La caccia agli irrequieti

di Uriel Fanelli, 6 aprile 2014 (via tumblr)

Quando si parla di persecuzioni , subito penserete alle persecuzioni contro i Gay che avvengono in Russia, o alle persecuzioni contro i dissidenti politici, ma pochi riflettono mai su quanto accade in Italia, ove ad essere perseguitati sono altri. Continua a leggere

Porte chiuse….

Porte chiuse…. ovvero, come fare sul serio senza dirlo.

di Uriel Fanelli, 5 aprile 2014

Sto seguendo la politica tedesca di questi giorni, e sto iniziando a realizzare un pochino cosa stia davvero facendo, un pezzetto alla volta, questo governo. Devo dire, sono assolutamente impressionato.

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N domande a Beppe Grillo

N domande a Beppe Grillo

perche’ ho un carattere di merda.

di Uriel Fanelli, 5 aprile 2014

Vedo che dalle parti di M5S va di moda fare gli inquisitori, e vedo che va molto di moda scimmiottare altri quando non si hanno contenuti proponibili. Allora, siccome vi divertite molto a fare gli inquisitori , adesso mi diverto io: se avete il coraggio, rispondete a QUESTE  domande. Con una risposta che risponda, non con uno dei soliti modi di sviare l’attenzione.
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Il problema delle basi.

la parola che nessuno vuole pronunciare sul caso Snowden.

Mi chiedo perche’ nessuno abbia ancora detto la verita’, cosa che mi spinge a scrivere qui questa riflessione. E in un certo capisco anche qualche motivo per cui non dirla troppo forte. Insomma, qui si farebbe sul serio.

Voglio dire, tutti voi saprete cosa sia un Awacs. Tutti voi sapranno che oltre ad esso, esistono numerosi modelli di aereoplani militari attrezzati per la guerra elettronica, per lo spionaggio ed il disturbo di comunicazioni.

L’aereo che taglio’ i cavi di una fuivia italiana, per dire, era uno di questi.

Ora, sappiamo bene che “per esercitazione” questi aerei devono partire, volare, decollare, in tutti e da tutti i paesi che hanno basi aeree della NATO.

L domanda che mi pongo e’ questa: per quante precauzioni prendiate, nel momento in cui questo tipo di aerei vola nel cielo, davvero potete dire che avete posto dei limiti allo spionaggio?

Mettiamo pure che uno stato ponga dei limiti allo spionaggio. In che modo volete applicare tali limiti? Se e’ un paese straniero, potete considerare sospetti alcuni nomi, perquisire alla frontiera, verificare credenziali.

Potete applicare restrizioni sui visti, tipo chiedere in quale citta’ si andra’ a stare, e non concedere o concedere meno visti vicino alla capitale o alcuni luoghi strategici. Potete limitare l’immigrazione per evitare che sia strumento per infiltrazioni.

MA se avete basi americane in casa, cosa diavolo potete limitare?

Puo’ arrivare qualsiasi quantita’ di persone , anche dichiaratamente addestrate per la guerra elettronica.
Puoi arrivare qualsiasi quantita’ di attrezzatura, anche dichiaratamente attrezzatura per spionaggio e guerra elettronica.
Insieme alle basi arriva un ufficio del controspionaggio, per cui arriveranno persone dichiaratamente “spie”.
Arriveranno aerei spia, navi spia, antenne spia, veicoli spia, sotto gli occhi di tutti.

A questo punto, la domanda e’: ha senso che vogliate “delle regole” sullo spionaggio?

Che senso ha incazzarsi con lo spionaggio nel momento in cui permetti agli Awacs di volare sul tuo territorio, ad un reggimento di spie di installarvisi ufficialmente, a veicoli ed attrezzature spia di girare ovunque?

Ci sono due ipotesi.

La prima e’ quella di bbreve termine. Si sono resi conto che occorre recuperare respiro nel mondo IT, ed intendo privilegiare le industrie nazionali con la scusa dello spionaggio. E’ una tattica di breve termine, che porta a giustificare investimenti e un cambio delle leggi.

Poi c’e’ una strategia di vasta portata, ovvero la rimozione delle basi americane dal suolo tedesco e francese, cosa cui probabilmente seguirebbe lo smantellamento di quelle in alcuni paesi dell’ ex patto di varsavia: inutile tenere basi in Polonia, senza delle retrovie. Se l’ Italia si unisse al coro, anche le basi americane in Italia sparirebbero.

La vera domanda e’: come mai e’ diventata una priorita’?

Pensare che qualcuno abbia in mente una forza militare europea a blablabla e’ un pensiero che ha troppe ipotesi per essere un fatto. Si, magari qualcuno vuole approfittare del discorso dell’ Europa senza basi per spendere di piu’ in spesa militare, che per via di restrizioni legittime deve rimanere spesa nazionale. Ci sta.

L’altro e’ che sia il prezzo da pagare per un accordo coi russi. Un accordo su cosa? L’unica cosa che mi viene in mente e’ il discorso Ukraina. I russi si trovano a gestire una situazione spinosa, nel senso che sono disposti anche a tollerare una Ukraina nella UE, ma non deve succedere che insieme alla UE finisca anche piu’ vicina alla NATO.

Quindi, la cosa che mi viene da pensare e’ un patto che dica: “ok, io lascio stare l’ Ukraina nella UE, le lascio avviare tutti i nuovi rapporti commerciali, magari tollero anche che abbia rapporti privilegiati sia con la UE che con la CSI. Pero’, voi mi togliete dalle palle le basi americane, cosi’ sono troppo vicine”.

Questa e’ gia’ un’ipotesi che farebbe quagliare molti fatti. Dopotutto, un corridoio privilegiato per il commercio, forte di accordi commerciali con la CSI e con la UE, non fa mai male per l’economia. Essendo uno stato diverso lo si puo’ sempre minacciare o ricattare. E si puo’ sempre agire sulla frontiera se esagere.

D’altro canto, pero’, chiedere un prezzo come lo smantellamento delle basi USA in Europa puo’ essere un buon affare. Per gli europei, questo apre la porta alla Moldavia e – semmai qualcuno desse una spallata alla Bielorussia – anche alla Russia Bianca.

Ovviamente la strategia piu’ probabile e’ quella della politica di breve termine sulla facilitazione alle aziende IT europee. Questo pero’ non esclude che qualcuno abbia in mente piani migliori, come un accordo con Putin.

Uriel

I mangiatori di carne giovane.

La strada che separa Italia e Thailandia e’ sempre piu’ corta.

Se osserviamo la dialettica che si sta imponendo in Italia , riguardo al futuro economico del paese, scopriamo che sempre di piu’ qualsiasi cosa sia grande infrastruttura deve scomparire. Ci si scaglia contro treni ad alta velocita’, contro le centrali elettriche a carbone prima, ed ora che c’e’ la biomassa, anche su quelle a biomassa.Tutto cio’ che e’ industria e infrastruttura deve scomparire, nella mente degli italiani, per lasciare posto ad un’economia fatta in questo modo:

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