Contro il pensiero mainstream.

Contro il pensiero mainstream.

“Io non sono razzista, odio tutti allo stesso modo.”

Da quando ho aperto questo blog, il numero di visite e’ cresciuto in una maniera che non mi aspettavo. Ho cercato di riflettere sul perche’, ma chi riflette su se stesso di solito non arriva mai molto lontano. Una persona mi ha scritto dicendomi una cosa veramente illuminante: “vedo che detesti i pensieri mainstream”.
Alcune persone mi attribuiscono pensieri “di destra”. Altri mi attribuiscono pensieri “di sinistra”. Questo succede perche’ nella logica dei partiti politici di merda (tutti, e se anche qualcuno e’ migliore di altri rispondo che non posso fare il sommelier di merde e letami) quando tu critichi “la destra” allora sei “di sinistra”, e quando critichi “la sinistra” tu sei “di destra”.
Nella lugubre paranoia che li caratterizza, tutti i partiti sentono il bisogno di caratterizzare il nemico ancora prima di caratterizzare se’ stessi. E’ possibile che un partito perda la propria identita’, ma andate tranquilli che nessun partito perdera’ mai l’identita’ del partito avversario.
Ma questo non e’ tipico solo dei partiti. E’ tipico di quelli che potrei definire gli “stream” di pensiero. I grandi flussi. Cio’ che io odio.
Ma che cos’e’ uno stream di pensiero, che cosa sono i pensieri mainstream?

Il pensiero mainstream e’ il pensiero che caratterizza le masse. E’ la qualita’ intellettuale che fa di un popolo una miserabile massa. Quando un popolo e’ una massa?

Un popolo diviene una miserabile massa quando , di fronte a qualsiasi argomento, tecnicamente approcciabile o meno, produce come reazione la divisione in due fronti, due tifoserie, diametralmente opposte, incomunicabili e fanaticamente avverse. Quando un gruppo umano si comporta cosi’, e’ senza ombra di dubbio una massa, ovvero un gruppo in preda al pensiero mainstream.

Quando avete a che fare con un seguace del pensiero mainstream, il risultato e’ sempre lo stesso: per quanto parliate, non sentite mai dire nulla che non possiate sentir dire da altri 100.000. O meglio: che quanto vi dicono e’ parte di un coro che ammorba l’aria degli stessi sloagan.
Il risultato e’ un osceno coretto, che riempie l’aria e che continua a ripetere sempre le stesse cose, convinto che sia sufficente gridarle in molti per renderle vere. L’osceno coretto che sentiamo, cui risponde un altrettanto osceno coretto, cui risponde un altrettanto osceno coretto. Cori, cori, cori ovunque, come tanti chierichetti tutti in fila a gridare le stesse cose.
Mentre il pensiero del lupo  (magari pieno di certezze quanto i pensieri mainistream, perche’ no?)  prende potenza dalla chiarezza e dalla logica in cui e’ espresso, il pensiero del “pensante mainstream” e’ farcito di :

  • Lo sanno tutti
  • E’ risaputo
  • I manuali dicono che
  • La storia e’ cosi’
  • Come dice tizio molto importante
  • La tal corrente dice che

Per parlare con te, il pensatore mainstream ha bisogno prima di tutto di classificarti. In particolare, se gli stai dando addosso, egli deve classificarti come il proprio avversario politico.
Mai, nella dialettica del “pensatore mainstream” compaiono le seguenti frasi:

  • E’ logico che
  • Guarda pure coi in tuoi occhi
  • I fatti sono che
  • La mia esperienza e’ che

Per il pensatore mainstream, ogni dialettica per avere un qualche valore deve venir prima inquadrata in una corrente, in uno stream di pensiero.
Allora la mia domanda e’:  che fare?
Cosa puo’ fare allora colui che vuole pensare a’ se’, colui che vuole pensare per se stesso soltanto, colui che vuole pensare nutrendosi solo di cio’ che vuole essere e divenire? Che cosa serve a coloro che desiderano affrancarsi da questi osceni coretti , da queste processioni che anziche’ portare in spalla un santo portano in spalla un filosofo? Che cosa puo’ fare colui che e’ stufo di parlare di filosofi e vorrebbe parlare di filosofia? Che cosa puo’ fare colui che e’ stanco di parlare dei politici e vorrebbe parlare di politica, colui che vorrebbe parlare di pensiero e non di pensatori?
La verita’ e’ che di lupi ce ne sono molti. Alcuni hanno il particolare dono di amare la parola scritta. Altri no.
Che cosa serve a tutti noi? Servono armi e munizioni. Armi e munizioni dialettiche. Questo manca a molti di noi: categorie dialettiche e nuovi pensieri, con i quali rompere l’assurda cacofonia di questi coretti che riempiono l’aria della loro discordante monotonia.
Noi dobbiamo allenarci a produrre nuove categorie, di fronte alle quali i pensatori mainstream non abbiano la risposta gia’ pronta. Nuovi pensieri che li colgano impreparati, contro i quali non sono mai stati indottrinati ne’ addestrati.
Ognuno di questi osceni coristi sa bene cosa rispondere a tutti gli altri cori. Per anni si allenano e si addestrano ad avere le risposte pronte al flusso opposto.
Ma se noi sapremo produrre pensieri diversi da ogni grande flusso, e ognuno di noi avra’ pensieri diversi l’uno dall’altro, ogni volta che apriremo bocca si sentira’ solo il silenzio. Si sentira’ il silenzio imbarazzato di chi non ha mai potuto prepararsi la risposta a casa.
Di chi non ha potuto venire addestrato contro la categoria nuova e sconosciuta che saremo capaci di produrre.
In questo senso, le nuove categorie e le nuove idee sono come armi e munizioni.
Questo blog vuole anche essere questo. Nel criticare ad attaccare i pensieri mainstream vuole deridere principalmente i coristi, quelli che hanno studiato assai bene una parte, i quali si trovano sempre senza parole quando gli si propone un’idea alla quale non sanno rispondere perche’ i loro maestri non gli hanno mai insegnato come si fa.
Al pensatore mainstream il maestro ha dato molto pesce, ma mai ha insegnato a pescare. Ha dato molti pensieri, ma mai ha insegnato a pensare.
Per questo, il pensiero non-mainstream, le categorie nuove e mai sperimentate li lasciano nel silenzio mortale della paura. La paura di chi incontra un’arma nuova contro la quale non sa come rispondere.
Io non so cosa vi spettiate di trovare sul mio blog. Ma non ci troverete mai nulla che possiate sentire da uno di quei ridicoli cori, in una di quelle patetiche manifestazioni dove tanti si sentono forti e autorevoli solo perche’ sono tanti e gridano le stesse cazzate tutti insieme.
Siano i mainstream dei centri sociali, quelli del papa, quelli della destra o quelli della sinistra, nessuno degli osceni coretti mi trovera’ mai d’accordo. Non per cio’ che cantano, per il fatto che lo cantano tutti insieme, addestrati al pensiero altrui.
In questo senso, io non sono razzista: odio tutti i cori allo stesso modo.
Sul forum non accetto di leggere cose che potrei leggere uguali su altri 1000 siti. Non accetto di vedere cose che posso legger uguali su 1000 libri. Non accetto di leggere cose che potrei sentirmi dire identiche da 1000 persone.
Io devo riuscire a distinguere una persona da un’altra solo ascoltando le sue idee. Se non riesco a distinguerli soltanto leggendo quello che pensano e quello che scrivono, NON HO A CHE FARE CON DELLE PERSONE, ma con degli squallidi coristi.
Quando una persona per essere riconoscibile dalle altre ha bisogno di una fotografia del volto, quando sui documenti non e’ sufficente scrivere un piccolo brano di cio’ che pensi per distinguerti da chiunque altro, allora abbiamo a che fare con una pseudo-umanita’ che non merita di esistere.
Una pseudo-umanita’ che va combattuta e schiacciata. Per fare questo servono armi nuove.
Armi e munizioni.

Contro i pensieri mainstream.
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4 pensieri su “Contro il pensiero mainstream.

  1. Era un pò che non mi imbattevo nei tuoi scritti… ero rimasto su Kein Pflush, quindi direi un pò arretrato.

    Mi piace leggerti e ritrovare nelle tue parole sempre un pensiero sopra le parti… per restare in tema, sopra il pensiero mainstream.

    Vorrei saper scrivere come te… che sarebbe come dire, vorrei saper pensare come te, e cioè come depurato da tutta la merda che ci viene inculcata dalla società e dai media dal momento della nostra nascita.

    A volte mi mette a disagio questa società in cui viviamo… mi riferisco alla realtà italiana ed a quella romana in particolare. Non sopporto tutta questa maleducazione e menefreghismo nei quali ormai stiamo affogando… questo modo di vivere alla “te lo metto in quel posto basta che soravvivo”.

    Per non andare troppo fuori tema, credo che tutto dovrebbe ri-partire dalle scuole… ormai allo sbando… con un approccio nuovo che porti il babino ad abituarsi a pensare con la propria testa piuttosto che ad uniformarsi alla massa… perchè purtroppo ci insegnano sin da piccoli che se sei “diverso” ti guardano strano… quando “diverso” spesso è un complimento

    Toglierei innanzitutto il grembiule o la divisa… che secondo me è il primo input di standardizzazione che riceviamo da piccoli.

    Rimetterei educazione civica… qualche ora buona… farei delle ore di pura conversazione… magari suddividendo i banbini in piccoli gruppi.

    Insegnerei il rispetto per l’ambiente… l’ecologia.

    E’ incredibile che più ci civilizziamo… e più diventiamo incivili.

    Continua così.

    Ciao Uriel

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    • Uriel Fanelli si è eclissato dalla rete. Per sempre pare.
      Qui noi paladini della dea Tutte – semper Gnocca! – combattiamo il demone della rete evanescente preservando tutti gli scritti del mutante più ficherrimo della futura pianura padana.

      Mi piace

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