Abbiamo bisogno di cialtroni.

Ebbene, oggi su panorama troviamo un bellissimo articolo, che ci spiega che ci sono un SACCO di nuove offerte di lavoro, per lavori strapagati, con “ottime retribuzioni”. Ecco le cose che servono al paese:

AGENTE: in pratica, un piazzista ridipinto. Per non farsi chiamare piazzista si fa chiamare “agente”, uno che agisce, ma alla fine e’ il classico venditore di enciclopedie porta a porta, con un po’ di restiling. A sentire i buffoni , esso guadagnerebbe da 30 mila a 250 mila euro. In realta’ il lordo e’ cosi’ alto perche’ ci si deve pagare le spese di un tenore di vita fato di pubbliche relazioni, e le mazzette per i “regali” da fare ai “responsabili ufficio acquisti” delle grandi aziende. In realta’ mangia scatolette di tonno, evitando di sporcarsi di unto la cravattina dell’ UPIM.

STOCK MANAGER: peggio di cui sopra. E’ sempre un piazzista , ma deve vendere roba di merda, ovvero i rimasugli di magazzino dell’azienda. In pratica, due volte su tre incendia il magazzino per riscuotere l’assicurazione, la rimanente parte e’ socio di una ONLUS che mandera’ le rimanenze nel terzo mondo e in cambio prendera’ soldi dallo stato e dalla UE. A volte vendicchia qualcosa, quando puo’ corrompere un’addetto acquisti e/o truccare la contabilita’. Mangia scatolette di tonno, e a volte avanzi di magazzino di aziende alimentari. Anche lui ha il problema di non ungersi la cravattina finto Regimental.

STRATEGIC KEY ACCOUNT: nessuno ha ancora capito che cazzo faccia questo qui. La verita’ e’ che questo lavoro esiste perche’ siccome nessuno sa in che cazzo consista, non ci sono le ragioni per licenziarlo. Teoricamente dovrebbe “tenere i contatti con i negozi”, per cui siamo tenuti a pensare che sia un telefono: costui si siete sulla scrivania, si infila un cavo nel culo e quando arriva una ghiamata grida “DRIIIIIIIN!” piu’ forte che puo’. Stranamente, non si capisce il perche’ ci sia la parola “KEY” nel nome di questo impiego. E guarda caso, cercano un 35 enne “con contatti consolidati”. Cioe’, per far gestire i MIEI negozi, pretendo che lui ne conosca altri. Secondo me, e’ un’altro piazzista travestito.

STORE MANAGER: e’ il direttore di un negozio che appartiene ad una catena. Si tratta di un commesso che ha fatto carriera divenendo dirigente di un punto vendita. Normalmente da quel momento mobba gli ex colleghi, si compra 10 camice azzurrine e tre cravatte, e palpa il culo alle commesse. In cambio di una provvigione irrilevante, si smazza tutte le grane del mondo dei negozi e ha orari impossibili. La retribuzione comprende le spese di uno stile di vita promozionale, e di farsi una famiglia non se ne parla perche’ deve poter essere spostato in altri negozi se c’e’ bisogno in altre sedi. Un classico ramo sterile dell’evoluzione umana. Un giorno i loro cognomi verranno archiviati tra i cognomi italiani scomparsi.

RESPONSABILE DI STABILIMENTO: e’ il tizio che deve andare negli stabilimenti stranieri ad affiancare la dirigenza locale. In pratica, un negriero che deve arrivare la’ con la frusta e far si che i negri lavorino sodo. Nella media, gli “stabilimenti all’estero” sono in posti dove dovete bollire l’acqua e scansare le cimici nel letto , ma questo solo se siete in un’albergo di lusso altrimenti potrete giocarci a dama tanto sono grandi. Il vostro reddito non comprende di solito niente di tutto cio’ che vi serve per tenere in piedi una vita in due nazioni. Dovete essere “disponibili a viaggiare”, ovvero mollate la vostra morosa subito, e scordatevi una famiglia, ma in compenso sarete circondati da bellissime donne: nei posti dove vi spediscono con 1 dollaro avete la fila di bambine da scoparvi. Non e’ una figata?

CERTIFICATORI DEL BIOLOGICO: in pratica si tratta di andare in giro a certificare che le stesse aziende che hanno inquinato ogni cosa, poi abbiano aperto dei circuiti di scatole cinesi . Di solito le multinazionali prima producono roba di merda con metodi produttivi di merda, poi aprono aziende “biologiche” con le quali comprano la merda e la riciclano. In realta’ i raccolti di queste aziende (che sono troppo piccoli in quantita’ per soddisfare l’industria) vengono gettati via e sostituiti con roba prodotta a costi irrisori in quantita’ massicce. Voi dovrete andare la’ e dire che “si, un’ettaro di terra produce 35.000 tonnellate di grano , essendo coltivato con metodi biologici”. L’articolo specifica che il lavoro e’ “saltuario” e si svolge in “clima di consulenza”. Cioe’, vi usano per mettere una toppa alle loro porcate e poi vi mandano a cagare, se scoppia lo scandalo la colpa e’ vostra (che ovviamente non c’entrate con l’azienda) e ‘immagine e’ salva. Fiko.

REAL ESTATE FUND MANAGER: avete presente quello spam che vi arriva ogni tanto dall’america, dove vi promettono di fare vacanze da sogno con 4 soldi? Nessuno di voi ci crede, perche’ noi sappiamo che per avere buoni servizi in luoghi esclusivi bisogna spendere tanto. Ecco, siccome nessuno se la beve, arriva un coglione pagato per stringervi la mano e darvi l’impressione di potervi rifare con qualcuno se c’e’ la fregatura. Scordatevelo: come tutti quelli che hanno professioni contenenti la parola “fund” e la parola “manager”, sono specializzatissimi nello scomparire come neanche Houdini sapeva fare. Comprerete una baracca fatiscente nei pressi delle industrie siderurgiche di Timisoara, e sarete felici cosi’. Quando piove, dopotutto, ci sono un sacco di fanghi. Fanno bene alla salute. In pratica : truffatori.

TECNICO DEL CONTROLLO QUALITA’: colui che scrive quegli inutili fogli di carta che normalmente certificano il falso. Avete presente quando un’azienda vi chiama perche’ ha perso la vostra fattura, oppure perche’ voi chiedete una nota di credito e loro non riescono a rintracciare la fattura. Ecco, se fossero certificati ISO come dicono, a terminale dovrebbero avere TUTTO. Invece non lo sono, e si vede. Il merito di tutta questa ridicola farsa e’ dell’uomo di cui sopra, che guida le aziende a fingere di avere requisiti che non hanno. Un’altro improduttivo truffatore, prodotto di leggi fatte per alimentare burocrati. Come se il cliente fosse un cretino e non sapesse misurarsi la qualita’ da se’. Normalmente le certificazioni non vengono neanche lette: chi non “certifica” che la propria merce sia il top del top? E specialmente: chi ci crede piu’?

RESPONSABILE LOGISTICA: un magazziniere. Solo che siccome i lavori faticosi li fanno i negri emigrati interinali, in pratica si tratta di quello che stampa le bolle di consegna, ascolta le proteste dei clienti e frusta i negri perche’ lavorino. Chiunque abbia avuto a che fare con un qualsiasi reparto spedizioni di una qualsiasi grossa azienda, sa bene quanto poco valgano questi individui. Erano meglio i magazzinieri di una volta, ma chi li ha se li tiene stretti: se un magazziniere e’ disoccupato, o e’ un cretino o non e’ un magazziniere, o la sua azienda e’ stata bombardata dagli americani. Altri metodi per staccare un BRAVO magazziniere dall’azienda non ne conosco. Non ne esistono di disocupati, punto. Per cui, se non lavorate gia’ come magazzinieri, non siete dei magazzinieri. fatevene una ragione.

FACILITATORE AMBIENTALE: l’apoteosi della buffonata della new cialtronomy. In pratica e’ colui che disbriga le pratiche per lo smaltimento di scorie e rifiuti. Molto bello a dirsi, in pratica gestisce la falsificazione dei certificati di pericolosita’ e i rapporti con la mafia dello smaltimento rifiuti illegale. Un criminale ridipinto. Ha una provvigione del 15%, probabilmente pagata in gabbiani morti nel petrolio e foche scuoiate.

CREDIT MANAGER: il povero sfigato che deve chiamare i clienti per farsi pagare, e farsi negare quando chiamano i fornitori. La pubblicita’ dice che hanno la percentuale, ma non si capisce di cosa. Che abbiano il 15% di percentuale sui pagamenti e’ semplicemente RIDICOLO, visto che quasi nessuna azienda ha un margine di contribuzione cosi’ alto da potersi permettere di pagare cosi’ tanto quello che va a prendere i soldi dai clienti. Il giornalista di Panorama vaneggia, o viene da Marte.

RESP. CREDITO AL CONSUMO: uno che deve convincervi a comprare la roba a rate. Tradotto in italiano, vende carte di credito oppure fa televendite in tv, Avete presente “Roberto”. Ecco, magari non avrete l’asma e i baffi. Anche li’ Panorama vaneggia di provvigioni del 15%, come se ci fossero tante aziende che lavorano con un margine superiore al 15. Ridicoli. E parlano di economia. Oppure si riferiscono al 15% sull’ UTILE , il che significa che per avere uno stipendio da spazzini dovrete sbattervi 14 ore al giorno week end compreso.

RESPONSABILE DEL CONTROLLO DI GESTIONE: quello che arriva a licenzia la gente. Dopo un periodo di sbornia nella quale le grandi aziende hanno auto NECESSITA’ di 9 giardinieri ucraini per ogni reparto, e dell’addetto al reiki erotico, adesso ci vuole il bastardo che scriva lettere di licenziamento. Eccolo qui. Vaneggiano di percentuali alte, ma non si capisce il perche’, visto che se l’azienda licenza e’ perche’ i soldi per pagare gli addetti NON LI HA.

PRIVATE BANKER: un’altro piazzista, che deve convincervi ad investire i soldi che non avete in investimenti identici a quelli che vi hanno rovinato. Chiedono il giubbotto antiproiettile , perche’ come vi ripresentate da quelli cui avete fregato i risparmi come minimo vi sparano.

MANAGER DEL NON PROFIT: in pratica, girano un sacco di soldi in aziende che non esistono, ovvero sono non profit. Si tratta di stanziamenti dello stato o della UE , per aziende che in teoria non dovrebbero avere utili. Truffatori che fanno perno sui buoni sentimenti altrui. Anche qui si vaneggia di percentuali, ma la domanda e’: se l’azienda e’ “no profit”, di che cazzo di percentuali stiamo parlando? In pratica, trufferete lo stato con progetti inesistenti ma molto altisonanti. Roba che si puo’ mettere in TV nel periodo natalizio, insomma.

Il problema reale di questa “economia” e’: ho la macchina guasta. CHI CAZZO ME LA AGGIUSTA?

postato da Levoivoddin | martedì, luglio 15, 2003

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Cronache della fine….

volendo descrivere il fenomeno di disastro economico nel quale ci stiamo addentrando, possiamo dividerlo in tre fasi.

La prima fase si attua su un substrato industriale vasto, differenziato ed efficente.Succede che gli strumenti per gestire la mobilita’ e la liquidita’ divengono fini a se’ stessi. In quel momento, inizia una cosiddetta corsa speculativa.

Nel nostro caso, si e’ trattato della Borsa. Lo strumento nato per gestire il finanziamento delle industrie si e’ trasformato in una spece di casino’, casino’ nel quale si realizzavano come per magia profitti enormi. Questo ha deviato nel corso degli anni sia risorse finanziarie, sia risorse umane: sforniamo piu’ esperti di economia che ingegneri.

Il risultato di questa prima fase e’ che improvvisamente le infrastrutture produttive vengono definanziate. La manutenzione ridotta al minimo, il potenziamento semplicemente inesistente. Reti idriche fatiscenti che perdono efficenza, reti elettriche sempre piu’ incapaci di far fronte alle richieste, reti ferroviarie sempre piu’ inaffidabili. E questo e’ un normale effetto del cappello magico della speculazione: perche’ lavorare se tiro fuori i soldi dal cappello? Perche’ investire in centrali elletriche quando in borsa si guadagna di piu’? E perche’ lo stesso industriale piccolo/medio dovrebbe investire in strutture produttive, quando gli stessi soldi gli rendono di piu’ in borsa?

Il risultato e’ che specialmente nelle periferie, inizia la fatiscenza delle infrastrutture. Il prodotto di tutto questo e’ che le aziende , le persone e le attivita’ che erano disperse nel territorio iniziano a concentrarsi nelle poche citta’ dove i servizi e le infrastrutture funzionano ancora, sebbene abbandonate, per via dell’inerzia.

Risultato: campagne, province e periferie , abbandonate a se’ stesse, iniziano a riorganizzarsi su un modello di sussistenza abitativa. Il bilancio di queste vastissime zone diviene nullo: tanto producono e tanto consumano.

Contemporaneamente, la fame di investimenti orfani della prima fase di speculazione trova il proprio sfogo: il mercato immobiliare. Poiche’ le citta’ sono sempre piu’ richieste, essendovi gli unici servizi abbastanza funzionanti, i prezzi dell’immobiliare aumentano. E aumentano ancora perche’ improvvisamente parte un’ondata speculativa enorme sul patrimonio immobiliare.

Siamo piu’ o meno all’inizio di questa fase. In questa fase, le aziende dalla provincia  non piu’ servita si accalcano nelle periferie cittadine, mentre i lavoratori migrano facendo alzare i prezzi dell’immobiliare.Le banche, che non hanno altri sbocchi visto che l’industria non investe , finanziano a piu’ non posso l’acquisto di immobili a prezzo folle, convinte di avere un controvalore ipotecario.

Non si chiedono cosa succedera’ alla loro esposizione, qualora i prezzi crollassero.

A quel punto si arriva alla terza fase: il disastro. Ci vorranno ancora circa 5 anni.

Le periferie  e le campagne abbandonate riorganizzano la propria economia su modelli basati su efficenza e comunicazione. Il tenore della vita sale leggermente in provincia e si abbassa in citta’. La popolazione giovane e maggiormente prolifica non ha trovato posto in citta’ per via dei prezzi delle case e si e’ trasferita in campagna/provincia, producendo una domanda di servizi piu’ concentrata  e vitale rispetto alle zone cittadine iperurbanizzate.

L’economia di sussistenza delle periferie NON compra prodotti dalle citta’: e’ quasi autosufficente.

La gente inizia a spostarsi verso le campagne.Le aziende seguono i clienti. I prezzi dell’immobiliare crollano.

A quel punto, le banche scoprono che i loro investimenti nell’immobiliare non hanno contropartita di garanzia nelle ipoteche , e di avere un rischio enorme. A quel punto, gli investitori le abbandonano perche’ il rischio e’ troppo alto. E in quel momento il rischio si concretizza.

CRACK.

E’ crollato in questo modo piu’ di un’impero.

A noi mancano circa 5 anni. E c’e’ gente che vede la ripresa all’orizzonte.

BUFFONI.

postato da Levoivoddin giovedì, giugno 26, 2003

 

Germania, TI AMO.

Ebbene si’.

Oggi inizia una rivoluzione che finalmente rendera’ il mondo libero.

Il governo tedesco, infatti, ha deciso di CHIUDERE il “neuer market”.Il nasdaq tedesco, il numtel dei crucchi, la new economy dei nipoti di Goethe e’ stata chiusa.

D’autorita’.

Perche’ e’ stata chiusa?

E’ stata chiusa perche’, a detta del governo tedesco , era solo una fonte di frodi e speculazioni IMPRODUTTIVE, ovvero “un mare nel quale nuotano solo squali ed opportunisti speculatori che bruciano liquidita’ , liquidita’ che in questo momento difficile potrebbero essere investite in settori veramente produttivi”.

Una visione chiara. Una sentenza lapidaria, senza quisquilie e pinzellacchere.

Germania, TI AMO.

postato da Levoivoddin venerdì, giugno 20, 2003

Siamo al conto alla rovescia.

Allora, oggi il Politburo della BCE ha deciso di abbassare i tassi di mezzo punto.

Intendiamoci, cosa significa abbassare i tassi?

Significa che in teoria il denaro “costa meno”. Cioe’, se io chiedo in prestito denaro allora  la banca mi fara’ pagare meno gli interessi.

Questa stravagante convinzione parte dal principio secondo cui la banca che mi eroga soldi me li darebbe in cambio degli interessi.

E invece no: se ci fate caso, quando entrate in banca a chiedere soldi vi chiedono delle garanzie.

E con i trattati di Basilea, ve ne chiederanno sempre di piu’.

Indubbiamente, questo non e’ “costo del denaro”. Ma altrettanto indubbiamente, risulta esserlo all’effetto pratico.

L’operazione della BCE e’ come dire che il prezzo della pasta e’ calato,  ma per entrare nel negozio che la vende si paga un biglietto, ed esso e’ piu’ salato di prima!

Siamo cioe’ alla cialtroneria applicata, in cui si abbassa un parametro che di fatto importa solo a coloro che non chiedono realmente soldi per mandare avanti l’economia, ma per specularci sopra. Gli altri, quelli che potrebbero far partire l’economia, vengono salassati perche’ col trattato di Basilea II avere il denaro e’ piu’ costoso in termini di garanzie.

Siamo al conto alla rovescia, o meglio e’ arrivato il conto.

Il conto di un’economia FOLLE nella quale per ogni europeo che produce,3 gli offrono servizi, 3 amministrano la sua burocrazia , altri 2 vivono  di pensione sulle sue spalle, 1 fa volontariato sociale a sue spese, 4 godono di benefici fiscali.

Questo significa, in pratica, che non appena una persona apre un’azienda, si trova letteralmente assalita da PARASSITI. Uno stormo di parassiti gli si gettano addosso, succhiandogli anche il sangue.

Perche’ uno i servizi potrebbe anche rifiutarli, giusto?

No, certo che no. Lo Stato prima ti obbliga alla dichiarazione dei redditi telematica, POI ti dice che NON licenziera’ gente al ministero delle entrate, anche se ha telematizzato tutto. Risultato: con le tue tasse devi pagare sia gli stessi 2 stronzi cui consegnavi la carta della tua dichiarazione, sia un’altro stronzo che ti da’ la connettivita’, sia l’azienda appaltatrice che fa il bellissimo programma entratel.

In pratica, la moltiplicazione dei parassiti e degli squali.

Potremmo rifiutare la burocrazia? Storia vecchia, no.

I burocrati non sanno fare nulla, e se venissero licenziati sarebbero abbastanza da organizzare un colpo di stato: non avrebbero del resto scelta.

Cosa puo’ fare un burocrate di produttivo? Cosa SA fare?

Niente.

Dunque, ci manteniamo i 3 dei servizi obbligatori, e i 3 burocrati.

I pensionati? Non ce ne possiamo liberare. Sia perche’ sono una forza elettorale, sia perche’ dal loro punto di vista, avendo versato, avrebbero diritto alla pensione. Con quei soldi sono stati pagati altri burocrati, e questo lo sappiamo.

Il risultato e’ che la mia generazione avra’ come pensione -forse- il 30% dell’ultimo stipendio. A meno che non riuscire a sottrarre ai parassiti di cui prima dei soldi con cui farsi altre pensioni. Che pero’ verranno usati per pagare altri parassiti.

No way, stiamo andando verso il baratro.

Potremmo tagliare il volontariato? No, perche’ si tratta di un giro di denaro comodissimo per riciclare denaro sporco, attivita’ di partiti piu’ o meno lecite, commerci di beni non troppo legali, commercio di rifiuti spacciati per generi umanitari, smaltimento di residui di magazzino spacciati per aiuti.

I benefici fiscali sono a loro volta intoccabili. Interi settori dell’economia ci vivono sopra, e non possono non averli.

Sostanzialmente, il nostro lavoratore e’ assalito dalle mignatte , sanguisughe che lo salassano ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno.

E ovviamente NON puo’ essere lui a mantenere tutti. Cosa che non fa piu’.

Il sistema si e’ trasformato in uno stratificato manto di privilegio bizantini, manto che e’ irriformabile, immodificabile, e costosissimo.

 

In questo momento, il mercato vive di una cosa che si chiama speculazione.

Quella immobiliare.

E’ la peggiore delle speculazioni, al punto che alcuni storici ritengono che sia stata una delle cause del crollo dell’impero romano.

E’ la peggiore perche’ dipende troppo dal fattore demografico, e da alcuni fattori storici quali la tendenza all’urbanizzazione.

E perche’ comporta ingentissimi investimenti a LUNGO termine.

Per intenderci, il prezzo delle case oggi sale. Sale sempre di piu’, spingendo la gente a comprarle come investimento, e spingendo le banche a concedere mutui per investire il denaro che non possono piu’ investire sul nostro lavoratore dissanguato di cui prima.

Ovviamente, questo “espone” le banche. Apparentemente, perche’ quando si concede un mutuo, ci si prende l’ipoteca sulla casa. E cosi’, apparentemente, i conti tornano.

Apparentemente. Perche’ il valore della casa e’ sovrastimato dalla speculazione.

Solo per questo i conti tornano.

Ma quanto si riuscira’ a mantenere alti i prezzi? Tutti vogliono “vivere in centro”? Dipende da quanto costa, ma la tendenza e’ quella opposta.

Ci sono piu’ persone cui dare un tetto?

No.

La popolazione italiana, infatti, non cresce. Nemmeno contando gli immigrati,che comunque non compreranno case per almeno un’altra generazione.

Non c’e’ una reale domanda, se non quella gonfiata dalle banche. Ad un bel momento, come tutte le speculazioni, anche questa fara’ “flop”.

Ma l’esperto di economia e’ come la cavalletta, non si preoccupa del fatto che stia esaurendo le risorse. Pensa che vi sia sempre un’altro posto pieno di risorse in cui trasferirsi. Non sa di sciami di cavallette che vanno a morire nel deserto, dopo aver esaurito tutte le risorse. Siamo alla sindrome dei Lemming.

Problema: una casa non costa due lire.

Adesso, i prezzi sono gonfiatissimi.

Supponiamo OTTIMISTICAMENTE che l’anno prossimo i prezzi delle case tornino QUASI ragionevoli. Un crollo del 25%. E calino di conseguenza anche gli affitti.

La banca che ha prestato i soldi, diciamo ha prestato 100, ha come garanzia un controvalore di 75.(stiamo parlando ottimisticamente. la nostra eroica banca potrebbe

trovarsi con un valore di 65, se non 55). La cosa potrebbe anche essere piu’ lenta, perche’ un mutuo puo’ durare anche 30 anni.

Improvvisamente, siccome siamo alla frutta, il lavoratore decide che conviene andare in affitto piuttosto che pagare il mutuo.

Sono calati gli affitti, abbiamo detto. Perche’ deve pagare un mutuo superiore ad un’affitto?

Cosi’, non paga la casa, e la banca ipoteticamente se la prende. Quanto prende la banca? Prende 75. Se gli va bene, perche’ adesso deve rivenderla. Non ha preso liquidi, e le banche necessitano di liquidi.

Indubbiamente, si tratta di un’ipotesi pessimistica. Ma la realta’ rimane che le banche che oggi stanno investendo sull’immobiliare, presto si troveranno

sovraesposte in maniera bestiale.

Avranno prestato 1000 per avere in garanzia immobili per 550.

E gli azionisti , quando succedera’, le abbandoneranno.

Ma qui non siamo in USA dove una banca fallisce come qualunque altro soggetto finanziario.

Qui siamo in un posto dove l’economia cammina sulle uova di un sistema bancario mantenuto dallo stato, con stati che non possono piu’ aiutare

le banche.

Signori, il conto alla rovescia e’ iniziato.

Prendetevi i giornali gratuiti sull’immobiliare e leggeteli. Quando vedrete iniziare la discesa dei prezzi delle case, fate provviste per il futuro.

Cibo, vestiti e candele.

Non so come arrivera’ il disastro, ma la Jacuzzi non vi aiutera’ molto.

postato da Levoivoddin, venerdì, giugno 06, 2003

Storia della Nuova colonna infame…..

Ndr: ci sono numerosi pezzi con questo titolo o con altri titoli molto simili. Lo ripubblico comunque a titolo di completezza

Avete presente gli ultimi giorni dell’avventura sovietica?

Era successo, 70 anni prima, che qualcuno avesse rifondato l’economia su alcune teorie. Queste teorie avevano anche la pretesa di essere scientifiche, e dunque si creo’ in URSS tutta una classe accademica che le approfondi’ riempiendole di astrusi tecnicismi, fino a farne una dottrina complessa e autogiustificante. Il risultato era che non appena qualcuno osava mettere in dubbio tale teoria, spuntava qualche parruccone accademico a dirgli che lui pensava cosi’ perche’ ignorante.

“Se non vedi che abbiamo ragione noi, o non sai o non capisci”.

Come scrive lo stesso Gorbachev “noi discutevamo settimane e settimane su come far arrivare un minimo di dentifrici nei negozi dello stato, e se solo osavamo dire che le cose stavano peggiorando, ci trovavamo i teorici del comunismo a spiegarci che non era vero, e che quei dati erano frutto di una qualche fenomenologia normale.
Tiravano fuori la NEP e la crescita del dopoguerra e spiegavano che ci aspettava un futuro radioso.
Ogni volta che chiedevamo spiegazioni ricevevamo plichi incomprensibili di tecnicismi accademici, ma la realta’ rimaneva quella: non sapevamo come rifornire i negozi di dentifricio. E non erano certo questi studiosi a spiegarci come.”

Questa situazione, indubbiamente estrema, e’ abbastanza classica. Da un lato lo status quo si crea un mondo accademico che lo sostiene dal lato ideologico.Anche se le teorie sono errate.
Dall’altro chi deve fare i conti con la realta’ si rende sempre piu’ conto di come quelle teorie siano scorrette, e non portino proprio a niente.Ma non puo’ dirlo per non essere tacciato di “errore”.

Solo che l’ortodossia accademica e’ finanziata proprio dalla classe di ricchi soloni che sostiene, ed e’ pagata per teorizzare una giustificazione per il sistema di cose in vigore. Cosi’, chiunque osi dire “ma e’ sbagliato, qui tutto va a rotoli”, viene sistematicamente zittito dalle cariche piu’ autorevoli del mondo accademico: “ignorante, ignorante, sei solo un’ignorante”.

E potete anche fare a meno di provarci: questi signori lavorano a tempo pieno alla creazione di un’incomprensibile sistema di tecnicismi incomprensibili, tale che una discussione con loro finisce sempre allo stesso modo. In qualche modo, esiste un “inviluppo stocastico” che non avete considerato, per non parlare della “pilocatabasi”, o dell’ “avunculogratulazione meccanica”. E non insistete, perche’ potrebbero anche diventare maneschi e perseguirvi… siete dei provocatori, ecco cosa siete.

Forse ci sembrano cose del passato, o di regimi lontani e desueti. E in generale, ci sembra tipico di quei regimi che sostengono una teoria errata: creano una classe accademica che li giustifichi.
E quanto piu’ la teoria e’ errata, quanto piu’ tale classe sara’ resa autorevole. Piu’ il Re e’ nudo, piu’ i giornali scriveranno bene del suo vestito.

Ma questo, pensiamo, non puo’ accadere a noi.
Invece sta accadendo anche a noi.

Ad un certo punto della storia del capitalismo, si e’ creata una classe di economisti fine a se’ stessa. Si e’ creata una finanza speculativa, che produce valore senza produrre alcunche’ di utile.
L’economia funziona cosi’: qualcuno produce beni, e poi li vende. Migliori sono i beni, e minore e’ il prezzo, e piu’ ne vende. Sul mondo della produzione si sviluppano certe quantita’ di servizi, anche finanziari, che sono un’effetto secondario del mondo della produzione.
Come si dice oggi, i servizi sono “un’effetto collaterale” della produzione.

Il problema di questi economisti moderni e’ che non sanno come produrre. Non sanno come si produce. Pretendere che quei signori distinguano un divano da un metro cubo di cemento e’ semplicemente ridicolo. E’ prodotto, e basta, lo si mette in una scatola colorata e si vende, punto. Perche’ mai divremmo occuparci di cose assurde come sapere che cosa ci sia dentro la scatolina? Questa e’ la loro forma mentis.
Sanno solo gestire cio’ che e’ fatto da altri, perche’ sono fatti per esistere nel mondo dei servizi, in quell’ “effetto collaterale” che esiste senza che siano loro stessi a generarlo. E questo e’ normale, perche’ loro non sono il mondo della produzione. Ma ….

….ma ultimamente sono arricchiti. E nel delirio di onnipotenza di una persona dalle mani badiliformi per ragioni genetiche ed asceso al gotha della finanza (ho usato un’espressione gentile per indicare il figlio di contadini arricchiti che si laurea) , si sono illusi di poter fare a meno di tutti. E’ il primo passo della tamarraggine da ricchezza improvvisa: “io non ho bisogno di nessuno”. Figuriamoci se io per vivere ho bisogno del tuo sporco lavoro, tze’! Ma io sono DOTTORE, sa? Come si permette?

Ultimamente, queste persone sono cosi’ arricchite di presunzione da arrivare a teorizzare un sistema di servizi a prescindere dalla produzione. In effetti, la produzione e’ sporca, e’ costosa, e specialmente bisogna capirci qualcosa. Mentre l’economista non sa distinguere una lavatrice da un’automobile, ma sia chiaro che sa dirvi molto bene cosa fare dei soldi che esse costano.

Detto come va detto, per produrre veramente beni occorrono due sacrosanti coglioni tra le gambe. Per fare il banchiere potete anche lasciarli a casa…. ma questo a loro non si dice. Volete che una classe di imbecilli che non sanno come si produce un chiodo percepisca la propria inferiorita’, forse? Guardateli bene con mentalita’ medica: il loro scheletro e’ ancora ampio, le loro mani ancora quadrate: non sufficiente numero di generazioni ha ancora sancito la scomparsa di un patrimonio genetico di contadini. Dita deformate da generazioni di badile armeggiano sui computer delle finanziarie e ancora ci vorranno generazioni perche’ alle loro donne calino quei robusti fianchi da massaia contadina…

ma loro capiscono di niu economi. Ma essi sono dottori. Non piu’ ragionieri, sia chiaro. Sono dottori oggi, capito? Lei non sa chi sono io, yes! Wow.

Cosi’, questa classe ipertrofica si e’ illusa negli ultimi anni di poter vivere senza produzione.
Hanno appoggiato piu’ o meno apertamente la delocalizzazione dell’industria produttiva nel terzo mondo, dicendo “ecco, noi vivremo di finanza e servizi”. Dimenticando che finanza e servizi sono solo un’effetto collaterale della produzione. Ma le loro teorie dicono il contrario: del resto nel periodo di Neanderthal era pieno di consulenti finanziari, no? Arrivava un tizio con la valigia di pietra e la cravatta di pelle d’orso davanti alla caverna e chiedeva “signora ungabongo, ecco una soluzione geniale per investire le sue conchiglie”.

La catastrofe e’ sotto i nostri occhi. Le cose vanno male. L’economia cresce dello ZERO virgola qualcosa, ovvero zero.
Con i mezzi di rilevamento attuali, a campione, “zero virgola qualcosa” e’ sotto il margine di errore.
In altre parole, non cresce affatto: non esistono i mezzi statistici per misurare il pil con una precisione del decimo. Forse in una tribu’ di poche anime esistono, ma in sistemi piu’ complessi non esistono gli strumenti MATEMATICI per compiere rilevamenti simili.

Se vi dicono che qualcosa e’ “zero virgola tot”, potete anche dire “zero”: il resto e’ semplicemente “errore di misura al lavoro”.

Le nostre economie sono ferme. In crisi. I ceti piu’ deboli fanno sempre piu’ fatica a vivere, ricorrendo ad espedienti che sempre di piu’ sfuggono ai meccanismi di rilevamento. Il valore aggiunto viene regolarmente contraffatto, (pretendere di misurare la crescita del PIL dopo aver introdotto il “valore aggiunto” si commenta da se’, btw) In italia il “sommerso” arriva a decine di punti percentuali sul PIL, e loro pretendono di misurare la crescita del PIL con una precisione del decimo di punto. RI-DI-CO-LO.

Nell’ultimo anno, le famiglie hanno bruciato il 50% del risparmio bancario. Il che significa che c’e’ un’altro anno di ciccia. E poi si arriva all’osso. E dopo?

Detto come va detto, siamo piu’ o meno nella situazione tardo sovietica: lentamente, ma costantemmente, l’economia crolla. Piu’ che crollare, sembra piu’ “corrodersi” perche’ il calo e’ lento, molto lento.
Ma esiste.

E questo perche’ gli ultimi 20 anni di teorie economiche sono un’ammasso di cataclismiche stronzate.
Si tratta di teorie basate su dati falsi, come l’ “inflazione stimata”, o come la “produzione industriale”, si tratta di convenzioni di origine legislativa, di migliaia di altri fattori che formano un’instricabile sistema caotico.

Come in unione sovietica, questo non si puo’ dire. Se proviamo a dire che mancano dentifrici, autorevoli studiosi ci spiegheranno come la produzione di dentifrici sia cresciuta nell’ultimo anno del 0.4%. Proviamo a dire che le femiglie medie sono senza liquidi, e autorevoli studiosi ci spiegheranno come il risparmio sia addirittura aumentato del 0.27%. Cifre che nel mondo della statistica non sono cifre.

Esattamente come nell’epoca sovietica: il governo si riuniva per saccheggiare le riserve militari di dentifricio per riempire i negozi, e sui giornali si pubblicava un bellissimo articolo di come l’abbondanza di dentifricio di quest’anno fosse dovuta ad una nuova produttivita’, frutto meraviglioso del sistema sovietico.
Il fatto e’ questo: il Marxismo era una cavolata, ma almeno tendeva al criticismo. Questa buffonata che ci spacciano per economia moderna, ha perso ogni freno e non ha neppure quello. Continuano a dirci ( e non e’ solo questo governo, anche quello precedente di sinistra lo ha fatto) che le cose vadano bene, benissimo, sempre meglio, quando l’evidenza di tutti noi e’ che vadano sempre peggio.

Ormai il 50% delle pubblicita’ ci spiega come investire i nostri soldi, e solo il rimanente e’ relativo a beni da comprare. Finanziarie e banche e assicurazioni creano un nuovo “prodotto finanziario” al mese, mentre l’industria e’ a corto di soldi e non fa quasi piu’ ricerca. E questo e’ perche l’economia sta venendo condotta sulla base di teorie SBAGLIATE.

E’ successo piu’ o meno questo. Tutto e’ iniziato quando l’economia era semplicemente fondata sulla produzione. Improvvisamente si sono resi conto che molti dei paesi emergenti avrebbero potuto produrre le stesse cose a costi inferiori, per via dei minori costi di produzione. Certo, si sarebbe potuto alzare il reddito procapite dei lavoratori dei paesi emergenti, in modo da parificare le spese di produzione, ma questo avrebbe sollevato anche il loro stile di vita, e l’ecosistema del pianeta non puo’ supportare altri 2 miliardi di persone che vivono come noi.Figuriamoci altri 5.

Per cui , si sono costruiti una teoria risolutiva: i paesi emergenti rimarranno emergenti in eterno (ma dove? avete chiesto loro un parere?) e si occuperanno di produrre. Noi invece faremo finanza, gestiremo i loro soldi. Faccio presente che nessuno obbliga l’industriale indiano o cinese ad investire alla borsa di milano. Tra qualche anno potranno crearsi le loro, di borse. In ogni caso, si sono costruiti questa bella teoria tranquillizzante: nessun problema se loro producono a basso costo, tanto noi faremo solo servizi. Non si sono nemmeno chiesti se per caso non avrebbe potuto nascere un settore servizi all’estero. Scherziamo, quelle scimmie li’? E questa teoria e’ sostenuta ISTERICAMENTE.

Istericamente perche’ e’ l’ultima speranza di una nave che affonda. Capiamoci, i paesi emergenti produrranno beni a prezzi inferiori ai nostri e quando avranno bisogno di servizi si svilupperanno i LORO, a costi altrettanto inferiori! Ma cercate di capirli: il mondo della produzione e’ in crisi: concorrenza spietata dai paesi emergenti. Alzare il reddito procapite di quei paesi ai nostri livelli per pareggiare i costi di produzione e’ impossibile perche’ l’ecosistema non regge miliardi di persone con uno stile di vita elevato. Per di piu’ di cambiare lo stile di vita non se ne parla nemmeno. Dunque, questi signori si attaccano alla pietosa panzana della “services based economy”, o se preferite della “new economy”. E lo fanno per paura: e’ evidente come un ciclo sia finito, ed e’ evidente come adesso la direzione da prendere sia la compatibilta’ ambientale, e l’equa distribuzione della ricchezza. Non c’e’ scelta.

Ma questo fa loro paura. Quando si parla di equa distribuzione se la fanno sotto. Quando si parla di compatibilta’ abientale se la fanno sotto.Temono questa svolta, che pure sara’ necessaria a breve. E nell’isteria , per rispondere ai detrattori, si sono inventati un’economia fittizia, l’economia basata sui servizi, la new economy. Una balla. Una puttanata peggiore del marxismo. Qualcosa cui si attaccano istericamente per nascondere il fatto che le cose non possono procedere cosi’ a lungo.

Per nascondere il fatto che la loro fine sia vicina.

Dobbiamo produrre tutti, consumare tutti, e fare entrambe le cose in maniera sostenibile ed equa. Non c’e’ scelta. E loro non lo accettano. Per un semplice motivo: non sanno produrre, e in una economia basata sulla produzione, loro sono inutili in numero alto come quello odierno. Ci zono aziende che hanno piu’ responsabili marketing che responsabili produzione. Non ne servono cosi’ tanti. Per cui dovete capirli, tenteranno di sostenere questa panzana dell’economia basata sui servizi fino alla morte. Ne va del loro lavoro.

Come il Marxismo, la “services based economy” e’ una cazzata e non puo’ funzionare. Senza produzione non c’e’ economia, punto. Ma questo non si puo’ dire: come nel periodo sovietico, una classe di autorevoli parrucconi vi dira’ che siete ignoranti. Ovviamente, la stessa classe di parrucconi non ha alcun RIMEDIO , ma sia chiaro, loro sono dei teorici e non si sporcano certo le mani. Sanno tutto, ma non sanno fare niente. Fateci caso: loro di economia sanno tutto, sanno spiegare tutto, tranne come far andar meglio le cose. Quello no. Se fossero medici, sarebbero patologi: grandi conoscenze del corpo, peccato che arrivano sempre a posteriori. Meravigliose autopsie , ma nessuna cura.

Essi sanno dirvi, DOPO, cosa sia successo. Vi sanno dire anche “durante” cosa stia succedendo. Ma la loro “scienza” non sa fare previsioni. La loro scienza sa riconoscere i problemi ma non risolverli. Loro vi sapranno dire tutto sulla nostra economia, tranne come risollevarla. E’ classico delle classi accademiche prodotte da teorie SBAGLIATE. Quando una classe accademica e’ frutto di una toeria scientifica predittiva, vi sa dire PRIMA cosa succedera’, e quando succede qualcosa di male vi sa dire come uscirne. Loro no. La loro teorie sono sbagliate, e cosi’ non solo non vi sanno avvisare dei disastri, ma non sanno neanche cosa farci. E’ una pseudoscienza, la loro. Come i cerusici del 1600, essi vi sanno spiegare come le stelle abbiano mandato la peste, ma non sanno dirvi ne’ come curarla, ne’ vi hanno saputo avvisare in anticipo del suo arrivo.

Intanto, l’ecomomia affonda lentamente. I dati col segno meno ammontano sempre a diversi punti percentuali, mentre quelli col segno piu’ sono sempre “zero virgola qualcosa”, ovvero zero. Ma le cose vanno bene e “tecnicamente” non si puo’ parlare di recessione….

Ma prima o poi, il dentifricio verra’ a mancare, per usare la metafora sovietica.

Cosa diranno, allora, questi economisti? Oh, e’ storia gia’ vista:

…”si fece appresso alla muraglia delle case, che è subito dopo voltato il cantone, e che a luogo a luogo, tiraua con le mani dietro al muro. All’hora, soggiunge, mi viene in pensiero se a caso fosse un poco uno di quelli che, a’ giorni passati, andauano ongendo le muraglie ;et viddi, che teneua toccato la detta muraglia con le mani”

Ecco, queste saranno le prossime ragioni usate come giustificazione dagli economisti moderni per giustificare i loro fallimenti: qualcuno va ungendo le borse internazionali, ovvero “e’ colpa della Enron”.
Dalli all’untore…

postato da Levoivoddin lunedì, aprile 14, 2003

 

La Nuova Colonna Infame continua imperterrita…

Supponete di avere a che fare con un tizio che fa le previsioni del tempo. Se e’ una persona onesta, vi dira’ qualcosa come: “le mie previsioni sono valide per 7 giorni, poi diventano imprecise e bisogna rifarle.

Niente di male, direte voi, trattandosi di qualcosa che non e’ del tutto conosciuto, lo scienziato serio si deve comportare cosi’. Adesso supponete che tale scienziato si ostini a dire “pioggia tra 8 giorni”, “bel tempo tra due settimane”. Sicuramente lo definireste un cialtrone: prima vi ha detto che puo’ fare previsioni per 7 giorni, e che le previsioni vanno ripetute ogni settimana perche’ siano precise, e poi fa previsioni per 8,10,15 giorni.

Ecco, questo e’ stato piu’ o meno l’atteggiamento del FMI nei confronti dell’economia mondiale. Siamo ancora al 4° mese del 2003, e loro ci sanno dire che “nel 2004 ci sara’ ripresa”. Peccato che a fine anno bisognera’ rifare le previsioni : esse sono gia’ inaffidabili dopo 8 mesi.

Cioe’, ragazzi, ci hanno detto che nel 2004, seconda meta’, dovremmo avere la ripresa. Ma nel 2004 , PRIMA meta’, avremo gia’ la necessita’ di un’altro rapporto del’ FMI. Perche’? Perche’ quello precedente e’ obsoleto, dunque non affidabile. Vi rendete conto della presa per il Q?

Provate ad acquistare la stampa specializzata: quante previsioni simili vedete? Sono circa 5 anni che la ripresa e’ dietro l’angolo. Per “angolo”, intendono SEMPRE il loro limite di previsione. Hanno un’anno di capacita’ predittiva? No probs, la ripresa arrivera’ tra un’anno e mezzo! Hanno 8 mesi di capacita’ predittiva? No probs, la ripresa arrivera’ tra 12 mesi. E sara’, sia chiaro, una ripresa”debole”. Attenzione quindi, potremmo anche non accorgercene!

Queste tecniche le conosciamo bene: sono le stesse che si usano per fare gli oroscopi. Spesso gli oroscopi sono proprio cosi: imprecisi quel tanto che basta per azzeccarci sempre. Leggete le loro analisi piu’ approfondite: ci sono tecnicismi completamente infondati e del tutto simili a quelli che si usano in astrologia. Anche gli astrologi usano tecniche raffinate per calcolare la posizione di una stella: il problema sta nel fatto che dalla posizione della stella poi tirano fuori altre affermazioni. Ecco, loro fanno cosi’: usano tecniche altamente scientifiche per produrre “dati”, dati che poi interpretano “ad muzzum”. Per molto meno una qualsiasi persone viene cacciata da qualsiasi dipartimento di matematica. Ma no, loro sono dei dirigenti dell’ FMI, loro hanno la “matematica finanziaria” (una versione modificata della matematica, modificata… in maniera congruente alle loro cazzate: non ho mai incontrato un’economista che sapesse fare una dimostrazione. O che ne sentisse il bisogno.) L’analisi economica e’ solo una forma di chiromanzia ricoperta di scientismo e numeri. Il guaio e’ che la chiromanzia la devono fare i chiromanti, che la sanno fare, non gli economisti dell’ FMI che NON la sanno fare.

E allora, la ripresa sara’ “lieve”, e sia chiaro e’ prevista proprio nel momento in cui la previsione non serve a niente. Cioe’, se la possono rimangiare tranquillamente.

E questa e’ solo la prima delle panzane che ci rifilano. Parliamo di attualita’ economica? Bene, tutti quelli che hanno seguito questa BREVISSIMA guerra, praticamente prive di perdite (con 250.000 persone in movimento per 1000 km, 130 morti sono la media di incidenti stradali del sabato sera) sanno che piu’ volte le borse sono calate per “l’incertezza sugli esiti della guerra”.

Cazzate. L’esito di questa guerra e’ MOLTO piu’ certo, e lo e’ stato fin dall’inizio, di quanto non sia il valore delle azioni di una qualsiasi azienda. In confronto all’incertezza ed al rischio che regnano quotidianamente in borsa, la guerra era una cosa dall’esito scontato.

Eppure, la qualsiasi notizia che un carrarmato si impantanasse, che un pozzo prendesse fuoco, provocavano una caduta di borsa, un crollo dovuto “alle incertezze della guerra”.

Cazzate. Nemmeno la piu’ talebana delle radio ha mai sognato affermare che gli americani avrebbero potuto perdere la guerra. Neppure UN analista si e’ mai sognato di dirlo. Se escludiamo il mitico ministro dell’informazione iracheno, non sono MAI arrivate notizie particolarmente sconvolgenti per le borse. Niente di cosi’ grave da pensare che l’economia USA ne sarebbe stata inficiata.

Le borse sono andate giu’ perche’ le cose vanno male. La guerra, come l’11 settembre servono a questi signori come punto di accumulazione per scaricare in un colpo solo le malefatte. Avete presente quando siete in treno e volete infilarvi le dita nel naso? Cosa fate? Aspettate una galleria, giusto? Ecco, loro aspettano momenti catastrofici per fare cio’ che hanno bisogno di fare: calare le perdite sul tavolo. Un sacco di manager hanno fatto scelte sbagliate nell’acquisto di azioni, titoli e valute. Ovviamente, accumulano perdite. Sapete cosa fanno per non perdere il posto? Loro “compensano” fino a quando non hanno un’avvenimento sul quale scaricare le perdite.

Allora, avete comprato delle azioni a 10 euro? Prevedevate che andassero a 15? E invece sono finite a 7. Allora, invece di dare le dimissioni, questi bei tomi cominciano a “compensare”. Acquistano ancora azioni a prezzo ancora piu’ basso. Mentre lo fanno, la storia va avanti. Non appena succede qualcosa, diciamo un Marines si sbuccia un ginocchio, ZACCHETE vendono in perdita e si liberano della patata che scotta.Nessuno potra’ piu’ rimproverarlo: checcevoifa’, c’era la guerra no?

In questo modo, le borse crollano, e nel crollo essi possono giustificare le perdite: non e’ stata una loro mossa del cazzo, bensi’ la guerra a far calare il valore delle borse. Chi poteva prevedere che il marines si sbucciasse il ginocchio?

E tutto questo pur di non ammettere la verita’: una leadership sostanzialmente inconcludente sta portando l’economia a puttane.

I titoli che sono crollati in borsa sono titoli di aziende che pagano errori gravissimi, dirigenziali e ideologici. Sono titoli di aziende rette da cialtroni. Tutte, o quasi. La congiuntura non c’entra un cavolo: la congiuntura di un’azienda la fa il capo. Se ha gli attributi. Come diceva Napoleone Bonaparte: “Circostanze? Quali circostanze? Sono io che faccio le circostanze!”.

Guardate il mondo dell’informatica: vi basta la vicenda Apple? Il ritorno di Jobs? Le vicende di apple dopo il ritorno di Jobs da sole possono dimostrare quel che dico: quando in cima c’e’ uno con le PALLE, che sa di cosa parla, e che sa fare a produrre cose belle che piacciono alla gente, e che si vendono, il vento cambia. Il cazzone che c’era prima non ne aveva azzeccata una, perche’ non era dell’ambiente (se non ricordo male era un ex dirigente di Coca Cola…) e l’azienda era al disastro… l’ometto non sapeva distinguere una lattina da un processore, e QUELLO produceva disastri.

Questi signori credono che la conoscenza dell’economia e della finanza possano sostituire le capacita’ industriali.PALLE.Stanno distruggendo l’economia ostinandosi ad occupare posti che non sanno occupare.

Sappiamo bene cosa stia succedendo: investire nei circoli finanziari denaro liquido rende piu’ che costruirci una struttura produttiva. Cosi’, le grandi aziende stanno investendo sempre di piu’ in borsa e sempre meno nella struttura produttiva. Il risultato e’ che esse valgono sempre meno, e guadagnano sempre meno. Cosi’, tentano di rifarsi deviando i soldi in borsa, senza rendersi conto che anche la borsa vale di meno, perche’ le aziende valgono meno: e’ proprio il loro disinvestire nella parte produttiva a deprezzare il valore delle aziende in borsa!

Paradossalmente (ma neanche tanto) deviare i capitali dalla produzione alla finanza distrugge sia la produzione sia…… la finanza.

E’ un circolo vizioso per il quale le grandi industrie investiranno sempre meno in produzione per buttare i soldi in borsa. Quando li perderanno perche’ la borsa va giu’, tenteranno di recuperarli buttando altri soldi in borsa.Borsa che essendo fatta da aziende che non investono nella produzione, andra’ sempre piu’ giu’. E loro per recuperare ci butteranno ancora piu’ soldi. Fino a quando non ne avranno piu’ e allora chiederanno prestiti per risollevarsi dai debiti. Fiat docet.

Ovviamente, questi “manager” si guardano bene dall’individuare nei mercati finanziari la fonte delle loro perdite: danno la colpa al “settore”. Cosi’, se fiat e’ in crisi non e’ per via della gestione FINANZIARIA, ma per colpa del comparto auto “che non rende piu'”. No, vi siete fatti spennare in operazioni finanziarie ridicole, altroche’, e scaricate la colpa sul comparto produttivo. Quello che non rende piu’ perche’ gli avete sottratto fondi da dedicare alla finanza….in pratica questi signori sottraggono risorse alla produzione, essa non rende piu’, e con quella scusa sottraggono altri fondi, per giocarli in borsa. Non sapendo che se la produzione non conviene piu’, il titolo cala e la borsa affonda….o non volendo saperlo.

In tutto questo, onestamente non vedo la luce alla fine del tunnel. Anzi, vedi il muro alla fine del tunnel.

Lo vedo perche’ quando intervistano questi personaggi non si vede in loro la piu’ pallida ombra di dubbio, la minima modestia. Eh, loro sono fighi, loro sono manager, loro sono di confindustria.

Non vedo in loro un minimo pentimento, non vedono in loro la minima capacita’ di chiedersi “ma perche’ da quando siamo arrivati noi ogni cosa va a puttane?”. No, loro non se lo chiedono: e’ colpa della guerra. Credono alle stesse panzane che si inventano per giustificare i loro fallimenti!

Loro non hanno capito che stanno portando l’economia al disastro, inseguendo teorie gestionali sbagliate: semplicemente siamo tutti su un treno che corre veloce verso il baratro , ma ci arriveremo vestiti bene, sazi da scoppiare e cantando:

Ma chemmefregaaaaaaa…ma chemmemportaaaaaaaaaa….

semo la compagnia dei magnaccioniiiiiiiiii…

Ecco, la seconda colonna infame e’ proprio questo: la compagnia dei magnaccioni. Fermate ‘sto treno, voglio scendere.

postato da Levoivoddin | lunedì, aprile 14, 2003 | commenti

 

GET A JOB!

Allora, ho in mano una reliquia.

Ho in mano nientepopodimenocche’ un reperto di quanto na niu’ cialtronomi andava.Un giornale di internet technologies, uno di quelli fighi. Oh, yes.

Loro, se non ripropongono intrecci coattivi non stanno bene.

Allora, esso risale ad un fottio di tempo fa. E ci presenta il futuro, cioe’ oggi. Innanzitutto, il prodotto rivoluzionario: il nome? Ecchisenesbatte, l’azienda che lo faceva e’ fallita neanche tre mesi dopo. Lo standard? Ma e’ una Advanced Local Server Engine, CHE DIAMINE!

Non sapete cosa sia? Occazzo, allora siete proprio delle merde. Fate come lui che scrive l’articolo: Ci tiene a farvi sapere che e’ “uno specialista di progettazione e sviluppo in C++, Java e Lotus Notes. Attualmente si occupa dello studio di tecniche avanzate di programmazione iin ambito intranet/internet tramite Lotus Notes e Java”

Cioe’, figo vero? Uno cosi’….chissa’ in quale Mac Donald’s lavora oggi. Come minimo avra’ fatto una carriera folgorante e oggi puo’ persino godere del privilegio di mettere lo stuzzicadenti sul Mac Nuggets.

Comunque, sia chiaro che ha scoperto lo standard del futuro: oh, yes.

Continua un neobracciante agricolo: lui in quel periodo era laureato in ingegneria, era consulente freelance per il publishing e il multimedia nonche’ cotitolare di un pazzesco trip dal nome lisergico, struttura che si occupava nientepopodimenocche’ di realizzazione di prodotti software rivolte al marketing!

Eccheccazzo, QUESTO VINCE UN PREMIO! Il famoso premio GAJ: (Get a Job) Uno cosi’, oggi come minimo raccoglie cipolle nel salentino. Come minimo, dico io. Comunque, egli ci dice: L’utente medio del Web non e’ un tecnico, ha scarse conoscenze di cio’ che succede alle spalle della finestra del browser, e’ all’oscuro dei problemi di “ampiezza di banda”, di “compatibilita’ all’indietro”, di “risoluzione del video”.

Voglio dire, cazzo, lui e’ un guru, capito, mica come voi utenti del cazzo che non sapete una minchia!

Forte di tre caravelle fornite da sua maesta’ iberica, egli scopre che: “la maggior parte degli utenti dispone di modem a 56.000 BAUD”. ovviamente, di fronte ad utenti del cazzo come questi, Egli conclude “e’ facile intuire come il problema connesso al web non sia legato solo a problemi di natura tecnica, ma richieda professionisti in grado di dosare e strutturare l’utilizzo stesso del media”.

Occazzo, e’ incredibile. E ci voleva una laurea in ingegneria per dircelo?

GET A JOB

SU-BI-TO. PRI-MA DI SU-BI-TO

Il mio salto nel passato continua, con un’altro tizio che ci parla di sintesi vocale: il tale (udite udite) si presenta cosi’.

Pinco Pallino SI OCCUPA DA SEMPRE DI TECNOLOGIE VOCALI.

Tradotto in italiano: non cia’ un diploma, non cia’ una laurea, ma ha detto “mamma ” a soli 2 anni. Get a Job anche a te, fratello. Cosa farai da grande? Il muratore? L’idraulico? GET A JOB.

Questo qui ci racconta che c’e’ l’automatic spich recognision, e anche la test tu spich. , oh yeah. Lo standard del futuro, il vostro compiuter parla.Oh, yes.

Lui conclude l’articolo con UN CENNO AL FUTURO! Leggete qui: “IDG likes to think of this as a NUI (natural user interface) replacing the GUI. If GUIs were the interface of the 1990s, then NUIs will be the interface of the next decade”

Questi se lo meritano: GET A JOB!

Continua con un’altro tizio, gia’ candidato all’autospurgo:

lui e’ laureato in scienze dell’informazione, si occupa di visualizzazione scientifica, HCI, realta’ virtuale e geometria computazionale”

FIGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! (GET A JOB)

Questo parla cosi’: “In mancanza dei comodi plug in cervicali di Matrix volendo ottenere questo effetto utilizzando una sorgente….” e continua una fila di gerundi e di participi che a meta’ abbiamo gia’ la lingua anchilosata.

Non manca, alla fine, l’entusiasta che ci fa l’editoriale.

Lui si descrive con un’aria media techno-informal-simpatica.”prevede di esporre se stesso come servizio web nei primi mesi del 2003, nel frattempo sta predisponendo la sua interfaccia wdsl. per suggerimenti e beta, email ore pasti”

AHAHAHAHA.

Machetteridi, coglione?

Il tipo di informa che il web, evidentemente e’ “straordinariamente potente e versatile”.

Come la zappa che stai usando oggi , ai primi mesi del 2003, caro? Hai gia’ messo sul web il trattore?

In verita’, in verita’ vi dico: GET A JOB!

Get a REAL job.

Loro ci credevano. Ci credevano sul serio.

Oh, yeah.

Yip yip yip yip yip yip yip yip um um um um um um um um um um um…………………

……………GET A JOB!

postato da Levoivoddin | lunedì, aprile 14, 2003