14th September 18:27

seinfeild75
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Default Scomparsa dell’IT dalla “tecno-Tremonti” , meno investimenti per l’IT in Italia

Ciao,

volevo portarvi all’attenzione quest’articolo , IMHO interessante. L’articolo sottolinea come negli USA si è avuta recentemente una ripresa di investimenti delle aziende in software/hardware e nella formazione IT , accompagnata da una ripresa del PIL e di competitività delle aziende.
In Italia invece , un emendamento alla tecno-tremonti ha sostanzialmente levato incentivi per aziende che investissero in IT, mantendendo solo incentivi per Ricerca&Sviluppo.

In ultimo, sottolinea come sia l’investimento complessivo in conoscenza (ovvero la somma dei 3 rami [R&S/Software/Istruzione terziaria]) a portare ad un forte sviluppo e crescita economica.

commenti ?

saluti

link :
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=31&cms_pk=741&from=index

2 14th September 18:28

levoivoddin eskeddan thornassin an cinnabar
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Default Scomparsa dell’IT dalla “tecno-Tremonti” , meno investimenti per l’IT in Italia

Hai toccato un brutto tasto, nel senso che si finisce col buttarla inpolitica, toccando i piccoli fondamentalismi di ogni singolo partito.Personalmente, penso che quel genere di sgravi fiscali fosse solo una truffa, una forma di doping del mercato, e che alla lunga facessero piu’ male che bene. Cosi’ come e’ successo al mondo delle automobili con gli incentivi alla rottamazione: le aziende beneficiarie (FIAT) investivano tutto in distribuzione e vendita, e non uscivano nuovi modelli.

Nel mondo dell’informatica, il problema sta nella non-concorrenza. Cioe’, se io faccio un lavoro A, e ho un concorrente, quanto guadagno informatizzandomi?

Risposta: un cazzo. Un cazzo perche’ il mio fornitore va coi foglietti di carta, il mio cliente non ne vuole sapere, il corriere magari e’ informatizzato ma e’ per i cazzi suoi, e io non ci guadagno nulla ad ammodernare.

Non ne ho un vantaggio competitivo.

E allora, aspettero’ tutto il tempo possibile per ammodernare, finche’ una legge non mi sgravera’ un po’ di tasse di dosso se compro quello che ormai dovevo comprare per non essere obsoleto.

Morale: la tremonti non serviva a facilitare la ricerca e l’ammodernamento. Serviva a sgravare tutte quelle aziende che altrimenti continuavano col loro 486 e msdos.

Cosa hai dato alla nazione?
Una cippa, hai solo arricchito un negoziante.

Non tutti gli investimenti creano sviluppo: alcuni si limitano a rincorrerlo.

LA differenza tra CREARE sviluppo e rincorrerlo sta nel fatto che chi CREA sviluppo investe in competitivita’, mentre chi butta soldi nel computer si limita ad avere uno strumento di cui tutto sommato potrebbe fare a meno.

Vuoi sapere cosa produrrebbe veramente sviluppo?

Una cultura contrattuale SERIA.

Se tu sali sul treno ma l’orario di arrivo NON e’ contrattuale, arrivi in ritardo e le FS ti dicono “e che cazzo vuoi, tanto io dovevo solo portarti a destinazione”. E succede cosi’ anche con le merci. A quel punto, del tuo sistema ultradigitale che controlla gli agenti mediante portatili collegati via cellulare, che te ne fai? Tanto il tuo agente e’ bloccato su
un treno.

Che cosa te ne fai di un job scheduler per la tua produzione, quando chi ti porta la merce ti chiama e ti dice “ma io sono fermo in dogana, stanno contando tutti i reggiseni uno ad uno”? E a che cazzo ti e’ servito usare i tuoi codici a barre bidimensionali, allora, se in dogana la finanza conta col pallottoliere quando potrebbe “sparare” le scatole?

Chi scrive a mano un foglietto con il packing list avra’ le stesse performance che hai tu.

Dov’e’ il vantaggio competitivo?

Poi c’e’ anche il discorso giuridico: avere giustizia in questo paese e’ impossibile.

Se tu mi dici “diventa reseller, vai sul sito e trovi i listini e le disponibilita’ in tempo reale”, poi non mi tieni bloccato il negozio perche’ “la linea con telecom e’ giu'”. Solo che non puoi denunciare telecom, perche’ dopo 13 anni forse ti danno 5 euri di risarcimento. Forse.

E allora, a che cazzo ti serve avere il sito web coi listini in empo reale, se il sito si blocca, E SI BLOCCA PROPRIO NEI MOMENTI DI MAGGIORE TRAFFICO, OVVERO QUANDO SERVE DI PIU’. Io SO che prima di dicembre chi usa soluzioni via web DEVE farsi la copia di tutto e lavorare in cartaceo: durante le vacanze natalizie la gente e’ a casa, si attacca all’ ADSL, si attacca ai server, e siccome non c’e’ banda, col cazzo che i negozi avranno i servizi “webbe in rialtaim”.

Puoi denunciare qualcuno? No. Ci metteresti ANNI e non otterresti NULLA: E quindi, i servizi fanno schifo, e chi usa il cartaceo rischia di avere piu’ vantaggio competitivo.

IN questo, gli sgravi non c’entrano. A mio parere, per creare un mercato COMPETITIVO, che implica tutte le killer-app del settore, occorre:

1)Cause civili poco dolorose, veloci e chiare: hai ragione, hai torto, paghi, sei risarcito.

2)Risarcimenti sanzionatori. La possibilita’ per il giudice di maggiorare il risarcimento allo scopo di frenare una pratica globalmente disastrosa.

3)Cause collegiali: la possibilita’ per N persone derubate di pochi spiccioli di unirsi e chiedere il risarcimento in UNA SOLA causa.

Ragionando cosi’, la concorrenza si fa su servizi certi, e allora vince chi ha i servizi migliori.

Altrimenti, il sito web oggi e’ giu’, mandi l’ordine via fax, forse domani qualcuno gli dara’ un’occhio. Come dice, l’ home banking? Eh, si, pero’ e’ meglio se manda il suo bonifico anche via fax. Se lo potesse allungare di persona, poi….

Lev
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My Homepage: http://www.wolfstep.cc Lev’s Coven http://www.streghe.cc
Yes, i’m trendy too, i got my blog: http://wolfstep.splinder.it
Sono per l’individualismo, in quanto forma di culto del nulla.

3 14th September 18:28

fransis il mulo parlante
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“Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar” <Lev@streghe.cc> ha scritto
nel messaggio news:2fetugrgikpb.el7tpwqe50ol.dlg@40tude.net…Ho letto con piacere il tuo post e si può solo condividerlo. Hai centrato il problema.
La Tremonti era solo un modo per pagare meno tasse.


Fransis

4 14th September 18:28

jeremy
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“Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar” <Lev@streghe.cc> ha scritto
nel messaggio news:2fetugrgikpb.el7tpwqe50ol.dlg@40tude.net…Quoto tutto e concordo…. soprattuto per quanto riguarda la giustizia.

Ciao,


Jeremy The Wicked

“There are 10 kinds of people in the world: Those who understand binary and
those who don’t…”
“A computer without Microsoft is like a chocolate cake without mustard.”

5 14th September 18:28

matteo
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Complimenti, c’entrato il problema e, purtroppo, anche il fatto che non si vedano soluzioni vere a tempi ragionevoli… Molto triste.Questo è un problema enorme e al contempo appartiene alla quotidianità di tutti, nessuno escluso… Esiste la possibilità di iscriversi alla varie associazioni dei consumatori, ma questa è una soluzione assai misera attualmente.

Ciao

6 14th September 18:28

stefano bodini
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Che dire ?
****isi perfetta.C’ya
STeve

“Neanche gli dei” (I.A. Galaxy) – Isaac Asimov
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7 14th September 18:28

levoivoddin eskeddan thornassin an cinnabar
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Non si VOGLIONO vedere….perche’ si tocca il superstipendio del mediocre al potere…non ho molta stima degli USA come cultura. Ma il motivo per cui amo lavorare con loro, e’ che sono abituati a pagare per le cappelle che fanno, e quindi tentano di farne meno possibile.

Esempio: mi entra un tizio in azienda, decantando la sua RAM, (rete aziendale mobile, non memoria) , parlando dei prezzi e di number portability.

Con questi io mi ci diverto sempre. Loro parlano dei vantaggi e degli svantaggi e bla bla bla.

FInche’, lascio cadere la bomba.

-Tutta questa roba e’ bella, ma se poi non la fate?
-Ma e’ scritto sul contratto!
-E se poi non la fate, la roba che c’e’ scritta li’?

A quel punto, si dividono in due categorie: la prima ti dice

-Eh, ci fa causa per danni.
-Col cazzo, tanto ci metto 15 anni e con le spese legali non mi conviene.

A quel punto, silenzio imbarazzato, e il tipo se ne va.
Nel secondo caso, la risposta e’:

-Beh, puo’ disdire il contratto.
-Certo che posso. Pero’ sul contratto c’e’ scritto che se lo disdico prima del tempo devo pagare 200 euri di penale, e comunque devo pagare quanto mi viene attribuito. E allora?

Anche li, silenzio imbarazzato.

Ora, fino a quando non siccedera’ che se non si rispettano i contratti viene aperto il culo, e’ evidente che il Service Level Agreement calera’ sotto i tacchi, e il vantaggio competitivo della tecnologia verra’ annullato: hai la RAM, ma tanto non funziona.

Lev.


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8 14th September 18:28

luciano \(doc\)
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“Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar” <Lev@streghe.cc> ha scritto
nel messaggio news:c75mim16j7je$.1t7y0u9001ovk$.dlg@40tude.net.. .Hai centrato il problema del 90% dei mali del sistema economico italiano.
Saluti.

Luciano

9 14th September 18:29

matteo
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Recentemente, come esempio personale, noi avevamo un progetto grosso per un sito di e-learning, con un sacco di figate (terminologia tecnica che non sto a specificare.Noi, che siamo pale*****te stronzi ma molto onesti, abbiamo dato loro dei termini di tempo reali e soprattutto cosa esattamente eravamo in grado di fare.

Ci fanno, i nostri clienti (grossi, ma non faccio nomi): “fateci vedere qualcosa”. Lavoriamo 15gg per poi scoprire che questi ci hanno abbandonato perchè uno più furbo li ha semplicemente aggirati promettendo mari e monti, megasiti in una settimana, applicativi in pochi giorni, sbirigule triplantani scappellate e via dicendo…

Morale: noi abbiam lavorato gratis, i clienti non hanno ancora avuto nulla, chi si è arricchito (o si arricchirà) è il solito furbone di turno.

Ma che ce dobbiamo fà…

10 14th September 18:29

mfede
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“Matteo” <tony@email.it> ha scritto nel messaggio
news:1hOqb.431532$R32.14274969@news2.tin.it…nulla,

Un classico: devi raccontare un sacco di cavolate, perche’ se non lo fai tu lo fa un altro e il cliente se ne va.
Se racconti le cose come stanno a qualcono, al giorno d’oggi, quello crede che lo prendo in giro!!

Ciao. Federico.